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arte
15 aprile 2009
Statua di Gesù su sedia elettrica
 

Statua di Gesù su sedia elettrica

 

Francia,"da fedeli reazioni favorevoli"

Per la Pasqua Gesù Cristo non in croce ma su una sedia elettrica. E' quello che hanno visto i fedeli nella cattedrale di Gap, nel sud della Francia. Intitolata "Pietà" la scultura, opera dell' artista britannico Paul Fryer, ha suscitato vive reazioni, "in maggioranza positive", ha osservato il vescovo della diocesi, monsignor Jean-Michel di Falco. "Questa opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso", ha detto il religioso.

Il dibattito corre su Internet visto che commenti di fedeli e visitatori sono pubblicati sul sito della diocesi di Gap e sono in gran parte favorevoli all' iniziativa. ''La croce non era l' equivalente, all'epoca romana, della sedia elettrica?'', si chiede uno dei fedeli. Un altro osserva: ''Oggi entriamo in una chiesa senza neanche guardare Cristo sulla croce. Allora dico grazie a mons. di Falco di svegliarmi''.

Ci sono anche voci discordanti: ''L' esposizione di quest' opera non ha il suo posto in una cattedrale il Venerdì Santo''. Oppure: ''Se è arte, avrebbero potuto metterla da qualche altra parte''.

L' opera di Fryer fa parte della collezione d'arte di Francois Pinault, proprietario di Palazzo Grassi a Venezia.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo446851.shtml


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11 aprile 2009
LA PASSIONE MORTE E RISURREZIONE DI GESU' IN SAN LUCA
 
STUDIO BIBLICO
 
LA PASSIONE MORTE E RISURREZIONE DI GESU' IN SAN LUCA
 
Vangelo secondo San Luca: 22,1-24,53
 
22        

1Si avvicinava intanto la festa dei Pani non lievitati, detta anche la festa di Pasqua. 2Intanto i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge stavano cercando il modo di eliminare Gesù. Però avevano paura del popolo.
3Ma Satana entrò in Giuda, quello che era chiamato anche Iscariota, e apparteneva al gruppo dei dodici discepoli. 4Giuda andò dai capi dei sacerdoti e dalle guardie del Tempio, e con loro si mise d'accordo sul modo di aiutarli ad arrestare Gesù. 5Quindi furono molto contenti e furono d'accordo di dargli del denaro. 6
Giuda accettò e si mise a cercare un'occasione per fare arrestare Gesù, lontano dalla folla.

 
 
 


      Gesù fa preparare la cena pasquale
      (vedi Matteo 26, 17-19; Marco 14, 12-16)
7Venne poi il giorno della festa dei Pani non lievitati, nel quale si doveva uccidere l'agnello pasquale. 8Gesù mandò avanti Pietro e Giovanni con questo incarico:
- Andate a preparare per noi la cena di Pasqua.
9
Essi risposero:
- Dove vuoi che la prepariamo?
10
Gesù disse:
- Quando entrerete in città incontrerete un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo fino alla casa dove entrerà.
11Poi direte al padrone di quella casa: Il Maestro desidera fare la cena pasquale con i suoi discepoli e ti chiede la sala. 12
Egli vi mostrerà al piano superiore una sala grande con i tappeti. In quella sala preparate la cena.
13
Pietro e Giovanni andarono, trovarono come aveva detto Gesù e prepararono la cena pasquale.

      La Cena del Signore
      (vedi Matteo 26,20.26-29; Marco 14,17.22-25; 1 Corinzi 11,23-25)
14Quando venne l'ora per la cena pasquale, Gesù si mise a tavola con i suoi apostoli. 15Poi disse loro: "Ho tanto desiderato fare questa cena pasquale con voi prima di soffrire. 16Vi assicuro che non celebrerò più la Pasqua, fino a quando non si realizzerà nel regno di Dio". 17Poi Gesù prese un calice, ringraziò Dio e disse: "Prendete questo calice e fatelo passare tra di voi. 18Vi assicuro che da questo momento non berrò più vino fino a quando non verrà il regno di Dio". 19Poi prese il pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Questo è il mio corpo, che viene offerto per voi. Fate questo in memoria di me". 20Allo stesso modo, alla fine della cena, offrì loro il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue, offerto per voi".
21"Ma ecco: il mio traditore è qui a tavola con me. 22Il Figlio dell'uomo va incontro alla morte, come è stato stabilito per lui; ma guai a quell'uomo per mezzo del quale egli è tradito". 23
Allora i discepoli di Gesù cominciarono a domandarsi gli uni con gli altri chi di loro stava per fare una cosa simile.

      Chi è il più importante
      (vedi Matteo 19,28; 20,20-28; Marco 10,35-45)
24Tra i discepoli sorse una discussione per stabilire chi tra essi doveva essere considerato il più importante. 25Ma Gesù disse loro:
- I re comandano sui loro popoli e quelli che hanno il potere si fanno chiamare benefattori del popolo.
26Voi però non dovete agire così! Anzi, chi tra voi è il più importate diventi come il più piccolo; chi comanda diventi come quello che serve. 27Secondo voi, chi è più importante: chi siede a tavola oppure chi sta a servire? Quello che siede a tavola, non vi pare? Eppure io sto in mezzo a voi come un servo. 28Voi siete quelli rimasti sempre con me, anche nelle mie prove. 29Ora, io vi faccio eredi di quel regno che Dio, mio Padre, ha dato a me. 30
Quando comincerò a regnare, voi mangerete e berrete con me, alla mia tavola. E sederete su dodici troni per giudicare le dodici tribù del popolo d'Israele.

      Gesù annunzia che Pietro lo rinnegherà
      (vedi Matteo 26, 31-35; Marco 14, 27-31; Giovanni 13, 36-38)
31 - Simone, Simone, ascolta! Satana ha preteso di passarvi al vaglio, come si fa con il grano per pulirlo. 32Ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, quando sarai tornato a me, da' forza ai tuoi fratelli.
33
Allora Pietro gli disse:
- Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e persino alla morte.
34
Ma Gesù rispose:
- Pietro, ascolta quel che ti dico: oggi, prima che il gallo canti, avrai dichiarato tre volte che non mi conosci.

      La borsa, il sacco e la spada
35Poi Gesù disse ai suoi discepoli:
- Quando vi mandai senza soldi, senza bagagli e senza sandali, vi è mancato qualcosa?
Essi risposero:
- Niente!
36
Allora Gesù disse:
- Ora però è diverso: chi ha dei soldi li prenda; così anche chi ha una borsa. E chi non ha una spada venda il suo mantello e se ne procuri una.
37
Vi dico infatti che deve avverarsi per me quel che dice la Bibbia:
È stato messo tra i malfattori.
Ecco, quel che mi riguarda sta ormai per compiersi.
38
Allora i discepoli dissero a Gesù:
- Signore, ecco qui due spade!
Ma Gesù rispose:
- Basta!

 



      Gesù va verso il monte degli Ulivi a pregare
      (vedi Matteo 26,30.36-46; Marco 14,26.32-42)
39Come faceva di solito, Gesù uscì e andò verso il monte degli Ulivi, e i suoi discepoli lo seguirono. 40Quando giunse sul posto disse loro: "Pregate per resistere nel momento della prova".
41Poi si allontanò da loro alcuni passi, si mise in ginocchio 42e pregò così: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice di dolore. Però non sia fatta la mia volontà, ma la tua". 43Allora dal cielo venne un angelo a Gesù per confortarlo; 44
e in quel momento di grande tensione pregava più intensamente. Il suo sudore cadeva a terra come gocce di sangue.
45Quindi, dopo aver pregato, Gesù si alzò e andò verso i suoi discepoli. Li trovò addormentati, sfiniti per la tristezza 46
e disse loro: "Perché dormite? Alzatevi e pregate per resistere nel momento della prova".

      Gesù è arrestato
      (vedi Matteo 26,47-56; Marco 14,43-50; Giovanni 18,3-12)
47Mentre Gesù ancora parlava con i discepoli, arrivò molta gente. Giuda, uno dei Dodici, faceva loro da guida. Si avvicinò a Gesù per baciarlo. 48Allora Gesù disse:
- Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?
49
Quelli che erano con Gesù, appena si accorsero di ciò che stava per accadere, dissero:
- Signore, usiamo la spada?
50
E in quel momento uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro.
51
Ma Gesù intervenne e disse:
- Lasciate, basta così!
Toccò l'orecchio di quel servo e lo guarì.
52Poi Gesù si rivolse ai capi dei sacerdoti, ai capi delle guardie del Tempio e alle altre autorità del popolo che erano venuti contro di lui e disse: "Siete venuti con spade e bastoni, come per arrestare un delinquente. 53
Eppure io stavo ogni giorno con voi, nel Tempio, e non mi avete mai arrestato. Ma questa è l'ora vostra: ora si scatena il potere delle tenebre".

      Pietro nega di conoscere Gesù
      (vedi Matteo 26,57-58; Marco 14,53-54.66-72; Giovanni 18,13-18.25-27)
54Le guardie del Tempio arrestarono Gesù e lo portarono nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 55Alcuni accesero un fuoco in mezzo al cortile e si sedettero. Pietro si mise insieme a loro.
56
Una serva lo vide là, seduto presso il fuoco, lo guardò bene e poi disse:
- Anche quest'uomo era con Gesù!
57
Ma Pietro negò e disse:
- Donna, non so chi è!
58
Poco dopo, un altro vedendo Pietro disse:
- Anche tu sei uno di quelli.
Ma Pietro dichiarò:
- Uomo, non sono io!
59
Dopo circa un'ora, un altro affermò con insistenza:
- Sono sicuro: anche quest'uomo era con Gesù: infatti viene dalla Galilea.
60
Ma Pietro protestò:
- Io non so quel che tu dici.
In quel momento, mentre Pietro ancora parlava, un gallo cantò.
61
Il Signore si voltò verso Pietro e lo guardò. Pietro allora si ricordò di quel che il Signore gli aveva detto: "Oggi, prima che il gallo canti, avrai dichiarato tre volte che non mi conosci".
62
Poi uscì fuori e pianse amaramente.

 
 
 



      Gesù viene insultato e picchiato
      (vedi Matteo 26, 67-68; Marco 14, 65)
63Intanto gli uomini che facevano la guardia a Gesù lo deridevano e lo maltrattavano. 64Gli bendarono gli occhi e gli domandavano: "Indovina! Chi ti ha picchiato?". 65E lanciavano contro di lui molti altri insulti.

      Gesù davanti al tribunale ebraico
      (vedi Matteo 26, 59-66; Marco 14, 55-64; Giovanni 18, 19-24)
66Appena fu giorno, si riunirono le autorità del popolo, i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge. Fecero condurre Gesù davanti al loro tribunale 67e gli dissero:
- Se tu sei il Messia, dillo apertamente a noi.
Ma Gesù rispose:
- Anche se lo dico voi non mi credete.
68Se invece vi faccio domande voi non mi rispondete. 69
Ma d'ora in avanti il Figlio dell'uomo starà accanto a Dio Onnipotente.
70
Tutti allora domandarono:
- Dunque, tu sei proprio il Figlio di Dio?
Gesù rispose loro:
- Voi stessi lo dite! Io lo sono!
71I capi allora conclusero: "Ormai non abbiamo più bisogno di prove! Noi stessi lo abbiamo udito direttamente dalla sua bocca".

23        

1Tutta quell'assemblea si alzò e condussero Gesù da Pilato. 2Là, cominciarono ad accusarlo: "Quest'uomo noi lo abbiamo trovato mentre metteva in agitazione la nostra gente: non vuole che si paghino le tasse all'imperatore romano e pretende di essere il Messia-re promesso da Dio".
3
Allora Pilato lo interrogò:
- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù gli rispose:
- Tu lo dici!
4
Pilato quindi si rivolse ai capi dei sacerdoti e alla folla e disse:
- Io non trovo alcun motivo per condannare quest'uomo.
5
Ma quelli insistevano dicendo: "Egli crea disordine tra il popolo. Ha cominciato a diffondere le sue idee in Galilea; ora è arrivato fin qui e va predicando per tutta la Giudea".

      Gesù davanti a Erode
      (vedi Matteo 27,27-31; Marco 15,16-20; Giovanni 19,2-3)
6Quando Pilato udì questa accusa domandò se quell'uomo era galileo. 7Venne così a sapere che Gesù apparteneva al territorio governato da Erode. In quei giorni anche Erode si trovava a Gerusalemme: perciò Pilato ordinò che Gesù fosse portato da lui.
8Da molto tempo Erode desiderava vedere Gesù. Di lui aveva sentito dire molte cose e sperava di vederlo fare qualche miracolo. Perciò, quando vide Gesù davanti a sé, Erode fu molto contento. 9Lo interrogò con insistenza, ma Gesù non gli rispose nulla. 10Intanto i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge che erano presenti lo accusavano con rabbia. 11Anche Erode, insieme con i suoi soldati, insultò Gesù. Per scherzo gli mise addosso una veste splendida e lo rimandò da Pilato. 12
Erode e Pilato erano sempre stati nemici tra di loro: quel giorno invece diventarono amici.

      Gesù condannato a morte
      (vedi Matteo 27, 15-26; Marco 15, 6-15; Giovanni 18, 38-19, 16)
13Pilato riunì i capi dei sacerdoti, altre autorità e il popolo, 14e disse loro:
- Voi mi avete portato qui quest'uomo come uno che mette disordine fra il popolo. Ebbene, ho esaminato il suo caso pubblicamente davanti a voi. Voi lo accusate di molte colpe, ma io non lo trovo colpevole di nulla.
15Anche Erode è dello stesso parere: tant'è vero che lo ha rimandato da noi senza condannarlo. Dunque, quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte. 16Perciò lo farò flagellare e poi lo lascerò libero. ( 17
)
18
Ma tutti insieme si misero a gridare:
- A morte quest'uomo! Vogliamo libero Barabba!
19
Barabba era stato messo in prigione perché aveva preso parte a una sommossa del popolo in città e aveva ucciso un uomo.
20Pilato parlò di nuovo ai presenti perché voleva liberare Gesù. 21
Ma essi gridavano ancora più forte:
- In croce! In croce!
22
Per la terza volta Pilato dichiarò:
- Ma che male ha fatto quest'uomo? Io non ho trovato in lui nessuna colpa che meriti la morte. Perciò lo farò frustare e poi lo lascerò libero.
23
Essi però insistevano a gran voce nel chiedere che Gesù venisse crocifisso. Le loro grida diventarono sempre più forti.
24Alla fine Pilato decise di lasciar fare come volevano. 25
Avevano chiesto la liberazione di Barabba, quello che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e Pilato lo liberò. Invece consegnò loro Gesù perché ne facessero quello che volevano.



      Gesù sulla via del Calvario
      (vedi Matteo 27, 31-32; Marco 15, 20-21; Giovanni 19, 16-17)
26Presero Gesù e lo portarono via. Lungo la strada, fermarono un certo Simone, originario di Cirène, che tornava dai campi. Gli caricarono sulle spalle la croce e lo costrinsero a portarla dietro a Gesù.
27
Erano in molti a seguire Gesù: una gran folla di popolo e un gruppo di donne che si battevano il petto e manifestavano il loro dolore per lui.
28Gesù si voltò verso di loro e disse: "Donne di Gerusalemme, non piangete per me. Piangete piuttosto per voi e per i vostri figli. 29
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le donne che non possono avere bambini, quelle che non hanno mai avuto figli e quelle che non ne hanno mai allattato.
30
"Allora la gente comincerà a dire ai monti:
"Franate su di noi"
e alle colline: "Nascondeteci".
31
Perché se si tratta così il legno verde, che ne sarà di quello secco?".

      Gesù è inchiodato a una croce
      (vedi Matteo 27, 33-44; Marco 15, 22-32; Giovanni 19, 18-27)
32Insieme con Gesù venivano condotti a morte anche due malfattori.
33
Quando furono arrivati sul posto detto "luogo del Cranio", prima crocifissero Gesù e poi i due malfattori: uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra.
34
Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno". I soldati intanto si divisero le vesti di Gesù, tirandole a sorte.
35La gente stava a guardare. I capi del popolo invece si facevano beffe di Gesù e gli dicevano: "Ha salvato tanti altri, ora salvi se stesso, se egli è veramente il Messia scelto da Dio". 36Anche i soldati lo schernivano: si avvicinavano a Gesù, gli davano da bere aceto 37
e gli dicevano: "Se tu sei davvero il re dei Giudei salva te stesso!".
38
Sopra il capo di Gesù avevano messo un cartello con queste parole: "Quest'uomo è il re dei Giudei".

      La preghiera di un malfattore
39I due malfattori intanto erano stati crocifissi con Gesù. Uno di loro, insultandolo, diceva:
- Non sei tu il Messia? Salva te stesso e noi.
40
L'altro invece si mise a rimproverare il suo compagno e disse:
- Tu che stai subendo la stessa condanna non hai proprio nessun timore di Dio?
41
Per noi due è giusto scontare il castigo per ciò che abbiamo fatto, lui invece non ha fatto nulla di male.
42
Poi aggiunse:
- Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno.
43
Gesù gli rispose:
- Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso.

 
 



      Gesù muore
      (vedi Matteo 27, 45-56; Marco 15, 33-41; Giovanni 19, 28-30)
44Verso mezzogiorno si fece buio per tutta la regione fino alle tre del pomeriggio. 45Il sole si oscurò e il grande velo appeso nel Tempio si squarciò a metà. 46Allora Gesù gridò a gran voce: "Padre, nelle tue mani affido la mia vita". Dopo queste parole morì.
47L'ufficiale romano, vedendo quel che accadeva, rese gloria a Dio dicendo: "Egli era veramente un uomo giusto!". 48Anche quelli che erano venuti per vedere lo spettacolo, davanti a questi fatti se ne tornavano a casa battendosi il petto. 49
Invece gli amici di Gesù e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea se ne stavano ad una certa distanza e osservavano tutto quel che accadeva.

      Il corpo di Gesù è messo nella tomba
      (vedi Matteo 27,57-61; Marco 15,42-16,1; Giovanni 19,38-42)
50- 51Vi era un certo Giuseppe originario di Arimatèa. Faceva parte anche del tribunale ebraico, ma non aveva approvato quel che gli altri consiglieri avevano deciso e fatto contro Gesù. Era uomo buono e giusto, e aspettava con fiducia il regno di Dio. 52Giuseppe dunque andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce e lo avvolse in un lenzuolo. 53Infine lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno era stato ancora deposto.
54Era la vigilia del giorno di festa, già stava per cominciare il sabato. 55Le donne, che erano venute con Gesù fin dalla Galilea, avevano seguito Giuseppe. Videro la tomba e osservarono come veniva deposto il corpo di Gesù. 56
Poi se ne tornarono a casa per preparare aromi e unguenti. Il giorno festivo lo trascorsero nel riposo, come prescrive la legge ebraica.

24        

1Il primo giorno della settimana, di buon mattino le donne andarono al sepolcro di Gesù, portando gli aromi che avevano preparato per la sepoltura. 2Videro che la pietra che chiudeva il sepolcro era stata spostata. 3Entrarono nel sepolcro, ma non trovarono il corpo del Signore Gesù.
4Le donne stavano ancora lì senza sapere che cosa fare, quando apparvero loro due uomini con vesti splendenti. 5Impaurite, tennero la faccia abbassata verso terra. Ma quegli uomini dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6EgIi non si trova qui ma è risuscitato! Ricordatevi che ve lo disse quando era ancora in Galilea. 7
Allora vi diceva: "È necessario che il Figlio dell'uomo sia consegnato nelle mani di persone malvagie e queste lo crocifiggeranno. Ma il terzo giorno risusciterà"".
8Allora le donne si ricordarono che Gesù aveva detto quelle parole. 9Lasciarono il sepolcro e andarono a raccontare agli undici discepoli e a tutti gli altri quello che avevano visto e udito. 10
Erano Maria, nativa di Màgdala, Giovanna e Maria, madre di Giacomo. Anche le altre donne che erano con loro riferirono agli apostoli le stesse cose.
11
Ma gli apostoli non vollero credere a queste parole. Pensavano che le donne avevano perso la testa.
12
Pietro però si alzò e corse al sepolcro. Guardò dentro, e vide solo le bende usate per la sepoltura. Poi tornò a casa pieno di stupore per quello che era accaduto.

 



      Gesù risorto appare ai discepoli di Emmaus
      (vedi Marco 16, 12-13)
13Quello stesso giorno due discepoli stavano andando verso Emmaus, un villaggio lontano circa undici chilometri da Gerusalemme. 14Lungo la via parlavano tra loro di quel che era accaduto in Gerusalemme in quei giorni.
15Mentre parlavano e discutevano, Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro. 16
Essi però non lo riconobbero, perché i loro occhi erano come accecati.
17
Gesù domandò loro:
- Di che cosa state discutendo tra voi mentre camminate?
Essi allora si fermarono, tristi.
18
Uno di loro, un certo Clèopa, disse a Gesù:
- Sei tu l'unico a Gerusalemme a non sapere quel che è successo in questi ultimi giorni?
19
Gesù domandò:
- Che cosa?
Quelli risposero:
- Il caso di Gesù, il Nazareno! Era un profeta potente davanti a Dio e agli uomini, sia per quel che faceva sia per quel che diceva.
20Ma i capi dei sacerdoti e il popolo l'hanno condannato a morte e l'hanno fatto crocifiggere. 21Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo d'Israele! Ma siamo già al terzo giorno da quando sono accaduti questi fatti. 22Una cosa però ci ha sconvolto: alcune donne del nostro gruppo sono andate di buon mattino al sepolcro di Gesù 23ma non hanno trovato il suo corpo. Allora sono tornate indietro e ci hanno detto di aver avuto una visione: alcuni angeli le hanno assicurate che Gesù è vivo. 24
Poi sono andati al sepolcro altri del nostro gruppo e hanno trovato tutto come avevano detto le donne, ma lui, Gesù, non l'hanno visto.
25
Allora Gesù disse:
- Voi capite poco davvero; come siete lenti a credere quel che i profeti hanno scritto!
26
Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria?
27
Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano. Cominciò dai libri di Mosè fino agli scritti di tutti i profeti.
28Intanto arrivarono al villaggio dove erano diretti, e Gesù fece finta di continuare il viaggio. 29Ma quei due discepoli lo trattennero dicendo: "Resta con noi perché il sole ormai tramonta". Perciò Gesù entrò nel villaggio per rimanere con loro. 30
Poi si mise a tavola con loro, prese il pane e pronunziò la preghiera di benedizione; lo spezzò e cominciò a distribuirlo.
31In quel momento gli occhi dei due discepoli si aprirono e riconobbero Gesù, ma lui spari dalla loro vista. 32
Si dissero l'un l'altro: "Non ci sentivamo come un fuoco nel cuore, quando egli lungo la via ci parlava e ci spiegava la Bibbia?".
33
Quindi si alzarono e ritornarono subito a Gerusalemme. Là, trovarono gli undici discepoli riuniti con i loro compagni.
34Questi dicevano: "Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone". 35
A loro volta i due discepoli raccontarono quel che era loro accaduto lungo il cammino, e dicevano che lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane.

      Gesù appare ai discepoli
      (vedi Matteo 28, 16-20; Marco 16, 14-18; Giovanni 20, 19-23; Atti 1, 6-8)
36Gli undici apostoli e i loro compagni stavano parlando di queste cose. Gesù apparve in mezzo a loro e disse: "La pace sia con voi!".
37Sconvolti e pieni di paura, essi pensavano di vedere un fantasma. 38Ma Gesù disse loro: "Perché avete tanti dubbi dentro di voi? 39
Guardate le mie mani e i miei piedi! Sono proprio io! Toccatemi e verificate: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho".
40Gesù diceva queste cose ai suoi discepoli, e intanto mostrava loro le mani e i piedi. 41
Essi però, pieni di stupore e di gioia, non riuscivano a crederci: era troppo grande la loro gioia!
Allora Gesù disse: "Avete qualcosa da mangiare?".
42Essi gli diedero un po' di pesce arrostito. 43
Gesù lo prese e lo mangiò davanti a tutti.
44
Poi disse loro: "Era questo il senso dei discorsi che vi facevo quando ero ancora con voi! Vi dissi chiaramente che doveva accadere tutto quel che di me era stato scritto nella legge di Mosè, negli scritti dei profeti e nei salmi!".
45Allora Gesù li aiutò a capire le profezie della Bibbia. 46Poi aggiunse: "Così sta scritto: il Messia doveva morire, ma il terzo giorno doveva risuscitare dai morti. 47- 48Per suo incarico ora deve essere portato a tutti i popoli l'invito a cambiare vita e a ricevere il perdono dei peccati. Voi sarete testimoni di tutto ciò cominciando da Gerusalemme. 49
Perciò io manderò su di voi lo Spirito Santo, che Dio, mio Padre, ha promesso. Voi però restate nella città di Gerusalemme fino a quando Dio non vi riempirà con la sua forza".

 
 



      Gesù sale verso il cielo
      (vedi Marco 16, 19-20; Atti 1, 9-11)
50Poi Gesù condusse i suoi discepoli verso il villaggio di Betània. Alzò le mani sopra di loro e li benedisse. 51Mentre li benediceva si separò da loro e fu portato verso il cielo. 52I suoi discepoli lo adorarono.
Poi tornarono verso Gerusalemme, pieni di gioia.
53E stavano sempre nel Tempio lodando e ringraziando Dio.

 

http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Luca&Capitolo=1

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Note Capitolo 24.

 

 




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11 aprile 2009
Via crucis sui i testi paolini
 
 

Via crucis sui i testi paolini

 

indice:

INTRODUZIONE

PRIMA STAZIONE:  Gesù è condannato a morte.

SECONDA STAZIONE: Gesù caricato della croce.

TERZA STAZIONE: Gesù cade per la prima volta.

QUARTA STAZIONE: Gesù incontra la madre.

QUINTA STAZIONE:Gesù è aiutato dal Cireneo.

SESTA STAZIONE:Gesù è confortato dalla Veronica.

SETTIMA STAZIONE:Gesù cade per la seconda volta.

OTTAVA STAZIONE:Gesù incontra le donne di Gerusalemme.

NONA STAZIONE: Gesù cade per la terza volta.

DECIMA STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti.

UNDICESIMA STAZIONE:Gesù è inchiodato alla croce.

DODICESIMA STAZIONE:Gesù muore in croce.

 

 

INTRODUZIONE

Si inizia con una pausa di profondo silenzio.

 

P       Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T       Amen!

P      Il Signore sia con voi.

T       E con il tuo spirito.

P       3 Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

4 In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo,

per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,

 5 predestinandoci a essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo,

 6 secondo il beneplacito della sua volontà.

T       Benedetto nei secoli il Signore.

P       E questo a lode e gloria della sua grazia,

che ci ha dato nel suo Figlio diletto;

7 nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue,

la remissione dei peccati

secondo la ricchezza della sua grazia.

T       Benedetto nei secoli il Signore.

P       8 Egli l`ha abbondantemente riversata su di noi

con ogni sapienza e intelligenza,

9 poiché egli ci ha fatto conoscere

il mistero della sua volontà,

secondo quanto, nella sua benevolenza,

aveva in lui prestabilito

 10 per realizzarlo nella pienezza dei tempi:

il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose,

quelle del cielo come quelle della terra.

T          Benedetto nei secoli il Signore.

 

 

P       Preghiamo

 

O Dio, che hai mandato l’apostolo Paolo ad annunciare alle genti il Vangelo della stoltezza della croce concedi a noi, che ne accogliamo il dono, lo Spirito santo per camminare con la sua stessa fedeltà sulla via di Cristo, nostro Signore.

 

PRIMA STAZIONE: Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù è condannato a morte.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Dalla 1^ lettera di san Paolo a Timoteo (6,12-14).

12 Carissimo, combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. 13 Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, 14 ti scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

O Dio, che, nell’offerta della vita del Figlio tuo, hai accolto e reso significante il sangue dei martiri di ieri e di oggi, concedi a noi il tuo santo Spirito perché siamo sempre fedeli testimoni dell’evangelo, fino all’incontro con te per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

 Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, condannato da Pilato, il Signore Gesù. Santa Maria …


SECONDA STAZIONE: Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù caricato della croce.

 Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla 1^ lettera di san Paolo apostolo ai Corinti (5,22-25).

22 Mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, 23 noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 24 ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 25 Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

O Dio, che, della croce del tuo Figlio hai fatto la stoltezza che vince la sapienza del mondo e la debolezza che vince la potenza terrena, dona il tuo santo Spirito alla Chiesa affinché si lasci guidare solo dalla sua luce e confidi solo nel tuo amore, fino alla contemplazione del tuo volto per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, caricato della croce, il Signore Gesù. Santa Maria …


TERZA STAZIONE: Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù cade per la prima volta.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,12).

Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. 

O Dio, che, nella caduta del Figlio tuo sotto la croce rialzi l’umanità dal peccato, dona a tutti gli uomini il tuo santo Spirito affinché renda più salda la debolezza della loro natura umana e li conduca all’incontro con te per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

 Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, caduto sotto la  croce, il Signore Gesù. Santa Maria


QUARTA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù incontra la madre.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (4,4-6).

4 Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5 per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. 6 E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!

O Dio, che, hai voluto che il Figlio tuo ricevesse la natura umana dalla Vergine Maria, manda il tuo santo Spirito sulle nostre parrocchie che in lei vedono il modello del credere, dello sperare e dell’amare, nel cammino che porta all’incontro con te, per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, da te incontrato sulla via della croce, il Signore Gesù. Santa Maria …


QUINTA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù è aiutato dal Cireneo.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (6,14).

14 Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

O Dio, che, hai concesso a Simone di Cirene di seguire il Figlio tuo reggendo la sua croce, dona lo Spirito santo ai cristiani affinché non temano mai di camminare fra gli uomini innalzandola con fierezza e amore, ora e per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, aiutato dal Cireneo, il Signore Gesù. Santa Maria …


SESTA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù è confortato dalla Veronica.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15,5-7).

5 E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, 6 perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. 7 Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. 

O Dio, che mandasti una donna sconosciuta ad asciugare il volto del Figlio tuo in cammino verso il calvario, dona lo Spirito santo a quanti oggi asciugano le lacrime dal volto dei fratelli nelle difficoltà e nelle loro sofferenze, affinché in ogni cosa rendano gloria al tuo nome, ora e per i secoli dei secoli.

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, confortato dalla veronica, il Signore Gesù. Santa Maria …


SETTIMA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

 

Gesù cade per la seconda volta.

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,15).

Il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.

 

O Dio, che nel cadere del Figlio tuo sotto la croce rialzi la Chiesa, sempre santa e sempre peccatrice, donale il tuo santo Spirito affinché nel suo camminare nella storia sia sempre più trasparenza del  mondo nuovo, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

Padre nostro …

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, caduto sotto la croce,  il Signore Gesù. Santa Maria …


 

OTTAVA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

 

Gesù incontra

le donne di Gerusalemme.

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

 Dalla 2^ lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (3,1-15).

1 Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore si diffonda e sia glorificata, come lo è anche tra voi, 2 e veniamo liberati dagli uomini perversi e malvagi. Non di tutti infatti è la fede. 3 Ma il Signore è fedele; egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno. 4 E riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore, che quanto vi ordiniamo già lo facciate e continuiate a farlo. 5 Il Signore diriga i vostri cuori nell`amore di Dio e nella pazienza di Cristo.

 

O Dio, che mandasti le donne di Gerusalemme sulla via percorsa dal Figlio tuo carico della croce, dona il tuo santo Spirito alle donne di oggi affinché con la vita e con la parola trasmettano a quanti le circondano l’evangelo e insieme camminino verso l’incontro con te, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

Padre nostro …

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, incontrato dalle donne di Gerusalemme,  il Signore Gesù. Santa Maria …

  


 

NONA STAZIONE:

 

Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù cade per la terza volta.

 

 Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,20b-21).

Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia, 21 perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

 

O Dio, che nel Figlio tuo, caduto sotto il peso della croce, rialzi ciascuno di noi abbattuto dal peso del peccato, concedici il dono del tuo  Spirito affinché alziamo con fiducia lo sguardo alla contemplazione della tua gloria, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

Padre nostro …

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, caduto sotto la croce,  il Signore Gesù. Santa Maria …


DECIMA STAZIONE:

Gesù è spogliato delle vesti.Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

  

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2,5-8).

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo di natura divina,

non considerò un tesoro geloso

la sua uguaglianza con Dio;

7 ma spogliò se stesso,

assumendo la condizione di servo

e divenendo simile agli uomini;

apparso in forma umana,

8 umiliò se stesso

facendosi obbediente fino alla morte

e alla morte di croce.

 

O Dio, che nel Figlio tuo spogliato delle vesti sul Calvario hai rivestito della sua grazia l’uomo peccatore, concedi il tuo santo Spirito quanti desiderano tornare a te affinché sperimentando la tua misericordia  giungano a contemplare il tuo volto, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

Padre nostro …

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, spogliato delle vesti,  il Signore Gesù. Santa Maria …

  


  

UNDICESIMA STAZIONE:

Gesù è inchiodato alla croce.Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (2,20).

20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

 

O Dio, che sulla croce del Figlio tuo hai annullato ogni condanna dell’uomo peccatore, concedi il tuo santo Spirito a quanti hanno creduto in lui affinché vivano per lui e in lui comprendano il tuo amore per ogni creatura, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

Padre nostro …

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, inchiodato alla croce,  il Signore Gesù. Santa Maria …

 


 

DODICESIMA STAZIONE:Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

Gesù muore in croce.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo:

perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (6,3-5).

Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 5 Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. 6 Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.

 

O Dio, che con l’immersione battesimale nella morte del Figlio tuo ci hai resi creazione nuova, concedici il tuo santo Spirito affinché siamo partecipi con lui della resurrezione, ora e per i secoli dei secoli.

 

Maria, madre umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolore:

aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

Padre nostro …

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto il Figlio tuo e di Dio, morto in  croce,  il Signore Gesù. Santa Maria …

 

 

 



CREDITS

Testi: Ufficio liturgico Diocesi di Brindisi-Ostuni

Immagini: Via Crucis, Scuola Veneta - Sec. XVIII (Cattedrale - Padova)

 

 

http://www.mariadelsoccorso.com/preghiamo%20insieme.htm


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SOCIETA'
11 aprile 2009
SOLENNI FUNERALI PER LE VITTIME DEL TERREMOTO DELL'AQUILA DEL 5 APRILE
 
CENTRO RELIGIONE CRISTIANA
VENERDI SANTO 10 APRILE 2009
SOLENNI FUNERALI PER LE VITTIME DEL TERREMOTO DELL'AQUILA DEL 5 APRILE
===================================================
CI UNIAMO AL DOLORE DEI PARENTI DELLE VITTIME ED ESPRIMIAMO IL PIU' GRANDE CORDOGLIO
E OFFRIAMO LE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE E PROMETTIAMO DI PREGARE PER I LORO CARI
CHE HANNO LASCIATO QUESTO MONDO TRAGICAMENTE.
OGGI  SI COMMEMORA QUESTO FUNERALE PROPRIO QUANDO RICORRE  IL GIORNO DELLA PASSIONE E MORTE DI GESU' .
QUESTE DUE RICORRENZE INSIEME SONO UN GRIDO DI DOLORE INFINITO VERSO IL CIELO.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L'AQUILA - Oltre cinquemila persone - secondo le stime delle forze dell'ordine - 

si sono riunite all'Aquila ad assistere ai funerali delle vittime del terremoto che ha colpito la regione.

La cerimonia solenne è iniziata questa mattina e si è conclusa nel primo pomeriggio,

 alla presenza del capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, e delle più alte cariche istituzionali del Paese.
Sull'altare allestito nella piazza d'Armi della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza i circa 1.600 parenti delle

vittime hanno cominciato ad affluire sin dal primo mattino. Ognuno di essi ha accompagnato i solenni funerali

di 205 delle 290 persone rimaste sotto le macerie la notte del 6 aprile scorso.
Duecentocinque bare allineate su quattro file nell'ampio piazzale della caserma,

molte sormontate da quelle bianche e piccole dei bambini. Appena mezzo metro quella del più giovane,

un bimbo di soli cinque mesi.
Più in là, nelle città ferite, il lavoro dei volontari è proseguito senza sosta, fra le macerie,

insieme a quello delle squadre antisciacallaggio.
E anche durante i funerali si sono avvertite scosse, una sola di magnitudo 2,5.
Intanto è salito a 290 i numero ufficiale dei morti causati dal terremoto di lunedì.

http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.cdt.ch/files/images/f_43e11a93d20814f2c1a4078f31818e40.jpg&imgrefurl=http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/3385/cinquemila-persone-ai-funerali.html&usg=__QKqDRti5KzjRyiC3k-tkq9WH2fE=&h=327&w=436&sz=87&hl=it&start=11&sig2=xoMTTUibWsrJuprDFhMu4g&um=1&tbnid=gw7E1nH4lmKhUM:&tbnh=95&tbnw=126&prev=/images%3Fq%3Dfunerali%2Bterremoto%2Bin%2Babruzzo%26hl%3Dit%26lr%3D%26rlz%3D1G1GGLQ_ITXX257%26sa%3DN%26um%3D1&ei=Zr3fSdKMMMaPsAb_u7meDA


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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 11/4/2009 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
10 aprile 2009
IL FILM BLASFEMO " TUTTA COLPA DI GIUDA "
 
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
8 Aprile 2009
IL FILM BLASFEMO " TUTTA COLPA DI GIUDA "
NELLE SALE PROPRIO A PASQUA-VERGOGNA!
 
Video Cover
 

http://www.screenweek.it/film/20219-Tutta-colpa-di-Giuda

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 TUTTA COLPA DI GIUDA
Il film “Tutta colpa di Giuda - Una commedia con musica” è scritto, prodotto e diretto da Davide Ferrario. Nella trama del film si mescolano le vicende di personaggi davvero particolari: la scombinata regista teatrale d’ avanguardia Irena Mirkovic (interpretata dall’ attrice Kasia Smutniak), il problematico direttore di carcere Libero Tarsitano (interpretato dall’ attore Fabio Troiano), il curioso prete Don Iridio con velleità artistiche (interpretato da Gianluca Gobbi), Suor Bonaria (interpretata da Luciana Littizzetto) e un gruppo di detenuti-attori del carcere di Torino con cui il regista Davide Ferrario lavora da anni. Sono questi gli elementi della nuova “commedia con musica” del film “Tutta colpa di Giuda” con cui Davide Ferrario ritorna al cinema di finzione dopo il fortunato “Dopo mezzanotte” e la parentesi del film-documentario pluripremiato “La strada di Levi”.
Il film “Tutta colpa di Giuda - Una commedia con musica” è stato girato quasi interamente nel penitenziario Vallette di Torino con detenuti e agenti veri, ma nonostante l’ ambientazione reale, il film non è il tipico dramma carcerario. Al contrario, il film “Tutta colpa di Giuda” è l’ imprevedibile storia della messa in scena di una paradossale Passione Pasquale, piena di musica e coreografie. In questo senso il film “Tutta colpa di Giuda” è una commedia “carceraria” all’ insegna della musica: il film racconta infatti la storia della regista Irena Mirkovic (Kasia Smutniak) che su richiesta del cappellano del carcere Don Iridio (Gianluca Gobbi), a scopo educativo, deve mettere in scena la Passione di Cristo.

Il film “Tutta colpa di Giuda - Una commedia con musica” uscirà al cinema dal 10 Aprile 2009.

LA TRAMA DEL FILM “TUTTA COLPA DI GIUDA - UNA COMMEDIA CON MUSICA”
Quando la regista Irena Mirkovic (Kasia Smutniak) accetta di collaborare con Don Iridio (Gianluca Gobbi) per la messa in scena di una “Passione Pasquale” in un carcere, non sa che la sua vita sta per cambiare. L’ incontro con il direttore del carcere Libero Tarsitano (Fabio Troiano) spingerà Irena a chiudere la sua relazione con il fidanzato-attore Cristiano (interpretato dall’ attore Cristiano Godano), ma Irena si troverà anche di fronte ad un problema: dopo aver conquistato la fiducia dei detenuti del carcere, Irena capisce che nessun detenuto vuole interpretare la parte di Giuda, per motivi che in un carcere sono chiari a tutti. Oltre a questo inconveniente, c’è anche chi è contrario allo spettacolo: Suor Bonaria (Luciana Littizzetto), una religiosa inflessibile ma dotata anche di spirito molto pratico.
La soluzione per Irena è una sola: se Giuda non si trova bisogna ripensare e riscrivere la storia di Gesù in un altro modo, una storia senza tradimento, senza condanna, senza punizione e morte. Insomma, una storia che finisce bene. I detenuti del carcere del resto apprezzano questa scelta, purché sia contro la galera !

IL TRAILER DEL FILM “Tutta colpa di Giuda - Una commedia con musica” (con Luciana Littizzetto)

 

http://www.iocinemablog.it/luciana-littizzetto-nel-film-tutta-colpa-di-giuda-una-commedia-con-musica-in-uscita-al-cinema-dal-10-aprile/1107

 
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IL FILM BLASFEMO " TUTTA COLPA DI GIUDA "
 
Qual'è il messaggio di questo film blasfemo?
Davide Ferrario è ateo, e vuole che tutti diventano atei come lui.
Quindi con la scusa del musical Jesus Christ recitato dai detenuti, e con l'invenzione tutta falsa che nessun carcerato
vuole fare la parte di Giuda, Ferrario si sente libero di cambiare Gesù e il vangelo, quindi non c'è tradimento e morte.
Ora questa fantasia blasfema che utilità ha?
E' una fantasia-spazzatura delle peggiori, anti-storica e anti-cristiana.
Noi credenti e chi ancora non crede
 non abbiamo bisogno di Gesù e vangeli inventati da atei come Ferrario,
ma di storia e certezze, di religione e santi insegnamenti, che solo il Nuovo Testamento può darci.
Ancora, il film e' nelle sale a Pasqua, ed è proprio una bestemmia contro la  S.Pasqua,
infatti, in quest'opera blasfema non c'è la morte e la risurezione di Gesù, che bravi !
 
AVVERTIMENTO PER TUTTI COLORO CHE SI PERMETTONO DI FALSIFICARE GESU'
CON CALUNNIE E BESTEMMIE
 
**********************************************
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo Giudice di tutta la terra,
 e non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo, agnostico, pagano o falso cristiano.
 Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.
 
CHI NON CREDE IN GESU' NON SI SALVA
 
V.Giovanni: 3, 35-36
3,35Il Padre ama il Figlio, e ha dato ogni cosa nelle sue mani. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
 Chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita: incombe su di lui la collera di Dio.
 
V.Giovanni: 8, 23-24
8,
23Gesù rispose: " Voi siete della terra; io sono del cielo. Voi appartenete a questo mondo, io non appartengo a questo mondo.
24Vi ho detto che andrete in rovina per i vostri peccati. IO SONO: se non credete questo, andrete in rovina per i vostri peccati" .
 
V.Matteo: 10, 32-33
10,32"Tutti quelli che dichiareranno pubblicamente di essere miei discepoli, anch'io dichiarerò che sono miei,
davanti al Padre mio che è in cielo. 33Ma quelli che pubblicamente diranno di non essere miei discepoli,
 anch'io dirò che non sono miei, davanti al Padre mio che è in cielo.
 
V.Marco: 8,38
8, 38Se uno  si vergognerà di me e delle mie parole di fronte a questa gente infedele e piena di peccati,
 anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà, glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli santi".
V.Marco: 16, 16
16,
16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
 
PER CHI BESTEMMIA  E DICE COSE FALSE
 
V.Matteo : 12, 30-32

12,30"Chi  non è con me è contro di me; e chi non raccoglie insieme con me spreca il raccolto.
31"Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati,
ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato.
32Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai.
V.Matteo: 12, 36-37
 12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
 37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
 
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43

10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
 42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati. 43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
 
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
 Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
 
 
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
 
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23
"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".

ANCHE SAN PAOLO DONA UN DURO AVVERTIMENTO A CHI RACCONTA FALSI VANGELI
 Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
 Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
 8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
 
Citazioni Bibbia Tilc
 
 
 
 
 

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arte
10 aprile 2009
Pasqua in immagini. L'ultima cena secondo Leonardo
 

Pasqua in immagini. L'ultima cena secondo Leonardo

Il capolavoro di Leonardo da Vinci spiegato da Timothy Verdon. Una via artisticamente sublime per capire la passione di Gesù

di Sandro Magister




ROMA, 7 aprile 2009 – Il Vangelo della Passione di Gesù è stato letto o cantato due giorni fa in tutte le chiese cattoliche di rito romano, nella domenica che precede la Pasqua. Quest'anno nella versione di Marco.

Ma c'è anche una Passione che parla con le immagini. Che raggiunge e commuove un numero sterminato di persone di ogni fede.

È ad esempio quella messa in scena dalle processioni che contrassegnano la settimana santa. O più semplicemente è quella raffigurata dall'arte pittorica.

C'è un capolavoro dell'arte universale che è forse il più conosciuto al mondo, tra quelli che rappresentano la Passione di Gesù. È l'Ultima Cena affrescata da Leonardo da Vinci nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, a Milano.

Tantissimi conoscono e ammirano questo dipinto. Ma pochi sanno quale momento preciso dell'ultima cena rappresenti. Pochi sanno leggere i significati dei gesti di Gesù e degli apostoli. E meno ancora sanno che questo affresco può essere capito solo assieme a un altro dipinto che occupa la parete di fronte del medesimo refettorio e rappresenta la crocifissione.

Sfortunatamente, quel romanzo dalla spropositata fortuna che è stato "Il Codice da Vinci" ha contribuito ad estendere non solo la fama dell'Ultima Cena di Leonardo, ma anche la sua incomprensione.

È giusto quindi strappare il velo che rende ciechi. È ciò che fa Timothy Verdon nel testo che segue, uscito su "L'Osservatore Romano" del 30 marzo 2009.

Verdon è storico dell'arte e sacerdote. È americano ma vive da molti anni a Firenze, dove dirige l’ufficio diocesano per la catechesi attraverso l’arte. È uno dei maggiori esperti mondiali di arte cristiana. Chiamato da Benedetto XVI, ha partecipato agli ultimi due sinodi dei vescovi, sull'eucaristia e sulle Sacre Scritture.

In questo articolo egli spiega in chiave artistica, teologica, liturgica il senso profondo del capolavoro di Leonardo da Vinci. Una via artisticamente sublime per capire quell'atto d'inizio della passione di Gesù che è la sua ultima cena. E per farsene coinvolgere, come ogni grande opera d'arte sa fare.


"Se il Cristo di Leonardo alzasse lo sguardo, vedrebbe la croce"

di Timothy Verdon


Il Cenacolo di Leonardo da Vinci fu dipinto in un refettorio: la cena di Cristo in un luogo dove si mangia.

Ha importanza poi il fatto che il refettorio era quello di una comunità consacrata, i domenicani del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. L'Ultima Cena, nel corso della quale il protagonista, Cristo, assunse un gravoso impegno, fu dipinta per dei cristiani impegnati a seguirlo.

È inoltre significativo che questo refettorio si trovi a pochi passi dalla chiesa in cui i consacrati ascoltavano le Scritture che davano senso al loro impegno, e dove venivano alimentati del corpo e sangue originariamente offerti da Cristo nel contesto dell'evento raffigurato da Leonardo.

Ed è fondamentale ricordare che i frati si recavano al refettorio dalla chiesa: andavano a pranzo – almeno nelle grandi occasioni e nei giorni di festa – subito dopo la solenne messa comunitaria. Vedevano cioè il Cenacolo di Leonardo nel contesto di un impegno che coinvolgeva tutta la loro vita, e dopo aver ascoltato il Vangelo e ricevuto l'eucaristia.

***

Ovviamente tale modo di guardare l'opera non era l'unico, e anche all'epoca il dipinto suggeriva altri significati.

La raffigurazione del Cenacolo più celebre di tutti i tempi illustra, ad esempio, in maniera singolare, il rapporto con i coevi "misteri" teatrali.

Eseguita tra il 1495-97, riassume inoltre l'ardita ricerca stilistica iniziata, elaborata e codificata da altri maestri fiorentini: in primo luogo Giotto, poi Donatello e Masaccio, infine Leon Battista Alberti. Il cenacolo fu subito riconosciuto come una pietra miliare della cultura artistica del Rinascimento.

***

Le due cose non sono affatto contraddittorie. L'Ultima Cena venne commissionata a Leonardo dall'allora duca di Milano, Ludovico Sforza, nel contesto di un progetto di ammodernamento e abbellimento del convento e della chiesa di Santa Maria delle Grazie, in cui il principe intendeva situare la propria sepoltura. Nel quadro globale del progetto, diretto dall'architetto Donato Bramante, la Cena di Leonardo aveva una duplice funzione: da una parte doveva essere un'opera d'arte sacra – l'immagine della "coena Domini" nella sala dove i frati prendevano i loro pasti – e dall'altra doveva appagare l'ambizione del duca di dare lustro alla sua capitale con opere di architettura e arte nello stile moderno.

Oltre gli elementi di contenuto religioso nel dipinto, Leonardo vi creò infatti l'esempio più perfetto mai visto in Italia settentrionale della nuova prospettiva inaugurata dall'arte fiorentina, aprendo la parete di fondo del refettorio con l'illusione di una stanza spaziosa dal soffitto a cassettoni. Questa stanza – come il grandioso presbiterio a cupola che Bramante realizzava contemporaneamente per la chiesa – aggiornava una struttura preesistente, definendone un'estensione ideale, a un livello più alto: lo spazio di Cristo nel convento dei frati.

In realtà i due aspetti del Cenacolo – quello tecnico e quello mistico – si sovrappongono, perché è anche grazie all'uso della prospettiva che Leonardo riesce a mostrare che la vita della comunità religiosa è un'estensione della vita di Cristo e degli apostoli.

Attraverso la sua costruzione prospettica, l'artista focalizza l'attenzione su Cristo, facendo della sua figura il punto d'incrocio dell'intero cosmo pittorico definito dalla sala. Infatti le linee diagonali che portano l'occhio in profondità conducono inevitabilmente a Cristo, tutto si ricollega a Lui, è Lui il perno della logica visiva oltre che narrativa dell'insieme. Egli non è il punto ultimo, il punto di fuga prospettica; le linee diagonali convergono piuttosto dietro Cristo, nell'aria vespertina che è oltre la finestra; ma quel punto ultimo rimane nascosto. Cercando l'infinità, il nostro sguardo si ferma a Cristo, come se egli ancora dicesse: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Giovanni 14, 9).

La forza di questa concentrazione prospettico-cristologica ideata da Leonardo diventa chiara se si raffronta la sua Cena con altre interpretazioni del tema nella pittura coeva.

Domenico Ghirlandaio, ad esempio, negli anni 1480-1490 ne dipinse due, quasi identiche, nei conventi di Ognissanti e San Marco a Firenze. Come Leonardo, questo artista si servì della prospettiva per dare l'illusione di uno spazio reale, senza però costruire lo spazio in diretto rapporto a Cristo. Nelle Cene dipinte dal Ghirlandaio, l'occhio avanza da sinistra a destra, fermandosi su ciascuna delle tredici figure separate ma più o meno uguali, senza cogliere immediatamente quale di esse rappresenti Gesù. Due sono in posizioni diverse dagli altri: Giuda, seduto dalla nostra parte della tavola, e il giovane san Giovanni che si riposa, con la testa tra le braccia incrociate sulla tavola. Per un processo di eliminazione, si capisce che la figura su cui Giovanni si poggia – l'uomo posto di fronte a Giuda – deve essere Cristo. Ma la cosa non è subito chiara.

Questa impostazione – che era classica nell'arte fiorentina, adoperata sin dal Trecento nei refettori – aiuta a capire la novità della lettura di Leonardo da Vinci.

***

Sappiamo da un suo disegno ora conservato a Venezia che, in un primo momento, pure Leonardo aveva pensato di sistemare gli apostoli lungo la tavola come tante unità separate, con san Giovanni addormentato accanto a Cristo e Giuda dall'altra parte. A un certo punto però Leonardo sembra aver capito che l'effetto di tale frammentazione sarebbe stato come nel Ghirlandaio: dodici uomini isolati gli uni dagli altri, che reagiscono alla spicciolata, ognuno a modo suo, all'annuncio sconvolgente che invece interessa tutti: l'annuncio che li mette in crisi non tanto come individui ma come gruppo, come comunità: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà" (Giovanni 13, 21).

Per evitare tale frammentazione narrativa, Leonardo ha preferito allora unire i dodici intorno a Cristo in quattro grandi gruppi, in cui l'elemento che colpisce è appunto l'eloquenza corale di più persone accomunate da un solo impeto emotivo. Con particolare attenzione alla diversità di tipologie e gesti, il pittore rappresenta ciò che poteva essere veramente accaduto in una comunità di uomini vissuti insieme per tre anni. I dodici si suddividono naturalmente in gruppi diversificati gli uni dagli altri ma connessi tra loro; all'interno di ogni gruppo si discute sul significato di quanto Cristo ha detto, ma l'attenzione psicologica, espressa mediante sguardi e gesti, dai due lati della tavola torna necessariamente verso il centro, verso Cristo.

Tale movimento centripeto ha perciò, in superficie, la stessa funzione che hanno le linee prospettiche in profondità: conducono l'attenzione sull'attore principale, nel momento stesso del suo grande discorso, del gesto misterioso e commovente: il dono della sua vita nei segni del pane e del vino.

Notiamo poi come, nei gruppi posti immediatamente a destra e sinistra di Gesù, il movimento viene invertito: gli apostoli ai lati di Cristo si tirano indietro, il flusso dei loro sentimenti non raggiunge il Salvatore, che pronuncia il suo discorso e compie il suo gesto in maestosa solitudine. I movimenti dei corpi a destra e a sinistra, i gesti delle mani, non lo toccano: sono come onde che lambiscono un promontorio senza bagnarne la cima. Eppure intuiamo che l'intensità di sentimento in questi uomini – la loro capacità di agire con "un cuore solo e un'anima sola", il loro comune desiderio di trasparenza davanti alla commozione di un Maestro che si è fatto servo e che ora parla loro di tradimento e di morte – dipende da Gesù, nasce in rapporto a Gesù: è Lui che motiva e fonda l'apertura con cui, ad esempio, Filippo, a destra, con le mani invita a leggere nel suo cuore.

Nel corso della cena Gesù si è aperto a loro, ha lasciato vedere la propria angoscia, ne ha parlato, si è dato totalmente in un modo nuovo, corpo e spirito insieme, e ora gli apostoli si trovano capaci anch'essi di aprirsi, disposti anch'essi a darsi. A contatto con la realtà di questo Signore-Servo, di quest'uomo che parla da Dio, i suoi discepoli scoprono una capacità di risposta oltre i normali limiti della natura, una capacità soprannaturale simile all'apertura di Gesù stesso. "Il nuovo e grande mistero che avvolge la nostra esistenza – aveva scritto san Gregorio Nazianzeno mille anni prima di Leonardo – è questa partecipazione alla vita di Cristo. Egli si è comunicato interamente a noi: tutto ciò che Egli è, è diventato completamente nostro. Sotto ogni aspetto noi siamo Lui. Per Lui portiamo in noi l'immagine di Dio dal quale e per il quale siamo stati creati. La fisionomia, l'impronta che ci caratterizza è ormai quella di Dio" (Discorso 7, Patrologia Greca 35, 786-87).

Nel Cristo di Leonardo convergono le linee portanti all'infinità, convergono i sentimenti di molti cuori, e convergono – s'intrecciano, si sovrappongono, s'identificano – la natura divina con quella umana.

In questa straordinaria figura il pittore raccoglie tutti i fili del racconto evangelico: il "desiderio ardente" di condivisione in Gesù; la piena consapevolezza di ciò che gli sarebbe accaduto; il senso poi di essere arrivato al momento supremo, di compiere per l'ultima volta un gesto comune, aprendone il significato verso un orizzonte sconfinato.

La composizione piramidale che suggerisce quiete e forza; l'eloquenza con cui Cristo apre le braccia e allunga le mani: quella destra (alla nostra sinistra) verso il bicchiere di vino, quella sinistra (alla nostra destra) che mostra il pane; il regale isolamento in mezzo agli apostoli, la testa stagliata contro la luce del tardo pomeriggio, senza aureola ma incorniciata dalla nobile architettura della sala; e l'aria di sottile tristezza nell'inclinazione del capo come anche in ciò che rimane dell'espressione in questo dipinto danneggiato: tutto è fedele all'immagine che il Nuovo Testamento offre del Salvatore la notte in cui fu tradito, l'immagine di uno che si dona spontaneamente e nel contempo istituisce un rito eterno; uno che parla del suo regno, quindi un re; e soprattutto un uomo consapevole di andare incontro alla morte che accettava liberamente, "sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava" (Giovanni 13, 3); "sapendo", "accettando", ma soffrendo umanamente, "rilassando le redini dell'emotività", come dirà Gianfrancesco Pico della Mirandola in un trattato sull'immaginazione stilato negli stessi anni.

***

Cerchiamo di cogliere l'impatto di questa figura nel suo contesto d'uso originario. Le costitutioni dell'ordine domenicano, riformulate dal capitolo generale tenutosi a Milano nel 1505 nel convento di Santa Maria delle Grazie, lo stesso del Cenacolo di Leonardo, descrivono con precisione il rituale d'ingresso a un refettorio, indicando anche la funzione di eventuali immagini collocate in tali spazi comunitari. "Suonata la campana – leggiamo – i fratelli debbono recarsi silenziosamente ma con decorosa rapidità al luogo in cui dovranno lavarsi le mani. Lavate le mani, devono andare poi, nell'ordine consueto, a sedersi sulla panca disposta fuori del refettorio, e in quella posizione recitare il 'De profundis'. Quando infine il priore suonerà per l'ingresso nel refettorio, devono entrare a due a due, incominciando dai più giovani. E quando sono in mezzo al refettorio, devono fare un inchino alla croce o all'immagine dipinta ivi collocata, e, fatto il segno della croce, devono andare a sedere a tavola".

Come suggerisce questo testo, il significato religioso del Cenacolo e di altre immagini nei refettori va meditato all'interno di un sistema di riti e segni elaborato dalla tradizione monastica attraverso molti secoli. La "croce o immagine dipinta" nel refettorio dove si mangiava, e il salmo recitato prima di entrare mentre i frati si lavavano le mani, riportavano al senso eterno di azioni ordinarie, quotidiane: la pulizia e l'alimentazione. Il Salmo 130, chiamato il "De profundis", attribuiva ad esempio un significato spirituale al comune atto d'igiene. "Dal profondo" della propria colpevolezza, il salmista (e con lui il frate che si lavava) esprimeva la sua fede che Dio è capace di purificarlo: "Presso il Signore è la misericordia e grande presso di Lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe". Nello stesso modo, la croce o immagine dipinta sulla parete del refettorio dava un senso religioso all'atto di mangiare, invitando i commensali a leggere nel pasto un significato spirituale oltre a quello fisico: non solo sostentamento del corpo, ma sostegno della vita interiore.

In pratica, i significati dei due momenti – del "De profundis" fuori della porta e dell'inchino all'immagine della passione dentro il refettorio – erano collegati. Se l'atto di lavarsi esprimeva la fede nel perdono divino, quello di accostarsi alla mensa comunicava il coraggio di vivere. Il peccatore perdonato mangia e si mantiene in vita perché accetta il perdono del Dio misericordioso; s'inchina davanti alla croce o altra immagine nel refettorio perché in essa ravvisa l'espressione di tale misericordia: Cristo che offre la propria vita in riscatto per i peccati degli uomini. La croce esprime sempre questa "redenzione", e la "immagine dipinta" più usata nei refettori, l'ultima cena, lo comunica ugualmente: nel racconto evangelico, Gesù durante la cena dà il vino ai suoi discepoli con le parole: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti in remissione dei peccati" (Matteo 26, 27-28).

***

Tornando a guardare l'Ultima Cena che gli estensori delle costituzioni domenicane avevano davanti agli occhi nel 1505, il dipinto di Leonardo, dobbiamo ancora notare che nel refettorio di Santa Maria delle Grazie ci sono due dipinti, a entrambi dei quali ci si doveva inchinare.

Negli stessi anni, infatti, in cui Leonardo dipinse l'Ultima Cena, un artista milanese, Donato Montorfano, affrescò la parete di fronte a essa con una monumentale Crocifissione, tuttora visibile all'altro capo della sala. Di conseguenza, "lavate le mani" con fede nella misericordia divina, i frati che accedevano al refettorio si trovavano abbracciati d'ambo le parti da quella misericordia: davanti e dietro di sé avevano immagini della "grande redenzione" operata a favore dei peccatori da Cristo. Su una delle due pareti di fondo vedevano, nell'Ultima Cena, l'impegno di Gesù a offrire il suo corpo e sangue "per la remissione dei peccati", e sulla parete opposta vedevano nella Crocifissione l'adempimento dell'impegno, quando Cristo offrì la sua vita fisicamente sulla croce. Avendo rammentato il loro bisogno di perdono, i frati andavano cioè a tavola tra i due momenti nei quali tale perdono era stato realizzato: tra il giovedì sera e il venerdì pomeriggio dell'"ora" di Gesù, tra la Cena e la Croce.

Che Leonardo stesso abbia concepito i due dipinti del refettorio come componenti di un programma unitario è confermato dalla sua decisione di abbandonare il suo primo progetto compositivo, quello del disegno veneziano, per l'impianto che abbiamo descritto. Al posto del Cristo che si sporge per dare il boccone a Giuda, l'artista ha ideato un Cristo regale e sacerdotale che, allargando le braccia, mostra il pane e sta per prendere il vino. Cioè al posto di una figura narrativa – il Cristo del disegno veneziano, che interagisce con Giuda – Leonardo ha preferito un Signore tutto interiore, che invita all'introspezione psicologica. Lo sguardo velato di tristezza, la testa inclinata, l'isolamento della figura suggeriscono un momento di profonda interiorità.

***

Leonardo deriva la composizione del suo Cristo da tre fonti. La prima è l'immagine del re e giudice fornita dal grande Cristo a mosaico del Battistero della sua città, Firenze: l'eterno sacerdote vestito del cielo e della terra, con le braccia estese per accogliere o respingere in virtù del mistero della sua passione.

La seconda è l'immagine del legislatore tipica dell'arte paleocristiana e medievale: il Signore che allarga le braccia per trasmettere il rotolo o libro del suo Vangelo ai credenti. La pala d'altare dell'Orcagna in Santa Maria Novella, la chiesa dell'ordine domenicano a Firenze, presenta Cristo in questo modo: un re legislatore, che con la destra affida a san Tommaso d'Aquino il libro della teologia, mentre con la sinistra dà le chiavi del regno celeste a san Pietro. Tra i temi toccati da Gesù nella cena c'erano infatti quelli del "regno" e della "nuova legge" dell'amore. San Tommaso, nel suo commento teologico al discorso dell'ultima cena, collega proprio queste idee, ricordando che all'ultimo pasto preso con i suoi discepoli Cristo fungeva simultaneamente da re, da legislatore e da sacerdote. Inoltre san Tommaso – la cui interpretazione doveva essere familiare ai domenicani di Santa Maria delle Grazie – dice che queste tre funzioni, che normalmente interessano categorie distinte di persone, in Cristo "confluiscono".

Ma è la terza fonte del suo Cristo che permette a Leonardo di fondere perfettamente le altre due. La posa del Salvatore con le braccia estese e la testa inclinata in segno di tristezza o di morte corrisponde a quella comunemente adoperata all'epoca per le immagini del "Vir dolorum", dell'Uomo dei dolori, che facevano vedere il corpo di Gesù deposto dalla croce con la testa inclinata e le braccia estese per mostrare le piaghe. La maestà regale, la ieraticità sacerdotale e la dignità legale sono comprese, ricapitolate, approfondite all'infinito in quest'allusione visiva al Servo Sofferente, perché Cristo regna dalla croce quando offre se stesso come sacerdote, vittima e altare, per istituire con il proprio sangue la nuova alleanza per il perdono dei peccati.

Nella Cena del refettorio di Santa Maria delle Grazie, Cristo apre le braccia nel gesto compiuto il giorno dopo sulla croce. La posa del Cristo leonardiano è stata cioè ideata in funzione dell'atto successivo del dramma sacro, raffigurato sulla parete opposta del refettorio. La maestosa presenza psicologica, l'insondabile interiorità sono attributi di chi contempla e accetta la propria morte.

Se il Cristo di Leonardo alzasse lo sguardo, vedrebbe infatti la croce del giorno seguente. La testa inclinata, la mano aperta che indica il pane, sono preannunci di ciò che deve venire dopo. E la vita dei frati – il loro mangiare, il coraggio con cui, peccatori perdonati, si mantengono in vita – è compresa in quel "mentre": nell'interstizio tra l'accettazione e la realizzazione, nello spazio quotidiano della sequela, in una fedeltà spesso sofferta, che li configura a Cristo.

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Il giornale della Santa Sede su cui è uscito l'articolo di Timothy Verdon:

> L'Osservatore Romano

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Su questi temi, in www.chiesa:

> Focus su ARTE E MUSICA

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Per altre notizie e commenti vedi il blog SETTIMO CIELO che Sandro Magister cura per i lettori italiani. Ultimi titoli:

Contro la Chiesa la Cina esagera. E il Vaticano perde la pazienza

Ispezione vaticana sui Legionari. Il doppio annuncio ufficiale

Bagnasco su Eluana: "Più la gente è sembrata farsi cauta, pensosa..."



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7.4.2009 
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1337897

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letteratura
10 aprile 2009
IL LIBRO DI AUGIAS-MANCUSO
 
 

Gesù non si trova vagliando pro e contro
 


n. 84 del 2009-04-08 pagina 0

di Luca Doninelli

I libri più dannosi che esistano - e dannosi perché profondamente stupidi - sono quelli nei quali, su un tema fondamentale dell’esistenza, vengono presentate due tesi opposte per alimentare l’illusione (di chi ha voglia di farsi illudere) che gli argomenti pro e contro, messi su un piatto, possano consentire al lettore di operare la sua scelta.

Io credo che nessuno sia così sciocco da credere a queste cose, perché cinquemila anni di lavorìo intellettuale per costruire l’Occidente non si gettano via così. Tuttavia vengo smentito dal fatto che questi libri esistono, come dimostra Disputa su Dio e dintorni, un libro che l’editore (Mondadori, pagg. 270, euro 18,50) mi invia sapendo che ci cascherò e scriverò qualcosa. Come infatti avviene. Il libro è stato scritto a quattro mani dal teologo Vito Mancuso e dal giornalista culturale Corrado Augias. La foto sul retro ci presenta i due autori. La faccia di Augias (forse deformata alla ricerca di un’espressione intelligente: càpita a tutti) vuole dirci chiaramente che Dio non esiste e poche storie, quella di Mancuso lascia intendere che forse non è detta l’ultima parola.

Ma la storia dei testi a due tesi fa parte della storia del relativismo e dello scetticismo, con una delle due tesi destinata a prevalere sull’altra non per motivi di contenuto, non cioè perché una tesi sia migliore dell’altra, bensì per qualcosa che precede ogni contenuto, per un motivo cioè essenzialmente formale.

La forma di un libro coincide col suo destino. Due tesi presentate in modo neutro e contrapposte non si presentano al lettore senza chiedergli nulla: gli chiedono molto, anzi, e precisamente di sintonizzare la propria libertà sulla lunghezza d’onda di quella neutralità. La libertà del lettore deve essere il più neutra possibile: legge la tesi “a”, legge la tesi “b” e poi decide a seconda delle proprie inclinazioni.

Ma chi ha inclinazione per la tesi “b”, e cioè per le ragioni della fede, sa che non è questo il modo di usare la libertà, e perciò non può essere interessato a un libro come questo. Chi seguì Gesù Cristo non vagliò i pro e i contro, e chi, quasi certamente, lo fece, fu lo stesso che Lo tradì.

Un libro come questo è destinato agli scettici, a chi sa già in cuor suo che Augias ha ragione. Capisco tutti quei cattolici preoccupati di riposizionare il cattolicesimo e la Chiesa in un mondo che li ha già dichiarati inutili una volta conclusa la loro funzione anticomunista. Molti di loro credono in questo tipo di libri, pensano che sia un modo di dialogare oltretutto abbastanza vistoso.

Ma il dialogo presuppone un profondo interesse per l’altro, una stima antropologica che Augias ha già dimostrato di non avere. Né si scorge, in queste pagine, alcun ravvedimento in tal senso. Resta da domandarsi se un uomo di fede non debba ritenere più utile impiegare il tempo per scrivere un altro genere di libri.


© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
 
 

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CULTURA
10 aprile 2009
Da Sanremo ad Imperia, 9 aprile raduno Testimoni di Geova
 
Da Sanremo ad Imperia, 9 aprile raduno Testimoni di Geova

I testimoni di Geova della provincia di Imperia, ricorderanno la morte di nostro Signore Gesù Cristo, giovedì 9 aprile 2009, radunandosi in vari locali e Sale del Regno di Imperia, Sanremo, Arma di Taggia, Ventimiglia e Diano Marina.

"Si tratta della più importante celebrazione di questa confessione cristiana poichè trae origine dal comando che Gesù stesso diede agli apostoli durante l’ultima cena: “ Continuate a fare questo in ricordo di me” (Luca 22:19).
Fra testimoni di Geova e simpatizzanti, l’anno scorso hanno assistito almeno 3000 persone nella nostra provincia. In tutta Italia, sono stati oltre 430 mila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3 mila comunità sparse sul territorio nazionale.
Ogni anno la Commemorazione della morte di Cristo viene celebrata dai testimoni di Geova nella data corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico, il giorno esatto in cui morì il Figlio di Dio.
La celebrazione, avrà inizio con un canto e una breve preghiera, durerà circa un’ora e contemplerà l’intervento di un ministro di culto che illustrerà attraverso un discorso, le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità.
Come fece Gesù durante l’ultima cena, passeranno fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, usati rispettivamente come simbolo del corpo e del sangue del Figlio di Dio. Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia. In alcuni città l’evento sarà celebrato anche in lingua Spagnola, Albanese e nella Lingua Italiana dei Segni (LIS)".

Orari e Locali degli incontri:
  • Ventimiglia - Sala del Regno dei testimoni di Geova – Via Lamboglia, 33 - Ore 19.30 e 21.15

  • Sanremo - Sala del Regno dei testimoni di Geova – C/so Inglesi, 474 - Ore 20.15

  • Sanremo - Palafiori - Ore 20.00

  • Imperia - Sala del Regno dei testimoni di Geova – Via Strato, s.n. - Ore 19.45 e 21.30

  • Diano Marina - Sala del Regno dei testimoni di Geova - Via Doria, 28 - Ore 20.30

    Per ulteriori informazioni: 338-8636435.

  • C.S.

    Martedì 07 Aprile 2009 ore 10:00

    http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=85571

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    CULTURA
    10 aprile 2009
    Calendario ortodosso 2009 - c. giuliano
     

    Calendario ortodosso 2009 - c. giuliano

    Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il vecchio calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare), che avendo un piccolo difetto di calcolo rispetto al calendario solare non rispettava più l’andamento delle stagioni.
    Con il nuovo calendario vennero soppressi ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell’anno 1582 e non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non divisibili per 400.
    Questo nuovo calendario, che è quello che ancora oggi usiamo, prese il nome di quel Papa e si chiamò calendario gregoriano.
    In alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività secondo le date del calendario giuliano, che differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano, attualmente in uso nel resto del mondo e utilizzato anche nei paesi ortodossi come calendario civile. Per questo motivo in questi paesi il Natale del Signore si celebra il 6 gennaio. Anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente.
    L'anno liturgico ortodosso è caratterizzato dall'alternanza di festività e digiuni, ed è simile a quello occidentale. Tuttavia tradizionalmente si fa iniziare il 1° settembre e non la prima domenica di avvento. Comprende dodici grandi feste, presenti anche nel calendario occidentale, tratte dalla vita di Ges&Gesú e della Vergine Maria più la Pasqua, che è la festa più importante.
    Il "digiuno d'inverno" è il nome del lungo periodo di digiuno precedente il Natale, mentre il digiuno corrispondente alla Quaresima, prima di Pasqua, è chiamato "grande digiuno". Esistono altri peridi di digiuno come il "digiuno degli apostoli", precedente la festa dei santi Pietro e Paolo, di una o due settimane, e il digiuno precedente la dormizione di Maria, di due settimane, dal 1 al 14 agosto.
    Le dodici festività maggiori:

      La Natività di Maria Madre di Dio (8 settembre)
      Nascita della vergine Maria da Gioacchino e Anna

      L'Esaltazione della Santa Croce (14 settembre)
      La riscoperta della croce di Ges&Gesú

      Entrata di Maria al Tempio (21 novembre)
      Il primo ingresso di Maria al Tempio all'età di 3 anni

      Natività di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (25 dicembre)
      La nascita di Gesù, o Natale

      Teofania (6 gennaio)
      l'Epifania (visita dei Magi), il battesimo di Cristo (la benedizione dell'acqua), le nozze di Cana

      Incontro del Signore (2 febbraio)
      in Occidente Presentazione di Cristo al tempio da parte di Maria e Giuseppe (ed anche "la Purificazione di Maria " o Candelora)

      Annunciazione di Maria (25 marzo)

      L'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Maria

      Entrata in Gerusalemme (domenica prima di Pasqua)
      Conosciuta in Occidente come domenica delle Palme

      Ascensione (40 giorni dopo Pasqua)
      La salita di Cristo al cielo

      Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua)
      La discesa dello Spirito Santo

      Trasfigurazione di Nostro Signore (6 agosto)
      La trasfigurazione di Gesú davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni

      Dormizione di Maria (15 agosto)
      In Occidente chiamata "Assunzione di Maria"

    Alcune Chiese Ortodosse adottano un calendario misto: per le feste che ricorrono in date mobili si segue il calendario Giuliano (come per la Pasqua ortodossa che deve sempre essere festeggiata dopo la pasqua ebraica), mentre per le feste che ricorrono in date fisse si segue quello Gregoriano (come per il Natale). Il calendario Giuliano è seguito soprattutto dalla Chiesa Serba, Bulgara, Russa, Gregoriana e di Gerusalemme.

     

    Pasqua ortodossa

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    La data della Pasqua ortodossa non coincide con quella della Pasqua cattolica, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, anche se a volte le due festività cadono nello stesso giorno.
    La Pasqua ortodossa cade la domenica che segue la prima luna nuova dall'equinozio di primavera.

    Per la chiesa ortodossa è la festa più importante, che si trascorre in famiglia e con gli amici, mentre durante l'intera settimana santa si hanno celebrazioni speciali.
    In Grecia il Sabato Santo si tiene la processione, poi la messa di mezzanotte, durante la quale il sacerdote (pope) bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia la resurrezione di Cristo. Si canta un inno alla resurrezione e si lanciano foglie d'alloro. I fedeli tengono in mano delle candele che devono portare accese fino a casa.

    La domenica di Pasqua si celebra con un pranzo in famiglia in uno spazio verde, in giardino o in un prato, si mangia l'agnello alla barbecue e si festeggia con canti e balli.

    In Grecia è usanza mangiare le uova dipinte di rosso, dopo averle battute con l'uovo del vicino e aver pronunciato delle frasi rituali senza che l'uovo si rompa.

    Negli ex paesi sovietici il venerdì santo si fa benedire in chiesa il dolce tipico di Pasqua, il Pashk, molto simile al nostro panettone, dal sapore di anice ma senza canditi e uvetta.

    Calendario date Pasqua Ortodossa

    Data della Pasqua Ortodossa 2009: 19 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2010: 04 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2011: 24 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2012: 15 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2013: 05 Maggio
    Data della Pasqua Ortodossa 2014: 20 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2015: 12 Aprile
    Data della Pasqua Ortodossa 2016: 01 Maggio

    http://dreamguides.edreams.it/pasqua-ortodossa
    http://www.piemontesacro.it/ortodossi/calendario.htm


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    SOCIETA'
    10 aprile 2009
    Cresce l’interesse per gli atei svizzeri
     
    Cresce l’interesse per gli atei svizzeri
     
     

    Fenomeno passeggero o destinato a durare?
     
    (Jacques Mouriquand) Prima c’è stata la vicenda degli autobus di Londra sui quali è stata lanciata una campagna pubblicitaria a favore dell’ateismo. Poi c’è stata l’irritazione che ha fatto seguito alla decisione di Benedetto XVI di aprire ai cattolici ultraconservatori di Lefebvre. Entrambi i casi hanno attirato, anche in Svizzera, l’attenzione su chi critica le religioni e si proclama ateo. L’Associazione svizzera del libero pensiero ha lanciato una campagna di raccolta fondi per finanziare un’azione pubblicitaria simile a quella svolta a Londra e in altre città europee. E dopo la riammissione nella chiesa cattolica romana dei vescovi del movimento di Ecône, i liberi pensatori svizzeri hanno registrato un rinnovato interesse nei loro confronti. «Il nostro sito internet ha messo a disposizione dei formulari mediante i quali chiedere di essere stralciati dai registri degli appartenenti alla chiesa», ha detto Reta Caspar, segretaria generale dell’Associazione svizzera del libero pensiero. «Naturalmente non posso sapere se chi ha scaricato il formulario abbia effettivamente deciso di lasciare la chiesa, ma mai prima d’ora avevamo registrato tanti contatti».
     
    Atei e indifferenti
    Impossibile trasformare, da un giorno all’altro, dei credenti delusi e arrabbiati in atei convinti. Tra l’affievolirsi della fede, l’indebolimento dei legami con le istituzioni e il passaggio all’ateismo, il cammino è lungo. Il sociologo Roland Campiche, commentando nel 2004 la seconda edizione del suo studio «Croire en Suisse», ha sottolineato questo aspetto affermando che «gli atei puri e duri sono una specie rara, in Svizzera».
    In base ai dati dell’ultimo censimento federale, oltre l’11% della popolazione svizzera dichiara di non avere alcuna appartenenza religiosa. E il successo commerciale, nel nostro Paese, delle opere di filosofi dichiaratamente atei come Michel Onfray, André Comte-Sponville, Piergiorgio Odifreddi o Richard Dawkins, è un indizio che suggerisce un movimento significativo. O forse semplicemente il ritorno in primo piano di correnti da sempre presenti.
     
    Temi ricorrenti
    I temi cari ai liberi pensatori sono quelli relativi all’insegnamento religioso nelle scuole (in Ticino i liberi pensatori sostengono la necessità di escludere l’insegnamento confessionale della religione nella scuola, n.d.t.) e della separazione tra Stato e Chiesa. In Svizzera l’Associazione del libero pensiero contesta il meccanismo dell’imposta ecclesiastica, combatte contro l’iniziativa per il divieto di costruzione di minareti e ha sostenuto recentemente la costituzione di un’associazione di ex-musulmani. E si preoccupa per l’affiorare, in alcuni ambienti, di opinioni creazioniste. Più in generale, i liberi pensatori lamentano un’eccessiva presenza, sulla scena pubblica, del religioso.
     
    Libero pensiero
    L’ondata di indignazione che ha prodotto migliaia di messaggi inviati alle organizzazioni atee per chiedere loro di agire con maggiore determinazione si tradurrà in un vasto movimento di adesione a una visione atea del mondo? Reta Caspar afferma che l’Associazione svizzera dei liberi pensatori ha un pubblico maturo, che non utilizza internet, riceve la rivista e partecipa agli incontri, e un pubblico di giovani, entusiasti ma sfuggenti, collegati via internet, che non partecipano a nessuna manifestazione.
    «Io ho l’impressione», conclude Caspar, «che molti di quelli che abbandonano le chiese non vadano a finire da nessuna parte. Se ne vanno, e basta» (Jacques Mouriquand, ProtestInfo, trad.it. Paolo Tognina) 
     
     
    http://www.voce-evangelica.ch/index.cfm?method=articoli.main&id=9226
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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    permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 10/4/2009 alle 3:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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