.
Annunci online

Articoli e Notizie sulla Religione Cristiana nel Mondo
CULTURA
15 novembre 2009
LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA
 
CENTRO STUDI STORIA
 
LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA
 
Prima dell'era cristiana in Europa c'era l'impero romano dove regnavano tutti i vizi e corruzione.
La religione pagana era di una tale immoralità per cui gli dei venivano adorati attraverso la prostituzione sacra,
molte feste pagane erano imperniate su riti orgiasti come i Baccanali in onore al dio Bacco.
I costumi erano così degradati, tanto che nascevano molti bambini da relazioni incestuose, bambini che poi
venivano esposti, portati con dei cesti nelle prossimità dei boschi, e qui venivano a raccoglierli gestori di
bordelli, i quali allevavano questi poveri bambini per farli poi prostituire con i depravati pederasti.
Non c'era pietà e carità, tanto che grande divertimento era per i romani, andare nelle arene e vedere gli schiavi
uccisi e mangiati dalle belve feroci.
La filosofia di allora insegnava che gli schiavi erano animali, e non possedevano l'anima.
Ci fermiamo qui, anche se ci sarebbe ancora molto da raccontare.
Arrivato il cristianesimo ha cambiato il modo di pensare, ha mosso le coscienze, e incominciavano a fiorire
sentimenti umani e caritatevoli.
Il cristianesimo all'inizio era una una religione proibita, e c'erano le persecuzioni, molti cristiani sono
divenuti martiri, morendo dentro le arene dilaniati dalle belve feroci, e molti romani accorrevano all'arene
per godersi il macabro spettacolo.
Il cristianesimo poi ha acquistato piena liberta con l'imperatore Costantino, il quale prima della battaglia
contro Massenzio, avrebbe avuto una mistica visione;
 (Costantino teneva gli occhi fissi al cielo che, diveniva d'oro vivo.
Ecco ad un tratto, in quell'oro, sfavillare una croce e sulla croce, a lettere di fiamma,
 stava scritto: "Con questo segno vincerai!").
Dopo il cristianesimo divenne la religione di stato.
La chiesa divenne anche l'autorità principale, tanto che vediamo il papa Leone I impegnato
a cacciare gli unni dalla penisola.
 
(L’Impero non ha più un vero esercito; e gli Unni di Attila, già battuti da Ezio nel 451,
si riorganizzano in fretta, piombano sull’Alta Italia nel 452. Lo Stato impotente chiede
 a papa Leone di andare da Attila con una delegazione del Senato. S’incontrano presso Mantova,
e Leone convince il capo unno a lasciare l’Italia, anche col pagamento di un tributo).
 
Il cristianesimo diventa sempre piu' la forza dominante, tanto che ad iniziare con
Carlo Magno si forma il Sacro Romano Impero, che durerà fino al 1806,
data della fine del Sacro Impero Germanico.
Intanto il Sacro Romano Impero aveva raggiunto il suo apice con Carlo V d'Asburgo,
infatti l'impero comprendeva quasi tutta l'Europa e le colonie .
Carlo V era padrone di un impero talmente vasto ed esteso su tre continenti,
 che lo indusse ad affermare che sul proprio regno il sole non tramontava mai .
 
Con la rivoluzione Francese il potere cristiano viene attaccato, ma per poco infatti
il popolo francese conosciuto l'orrore e la crudeltà dei rivoluzionari, presto tornò
alle sue radici cistiane.
Il nazismo pure cercava di togliere il potere al cristianesimo e fare regnare le assurde idee
teosofiche e paganeggianti del nazismo, presto il nazismo fu sconfitto sebbene non in
tempo ad impedire il terribile olocausto.
 
Anche il comunismo sovietico ha mietuto mote vittime, morti nei lager siberiani,
non solo, il comunismo cercando d' imporre l'ateismo ha rovinato le coscienze umane.
Ora crollato il regima comunista, nei paesi ex-comunisti del'Est-Europa, sono stati abbattuti
i somboli comunisti, come  le statue di Lenin, ed al loro posto vengno innalzate croci e chiese
cristiane, la croce ha vinto anche sull'ateo comunismo.
Con la croce vince il cristianesimo con i suoi ideali umani e caritatevoli, che garantiscono
la civiltà ed il progresso umano.
 

 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. radici cristiane europa

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
15 novembre 2009
LA CONVERSIONE DEI FRANCHI
 

 

LA CONVERSIONE DEI FRANCHI

Ornata di preziose stoffe bianche, profumata da nubi di incenso aromatico che salivano tra gli innumerevoli ceri che illuminavano quella scura mattina di inverno, la Cattedrale di Reims non era mai stata tanto splendida come nel giorno di Natale del 498! Per le strade addobbate con bandiere colorate avanzava Clodoveo, re dei franchi, preceduto da battaglioni di corpulenti biondi guerrieri che vestivano tuniche rosse coperte da mantelli verdi ornati da ricche pelli, calzavano stivali alti, avevano uno sguardo deciso e tenevano un'ascia da guerra in mano. La moltitudine festante acclamava il giovane monarca che si dirigeva verso la cattedrale.

Grande aspettativa, che cosa stava per accadere?

Nonostante i franchi fossero ancora pagani, l'atmosfera era impregnata di benedizioni e l'imponente sfilata generava

02.jpg
Battesimo di Clodoveo
(Basilica di Paray-le-Monial, Francia)
un'enorme aspettativa: tutti sapevano che Clodoveo sarebbe stato battezzato, tuttavia... quello che stava per succedere sarebbe stato "semplicemente" il Battesimo del capo di un popolo barbaro? Alcuni franchi forse avranno creduto che quell'atto non fosse nient'altro che l'inizio di nuove conquiste.

I cattolici piú chiaroveggenti invece si rallegrarono, poiché il Battesimo del re - frutto di lunghe e penose azioni apostoliche di San Remigio, Vescovo di Reims, e Sant'Avito, Vescovo di Vienne- avrebbe aperto il cammino per la conversione di tutto il suo popolo. È probabile, tuttavia, che neppure questi due grandi prelati si siano resi conto che in quel Natale stava per verificarsi qualcosa di molto più grandioso: stava per nascere la Figlia Primogenita della Chiesa, la prima nazione della Cristianità!

Regno non contaminato dall'eresia ariana

Pochi anni prima, Clodoveo aveva vinto le truppe del decadente Impero Romano e si era stabilito con i suoi franchi, uomini agguerriti e intraprendenti, nelle fertili regioni del Nord della Gallia (Francia). In poco tempo il successo delle sue armi fece capire ai popoli vicini- visigoti, burgundi e altri- che essi non sarebbero stati vicini dal facile tratto...Nel frattempo, i vescovi guardavano con grande interesse a quel popolo non contaminato dall'eresia ariana, al contrario di tanti altri invasori germanici.

Il Dio di Clotilde le ha dato la vittoria

"Niente di grandioso si fa all'improvviso". Questo famoso assioma viene confermato dalla maniera in cui Clodoveo è stato a poco a poco preparato dalla Provvidenza per portare a termine la sua importante missione. Ancora molto giovane, egli chiese a un eremita - San Vaast, futuro vescovo di Arrasche gli insegnasse i rudimenti della dottrina cristiana cosa che costui ha fatto con tutto l'impegno e lo zelo possibile.

Clodoveo seguiva con serietà le sue lezioni di Catechismo. Una volta, mentre Vaast gli stava raccontando la Passione di Gesù Cristo, egli lo ha interrutto e battendo la sua lancia sul pavimento ha esclamato pieno di dolore e santa indignazione: "Ah! Se fossi stato là con i miei franchi!" Oltre ad infondere nell'anima del giovane sovrano il desiderio della vera Fede, Dio gli pose sul suo cammino, per mezzo di San Remigio e Sant'Avito, la principessa cristiana Clotilde, nota a tutti per la sua bellezza, intelligenza e pietà.

Ella è stata promotrice della conversione del marito, valendosi per questo fine non solo di parole, ma soprattutto del suo esempio personale e delle sue fervide preghiere. Gesù, Re dei cuori, non ha tardato a far fruttificare i instancabili sforzi e le preghiere della sua serva fedele. In una decisiva battaglia contro gli alemanni vicino a Tolbiac, Clodoveo, vedendo che i franchi stavano per essere sconfitti, invocò con ardore i suoi dei pagani, poiché essi non accorsero in suo aiuto, il re ha ritenuto opportuno ricorrere al "Dio di Clotilde", facendo il voto di convertirsi se Egli gli avesse reso possibile la vittoria.

Subito i franchi si rianimarono e reagirono con tale impeto e coraggio che il nemico si diede alla fuga. Clodoveo allora comunicò ai suoi guerrieri che il Dio dei Cristiani aveva dato loro la vittoria, pertanto lui avrebbe mantenuto la promessa fatta sul campo di battaglia, quindi si sarebbe convertito al cristianesimo; i suoi sudditi concordi alla sua decisione, unanimemente hanno seguito il suo esempio.

"Adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato!"

Preparati a dover abbracciare la vera Fede, quegli uomini rudi ma dall'anima retta andavano a ricevere il santo Battesimo nel Natale del 458. Entrando in corteo nella Cattedrale di Reims- come abbiamo visto all'inizio- Clodoveo e i suoi guerrieri toccati dalla grazia divina chiesero a San Remigio "Padre, è già il Cielo?" Spogliato delle sue insegne, il primo a ricevere il Battesimo fu proprio Clodoveo: "Inclina lentamente la testa, o sicambro, adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato!"- gli disse con bontà il Santo.

Su quella fronte scorsero le acque rigeneratrici, mentre il Ministro di Dio pronunciava la formula sacramentale: "Io ti

03.jpg
Vetrata della Chiesa di Saint-Ouen, Rouen, Francia: a sinistra, Clodoveo
 mentre prega il "Dio di Clotilde"; a destra, la santa sposa del re franco
battezzo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo". Fatto questo, stava lì in piedi, non più una semplice creatura, ma un figlio di Dio, un essere umano nel quale Cristo, per le mani della Santa Chiesa, aveva appena infuso la vita soprannaturale della grazia. Dopo di lui, furono ugualmente battezzati tremila suoi guerrieri.

Una colomba bianca ha portato dal Cielo l'ampolla d'olio

In questa occasione, il "Dio di Clotilde", che certamente stava sorridendo in Cielo, manifestò la sua gioia per mezzo di un bellissimo miracolo. Nel momento dell'unzione dei neo-battezzati, il Vescovo ed il re aspettavano presso il battistero l'arrivo dell'olio santo però, il chierico incaricato di portarlo non riusciva ad attraversare la moltitudine dei barbari stipati alla porta della chiesa, ciò ha impedito la prosecuzione della cerimonia liturgica. San Remigo, alzando le mani e gli occhi al cielo, si mise a pregare, chiedendo l'aiuto divino.

Si udi un battito di ali e tutti videro scendere una colomba più bianca della neve, che portava nel becco una piccola ampolla, contenente l'olio necessario. Volando fino al venerando vescovo, gli consegnò il suo prezioso carico, scomparendo subito dopo. San Remigio potè così concludere la cerimonia. L'atto finale fu la processione dei tremila neofiti, accompagnati dai chierici le cui vesti dorate davano al corteo ancora più fulgore, per celebrare la Festa del Santo Natale. Una scena grandiosa che risvegliò entusiastiche acclamazioni da parte della moltitudine di fedeli.

Era appena nata la Francia cattolica, la Figlia Primogenita della Santa Chiesa, nazione che per molti secoli è stata alla testa del grande impulso innovatore che ha portato l'Europa cristiana agli splendori sacrali del Medioevo. Di fatto, molto più che una nazione cattolica, quel giorno nasceva una nuova civiltà, sorta tra le macerie della decadenza romana e la ferocia dei popoli barbari che, in quel momento, si aprivano all'azione meravigliosa della grazia divina.

Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2005, n. 19, p. 24 - 25)

 

http://it.arautos.org/view/show/6929--padre-e-gia-il-cielo-


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. conversione franchi

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
15 novembre 2009
SANTA CLOTILDE E LA CONVERSIONE DEI FRANCHI
 
 
IL BATTESIMO DEL RE CLODOVEO
 
SANTA CLOTILDE E LA CONVERSIONE DEI FRANCHI

Nasce in un clima da fine del mondo. Crollato l’Impero d’Occidente, la Gallia romana si frantuma in tanti regni che si aggrediscono, in famiglie reali che si scannano. Lo storico e vescovo Gregorio di Tours, scrivendo a qualche decennio dai fatti, racconta che Clotilde, figlia di Chilperico re dei Burgundi, ha avuto padre e madre assassinati da uno zio. E certo lascia volentieri quell’inferno, andando sposa a Clodoveo re dei Franchi, popolo di origine germanica che si sta espandendo in Gallia. Dopo quello che ha passato, va tutto bene; anche se Clodoveo ha già un figlio (Teodorico) nato da una concubina.
Ha preoccupazioni religiose, piuttosto. Lei è cattolica e Clodoveo pagano, come tutti i suoi. Nato il primo figlio, Ingomero, lei ottiene che sia battezzato, ma il piccolo muore subito. La serenità torna con la nascita del secondo, battezzato col nome di Clodomiro. Seguono Childeberto, Clotario e una bambina, Clotilde. La regina vuole ora convincere Clodoveo a farsi cattolico. Con lei insiste Remigio di Laon, vescovo di Reims. E a Reims, appunto, sarà lui a battezzarlo, nel Natale di un anno imprecisato, tra il 496 e il 506. A migliaia i Franchi imitano subito il re, nel cui gesto c’è assai più politica che fede. Gli serve l’aiuto della Chiesa per estendersi nell’intera Gallia, che dal nome del suo popolo si chiamerà Francia. Più tardi stabilirà la sua sedes regia a Parigi, e lì saranno sepolti lui e Clotilde. Lei preferisce Tours, dove c’è la tomba di san Martino, dove può passare inosservata. Ma le tocca vedere altro sangue. Morto Clodoveo (511), i tre figli si spartiscono il regno secondo l’uso franco; ma quando uno di loro, Clodomiro, muore in guerra, i fratelli Childeberto e Clotario uccidono subito due dei suoi tre figli, ancora bambini, per depredarli dell’eredità; il terzo riesce a mettersi in salvo. E tocca a nonna Clotilde comporre e portare al sepolcro le piccole vittime.
Ma non è finita: Childeberto, per diventare unico re, tenta di eliminare in battaglia il fratello e complice Clotario (con l’aiuto di Teodeberto, figlio del loro fratellastro Teodorico). In questo groviglio sanguinoso, Clotilde lotta con le suppliche ai figli, con notti di preghiera sulla tomba di san Martino. E proprio al santo attribuisce l’evento risolutore: un nubifragio che impedisce il combattimento, quando Clotario è già circondato. Clotilde resta l’unica a ostacolare l’autodistruzione della famiglia. Dice Gregorio: "Non era più considerata regina, ma un’ancella di Dio, lei che non fu portata alla rovina dall’ambizione, ma che dall’umanità fu innalzata alla grazia".
Clotilde muore in pace a Tours “piena di giorni”, e viene proclamata santa dalla voce popolare. La porta al sepolcro di Parigi una lunga “processione cantata”: un incredibile corteo di povera gente e di predoni, di innocenti e di criminali. E in testa i suoi figli, due assassini.


Autore: Domenico Agasso

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55650


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. san clotilde conversione franchi

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
15 novembre 2009
SAN LEONE MAGNO DIFENSORE DELL'ITALIA
 

SAN LEONE MAGNO DIFENSORE DELL'ITALIA

 

 

San Leone I, detto Magno Papa e dottore della Chiesa

10 novembre

 

Nel 440 c’è in Gallia quasi una guerra civile tra le due più alte autorità romane: il generale Ezio e il prefetto del pretorio Albino. Il potere imperiale è così debole, che per pacificarli si manda un uomo di Chiesa: il diacono romano Leone. Questi va e riconcilia i due. Poi apprende che papa Sisto III è morto e che è stato già eletto lui, Leone. Nei suoi 21 anni di pontificato passano 4 imperatori: uno cacciato subito (Avito) e gli altri ammazzati: Valentiniano III, Petronio Massimo e Maggioriano. L’Impero è in agonia e la giovane Chiesa è travagliata da scontri dottrinali e discordie.
Con l’energia e la persuasione, Leone rafforza in Occidente l’autorità della Sede di Pietro, e affronta duri contrasti in dottrina. L’abate orientale Eutiche, influente a Costantinopoli, sostiene che in Cristo esiste una sola natura (monofisismo), contro la dottrina della Chiesa sulle due nature, distinte ma non separate, nella stessa persona. E ottiene che l’imperatore Teodosio convochi nel 449 un concilio a Efeso (Asia Minore). Ma qui parlano solo gli “eutichiani”, senza ascoltare i legati di Leone, e acquistando nuovi proseliti. Negando validità a questo concilio, il Papa persuade il nuovo imperatore Marciano a indirne un altro nel 451. E questo è il grande concilio di Calcedonia (presso Bisanzio), quarto ecumenico, che approva solennemente la dottrina delle due nature. Non tutti però ne accettano le decisioni, e ci sono gravi disordini, soprattutto in Palestina.
Intanto l’Occidente vive tempi di terrore. L’Impero non ha più un vero esercito; e gli Unni di Attila, già battuti da Ezio nel 451, si riorganizzano in fretta, piombano sull’Alta Italia nel 452. Lo Stato impotente chiede a papa Leone di andare da Attila con una delegazione del Senato. S’incontrano presso Mantova, e Leone convince il capo unno a lasciare l’Italia, anche col pagamento di un tributo (la leggenda parlerà poi di una visione celeste che terrorizza Attila). Tre anni dopo, i Vandali d’Africa sono davanti a Roma col re Genserico. A difendere gli inermi c’è solo Leone, che non può impedire il saccheggio; ma ottiene l’incolumità dei cittadini ed evita l’incendio dell’Urbe. E' un romano antico (forse anche di nascita) che ha incontrato Cristo, e che sente fortemente la responsabilità di successore di Pietro. Arricchisce la Chiesa col suo insegnamento (specie sull’Incarnazione); chiede obbedienza ai vescovi, ma li sostiene col consiglio personale, li orienta in dottrina, nello splendido latino dei suoi scritti, per "tenere con costanza la giustizia" e "offrire amorosamente la clemenza", poiché "senza Cristo non possiamo nulla, ma con Lui possiamo tutto". Non si hanno notizie sugli ultimi tempi della sua vita. Il Liber pontificalis dice che governò 21 anni, un mese e 13 giorni. I suoi romani lo chiamano “Leone Magno”, il Grande.


Autore: Domenico Agasso

 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25000


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. san leone magno

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
15 novembre 2009
In hoc signo vinces
 

In hoc signo vinces

Era la sera del 27 Ottobre 312 d.C.
Il Tevere scorreva sotto i piloni del Ponte Milvio, dividendo gli accampamenti dei due imperatori nemici.
Nell'uno Massenzio, grande e feroce, passava in rivista le schiere (che il giorno dopo avrebbero dovuto combattere la battaglia decisiva) e le incitava alla violenza e all'audacia.
Nell'altro campo, Costantino stava pensoso dinanzi alla tenda; i suoi legionari, sparsi per l'accampamento, preparavano frecce e giavellotti.
Costantino teneva gli occhi fissi al cielo che, diveniva d'oro vivo.
Ecco ad un tratto, in quell'oro, sfavillare una croce e sulla croce, a lettere di fiamma, stava scritto: "Con questo segno vincerai!".
Il giovane imperatore balzò in piedi ed allargò le braccia stupìto;. Quando la croce disparve, egli si coperse il volto con le mani e rievocò tutta la sua fanciullezza trascorsa accanto a sua madre cristiana e ricordò che quasi tutti i suoi legionari erano segretamente cristiani.
Costantino si scosse, diede ordine di suonare a raccolta e quando si vide intorno i suoi prodi, disse loro che il giorno dopo, nella battaglia, accanto all'aquila romana, avrebbe sventolato il vessillo con la croce.
Un mormorio di commossa stupefazione corse tra i legionari e, a poco a poco, si trasformò in un grido di giubilo.
All'alba del giorno seguente i due eserciti erano già difronte, al di qua e al di là del ponte Milvio, ed i vessilli delle schiere di Constantino scintillavano con la croce.
Il santo segno infuse tanta vigoria nei combattenti da trascinarli all' assalto del ponte, respingere d'impeto le schiere di Massenzio e travolgerle in una avanzata fulminea.
E Costantino, sotto il segno della croce, fu vincitore.
Acclamato imperatore, Costantino entrò trionfalmente in Roma dove gli venne eretto un grande arco, che ancor oggi si ammira, vicino al Colosseo.


Designed by Città dei Ragazzi (Boys' Town of Rome) - 1996 ©

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. visione costantino

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
15 novembre 2009
QUEI MURI APPESI AI CROCIFISSI
 
QUEI MURI APPESI AI CROCIFISSI
 
Di Antonio Socci
 
5 novembre 2009

Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora.

Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.

E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).

Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.

La seconda ragione è ancor più assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia. Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.

Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa.

Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui.

I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia.

Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?

Perfino lo stradario delle nostre città (Piazza del Duomo, via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle colline umbre e toscane – come spiegava Franco Rodano – è dovuto alla storia cristiana e ad un certo senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare anche quelle?

Ma non solo. Come suggerisce Alfredo Mantovano, “se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?”

Signori giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa?

Infine (spazzata via la Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca) si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?

La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?

E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa  e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.

Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea.

Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).

Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso.

Non sopportavano quell’ebreo, il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa.

Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?

Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo.

Scriveva:

“il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.

La Ginzburg proseguiva:

“Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.

Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg.

Infine il crocifisso è il più grande esorcismo contro il Male. Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi muri appesi ai crocifissi…”. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.

Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la scelta intima di ognuno. La più importante.

 

Antonio Socci

Da Libero, 4 novembre 2009

 

http://www.antoniosocci.com/2009/11/quei-muri-appesi-ai-crocefissi…/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. crocifisso antonio socci

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
15 novembre 2009
Togliere Cristo dai muri delle scuole ?
 

Togliere Cristo dai muri delle scuole ?

In verità pensavo che l’Europa fosse una realtà politica nata per difendere la cultura europea ed i suoi valori Non pensavo affatto che si dovesse preoccupare di garantire la libertà di religione togliendo l’immagine di Cristo dalla scuole . Diverse le reazioni. In particolare in Italia ci si è scatenati per difendere il Cristo. E sono state usate mille ragioni.

Feltri ha accusato i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo ?

Bersani ha parlato di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove.

Berlusconi, ha pontificato delle “radici cattoliche”

I leghisti impugnano un po’ la spada delle Crociate “e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino”

La Gelmini ha difesoe “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.

Ha ragione Marco Travaglio quando ricorda che “Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

Ma forse la migliore difesa la ha fatta Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

Ecco. Forse dovremmo un po’ tutti rileggere il messaggio cristiano , sempre moderno, attuale, vivo. A me sembra che i giudici di Strasburgo abbiano fatto un errore macroscopico perché Cristo, proprio lui, rappresentato da quell’uomo morto in croce tra mille sofferenze sia la più viva e straordinaria espressione del simbolo umano delle difesa dei diritti dell’uomo. E proprio per affermare i diritti dell’uomo che Cristo deve restare nelle scuole e studiato per la sua storia personale e per i suoi insegnamenti di tolleranza e di amore.

Giuseppe Marchese

http://www.amantea.net/Portale/index.php?option=com_content&view=article&id=873:togliere-cristo-dai-muri-delle-scuole-&catid=130:il-faro&Itemid=366


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. crocifisso scuola

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 15/11/2009 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
12 novembre 2009
UFO: Vaticano-Alcuni scienziati sperano di scoprire presto l'esistenza di vita in altri luoghi
 

Gli scienziati vaticani si interrogano sull’esistenza degli alieni

CITTA’ DEL VATICANO - La scienza si interroga Oltretevere sulla presenza di vita su altri pianeti. Alcuni scienziati sperano di scoprire presto l'esistenza di vita in altri luoghi, al di fuori della terra. L'auspicio arriva da Chris Impey, della University of Arizona, dipartimento di Astronomia di Tucson (Usa), intervenuto in Vaticano alla conferenza stampa a conclusione della Settimana di studio su 'Astrobiology', organizzata dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Specola vaticana. "E' plausibile - ha detto - che ci siano centinaia di milioni di luoghi nella Via lattea che possono ospitare la vita e, anche se per ora conosciamo solo il nostro pianeta, speriamo che la prima scoperta sia fra soli pochi anni". "Benchè l'astrobiologia rappresenti un campo emergente - ha sottolineato da parte sua padre Josè Funez, direttore della Specola Vaticana - e anche una materia in sviluppo, la questione delle origini della vita o se la vita esiste altrove nell'universo è molto importante e merita serie riflessioni. Questi temi offrono molte implicazioni filosofiche e teologiche".

 

http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=13157

 

************************************************************

 

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

 

Alcuni scienziati sperano di scoprire presto l'esistenza di vita in altri luoghi.

 

Quanta ignoranza, come se gli extratterrestri è scontato che siano pacifici ed innocui,

roba da bambinoni deficenti, infatti a parte la malvagità gli extraterrestri potrebbero essere

pericolosi dal punto di vita patologico ed allergico.

Infatti non è scontato che in altri pianeti ci siano esseri viventi compatibili con il nostro sistema biologico.

Davvero questi sono scienziati?

Come possono  ignorare i possibili pericoli per noi terrestri di esseri viventi di alti pianeti ?

 

Un articolo che parla di alieni minacciosi:

 


Molte volte ci è capitato di sentire strane teorie sulla Luna, l'unico satellite naturale del nostro pianeta; ma questa è davvero una delle più particolari. Diverse persone (tra cui scienziati, astronauti e ricercatori) sostengono infatti che sulla Luna esistano, e da molto tempo, delle basi extraterrestri al fine di monitorare l'attività terrestre e studiare la nostra civiltà. Si dice che Neil Armstrong (il primo uomo a camminare sulla Luna) sostenga che gli alieni abbiano una base sul nostro satellite e ci esortino fermamente a starne lontani. Stando ai rapporti conosciuti fino ad oggi (almeno così gira la voce), sia Neil Armstrong che Edwin Aldrin videro degli oggetti volanti non identificati dopo il famoso atterraggio sulla Luna dall'Apollo 11, il giorno 21 luglio del 1969. Uno degli astronauti riferì di aver visto una strana luce nei pressi di un cratere durante la ripresa televisiva, l'atronauta chiese immediatamente al controllo missione di cosa si trattasse. Di seguito il dialogo che si sarebbe svolto fra l'equipaggio e il controllo missione sulla Terra:

La terra attacca gli alieni?


NASA: Che cosa c'è? Controllo missione chiama Apollo 11...
Apollo 11: Quei "cosi" sono enormi, mio Dio ! Enormi! Oh, mio Dio, non ci credereste ! Vi dico che stiamo vedendo altre navicelle qui fuori. Sono ferme sul bordo del cratere! Sono sulla luna e ci stanno osservando!
Un professore, che ha deciso di rimanere anonimo, ha spedito a delle organizzazioni ufologiche un dialogo che avrebbe avuto con Neil Armstrong in un simposio della NASA.
Professore: Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11?
Armstrong: Una cosa incredibile, anche se noi abbiamo sempre saputo di questa possibilità. Il fatto è che loro (gli Alieni) ci hanno intimato di allontanarci!
Professore: Che cosa vuole dire "intimato di allontanarci"?
Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre sia per dimensioni che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi!... e minacciose!
Professore: Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni dopo l'Apollo 11... .
Armstrong: Naturalmente: la NASA le aveva già annunciate a quel tempo, e non poteva rischiare il panico sulla Terra.
L'ufologo americano Vladimir Azhazha, sostiene che "Neil Armstrong riferì al Controllo Missione che due oggetti sconosciuti di enormi dimensioni stavano osservando lui ed Aldrin in seguito all'atterraggio sulla Luna. Ma questo messaggio non è mai stato ascoltato dal pubblico, perché è stato censurato dalla NASA." In una conferenza del 2001 del "Disclosure Project", Karl Wolf, un riparatore elettronico di precisione fotografica, sostiene di essere stato commissionato nel 1965 al progetto "Lunar Orbiter" dalla NASA, sul campo di Langley. Durante il lavoro di riparazione di una strumentazione elettronica, Wolf incontrò un giovane aviere di Seconda Classe nel laboratorio in cui stava effettuando tali riparazioni, al quale chiese di spiegargli il funzionamento dell'apparecchiatura, e di come i dati arrivassero dal Lunar Orbiter al laboratorio. Durante la spiegazione il giovane gli disse che recentemente erano venuti a conoscenza che sul lato nascosto della Luna era presente una base. Successivamente gli mostrò delle foto in cui erano raffigurati degli strani edifici di forma non convenzionale (come sfere e diverse torri). Ma se tutto questo fosse vero e il governo degli Stati Uniti, come anche il resto dei governi del mondo, fosse a conoscenza di questi fatti, per quale motivo bombarderebbero il suolo lunare con un'arma potentissima ("LCROSS Mission") proprio tra qualche mese, il 9 ottobre 2009? Ufficialmente la NASA ha dichiarato di voler bombardare la superficie lunare per scoprire se c’è acqua. Se fosse vero che dietro la luna è stata avvistata una base aliena, questo significherebbe un’azione di guerra contro gli alieni.
Ma c’è da dire che in guerra, quando è possibile, si sfrutta l’elemento sorpresa, quindi non ha senso pensare che la NASA abbia annunciato con mesi di anticipo l’intenzione di un presunto attacco.
Le ipotesi possibili sono due quindi: o non c’è nessuna base aliena sulla luna, oppure i nostri governi hanno preso accordo con questa razza, che gli permetterebbe di testare delle armi studiate per lo spazio. Questa seconda ipotesi però non concorda con quanto riferito da Armstrong, secondo cui gli alieni erano minacciosi e quindi difficilmente disponibili a degli accordi.
Per scoprire se si tratta di un reale conflitto con una civiltà extraterrestre o semplicemente di un esperimento terrestre dobbiamo affidarci allo scorrere del tempo e sperare che ci riveli qualche nuova informazione.

 http://www.orbitante.com/index.php/ufo/24-la-terra-attacca-gli-alieni.html
 
 
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/alcuni-scienziati-sperano-di-scoprire-presto-l-esistenza-di-vita-in-altri-luoghi

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vaticano ufo scienziati

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 12/11/2009 alle 16:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
12 novembre 2009
Crocifisso, il Presidente del Senato Schifani si schiera con la Chiesa
 

Crocifisso, il Presidente del Senato Schifani si schiera con la Chiesa: “Il relativismo porta all’inerzia morale”

CITTA’ DEL VATICANO - Il presidente del Senato, Renato Schifani (nella foto), critica la decisione dell'Alta Corte di Strasburgo sul Crocifisso, e la mette a confronto con gli episodi del gennaio scorso, quando a Milano e a Bologna si sono tenute preghiere islamiche di massa davanti al Duomo e alla Cattedrale di San Petronio. "Se si ritiene discriminatorio il Crocifisso nei luoghi pubblici e, viceversa, nemmeno ci si interroga su cosa significhi, proprio di fronte ad una Chiesa, una preghiera comunitaria diversa dalla religione del luogo, si potrebbe cadere - afferma Schifani parlando in Vaticano al VI Congresso Mondiale della Pastorale dei Migranti e dei Rifugiati - in una stanchezza di pensiero che tutti dobbiamo augurarci non diventi l'anticamera di una inerzia morale nella ricerca dei valori posti alla base di un sereno sviluppo di tutte le comunita' civili". Per il presidente del Senato, in tema di immigrazione, invece, "l'integrazione vera e non di facciata non e' sinonimo di relativismo, ma di confronto tra identita': senza una propria identita' - ricorda la seconda carica dello Stato - non e' praticabile alcun dialogo".


http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=13135

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. schifani crocifisso

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 12/11/2009 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
12 novembre 2009
IMPOSSIBILE CACCIARE GESU' DALLE SCUOLE !
 
IMPOSSIBILE CACCIARE GESU' DALLE SCUOLE !
 
 
 
CENTRO DI SOLIDARIETA' CRISTIANA
 
Molti media in questi giorni titolano: " Gesù cacciato dalle scuole ", che illusione !
Ecco se tolgno il crocifisso dalle aule, tolgono solo un simbolo, ma mai possono
togliere Gesù dalla scuola, infatti a parte il calendario che si basa sulla nascita di Gesù,
ci sono poi le vacanze di Natale e di Pasqua ed altri giorni festivi, che riguardano ancora Gesù.
Questo per quanto riguarda lo scorrere dell'anno scolastico, tra giorni di scuola e festa,
ma ora viene la parte più importante, ecco anche se non si fa l'ora di religione,
di continuo si studia Gesù; storia, letteratura, storia dell'arte, filosofia, geografia e religioni ed altro.
Quindi siccome Gesù si trova in quasi tutte le materie scolastiche, anche togliendo il crocifisso,
Gesù non viene cacciato dalle scuole !
Per chi non crede, il crocifisso può esere accettato come un immagine storica, come il colosseo,
una rappresentazione di un avvenimento storico, quindi il crocifisso non è solo un simbolo di fede,
ma anche una figura storica.
Siccome l'Italia non può negare la sua storia e civiltà cristiana, il crocifisso resta un valido simbolo
della storia italiana.
 
Analizzando i ragazzi d'oggi, scopriamo che sono altre le cose da togliere loro.
La droga, molti spacciatori fanno affari proprio davanti gli edifici scolastici.
Il vizio del fumo e dell'alcol, che è in aumento presso gli adolescenti.
L'immoralità, sono in aumento le adolescenti incinte, ci sono anche cose davvero
ripugnanti, ragazzini fotografano con il cellulare le loro amichette nude, e poi inviano
le porno-immagini agli amici, ci sono stati casi in cui ragazzini hanno filmato perfino
loro stessi mentre facevano lo stupro di gruppo.
Ecco questo marciume va tolto dalla vita dei ragazzi e non il crocifisso.
Poi invece di pensare di togliere il crocifisso, è meglio che le autorità politiche pensino
a migliorare l'insegnamento scolastico e la preparazione degli studenti.
Quindi togliamo dai nostri ragazzi, la droga, il fumo, l'alcol, l'immoralità, l'ignoranza, la cattiva alimentazione,
le mode indecenti, le cattive abitudini anti-igieniche, il linguaggio volgare e spudorato,
la depressione e la noia, la mancanza di ideali e buoni sentimenti, la cattiva educazione.
Quanto è grande la miopia umana nel vedere il male dove non c'è, infatti il crocifisso non
ha fatto male a nessuno, semmai sono 2000 anni che il crocifisso è la salvezza dell'umanità.
 
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gesù cacciare scuola imposibile

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 12/11/2009 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   marzo

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte