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CULTURA
22 novembre 2010
MARIA NEI VANGELI DAL PRINCIPIO ALLA FINE

MARIA  NEI VANGELI DAL PRINCIPIO ALLA FINEMARIA NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'

Maria madre di Gesù la incontriamo all'inizio dei Vangeli fino alla nascita della Chiesa Cristiana

Analisi di Martino Gerber e Giuliano  Lattes studiosi biblisti

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L'ANNUNCIAZIONE

Luca 1: 26-56

26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio". 38Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".

46Allora Maria disse:

"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo
braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

54
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso
ai nostri padri,
ad Abramo e alla
sua discendenza,
per sempre".

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Matteo 1: 18-25

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

LA NASCITA DI GESU'

 

Luca 2: 1-38

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".

36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

LA VISITA DEI RE MAGI

Matteo 2: 1-23

1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero
il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.

16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.

19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".

LA VITA A NAZARETH

Luca 2: 39-52

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

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MARIA NEI VANGELI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU'

MARIA INTERVIENE NEL PRIMO MIRACOLO PUBBLICO DI GESU'

Giovanni 2: 1-12

1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".

6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

GESU' PARLA DI SUA MADRE

Matteo 12: 46-50

46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. 47Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti". 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". 49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; 50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".

Luca 11: 27-28

27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". 28Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".

MARIA ACCANTO GESU' CROCIFISSO

 

Giovanni 19: 25-27

25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". 27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

MARIA NEL CENACOLO

 

Atti 1: 13-14

 

13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

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Citazioni Bibbia

"La Bibbia di Gerusalemme"


http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

 


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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 22/11/2010 alle 22:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
7 giugno 2010
Il libro di Saramago, una sfida per noi credenti evangelici
RELIGIONE, EVANGELICI. LUNEDI' LETTERARIO: Il libro di Saramago, una sfida per noi credenti evangelici
07:55:00

2010-02-08 

di Federica Gramiccia, DiRS GBU
 

José Saramago, Il vangelo secondo Gesù Cristo,

traduzione di Rita Desti, Einaudi, 2002. pp. 410

 

Anche Gesù scrisse un vangelo?

 

 

«Ci sono momenti, nella vita, che andrebbero fissati, protetti dal tempo, e non solo affidati, per esempio, a questo vangelo o alla pittura o, più recentemente, alla fotografia, al cinema, al video, sarebbe importante che coloro che li hanno vissuti o fatti vivere potessero restare presenti in eterno agli occhi dei posteri e che a noi, oggi, fosse possibile andare fino a Gerusalemme per vedere coi nostri occhi questo ragazzino, Gesù, figlio di Giuseppe, avvolto nella sua povera coperta, mentre fissa le case di Gerusalemme e rende grazie al Signore perché neppure questa volta ha perduto l'anima»

(J. Saramago, Il vangelo secondo Gesù Cristo, p. 180)

Il romanzo si apre con lo scenario del piccolo borgo di Nazaret, dove un angelo travestito da mendicante annuncia la futura nascita di Gesù a Giuseppe e Maria. L'indizione, da parte delle autorità romane, di un censimento, induce la coppia a lasciare il villaggio per recarsi a Betlemme, dove vede la luce Gesù in una grotta utilizzata come stalla. Mentre lavora a Gerusalemme Giuseppe viene a conoscenza dell'iniziativa di Erode di inviare a Betlemme un corpo di mercenari perché uccida tutti i bambini al di sotto dei tre anni. Combattuto tra l'istinto di proteggere la propria famiglia e l'impulso di avvertire tutti gli abitanti del villaggio, Giuseppe opera la scelta più egoistica, condannando a morte venticinque bambini del villaggio, e infliggendo a se stesso un incubo ricorrente, che lo perseguiterà ogni notte.La famiglia lascia dunque Betlemme, fa ritorno a Nazaret, e qui passano gli anni, al primogenito si aggiungono altri figli. Quando Gesù ha tredici anni e suo padre trentatré, nel corso di una sanguinosa cattura di ribelli zeloti condotto dai legionari romani nei pressi del villaggio di Sefforis, Giuseppe, corso a controllare un suo vicino di casa, viene catturato e muore in croce. A scoprire il corpo sono Maria, distrutta dalla perdita del marito, e Gesù, al quale si trasmette l'incubo del padre. Una richiesta di chiarimenti alla madre porta Gesù a scoprire la verità sull'eccidio di Betlemme e ad allontanarsi dalla propria casa, venendo meno ai doveri di primogenito. Gesù si reca a Gerusalemme (sulla strada viene assalito e derubato da due briganti), interroga un sacerdote del Tempio circa l'eredità della colpa, si reca poi a Betlemme, dove incontra l'anziana schiava che gli ha fatto da levatrice, Zelomi. Nel deserto, incontra un uomo che si fa chiamare semplicemente Pastore, lo stesso angelo che ha annunciato a Maria la nascita di Gesù. Nonostante la condotta immorale tenuta da Pastore, Gesù trascorre quattro anni con lui, conducendo un enorme gregge, evitando pressoché ogni contatto con la gente. Al compiersi dei quattro anni, Gesù, inviato da Pastore a cercare una pecora smarrita nel deserto, incontra Dio, sottoforma di una colonna di fumo: viene informato del fatto che la sua vita appartiene inesorabilmente a Dio, e suggella con lui un patto grazie al quale, dopo morto, riceverà potere e gloria. L'angelo che si fa chiamare Pastore scaccia Gesù; il ragazzo, appena diciottenne, si incammina verso Nazaret. Lungo il percorso, dovendosi fermare per medicare una ferita che ha preso infezione, Gesù incontra Maria di Magdala, una prostituta che, innamoratasi follemente di lui, rinuncia alla professione per divenire la sua amante e compagna. Dopo otto giorni trascorsi con lei, Gesù fa ritorno a casa, dove, alla rivelazione dell'incontro nel deserto, viene accolto freddamente dalla madre e dai fratelli maggiori. Decide di tornare da Maria di Magdala e parte con lei per la costa del Lago di Tiberiade, dove inizia a compiere prodigi e a stringere amicizia con quelli che poi diventeranno i suoi discepoli e apostoli. Alle nozze di Cana Gesù compie il noto miracolo, tramutando l'acqua in vino. Tornato sulle rive del lago, Gesù ha un altro incontro con Dio, che dura quaranta giorni, e che vede anche la partecipazione del Diavolo, che si scopre essere l'angelo che apriva il racconto, il pastore con cui Gesù ha trascorso gli anni dell'adolescenza nel deserto. Dio spiega a Gesù che ciò che esige è l'acquisizione di una maggior estensione della devozione nei suoi riguardi e il solo modo per ottenerla è sacrificare il proprio figlio, il figlio di Dio, infliggendogli una morte dolorosa e infame, come la crocifissione, per avvicinare gli umili alla fede, in cambio di una generica promessa di una qualche forma vita dopo la morte. Lunga e dolorosa è l'elencazione delle conseguenze che la morte di Gesù porterà: Dio si dilunga nell'esporre martiri e martirii, guerre di religione e punizioni corporali di cui saranno autori e protagonisti i fedeli della religione che nascerà da quella croce, da quel sacrificio. Inizia la predicazione di Gesù, i miracoli e le guarigioni prodigiose; a Betania, villaggio natale di Maria di Magdala, Gesù incontra la sorella della compagna, Marta, e il fratello, Lazzaro. Da qui Gesù e i suoi discepoli si recano al Tempio di Gerusalemme, dove rovesciano i banchi dei cambiavalute e le gabbie che imprigionano le colombe da offrire in sacrificio. Di poco successivo è l'incontro con Giovanni Battista, precursore del Messia. Il romanzo, a questo punto, corre velocemente verso la fine: il Battista viene arrestato da Erode Antipa e fatto decapitare; Lazzaro muore, ma Maria di Magdala sconsiglia Gesù dal resuscitarlo, e questi, obbediente, non tenta di farlo. Proprio a Betania un Gesù disperato, disgustato dalla figura di un Dio insensibile, sanguinario e crudele, ermetico e quasi folle, inscena l'ultimo tentativo di una titanica ribellione, un tentativo che si dimostrerà inutile e vano, e sancirà il trionfo di un Dio carnefice e implacabile.

José de Sousa Saramago nasce ad Azinhaga il 16 novembre del 1922, scrittore, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998; definito dal critico letterario statunitense Harold Bloom  "Il romanziere maggiormente dotato di talento ancora in vita, un Maestro, uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione".

Le sue posizioni sulla religione e il suo ateismo hanno suscitato notevoli controversie in Portogallo. Dopo la pubblicazione de "Il vangelo secondo Gesù Cristo", le aspre critiche rivoltegli lo hanno indotto a lasciare il paese per vivere alle Canarie. Di nuovo, nel 2009, con l'uscita del suo romanzo "Caino", Saramago si trova a polemizzare con la chiesa cattolica portoghese, criticando la Bibbia e definendo Dio "vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia".

I punti più controversi, rispetto ai vangeli canonici, sono dunque: la nascita di Gesù, avvenuta da un rapporto carnale tra i suoi genitori («Come tutti i figli degli uomini, il figlio di Giuseppe e Maria nacque sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità e soffrendo in silenzio», p.69); la morte di Giuseppe avvenuta per crocifissione, nel suo trentatreesimo anno di vita («Il ragazzino di nome Gesù è inginocchiato davanti al cadavere, piange, vorrebbe toccarlo, ma non osa, arriva però il momento in cui il dolore è più forte del timore della morte, allora abbraccia quel corpo inerte, Padre mio, padre mio, dice, e un altro grido si unisce al suo, Povero Giuseppe, povero marito mio, è Maria che finalmente è arrivata, esausta, aveva cominciato a piangere già da lontano perché fin da quell'istante, vedendo il figlio fermarsi, sapeva ciò che l'aspettava», p.149); l'amore, anche sensuale, di Gesù per la Maddalena («Quei dolci sfioramenti facevano rabbrividire Gesù, le unghie della donna che gli percorrevano la pelle, Non aver paura, disse Maria di Magdala», p.255) intriso di echi tratti dal Cantico dei Cantici («Le curve dei tuoi fianchi sono come monili, il tuo ombelico è una coppa rotonda, colma di vino profumato, il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli, i tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella...», p.256); la vicinanza tra Dio e Diavolo, figure quasi speculari, complementari l'una all'altra («Signore, Quanto sei noioso, uomo, che altro c'è, Il pastore del gregge, Quale pastore, Quello che sta con me, Ebbene, È un angelo o un demonio, È uno che conosco, Ma, dimmi, è angelo o demonio, Te l'ho già detto, per Dio non c'è né avanti né dietro, sta' bene», p.240); la figura di Dio, tratteggiata come autoritaria, vendicativa, crudele, spesso mossa da intenzioni nascoste e insensate («Signore, dimmi, Zitto, non domandare altro, l'ora arriverà, né prima né dopo, e allora saprai che cosa voglio da te, Udirti, mio Signore, significa obbedire, ma voglio farti ancora una domanda, Non mi infastidire.. », p.239); la razionalizzazione degli eventi soprannaturali: le apparizioni di angeli e i miracoli vengono ricondotti alla quotidianità, alla sfera della possibilità, in un qualche modo sono banalizzati, quando non del tutto ignorati.

Cinematograficamente questo romanzo può essere accostato alla pellicola L'ultima tentazione di Cristo (Martin Scorsese, USA 1988), film aspramente criticato dal clero cattolico, in cui ci viene presentato un Gesù essenzialmente umano che vive il suo rapporto con Dio come persecutorio, un Gesù che vorrebbe vivere come gli altri, avere una famiglia, un Gesù che non comprende il suo percorso messianico. Nel film di Scorsese, Cristo, rappresentato dal volto ambiguo e inquietante di Willem Defoe, è innanzitutto un uomo: un uomo pieno di dubbi, pieno di paure, disorientato da voci e apparizioni, segnali di un soprannaturale indefinibile che gli indica la strada, sì, ma solo un poco alla volta, senza rivelargli mai la verità e il proprio destino fino in fondo. «Vuoi sapere chi è il mio dio? È la paura» afferma Cristo. Paura di essere davvero il Messia e non sapere che cosa fare, paura di dover parlare agli uomini e di rispondere alle loro domande con le parole di Dio, paura di dire le cose sbagliate o, peggio, di dire le cose giuste, e, in ultimo, paura di dover soffrire per tutto questo. Questo Gesù quindi chiede aiuto a chiunque per ricevere sostegno nel compiere il proprio destino: chiede perdono e conforto alla Maddalena, consigli a Giovanni Battista e agli uomini del deserto, protezione a Giuda e forza a Dio: infatti essere il Figlio di Dio significa non essere risparmiato né dalla sofferenza più atroce, la crocifissione, né dalla morte. Dover essere il Messia, portare la speranza fra gli uomini, è un compito gravoso, terribile, sovrumano. L'ultima tentazione di Cristo, e forse l'unica vera tentazione di Cristo, si consuma proprio sulla croce ed è il sogno di una vita da uomo, lontano dalla sofferenza, dalle paure, dall'attenzione della gente; una vita semplice, fatta di amore, famiglia, figli e finalmente libera da quel pesante giogo che lo ha accompagnato per tutta la vita: «Non sei il Messia» gli sussurra l'angelo custode che lo accompagna lontano dalla croce verso la sua nuova vita. Questo vuole il Cristo di Scorsese: essere liberato da questo peso e non avere più un dovere divino da compiere. Questo vuole il Cristo di Saramago. Questo non vuole il Cristo dei vangeli canonici, un Cristo che morendo sulla croce sussurrò "tutto è compiuto" (Giovanni 19.30).

Questo romanzo rappresenta una sfida per noi credenti evangelici. Negli ultimi decenni sentiamo ormai parlare di strane nuove teorie su Gesù: un mese sì uno no qualche editore se ne viene fuori con un bestseller dichiarando che Gesù era un guru New Age, un frammassone egiziano o un rivoluzionario hippy. All'interno del grande calderone noto come Third Quest un vasto fronte ha proposto l'interpretazione di un Gesù privo di qualsiasi dimensione propriamente escatologica. Tutto questo, anche se ci scandalizza (o ci ferisce) come cristiani, non ci deve però spaventare; dovrebbe semmai essere uno stimolo per equipaggiarci degli strumenti necessari per rispondere a questi attacchi. Accogliamo la sfida di presentare al mondo un Dio pieno d'amore che ha mandato suo figlio a morire sulla croce per noi, anche partendo dall'idea di un dio cinico e distante come quello di Saramago.

Federica Gramiccia, laurea in Comunicazione nella società della globalizzazione; specializzazione in Scienze delle Religioni (Tesi: L'immagine di Cristo nella cinematografia del secondo novecento), è responsabile dell'Ufficio Stampa dei Gruppi Biblici Universitari e collaboratrice con il gruppo GBU di Roma.

http://www.icn-news.com/?do=news&id=8694
 

 

CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Per chiarezza ricordiamo che nel romanzo  ultrablasfemo 
"Il Vangelo secondo Gesù " di J.Saramago,
fra tante bestemmie ed assurdità, vediamo che Gesù è un grandissimo
peccatore, convive e fa sesso con una  prostituta, la solita Maddalena,
il suo amico e maestro è un pastore, il quale in realtà è il demonio in persona.
    Questo Gesù si ribbella a Dio, il quale è molto crudele, nonostante questo,
Gesù è figlio di Dio, fa miracoli e muore in croce come vuole il Padre.
Queste sono fantasie da malati di mente, poiché il Santo non può essere
contemporaneamente un dannato, ed il figlio di Dio non può essere  nello stesso tempo un
peccatore,  e discepolo di Satana.
Di un Gesù così ne facciamo volentieri a meno, non ci serve, è spazzatura,
comunque questo Gesù è inventato dall'ateo Saramago, e noi possiamo stare tranquilli,
perché il nostro Gesù è solo quello vero del Nuovo Testamento, Santissimo,Purissimo,
Dio incarnato, e Salvatore del mondo.
 
 


 


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musica
31 marzo 2010
ORMAI IL MUSICAL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR E' PER I CATTOLICI VERO VANGELO CON CUI ISPIRARSI

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

ORMAI IL MUSICAL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR E' PER I CATTOLICI VERO VANGELO CON CUI ISPIRARSI

Ecco cosa scrivono dei volontari cattolici:

Benvenuti nel Blog dell'Associazione Volontari Missioni Cottolengo (onlus)

Fa male passare vicino a queste centinaia di mani senza dita che si levano da corpi storpiati e mutilati, avvolti in stracci indecenti... Mi ricorda quella scena del film “Jesus Christ Superstar”, quando Gesu’ viene assalito da decine di lebbrosi che lo spintonano da tutte le parti urlando i loro problemi; ed il Signore, nella sua profonda umanita’, sembra non farcela piu’, ed esclama nel canto: “Siete troppi!”.

http://chaariahospital.blogspot.com/2009/11/addis-abeba.html

***********************************************************************

Quanto sono ignoranti hanno scambiato un opera blasfema fatta da atei per distruggere la divinità di Gesù per Vangelo !

Rice mette parole blasfeme anche in bocca al Signore. Quando la folla preme per ricevere guarigioni, il Cristo Superstar dice: "Siete troppi - non spingete! Non ce la faccio - non premete! Guaritevi da soli!" Questa è la pura e semplice negazione della più importante verità del Vangelo: la divinità del Signore Gesù Cristo.

Gesu' del Vangelo invece tante volte guariva una moltitudine di malati insieme,  ecco alcuni esempi ;V.Mat: 4, 23-25; V.Mat; 8, 16,V.Mat: 12,15;  V.Mat: 14, 14; V.Mat: 15, 29;V.Mat : 19,2;

V.Mat: 21,14; V.Marco: 1,32; V.Marco: 3, 10; V.Luca: 4,40; V.Luca: 17, 14; V.Gio; 6, 2.

Da questi passi si vede Gesù che guarisce con grande potenza molti malati nello stesso momento, non è stanco, non li manda via perché sono troppi,

Gesù li accoglie li guarisce, ed anche li conforta, come durante le moltiplicazioni di pane e pesce; V.Mat:   14, 13-21 e 15, 29-39.

Cari Signori dell'Associazione Volontari Missioni Cottolengo leggetevi questo articolo che dice la verità sul musical Jesus Christ Superstar:

 

Jesus Christ Superstar

Appunti sul Musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice (1)di Sandro Ribi

 

 

Jesus Christ Superstar è un’opera rock prodotta trent'anni fa, sugli ultimi giorni di vita di Cristo prima della sua crocifissione. La critica l’ha definito "magnetico, travolgente, commovente" (2). Molti credono che il musical presenti la vita di Gesù Cristo in modo moderno, ma veritiero. Alcuni ritengono che quest'opera sia utile per far conoscere Gesù ai giovani.

Se però vuoi vederci chiaro lo devi esaminare alla luce del Vangelo. Allora ti renderai conto che il Superstar non è altro che un "falso Cristo" (3). Peggio, è una bestemmia contro Cristo e contro Dio.

Gli autori del musical hanno affermato che era loro intenzione ripudiare pubblicamente il Cristo delle Scritture. Così Tim Rice ha creato un testo che nega apertamente le più importanti verità su Cristo nei Vangeli e presenta un falso Cristo.

È la descrizione di Gesù secondo Giuda

Tim Rice: "L’idea dell’opera è di far vedere Cristo con gli occhi di Giuda… Cristo uomo, non Dio… E, come Giuda, anche Cristo è confuso e non sa realmente chi è."

Ma in verità Gesù ha detto: "Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo" (4). Dunque, se guardo Gesù con gli occhi di Giuda, vedo quello che mi vuol mostrare Satana.

Cristo viene presentato come un uomo immorale

Tim Rice ha affermato chiaramente di non credere che Gesù Cristo è Dio. Così la sua opera insiste costantemente sulla negazione del Figlio di Dio. Fa dire a Maria Maddalena: "È un uomo, è solo un uomo."

Jesus Christ Superstar

In una scena Giuda rimprovera Gesù per il Suo cattivo comportamento. Ma la Bibbia dice che era un uomo puro (5). Quale perversione del Suo vero carattere!

Un Cristo debole, insicuro, amareggiato…

Rice mette parole blasfeme anche in bocca al Signore. Quando la folla preme per ricevere guarigioni, il Cristo Superstar dice: "Siete troppi - non spingete! Non ce la faccio - non premete! Guaritevi da soli!" Questa è la pura e semplice negazione della più importante verità del Vangelo: la divinità del Signore Gesù Cristo (6).

Il musical dipinge Cristo come un essere "non così sicuro", "triste e stanco", che inveisce contro Dio: "Mostrami adesso che non sarò ucciso invano… Mostrami che c’è uno scopo perché mi vuoi far morire. Sei molto astuto sul dove e sul come, ma non così esperto sul perché."

L’amarezza rappresentata contrasta aspramente con l’atteggiamento del Figlio di Dio descritto nella Bibbia: senza peccato, sincero, umile, interamente sottomesso alla volontà del Padre e disposto a lasciarsi inchiodare alla croce per la salvezza eterna dei peccatori (7).

Un’ingiuria a Dio!

Nell’opera Giuda accusa: "Dio! Non saprò mai perché mi hai scelto per il tuo crimine, il tuo ripugnante, crudele crimine! Tu mi hai assassinato!"

Chi è il vero Gesù Cristo?

Dio ha detto di Gesù: "Questo è il mio Figlio amato, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!" (Matteo 17:5). Soltanto Lui ha parole di vita eterna (8).

Anche tu hai bisogno questa vita eterna, ma per natura non puoi averla. Dio non si accontenta di una vita mediocre (9). Ma se tu non puoi far niente per salvare te stesso, Cristo è in grado di salvarti e di trasformare la tua vita (10).

Conclusione

Jesus Christ Superstar

La verità è che Cristo è morto con uno scopo: è morto per noi, che con i nostri sforzi siamo incapaci di arrivare a Dio (11). E dopo essere morto è anche risorto. E non solo! Quando la storia dell’umanità sarà sull’orlo del baratro, Gesù tornerà e interverrà personalmente (12).

* * *

Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo, non davanti a quello partorito dall’immaginazione di Tim Rice, ma al Giudice di tutta la terra. Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui: "Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui" (Giovanni 3:36).

Se tu vuoi avere la vita eterna, l’unico modo è di ravvederti e ricevere Cristo per fede (13). Provalo! Non te ne pentirai!

 


Annotazioni

 

(2)
Ticino7, numero 10, 7-13.3.1999 p.42.

(3)
"Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti" (Matteo 24:24).

(4)
Giovanni 6:70.

(5)
"Non ha conosciuto peccato" (2 Corinzi 5:21);
"Egli non commise alcun peccato" (1 Pietro 2:22);
"In lui non c’è peccato" (1 Giovanni 35).

(6)
"Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace…" (il profeta Isaia 9:6, nell’8° secolo a.C.!);
"Dio è stato manifestato in carne" (1 Timoteo 3:16);
leggi anche il primo capitolo del Vangelo di Giovanni.

(7)
"Dio mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà" (Salmo 40:8);
"Gesù disse: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato" (Giovanni 4:34);
"Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi" (Marco 14:36).

(8)
"Simon Pietro rispose: Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

(9)
"Voi eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati" (Efesini 2:1);
"L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini" (Romani 1:18).

(10)
"In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).

(11)
"Mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo è morto per gli empi" (Romani 5:6).

(12)
"Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo" (Atti 1:11);
"Allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati… E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria" (Matteo 24:21-22,30; leggi tutto il capitolo 24 di Matteo, è molto pertinente!);
"Ecco egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui" (Apocalisse 1:7);
"Poi il Signore si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante volte nel giorno della battaglia. In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il monte degli Ulivi si spaccherà a metà, da oriente a occidente, tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà verso settentrione e l'altra metà verso il meridione. Voi fuggirete…Il Signore, il mio Dio, verrà e tutti i suoi santi con lui. In quel giorno non ci sarà più luce; gli astri brillanti ritireranno il loro splendore. Sarà un giorno unico, conosciuto dal Signore; non sarà né giorno né notte, ma verso sera ci sarà luce" (Zaccaria 14:3-7);
...ci sono ancora molti altri riferimenti sul ritorno di Gesù.

(13)
"Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato" (Atti 16:31);
"A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12).

 

http://www.benmelech.org/articoli/superstar.htm

 

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

(1)
Intervista stampata sull’album originale di Jesus Christ Superstar.
presenta un Cristo morto frustrato e sconfitto. Uno che rimane inchiodato alla croce come un fallito. Questa è la versione del diavolo - ma lui è interamente bugiardo.
non spoglia Cristo soltanto della Sua divinità, ma anche della Sua moralità. Nell’opera Maria Maddalena viene presentata come una prostituta che dice di Cristo: "È soltanto un uomo… E io ho avuto così tanti uomini; in molte maniere lui è solo uno in più."

 http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/ormai-il-musical-blasfemo-jesus-christ-superstar-e-per-i-cattolici-vero-vangelo-con-cui-ispirarsi



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letteratura
9 novembre 2009
Jose' Saramago: " il vangelo secondo Gesu' "
 

l' ultimo romanzo dello scrittore portoghese

altro che bestemmia, e' solo tradizione

Jose' Saramago: " il vangelo secondo Gesu' " , Bompiani

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ LIBRI Il Vangelo secondo Saramago TITOLO: Altro che bestemmia, e' solo tradizione - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - "Bestemmia" o "autentica religiosita' "? Sembra questa la domanda che sottosta' alle polemiche suscitate da Il vangelo secondo Gesu' , il romanzo dello scrittore portoghese Jose' Saramago. Non credo che la domanda ammetta risposta, perche' il lungo e un po' ossessivo discorso di Saramago sta al di qua, o se volete magari al di la' , sia della bestemmia che dell' autentica religiosita' . Cercando di riassumere la tesi del romanziere (la vicenda, malgrado pungenti rimaneggiamenti e aggiunte, resta quella narrata dai Vangeli), si puo' dire che sta nella contrapposizione della sublime, proprio perche' umanissima, figura di Gesu' a quella del dispotico Dio Padre che ne esige il sacrificio per affermare ovunque nel mondo il suo crudele potere. E una tesi che viene ripetuta, con variazioni, dal tempo di Marcione, dunque da circa 2000 anni, cioe' da sempre. Dio Padre, nel romanzo di Saramago, riesce bensi' a estendere il suo dominio sul creato, ben oltre i confini di Israele, ma nello stesso tempo, dall' interno, viene svuotato dal nuovo Dio Figlio, un nostro fratello che condivide con noi le stesse umane passioni e angosce. O, che e' la stessa cosa, l' uomo viene divinizzato, viene innalzato al posto di Dio. Anche questa, non e' che la storia degli ultimi venti secoli, che nell' idea dell' uomo Dio manifestano la loro dipendenza dall' idea cristiana. Saramago si dice "un ateo che ricade sempre sul religioso". Questo ne fa uno dei possibili emblemi della nostra attuale condizione, cosi' come la vediamo espressa ormai in innumerevoli fatti, saggi, romanzi, film, persino canzoni festivaliere, che mostrano una diffusa, per quanto superficiale, curiosita' per tutto cio' che comunque riguardi temi ed esperienze religiose. L' uomo contemporaneo non sembra piu' accontentarsi di affermare che non c' e' nessun Dio, e chequindi, poiche' nessun Dio lo sovrasta, e' in qualche modo egli stesso dio. Sarebbe semplice: dimenticare le favole del vecchio Dio. Invece se ne raccontano, e se ne scimmiottano, sempre di nuove. Perche' ? La nostra religiosita' . a conferma del caos in cui viviamo . sfiora la bestemmia, o coincide con essa: per sentirci come Lui dobbiamo tirarlo giu' , ridurlo alla nostra misura. Rileggiamo cosi' in Saramago quello che da tanti secoli e' stato scritto e riscritto: che Gesu' non nacque da una vergine, che sua madre Maria ebbe altri figli, che Gesu' amo' carnalmente Maria Maddalena (la dinastia medievale dei merovingi si vantava gia' discendente dalla coppia). In queste e simili affermazioni quel che si nota di piu' e' il meccanico ribaltamento dei dati della tradizionale narrazione evangelica. Il racconto di Saramago continua a muoversi nel contesto, minuzioso, della devozione tradizionale nella quale l' autore e' stato educato, con i patetismi del caso: ne dipende, non esce dal limite della variazione sul tema, sebbene pretenda d' incarnare la piu' audace ribellione. Per quanto si accentui l' umanita' di Gesu' , e per quanto s' insista nel suo morire sentendosi tradito da Dio, non si va molto oltre il dato scritturale, secondo il quale mangia e beve con i pescatori, e muore sulla croce gridando di sentirsi abbandonato dal Padre ("Dio mio, Dio mio, perche' mi hai abbandonato?"). Cosi' , sia pure a prezzo di confusioni che rivelano nello scrittore la mancanza di un orizzonte storico teologico nel quale comprendere le origini cristiane (si fa dire a Dio, riferito al tempo di Gesu' : "E da quattromila anni che sono il Dio degli ebrei"!), finisce per emergere una consapevolezza drammatica della vicenda vissuta dal Cristo, una consapevolezza che i secoli dell' insegnamento ecclesiastico hanno in parte eluso, sostituendola con una visione edulcorata. Puo' darsi che la bestemmia sia rimasta l' unica forma possibile di sopravvivenza storica di una religiosita' che vorrebbe essere autentica, e che qualche volta perfino ci riesce, affiorando da velleita' contraddittorie. Quanto a risposte adeguate alla situazione, mancano dovunque. JOSE SARAMAGO Il vangelo secondo Gesu' Editore Bompiani Pagine 350, lire 29.000

Quinzio Sergio

Pagina 24
(7 marzo 1993) - Corriere della Sera

 

http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/07/altro_che_bestemmia_solo_tradizione_co_0_93030711035.shtml

 
In questo articolo del 1993 il cattolico-ateo Quinzio Sergio, fa una assurda
affermazione, dice che il romanzo blasfemo di Saramago è tradizione,
ora è solo di recente che si scrivono romanzi blasfemi contro Gesù,
mentre la tradizione sia della chiesa che popolare, ed anche apocrifa e gnostica
esaltano la divinità e purezza e santità di Gesù.
Nel romanzo di SARAMAGO Il Vangelo secondo Gesù (Saramago J.)
Tra tante bestemmie ed assurdità, vediamo che Gesù è un grandissimo
peccatore, convive e fa sesso con una  prostituta, la solita Maddalena,
il suo amico e maestro è un pastore, il quale in realtà è il demonio in persona.
    Questo Gesù si ribbella a Dio, il quale è molto crudele, nonostante questo,
Gesù è figlio di Dio, fa miracoli e muore in croce come vuole il Padre.
Queste sono fantasie da malati di mente, poiché il Santo non può essere
contemporaneamente un dannato, ed il figlio di Dio non può essere  nello stesso tempo un
peccatore,  e discepolo di Satana.
Di un Gesù così ne facciamo volentieri a meno, non ci serve, è spazzatura,
comunque questo Gesù è inventato dall'ateo Saramago, e noi possiamo stare tranquilli,
perché il nostro Gesù è solo quello vero del Nuovo Testamento, Santissimo,Purissimo,
Dio incarnato, e Salvatore del mondo.
 
N:B
Quinzio parla dei Merovingi discendenti da Gesù e Maddalena, ora tale
notizia è solo un invenzione recente,
quindi Quinzio o non era informato dei fatti, o pratica la
disinformazione.
*******************************
Quinzio:"Rileggiamo cosi' in Saramago quello che da tanti secoli e' stato
scritto e riscritto: che Gesu' non nacque da una vergine, che sua
madre Maria ebbe altri figli, che Gesu' amo' carnalmente Maria
Maddalena (la dinastia medievale dei merovingi si vantava gia'
discendente dalla coppia). In queste e simili affermazioni quel che si
nota di piu' e' il meccanico ribaltamento dei dati della tradizionale
narrazione evangelica. Il racconto di Saramago continua a muoversi nel
contesto, minuzioso, della devozione tradizionale nella quale l'
autore e' stato educato, con i patetismi del caso: ne dipende, non
esce dal limite della variazione sul tema, sebbene pretenda d'
incarnare la piu' audace ribellione. Per quanto si accentui l'
umanita' di Gesu' , e per quanto s' insista nel suo morire sentendosi
tradito da Dio, non si va molto oltre il dato scritturale, secondo il
quale mangia e beve con i pescatori, e muore sulla croce gridando di
sentirsi abbandonato dal Padre ("Dio mio, Dio mio, perche' mi hai
abbandonato?"). Cosi' , sia pure a prezzo di confusioni che rivelano
nello scrittore la mancanza di un orizzonte storico teologico nel
quale comprendere le origini cristiane (si fa dire a Dio, riferito al
tempo di Gesu' : "E da quattromila anni che sono il Dio degli
ebrei"!), finisce per emergere una consapevolezza drammatica della
vicenda vissuta dal Cristo, una consapevolezza che i secoli dell'
insegnamento ecclesiastico hanno in parte eluso, sostituendola con una
visione edulcorata. "

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

ELDOMOBARLION


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teatro
10 maggio 2009
Il Vangelo (secondo Matteo) di Nanni Garella
 

Il Vangelo (secondo Matteo) di Nanni Garella

Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna e l’Associazione Arte e Salute onlus presenteranno all’Arena del Sole
dal 5 al 17 maggio
Il Vangelo secondo Matteo
ispirato al film  di Pier Paolo Pasolini
 

Il Vangelo secondo Matteo

uno spettacolo scritto e diretto da Nanni Garella - ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini

- scene Antonio Fiorentino - luci Gigi Saccomandi - regista assistente Gabriele Tesauri

 

“IL VANGELO SECONDO MATTEO” IN PRIMA NAZIONALE In uno spazio scenico allargato, con la platea svuotata completamente,

Il Vangelo secondo Matteo restituisce ancora più di altre opere l’afflato “religioso” e lirico del poeta di Casarsa (Pasolini).

 Rifiutando ogni esito agiografico ed esponendo le vicende in modo scarno e realistico, la figura di Cristo conserva tutta intera la carica umana

 e rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di avvertire la propria predestinazione, l’indifferenza,

 l’incomprensione altrui.

«Vogliamo ricreare un rapporto nuovo col pubblico – afferma il regista Nanni Garella – riportando Gesù Cristo sulla terra,

letteralmente, inondando il palco con della terra, togliendo quanto c’è di soprannaturale e restituendo alle sue parole la vivezza e il vigore.

Vediamo Gesù e i suoi discepoli prima di avere l’aureola, quando sono ancora uomini, quindi più facili da mettere in scena».

 

Il Vangelo di Matteo, la sua esposizione scarna, realistica, è servito a Pasolini da tessuto sul quale distendere una testimonianza su avvenimenti raccontati con l’ansia di un’antica cronaca.

 

La figura di Cristo conserva tutta intera la carica rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di durare oltre l’età breve, di chi avverte la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. Il passaggio di Cristo attraverso questo mondo di miseria, di pregiudizi, di umiliazione è visto come il passaggio di un vento rinnovatore, suscitatore di tempesta e di ribellioni. Un umile portatore di verità tra gli umili. Quale soggetto migliore per gli attori di Arte e salute? Nanni Garella

Estratto da

Questa fissazione del Gesù solo uomo, ma a noi  Gesù solo uomo, un falso Messia non ci salva e non interessa !


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29 aprile 2009
Esegesi Gv 3,36
 

Esegesi Gv 3,36

 

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».”( Gv. 3, 36)

Dice s.Beda riferendosi a questo testo “Non debet hic intelligi fides quae verbo tenus tenetur, sed quae operibus adimpletur. La traduzione di questo testo è la seguente: non si deve intendere qui con il termine fede quella che si tiene solo con la parola ma quella che si compie con le opere

Quanto appena detto significa, più generalmente, che  laddove i testi biblici neotestamentari parlano di fede essi non si riferiscono, in molti casi, solo alla fede ma alla fede unita alla carità, cioè non si riferiscono alla fede informe  ma alla fede perfetta che è appunto unita alla carità. Questa è la fede che porta la salvezza e la vita eterna in noi: la fede unita alla carità. Senza la carità noi siamo nel peccato e nella dannazione, con la carità la grazia e la salvezza sono in noi. Occorre dunque stare molto attenti allorché si parla di fede nella Bibbia per distinguere bene se si sta trattando della fede perfetta(unita alla carità) o della fede informe; allorché troviamo espressioni che affermano la salvezza in relazione alla fede esse vanno intese nel senso che la fede unita alla carità è salvifica, perché la vita di Dio, la grazia, viene in noi con la carità: Dio, infatti, è carità e la carità fa che Dio viva in noi.

 

D. Tullio


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23 dicembre 2008
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
 
STUDIO BIBLICO
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
 
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
 
VANGELO SECONDO GIOVANNI: 5, 19-30
5,19Così Gesù replicò a quelli che lo criticavano: "Io vi assicuro che il Figlio non può far nulla da sé, ma solo ciò che vede fare dal Padre. Quello che fa il Padre, anche il Figlio lo fa ugualmente. 20Il Padre infatti ama il Figlio e gli fa vedere tutto ciò che fa. Anzi, gli farà vedere anche opere più grandi di queste, e resterete meravigliati.
21"Come il Padre fa risorgere i morti e dà loro la vita, così pure il Figlio dà vita a chi vuole. 22Il Padre non giudica nessuno perché ha affidato al Figlio tutto il potere di giudicare. 23
Così, tutti onoreranno il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora neppure il Padre che l'ha mandato.
24
"Io vi dichiaro: chi ascolta la mia parola e crede nel Padre che mi ha mandato ha la vita eterna. Non sarà più condannato. È già passato dalla morte alla vita.
25"Io vi dico una cosa: viene un'ora anzi e già venuta, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e chi lo sente vivrà. 26Infatti, Dio è la fonte della vita, e ha dato anche al Figlio di essere la fonte della vita. 27
Gli ha dato anche il potere di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo.
28"Non vi meravigliate: viene un'ora in cui tutti i morti, nelle tombe, udranno la sua voce 29
e verranno fuori. Quelli che hanno fatto il bene risorgeranno per vivere; quelli che hanno fatto il male risorgeranno per essere condannati.
30
"Io non posso far nulla da me. Giudico come Dio mi suggerisce, e il mio giudizio è giusto perché non cerco di fare come voglio io, ma come vuole il Padre che mi ha mandato.

http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=5
 
 
VANGELO ECONDO GIOVANNI: 12, 44-50
12,44Allora Gesù esclamò: "Chi crede in me, in realtà crede nel Padre che mi ha mandato; 45chi vede me, vede il Padre che mi ha mandato.
46"Io sono venuto nel mondo come luce, perché chi crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Chi ascolta le mie parole e non le mette in pratica, io non lo condanno. Infatti non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo. 48
Chi mi respinge e rifiuta le mie parole ha già un giudice: a condannarlo, nell'ultimo giorno, sarà proprio la parola che io ho annunziato.
49"Io non parlo di mia iniziativa: il Padre che mi ha mandato, mi ha comandato quello che devo dire. 50
Io so che l'incarico che ho ricevuto porta la vita eterna. Tutto quello che dico, lo dico come il Padre l'ha detto a me".

http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=12
 
 

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23 dicembre 2008
IL VANGELO GIUDA TESTO
 

IL VANGELO DI GIUDA

Filippo Goti

Ha sollevato numerosi polemiche in ambito cristiano la traduzione del Vangelo di Giuda. Chi si è dichiarato scettico sull'autenticità dell'opera, chi non l'accetta per le verità in essa contenute, e chi invece la considera veritiera.

La storia raccontata in questo Vangelo, narra di un Giuda discepolo prediletto a cui viene affidata il compito di tradire Gesù, affinchè quest'ultimo potesse compiere la sua missione di salvezza e redenzione dell'umanità.

In verità non si tratta di un'assoluta novità, anche perchè i Padri della Chiesa avevano denunciato l'esistenza di questo vangelo ascrivendolo alla comunità cainita (Ireneo 180 d.c.). Inoltre in numerose scuole neognostiche Giuda viene considerato il più grande dei Maestri alla corte di Gesù, un vero dottore delle scritture, una grande personalità l'unica in grado di agevolare la missione salvifica del Cristo, e già nei canonici il "rapporto" fra Giuda ed il Sinedrio emerge, seppur nella forma di corruzione.

Lo scalpore nasce nell'ambito di un più generalizzato "attacco" culturale nei confronti della Chiesa, a cui non è nostro compito rispondere, ma solamente porre in evidenza come il Vangelo di Giuda si tratta di uno scritto la cui datazione è molto ravvicinata ai vangeli canonici, e che offre sicuramente spunti di riflessione simbolica. La mia personale convinzione è come questo vangelo vada vissuto in chiave "onirica", di ricerca interiore, e non tanto come una serie di verità storiche, ma piuttosto di metodologia operativa.

Neppure dobbiamo stupirci per come Giuda sia il fulcro a cui ruota questo vangello, in quando è necessario come in numerose comunità gnostiche era in uso la pratica dell'inversione di miti, storie e personaggi, in chiave di "rivolta di conoscenza". Nel complesso mondo di miti e simboli ( strumenti principi della trasmissione gnostica ), i personaggi ( attori e comparse ) dell'Antico e del Nuovo Testamento, erano rovesciati proprio in funzione o correlazione della visione cosmogonica ed escatologica peculiare agli gnostici, dove la Creazione tutta era espressione di un Dio minore.

Se il Dio veterotestamentario è il Demiurgo corrotto che ha dato vita, per arroganza e cecità, ad un mondo distorto, capovolto, prigione dello Spirito, e quindi chiunque ad esso si ribelli ( serpente, Caino, Lilith) diventa un erore gnostico, ciò può essere tradotto in modo grossolano come il fare il bene attraverso il male. Un mero coscienziale e conoscenziale.I canaiti appartenevano a tale ambito gnostico.

APERTURA

La segreta rivelazione che Gesù conferì a Giuda Iscariota durante la settimana, e precisamente tre giorni prima, della celebrazione della Pasqua.

IL MINISTERO TERRENO DI GESU'

Quando Gesù venne alla terra, compì grandi miracoli e meraviglie per la salvezza dell'umanità. Poichè alcuni camminavano sul sentiero della rettitudine, mentre altri nella loro trasgressione, vennero chiamati i dodici discepoli. Cominciò a parlare con loro dei misteri oltre il mondo, e che cosa avviene all'estremità della vita. Non è comparso spesso ai suoi discepoli come Se stesso, ma si trovava fra loro come un bambino.

SCENA I – DIALOGHI DI GESÙ CON I DISCEPOLI. : LA PREGHIERA DEL RINGRAZIAMENTO O DELL'EUCARESTIA

Un giorno era con i suoi discepoli in Giudea, e li trovò seduti insieme in modo pio e rispettoso. Si avvicinò ridendo ai suoi discepoli seduti insieme, e intenti ad offrire una preghiera di ringraziamento del pane. I discepoli gli dissero: “Maestro perché ridi della nostra preghiera di ringraziamento? Abbiamo fatto ciò che è giusto”! Rispose loro:” Non sto ridendo di voi. Non state facendo ciò a causa della vostra volontà, ma perché così il vostro Dio vuole essere elogiato” E loro dissero: “Maestro, tu sei (…) il figlio del nostro dio”. Gesù rispose loro : “Come mi conoscete? In verità vi dico che nessuna generazione della gente che è fra mi conoscerà”.

I DISCEPOLI SI ARRABBIANO

Quando i discepoli udirono ciò iniziarono ad arrabbiarsi ed infuriarsi, e a bestemmiare contro di lui nei loro cuori. Quando Gesù si accorse della loro mancanza di comprensione disse loro “Perché questa agitazione vi ha condotti alla rabbia? Il vostro Dio che è presso di voi [ ...], vi ha provocato per farvi arrabbiare dentro le vostre anime. [ lo lasci ] chi di voi sia [ abbastanza forte ] fra gli esseri umani da mettere in evidenza l'uomo perfetto innanzi al mio volto." Tutti dissero “ Noi abbiamo la forza”. Ma i loro spiriti non hanno osato levarsi in piedi [a lui ], tranne Giuda Escariota. Egli riuscì a levarsi in piedi innanzi a lui, ma non guardarlo negli occhi, e girò il suo volto lontano. Giuda [ disse ] a lui, "conosco chi sei e da dove sei venuto Provieni dal regno immortale di Barbelo. E non sono degno di pronunciare il nome di colui ti ha inviato."

GESÙ PARLA A GIUDA PRIVATAMENTE

Sapendo che Giuda stava riflettendo su qualcosa di eccelso Gesù gli disse “Allontanati dagli altri e ti dirò i misteri del Regno. Per te è possibile raggiungerlo, ma ti addolorerai molto. Qualcun altro ti sostituirà affinchè i dodici [discepoli] possano venire a completamento con il loro dio”. Giuda gli disse “ Quando mi dirai queste cose, e (quando) sarà il giorno dell'alba luminosa per la generazione?” Ma quando disse queste cose Gesù lo lasciò.

SCENA DUE: GESÙ COMPARE NUOVAMENTE AI DISCEPOLI.

Dopo che tutto ciò è accaduto, Gesù (appare) nuovamente ai suoi discepoli la mattina successiva. Gli dissero: ”Maestro, dove siete andato, e cosa hai fatto quando ci hai lasciato?” Gesù disse: “ sono andato ad un’altra generazione grande e santa” I discepoli dissero “Maestro, che cosa è la generazione che è più grande e santa di noi, e che non è ora in questi regni??”. Gesù sentendo questo rise, e disse loro: “ Perché voi state pensando nei vostri cuori alla generazione grande e santa? In verità vi dico che nessun nato in questo eone vedrà quella (generazione), e nessun arconte degli angeli delle stelle regnerà su quella generazione, e nessuna persona dalla nascita mortale può associarsi con essa, perché quella generazione non viene da [...] quale è diventata [...]. La generazione della gente fra (voi) proviene dalla generazione dell' umanità (..),che [... ] altri poteri [... ] [ che ] attraverso cui regnate."”. Quando i discepoli sentirono ciò, furono turbati nello spirito. Non poterono dire una parola. Un altro girono Gesù andò da loro. Gli dissero: ” Maestro, noi ti abbiamo visto in una [visione], abbiamo avuto grandi [sogni ...] nella notte [...]". [Egli disse], “Perché avete [voi ... quando] siete andati dentro ciò che è celato?” [38]

I DISCEPOLI VEDONO IL TEMPIO, E NE DISCUTONO

Essi dissero, “Abbiamo (visto) (.. una casa con un )grande altare [ ..attorno.. esso, e] dodici uomini - erano sacerdoti, riteniamo - e un nome; e una folla di gente che attendeva a quell'altare [fino..] i sacerdoti [ ... e riceve] le offerte. [Ma] noi abbiamo continuato ad attendere.[Gesù disse] ” A chi [i sacerdoti] assomigliavano?”. Essi [ dissero.”qualcuno ...] due settimane;[alcuni] sacrificavano i loro figli, altri le mogli, scambievolmente, con umiltà e venerazione; alcuni dormivano con uomini: altri stavano macellando; altri ancora commettevano un gran numero di peccati e atti contrari alla legge. E gli uomini che si levavano in piedi all’altare invocavano il tuo [nome], e in tutte gli atti della loro mancanza, i sacrifici sono portati a compimento [...]”. Dopo aver detto questo, essi rimasero calmi perché erano turbati.

GESU' OFFRE UN'INTERPRETAZIONE ALLEGORICA DELLA VISIONE DEL TEMPIO

Gesù disse loro, "Perché siete turbati? In verità vi dico, che tutti i sacerdoti che si innalzano davanti all'altare invocano il mio nome. Vi dico ancora ,che il mio nome è stato scritto su questo (..) delle generazioni delle stelle attraverso le generazioni umane. (e…) hanno piantato alberi senza frutti, in mio nome, in maniera vergognosa." Gesù disse loro, "Quelli che avete visto ricevere le offerte all'altare, sono ciò che siete. Quello è il Dio che servite, e siete quei dodici uomini che avete visto. Il bestiame che avete visto portare per il sacrificio è la molta gente sviata(40) davanti a quell' altare. (..) si alzerà ed userà il mio nome in questo modo, e generazioni di devoti rimarranno a lui leali. Dopo (lui) un altro uomo si leverà in piedi là dai (fornicatori), e un altro si alzerà là dagli assassini dei bambini, ed un altro da coloro che dormono con gli uomini, e da coloro che si astengono, ed il resto della gente impura e contraria alla legge, e a coloro che nell’errore dicono, " Siamo come gli angeli"; sono le stelle che portano tutto alla relativa conclusione. Per le generazioni umane è stato detto, "Guardate, Dio ha ricevuto il vostro sacrificio dalle mani di un sacerdote, che è nell’errore. Ma è il Signore, il Signore dell'universo, che comanda, e "L'ultimo giorno saranno relegati a vergogna .'"(41) Gesù disse (a loro), "Cessate di sac(rificare..) quello che avete (..) sopra l'altare, perchè sono sopra le vostre stelle ed i vostri angeli , e sono già giunto alla fine . Così lasciate chi ( ..è intrappolato) innanzi a voi, e lasciateli andare ( 15 linee mancanti) generazioni(..). Un panettiere non può nutrire tutta la creazione (42) sotto (il cielo). E (..)a loro (..) e (..) a noi e(..). Gesù disse loro, "Smettete di lottare con me. Ciascuno di voi ha la sua propria stella, e ognuno (17 linee mancanti) (43) in (..) chi è venuto(... primavera) per l'albero(..) di questo eone (..) per un certo tempo (..) ma lui è venuto a innaffiare il paradiso di Dio, e la (generazione) che durerà, perché (lui) non corromperà ( il cammino della vita ) che la generazione, ma (..) per tutta l'eternità."

GIUDA CHIEDE A GESU' RIGUARDO QUELLA GENERAZIONE ED ALLE GENERAZIONI UMANE

Giuda chiese a ( lui, "Rabb)i, che genere di frutta produce questa generazione ?" Gesù disse, "Le anime di ogni generazione umana moriranno. Quando questa gente, tuttavia, ha completato il periodo del regno e lo spirito le lascia, i loro corpi moriranno ma le loro anime saranno vive, e innalzate su (in cielo).” Giuda disse, "E che cosa faranno le rimanenze delle generazioni umane?" Gesù disse, "E' impossibile (44) seminare il seme sopra (la roccia) e raccoglierne la relativa frutta. (questo) è anche il senso(..) la generazione (corrotta) (..) e Sophia corruttibile (..) la mano che ha generato la gente mortale, in modo che le loro anime vanno fino ai regni eterni qui sopra. (In verità) vi dico,(..) la potenza dell’angelo (..)potrà vedere quello (..) questi a chi(..) le sante generazioni(...)."Dopo aver detto questo, si allontanò.

SCENA 3: GIUDA RACCONTA UNA VISIONE E GESÙ RISPONDE

Giuda disse, "Maestro, come hai ascoltato tutti, ora ascolta anche me. Perché ho avuto una grande visione ." Quando Gesù udì questo, rise e gli disse, "tu sei il tredicesimo spirito, perché ti sforzi tanto? Ma su parla, ed io ti sopporterò." Giuda gli disse, "Nella visione mi sono visto mentre i dodici discepoli mi stavano lapidando e (45) perseguitando ( molto severamente). Ed inoltre sono venuto al posto in cui (..) dopo di te. Ho visto (una casa.), ed i miei occhi non poterono (comprendere) le dimensioni. Molta gente era nei suoi dintorni, e quella casa aveva un tetto di fogliame, e nel mezzo della casa c'era (una folla)( 2 linee mancanti), Maestro, portami dentro con queste persone .'" (Gesù) rispose dicendo, "Giuda, la tua stella ti ha condotto fuori strada." e continuò , "Nessuna persona mortale di nascita è degna di entrare nella casa che hai visto, perché quel posto è riservato al Santo. Né il sole né la luna regnano là, né il giorno, ma la volontà santa rimarrà sempre là, nel regno eterno con i santi angeli . Vedi, io ti ho spiegato i misteri del regno (46) e insegnato circa l'errore delle stelle; e(..) tramandalo(..) sui dodici eoni."

GIUDA CHIEDE NOTIZIE SUL SUO DESTINO

Giuda disse, "Maestro, potrebbe essere che il mio seme sia sotto il controllo degli arconti?" Gesù gli rispose dicendo, "Vieni, che io (2 linee mancanti), ma ti addolorerà molto quando vedrai il regno e tutte le sue generazione." Quando sentì questo, Giuda gli chiese, "Che cosa c’è di buono in quanto ho ricevuto? Avete disposto diversamente (per me) da quella generazione." Gesù rispose dicendo, "Diventerai il tredicesimo, sarai maledetto dalle altre generazioni e andrai a regnare sopra di loro. Negli ultimi giorni malediranno la tua ascesa (47) verso la santa (generazione)."

GESU' INSEGNA A GIUDA CIRCA LA COSMOLOGIA: LO SPIRITO E IL GES’ AUTOGENERATO

Gesù disse, "(vieni), io posso insegnarti i (segreti) che nessuna persona (ha) mai visto. Perché esiste un regno grande e illimitato, la cui estensione nessuna generazione di angeli ha visto, (nel quale) c'è (un) grande (spirito) invisibile, che nessun occhio di angelo ha mai visto, nessun pensiero del cuore ha mai compreso, e non è mai stato indicato con nessun nome."E una nube luminosa vi comparve. Disse, "Genera un angelo come mio strumento ." "Un grande angelo, Il divino illuminato Auto-Generato emerse dalla nube. A causa sua, altri quattro angeli si manifestarono da un'altra nube, e diventarono gli strumenti per l' angelico Auto-Generato. L' Auto-Generato disse, (48) 'lasciano [... ] venire all'esistenza [... ], e venne all'esistenza [... ]. E lui (creò) il primo astro per regnare sopra di lui. Egli disse, Che gli angeli siano creati per servir (lo),'e miriadi senza numero ne ha creati. Egli disse, "(che) un eone illuminato sia creato,"e questo venne creato. Egli generò un secondo astro (..) per regnare su di lui, insieme a una miriade di angeli senza numero, per offrire servizio. Questo è come ha generato il resto degli eoni luminosi. Li fece per regnare sopra di loro, e creò per loro innumerevoli miriadi di angeli, a servirli.

ADAM E GLI ASTRI

"Adam era nella prima nube luminosa che nessun angelo aveva mai visto fra tutti quelli che “Dio ha chiamato”. Egli (49) (..) che(..) a immagine(..) e somiglianza di (questo) angelo. Fece comparire l'incorruttibile (generazione) di Seth(..) i dodici (..)i ventiquattro(..). Creò settantadue astri nella generazione incorruttibile, in conformità con la volontà dello Spirito. Gli stessi settantadue astri crearono altri trecentosessanta astri nella generazione incorruttibile, in conformità con volontà dello Spirito, in modo che il numero fosse cinque per ciascuno. "I dodici eoni dei dodici astri (luminari) costituiscono il loro padre, con sei cieli per ogni eone, così che ci sono settantadue cieli per i settantadue luminari, e per ciascuno (50) (di loro cinque) firmamenti, (per un totale di) trecentosessanta (firmamenti...). Furono dati loro l'autorità e (un grande) di innumerevoli angeli, per la gloria e l'adorazione, (e dopo questo anche) spiriti vergini, per la gloria e (l'adorazione) di tutti gli eoni del cielo e dei loro firmamenti.

IL COSMO, IL CAOS, E IL MONDO SOTTOSTANTE

"La moltitudine di questi immortali è chiamato cosmo che è, separato- dal Padre ed i settantadue luminari che coesistono con l'Auto-Generato ed i suoi settantadue eoni. In lui il primo essere umano comparso con i suoi poteri incorruttibili. E l' eone che è comparso con la sua generazione, l'eone nel quale sono la nube della conoscenza e l'angelo, è chiamato (51) El. (..) eone (..) dopo che (..) disse, " Che dodici angeli siano creati (al) e dominio sul caos e sul (mondo sottostante) E osserva, là dalla nube è apparso un (angelo) con il volto che splende come il fuoco e che sembra contaminato con il sangue. Il suo nome era Nebro, che significa il "ribelle" altri lo chiamano Jaldabaoth. Inoltre un altro angelo, Saklas, è venuto dalla nube. Così Nebro creò sei angeli, cosìcome Saklas, per essere di aiuto, e questi crearono dodici angeli nel cielo, ciascuno domina una parte nei cieli.

GLI ARCONTI E GLI ANGELI

"I dodici sovrani parlarono con i dodici angeli: Che ciascuno di voi (52) (..) e che la loro(..) generazione (una linea perduta) angeli del: Il primo è (S)eth, che è chiamato Cristo. Il (secondo) è Harmathoth, che è (..). Il (terzo) è Galila. Il quarto è Yobel. Il quinto (è) Adonaios. Questi sono i cinque che dominavano sul mondo sottostante, ed in primo luogo sul caos.

LA CREAZIONE DELL' UMANITÀ

"Allora Saklas disse ai suoi angeli, “ Creiamo un uomo a nostra immagine e somiglianza. 'Modellarono Adamo e sua moglie Eva, che è chiamata, nella nube, Zoe. In questo nome tutte le generazioni cercano l'uomo, e ognuna di loro chiama la donna con questi nomi. Ora, Saklas non com(anda) (53) tranne (..) le gene(razioni) questo (..). E il (arconte) disse ad Adam, "Vivrai a lungo, con i tuoi figli .'"

GIUDA CHIEDE NOTIZIE SUL DESTINO DI ADAMO E DELL' UMANITÀ

Giuda disse a Gesù, "Qual è la durata del tempo che vivrà l’essere umano? Gesù disse, "Perché ti stai domandando questo, che Adam, con la sua generazione, ha vissuto la sua vita nel posto in cui ha ricevuto il suo regno, con la longevità (conferita??) dal suo arconte?"Giuda disse a Gesù, "Lo spirito umano muore?" Gesù rispose, "Ecco perché Dio ordinò a Michele di prestare solamente lo spirito alle genti, di modo che hanno potuto offrire il servizio, ma l’Eccelso ha ordinato Gabriel di assegnare gli spiriti alla grande generazione senza sovranità su di essa -- cioè lo spirito e l'anima. Di conseguenza, [ resto ] delle anime [ 54 ] [ - - una linea che manca --].

GESU' DISCUTE LA DISTRUZIONE DEL MALVAGIO CON GIUDA E GLI ALTRI

(..) Luce di (quasi due linee mancanti) intorno (..) lasciate [... ] lo spirito (che è)dimora in questa (carne) fra le generazioni degli angeli. Ma Dio ha indotto la conoscenza in Adam ed a quelli con lui, in modo che i re del caos e del mondo sotterraneo non abbiano potere sopra di loro." Giuda disse a Gesù, " Allora cosa faranno quelle generazioni?" Gesù rispose, "In verità vi dico, per tutti loro le stelle portano i fatti a compimento. Quando Saklas terminerà il tempo che gli è stato assegnato, la prima stella comparirà con le generazioni, e compiranno ciò che fu detto che avrebbero fatto. Poi fornicheranno in mio nome e uccideranno i loro bambini (55) e (faranno) (..) e ( mancano circa sei righe e mezzo) il mio nome, e volontà (..) la tua stella sopra il (trent)esimo eone." Dopo ciò Gesù (rise).(Giuda disse), "Maestro, (perché stai ridendo di noi)?”(Gesù) rispose a (e disse), "Non sto ridendo di (voi) ma dell’errore delle stelle, perché queste sei stelle vagano con questi cinque combattenti, e tutti saranno distrutti insieme con le loro creature."

GESU' PARLA DI COLORO CHE SONO BATTEZZATI, E DEL TRADIMENTO DI GIUDA

Giuda disse a Gesù, "Allora, che cosa faranno quelli che sono battezzati nel tuo nome?" Gesù rispose, "In verità (vi) dico, questo battesimo (56) (..) il mio nome ( circa nove linee mancanti) a me. In verità (Io) ti dico, Giuda, (coloro che) offrono sacrifici al Dio di Saklas (..) (tre linee che mancanti) tutto ciò che è diabolico. "Ma tu li supererai tutti. Perché sacrificherai l'uomo che mi riveste. Già il tuo corno è stato alzato, la tua collera è stato accesa, la tua stella brilla intensamente, ed il tuo cuore ha (..).(57) "In verità (..) il tuo ultimo(..) diventa (circa due linee e mezzo mancanti), addolorati (circa due linee che mancano) l'arconte, fino a quando sarà distrutto. Ed allora l'immagine della grande generazione di Adam sarà innalzata, prima del cielo, della terra e gli angeli, quella generazione, che proviene dai regni eterni, esiste. Osserva, hai udito tutto. Alza in alto i tuoi occhi e guarda la nube e la luce all'interno di essa e le stelle che la circondano. La stella che regola il cammino è la tua stella." Giuda alzò in alto i suoi occhi e vide la nube luminosa, e vi entrò dentro. Quelli che si alzarono sulla terra udirono una voce venire dalla nube, dire, (58) (..) grande generazione (..)... immagine (..) (circa cinque linee mancanti).

CONCLUSIONE: GIUDA DENUNCIA GESU'

(..) I loro sommi sacerdoti mormoravano perché (lui) era andato nella stanza degli ospiti per la sua preghiera. Ma là alcuni scrivani lo stavano guardando con attenzione per arrestarlo durante la preghiera, poiché erano impauriti della gente, dato che era considerato da tutti un profeta. Si avvicinarono a Giuda e gli dissero, "Che cosa stai facendo qui? Tu sei un discepolo di Gesù." Giuda gli rispose come desideravano. Ricevette dei denari e lo consegnò a loro.

Prima pubblicazione sulla rivista Abraxas numero 1, ( ABRAXAS numero 1 )

http://www.fuocosacro.com/pagine/gnosticismo/vangelodigiudaitaliano.htm


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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 23/12/2008 alle 3:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 dicembre 2008
Il "Vangelo di Giuda": patacca o scoperta?
 

Il "Vangelo di Giuda": patacca o scoperta?

di Massimo Introvigne (il Domenicale. Settimanale di cultura, anno 5, n. 30, 29 luglio 2006)

vangelo di giudaAnche l’Italia ha la sua bella versione del Vangelo di Giuda, curato da Rodolphe Kasser, Martin Meyer e Gregor Wurst, con un commento di Bart D. Ehrman. Pubblicato dalla White Star di Vercelli, è uscito originariamente come allegato di National Geographic Italia di maggio, ma ora vive ovviamente di vita autonoma.

Ora, se il Vangelo di Giuda fosse stato pubblicato nel 1993 - quando scrivevo il mio Il ritorno dello gnosticismo, ricostruendo le dottrine degli gnostici antichi per mostrare quanta parte ne sopravvivesse nei nuovi movimenti religiosi e nel New Age - probabilmente sarei stato lieto della sua pubblicazione.

Il testo non soltanto conferma in modo a tratti persino elegante quanto sappiamo della cosmologia gnostica classica, ma dà anche ragione a sant’Ireneo di Lione (130-202), il quale scrivendo nel 180 d.C. e citando un testo chiamato appunto Vangelo di Giuda sosteneva che  tra gli eretici gnostici ce n’erano di talmente cattivi che, per dare addosso a quella che chiamavano la “Grande Chiesa” cristiana da cui si erano staccati per fondare le loro piccole conventicole, tributavano un vero culto a tutti i personaggi dipinti come malvagi nell’Antico e nel Nuovo Testamento, da Caino a Giuda.

Molti studiosi dello gnosticismo pensavano che sant’Ireneo, obnubilato dall’avversione per gli gnostici, esagerasse e che questi “cainiti” non fossero mai esistiti.

Ora, il Vangelo di Giuda viene oggi presentato come un “testo cainita” e certamente si accosta con venerazione a Giuda, confermando che - come del resto si sa da altre fonti - sant’Ireneo non simpatizzava certamente per gli eretici e non scriveva da studioso accademico neutrale del XX secolo ma da difensore della fede, riuscendo però nel contempo a fornire informazioni esatte preziose ancora oggi e a non calunniare nessuno.

Quello che dello gnosticismo si conosce da sant’Ireneo è stato sostanzialmente confermato dalle scoperte successive, compreso il famoso ritrovamento nel 1945 da parte di un contadino egiziano di un’intera biblioteca gnostica presso Nag Hammadi.

Certamente lo gnosticismo non è mai stato un sistema monolitico e coerente. Le varie scuole si sono divise quasi su tutto. Vi sono tuttavia alcuni temi generali che - sia pure con molteplici sfumature e varianti - si ritrovano in tutte le scuole: il primato della conoscenza, il dualismo, la presenza di varianti di un mito cosmologico, una dottrina della salvezza, un atteggiamento particolare in materia di culto e di moralità.

Il dualismo spirito/materia

Gnosticismo deriva da gnosis, “conoscenza” in greco. Un sistema gnostico è anzitutto caratterizzato dal primato della conoscenza su qualunque altro mezzo di salvezza per l’uomo: la legge, il rito, l’adesione a una comunità religiosa. Nella sua lotta con il cristianesimo, la conoscenza degli gnostici si contrappone alla fede; ma - più in generale - la gnosis si oppone all’ignoranza di coloro che rimangono immersi nella vita di tutti i giorni e nelle preoccupazioni di questo basso mondo senza occuparsi dei misteri del mondo divino, i soli che contano e che vale la pena di studiare,

Tutti i sistemi gnostici - anche se non tutti nello stesso modo - sono caratterizzati da un dualismo che oppone lo spirito e la materia, con un deciso anticosmismo che svaluta radicalmente il mondo visibile, ridotto a regno del male e delle tenebre. Questo anticosmismo radicale differenzia il dualismo gnostico da quello della religione zoroastriana e da quello platonico, che pure hanno esercitato una certa influenza sugli gnostici. Non a caso i neo-platonici del Terzo secolo non avranno alcuna simpatia per gli gnostici, anzi li combatteranno proprio in ragione del loro anticosmismo. Se tutti gli gnostici sono d’accordo su una svalutazione dualistica del mondo e della materia, le scuole si dividono quando si tratta di valutare i rapporti fra i due principi. Nei sistemi classici dello gnosticismo il dualismo si risolve in un monismo, in quanto il male non è un principio originario ma il risultato di una qualche degradazione - o caduta nel mondo materiale - del bene. Come si vedrà, è proprio questa la prospettiva anche del Vangelo di Giuda.

Verso l’idea di due principi originari si orienteranno invece quelle scuole gnostiche che influenzano il manicheismo, che alcuni considerano una religione successiva del tutto indipendente dallo gnosticismo e altri uno gnosticismo tardivo.

È la conoscenza che salva

Tutti i sistemi gnostici propongono un mito cosmologico che - come spesso è stato notato - ha un carattere “parassitario” in quanto nasce dalla rilettura gnostica di temi mitologici preesistenti iranici, greci o ebraici, talora “contaminati” da riferimenti cristiani. I miti gnostici sono insieme ricchissimi e diversi da scuola a scuola, ma lo schema centrale rimane costante. Possiamo definire lo gnosticismo in molti modi, ma la formula più breve e comprensibile rimane quella del filosofo neoplatonico Plotino (205-270): “Lo gnosticismo è la dottrina secondo cui il creatore di questo mondo è cattivo, e il mondo è cattivo”.

Nella cosmologia gnostica - fedelmente riassunta anche nel Vangelo di Giuda - “il Grande”, la vera divinità positiva per cui si usa malvolentieri l’espressione “dio”, riservata a una pletora di personaggi minori o negativi, ha creato soltanto il Pleroma, il mondo della Luce divina abitato da una pluralità di dei. Per cause che il Vangelo di Giuda non  chiarisce - ma che altrove gli gnostici attribuiscono alla caduta fuori del Pleroma di una divinità femminile, Sofia - a un certo punto una parte della Luce divina è uscita dal Pleroma ed è rimasta intrappolata nel mondo materiale.

Quest’ultimo non è una creazione di Dio, ma di una divinità incapace ovvero malvagia, il Demiurgo, assistito da collaboratori, gli Arconti, che sono o violenti o pasticcioni.

Gli ebrei dell’Antico Testamento, secondo gli gnostici, si sono lasciati ingannare dal Demiurgo venerandolo come Dio e fonte di ogni bene, mentre è al contrario la fonte di ogni male, perché la materialità del mondo - e con questa la divisione dei sessi, l’amore, la vita mortale, la procreazione - sono tutte cose malvagie del tutto estranee ai piani del Grande. Alcuni frammenti della Luce divina sono stati concessi dal Grande al mondo materiale come seme di salvezza, e costituiscono le scintille o frammenti di anima di cui alcuni uomini, ma non tutti, sono dotati (molti ne rimangono privi, irrilevanti nel grande gioco cosmico). Gli uomini in cui vive una scintilla divina come anima sono chiamati a diventare gnostici, lavorando perché i frammenti di Luce si riuniscano e tornino al Pleroma.

Quanto alla dottrina della salvezza, per gli gnostici la salvezza viene dalla conoscenza. E tuttavia lo gnosticismo non prevede solo l’auto-redenzione attraverso la gnosi, ma anche l’intervento di figure di redentori su cui gli interpreti hanno sempre discusso. Si è detto che il redentore gnostico, che in molti testi è Gesù Cristo, è sempre un “redentore redento”, perché - se si è lasciato coinvolgere nel mondo materiale - ha in ogni caso bisogno di ricevere una redenzione prima di poterla trasmetterle agli altri.

Ma questa necessità si attenua nei testi più influenzati dal cristianesimo - o da sue forme non precisamente ortodosse - dove il redentore, Gesù Cristo, sembra coinvolto nel mondo, ma si tratta solo di una maschera o di un’apparenza che inganna i non gnostici e oltre la quale il vero gnostico comprende Gesù come un inviato del regno del Grande di natura puramente spirituale. In ogni caso, la salvezza non è per tutti: è riservata ai soli gnostici, e ha un costo. Anche lo gnostico dopo la morte non va direttamente al regno del Grande: l’anima o si reincarna (ma non tutte le scuole credono nella reincarnazione) o deve passare attraverso una serie di prove. Solo alla fine del mondo l’ascesa degli gnostici sarà diretta.

Degli aspetti rituali, sociologici e morali dell’antico gnosticismo sappiamo in realtà pochissimo. Solo alcuni capiscuola come Marcione (85-160 d.C.) si preoccupano di fondare una Chiesa con una struttura formale: altri restano predicatori ambulanti come il Peregrinus messo in scena nella satira di Luciano (120-190 d.C.).

Il culto è visto originariamente come sospetto, come qualche cosa che ha a che fare con il mondo materiale, e lo stesso vale per la morale. Ma questo porta le diverse scuole a conseguenze radicalmente opposte: da un rigoroso ascetismo con un culto ridotto al minimo fino a pratiche orgiastiche che si traducono in una ritualità incentrata sulla magia sessuale. In entrambi i casi si tratta di affermare che il “mondo” - con la sua morale e le sue convenzioni - non ha nessuna importanza. Nelle prospettive più antinomistiche, come si è accennato, i “cattivi” della Bibbia sono tutti rivalutati come buoni e venerati come santi, perché in realtà lottavano contro il dio malvagio creatore di questo mondo: dal Serpente tentatore del Paradiso Terrestre fino a Caino, agli abitanti di Sodoma e Gomorra e appunto a Giuda. Il Vangelo di Giuda conferma appunto che l’attribuzione a certi gnostici estremisti anche di un culto di Giuda non è un’invenzione di sant’Ireneo.

Dan Brown e National Geographic

Tuttavia, nonostante il positivo contributo alla lotta contro i diffamatori di sant’Ireneo, non posso fare a meno di notare che, pubblicato nel 2006, il Vangelo di Giuda rischia di fare danni. Tutti hanno bene inteso che senza Il Codice da Vinci - e la sua pretesa, che nessuno studioso ha preso sul serio ma che ha affascinato il pubblico meno informato - secondo cui i Vangeli gnostici ci descrivono una figura più vicina al Cristo storico di quella dei Vangeli canonici, National Geographic non avrebbe investito milioni di dollari nel lancio pubblicitario e nella pubblicazione del documento, il quale sarebbe stato letto, come è capitato a decine di testi consimili pubblicati negli ultimi anni, solo da qualche centinaio di specialisti in tutto il mondo. Vi è inoltre, come è stato sottolineato in diversi convegni americani, il problema etico che aveva spinto diverse case editrici universitarie a rifiutare l’acquisto e la pubblicazione del testo. Il codice al cui interno si trova il Vangelo di Giuda è frutto di quella che eufemisticamente si chiama archeologia illegale e che più prosaicamente si può definire furto di codici antichi da parte di “tombaroli”. Costoro avvelenano le relazioni fra gli archeologi e gli studiosi accademici e i governi dei paesi dove ci sono ancora reperti da scoprire, e riescono a rivendere il materiale trafugato solo ad antiquari di scarsi scrupoli, che normalmente lo danneggiano non conservandolo a regola d’arte. In questo caso il materiale illegale è stato “legalizzato” con promessa di restituirlo alle autorità dell’Egitto, dove è stato rubato intorno al 1978, ma molte università continuano a pensare che l’“archeologia illegale” non vada comunque né tollerata né pubblicizzata.

Un’assoluta non-notizia

Più grave però è che al pubblico del prime time televisivo e a lettori che non sanno nulla dello gnosticismo il Vangelo di Giuda sia stato presentato come una sorta di conferma che Dan Brown ne Il Codice da Vinci ha ragione, e che tra i primi cristiani circolavano versioni alternative della storia di Gesù Cristo, tutte - si lascia intendere - ugualmente autorevoli, anzi quelle gnostiche semmai più credibili perché più “umane”. Chi poi non si è lasciato convincere a comperare l’edizione commentata del National Geographic - che batte impropriamente la grancassa sulla scoperta “sensazionale” di un testo che assomiglia a un altro centinaio di documenti gnostici già noti - ma ha sentito parlare del Vangelo di Giuda solo dai giornali e alla televisione, senza leggerlo, rischia di non capire neppure esattamente di che cosa si tratta.

Il Vangelo di Giuda ricostruito (non completamente) dal gruppo di Rodolphe Kasser sulla base del codice maltrattato da tombaroli malavitosi e antiquari ricettatori è un testo copto che risale al 400 d.C. Ci sono buone probabilità - ma, come ammettono onestamente i curatori dell’edizione, non la certezza - che sia una tarda traduzione del testo citato da sant’Ireneo nel 180 d.C. e che risale a qualche decennio prima, forse al 150-160 d.C. Il testo non rappresenta (come piacerebbe ai lettori di Dan Brown) una versione alternativa della storia di Gesù Cristo, ma - come la maggioranza dei documenti gnostici - ha natura pedagogica e catechetica. Pochi singoli episodi della vita di Gesù (alcuni diverbi con i discepoli, il rapporto privilegiato con Giuda, la presentazione - peraltro brevissima - del presunto tradimento di Giuda come preordinato e provvidenziale) costituiscono più che altro dei pretesti per insegnare una cosmologia e un’antropologia radicalmente alternative a quelle cristiane.

Il testo deriva da correnti gnostiche estremiste (si chiamassero o no “cainite”) che - se davvero questa è una traduzione abbastanza fedele del Vangelo di Giuda nota a sant’Ireneo - anticipano di diversi decenni una piena consapevolezza del fatto che i ponti sono ormai del tutto tagliati con la “Grande Chiesa” dei cristiani. Lo gnosticismo è, molto semplicemente, un’altra religione che, cercando fedeli in ambiente cristiano ed ebraico, si preoccupa anzitutto di polemizzare ferocemente con il cristianesimo e l’ebraismo.

Gli Apostoli che bestemmiano

Nel Vangelo di Giuda Gesù è un messaggero mandato dal regno immortale del Pleroma a riunire gli gnostici denunciando la natura malvagia del creatore di questo mondo, il personaggio venerato come Dio nell’Antico Testamento. Nel Vangelo di Giuda lo scontro di Gesù con l’ebraismo è radicale; egli deride gli Apostoli quando pregano: perché senza saperlo stanno pregando il dio malvagio, la fonte del male. Leggiamo nel testo (le parentesi quadre indicano lacune colmate dagli editori): “Quando [si fece accosto] ai discepoli, si riunirono e sedettero e offrirono una preghiera di ringraziamento sopra il pane, [ed egli] rise. I discepoli dissero a [lui]: ‘Maestro, perché ridi della [nostra] preghiera di ringraziamento? Abbiamo fatto ciò che è giusto’. Ed egli rispose loro e disse: ‘Io non rido di voi. Voi non fate questo per volontà vostra, ma perché si crede questo, che il vostro dio [ne sarà] glorificato”.

Gli Apostoli gli chiedono se non è forse Gesù “il figlio del dio nostro”. Niente affatto, risponde Gesù: questo è un errore che fate voi, e che faranno anche i cristiani: “In verità vi dico, non una generazione di quanti sono fra voi mi conoscerà”. Gli Apostoli allora “si risentirono e si adirarono, e nei loro cuori presero a bestemmiare il suo nome”. Gesù attribuisce questa rivolta al fatto che “dentro voi” c’è  “il dio vostro”, il dio malvagio creatore del mondo dell’Antico Testamento, e che nessuno degli Apostoli è veramente un “perfetto”, cioè uno gnostico. Tranne Giuda, che gli dice: “So chi tu sei e donde sei giunto, Tu vieni dal reame immortale di Barbelò. E io non son degno di pronunciare il nome di colui che ti ha inviato”: che non è il dio venerato dagli ebrei (e dai cristiani) ma il Grande che presiede al mondo spirituale degli gnostici, di cui Barbelò è una delle divinità.

E dormono pure con gli uomini?

Ma - in modo anacronistico, e a conferma che ci troviamo di fronte a un testo simbolico, senza pretese storiche - Gesù se la prende anche con i cristiani, offendendoli crudelmente in quanto hanno di più caro, i martiri. Gesù attacca gli Apostoli (intendendo ricomprendere nell’attacco anche i loro successori, i vescovi) perché manderanno i cristiani a morire, un sacrificio inutile e stupido perché implica che la vita e la morte, l’affermare o negare una fede nel mondo materiale abbiano qualche interesse, mentre tutto quello che avviene nel mondo materiale è per definizione irrilevante. Gli Apostoli hanno una visione del Tempio: vedono “una gran [casa con un vasto] altare [dentro essa, e] dodici uomini - essi sono i sacerdoti, diremmo - e un nome; e una turba di gente aspetta presso l’altare, [finché] i sacerdoti [… e ricevono] le offerte”. Alcuni “sacrificano i figli, altri le mogli”; e - dicono gli Apostoli a Gesù - “gli uomini che stanno [dinanzi] all’altare invocano il [nome] tuo, e in tutti gli atti del loro difetto, i sacrifici sono portati a compimento”.

Gli Apostoli, al solito, rimangono turbati e Gesù spiega la visione smascherando la menzogna del cristianesimo e degli stessi Apostoli: “Quelli che avete veduto ricevere le offerte all’altare, quello è ciò che siete. Quello è l’iddio che servite, e siete voi i dodici uomini veduti. Le bestie che avete veduto condurre al sacrificio sono le molte genti che voi sviate dinanzi a quell’altare”. I martiri che pensano di morire per il vero Dio in realtà servono il dio malvagio di questo mondo, che incita a ogni sorta di iniquità.

Nella stessa visione infatti i “sacerdoti” che gli Apostoli vedono nel Tempio (e che sono, spiega Gesù, gli Apostoli stessi e i loro successori) “dormono con uomini” (un’accusa che cristiani e gnostici si scambiavano di frequente a vicenda nel secondo secolo), sono coinvolti in omicidi, “commettono una moltitudine di peccati e atti d’illiceità”. A questo, spiega Gesù, porta il contatto con il dio dell’Antico Testamento, che è la fonte di ogni male, tramite la preghiera. Chi lo prega non è uno gnostico, e non ha un’anima immortale: “le anime di ogni generazione umana periranno”.

C’è però uno che non prega, Giuda. Gesù lo riconosce come gnostico e lo istruisce segretamente nei misteri del Grande. “Partiti dagli altri e io ti darò i misteri del regno. A te è possibile giungere là” - cioè Giuda, a differenza degli altri Apostoli, è uno gnostico con un’anima immortale - “ma ne avrai molto a soffrire. Poiché un altro ti sostituirà, al fine che i dodici [discepoli] possano ancora giungere a completezza con il dio loro”, che come ormai sappiamo è il dio malvagio. Lo confermano “i misteri del regno” che Gesù rivela a Giuda.

“Esiste un regno grande e senza fine, la cui vastità non una generazione di angeli ha veduto, [dove] è [uno] [Spirito] grande, invisibile, che alcun angelo mai vide, né un moto del cuore ha mai compreso, e che mai ebbe un nome”: il Grande. Questo vero dio “che mai ebbe un nome” fa “venire in essere” (emana) “un grande angelo, l’illuminato divino Autogenerato”: l’Autogenes, che è il vero figlio di Dio in molti testi gnostici. Per causa dell’Autogenes, “altri quattro angeli vennero in essere da un’altra nube, ed essi divennero servi dell’angelico Autogenerato”. L’Autogenerato in seguito emana i “luminari” - chiamati in altri testi gnostici Hormozel, Oroiael,  Daveithai ed Eleleth - e “miriadi innumerevoli” di altre entità spirituali che costituiscono il complicato mondo divino tipico delle cosmologie gnostiche.

Il Demiurgo, gli Arconti e lo stolto

A furia di moltiplicarsi, tuttavia, alcuni “immortali” cadono fuori del regno divino. “La moltitudine di quegli immortali è detta cosmo, ossia perdizione”. In questo mondo di perdizione fa irruzione “dalle nubi” un personaggio “col volto balenante di fuoco e sozzo di sangue a vedersi”. Secondo il Vangelo di Giuda “Nebro si chiamava, che sta per ‘ribelle’; per altri è Yaldabaoth”, che è uno dei nomi del Demiurgo. Dalla nube esce pure un collaboratore del Demiurgo, Saklas, il cui nome significa “stolto” in aramaico. Un assassino “sozzo di sangue”, il Demiurgo, e uno stolto, Saklas, creano dunque il nostro mondo, ed emanano dodici arconti perché li assistano. Il racconto biblico della creazione dell’uomo non è falso, ma va inteso come creazione da parte di questa accolta di divinità criminali: “Allora Saklas disse ai suoi angeli: ‘Creiamo un uomo a somiglianza e immagine’” - a immagine e somiglianza di Saklas, cioè dello stolto per antonomasia - “e fecero Adamo e la sua sposa Eva”.

Il Demiurgo dota gli uomini dello spirito, che garantisce una lunga vita, ma alla fine “lo spirito dell’uomo perisce”, cioè si ribadisce ancora una volta che l’uomo di per sé non ha un’anima immortale.

Tuttavia “il Grande ordinò a Gabriele”, un angelo buono, “di concedere spiriti alla gran generazione senza arconte sopra di essa, o sia, lo spirito e l’anima”. Grazie all’intervento del Grande, nel mondo entra “la conoscenza”, la gnosi, e alcuni eletti, gli gnostici, da allora sono dotati di anima oltre che di spirito e possono sfuggire al dominio degli arconti “così che i re del caos e dell’infero non signoreggino su di loro” e vivano per sempre.

Agli gnostici non è promessa una vita facile. Giuda, l’unico gnostico fra gli Apostoli, sarà “maledetto dalle altre generazioni” e dai cristiani, che credendo di essere battezzati in nome di Gesù Cristo in realtà “offrono sacrifici a Saklas” e fanno “tutto quel che è male”. Tuttavia, alla fine gli gnostici trionferanno e questo mondo sarà distrutto. La cosmologia gnostica è spesso legata a una complessa astrologia: “per tutti le stelle portano le cose a compimento”.

Quando comincerà a finire la vita di Saklas - che non è immortale - “la prima stella apparirà con le generazioni, ed essi finiranno quel che dicono di voler fare. Allora fornicheranno in nome mio e ammazzeranno i figli loro”. Ma questo dominio delle “sei stelle vaganti” - la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, che nell’astrologia gnostica sono strumenti del Demiurgo per controllare gli uomini -, dopo avere prodotto gli ultimi danni apocalittici, è destinato a finire: “tutti saranno distrutti con le loro creature”; tutto il mondo come lo conosciamo “sarà distrutto”.

Ma il mondo e gli uomini prigionieri della materia e servi del Demiurgo e di Saklas non sono l’unica realtà. “Quella generazione, che proviene dai reami eterni, esiste”. Ci sono - e ci saranno ancora nei tempi apocalittici - degli gnostici. Giuda ne fa parte e negli ultimi giorni “perverrà a dominare sulle altre generazioni”, che “malediranno l’ascesa tua alla [generazione] santa”. Anche ogni gnostico è legato a una stella, una che non è sotto il dominio delle divinità malvagie. E a Giuda Gesù dice: “Ti è stato detto tutto. Leva gli occhi e osserva la nube e la luce in essa, e le stelle intorno. La stella che indica la via è la tua stella”.

Nelle ultime righe del documento - le uniche note ai lettori di molti quotidiani - Giuda è lodato perché con il presunto tradimento permette a Gesù di deporre il ripugnante travestimento che lo faceva scambiare per un membro a pieno titolo del mondo umano e materiale creato dal dio malvagio, e che aveva dovuto adottare per farsi capire dagli gnostici smarriti nel mondo del Demiurgo.

Ucciso, Gesù ridiventa quel puro spirito del tutto privo di caratteri umani che, per lo gnostico che sapeva vedere al di là delle apparenze, era sempre stato. Mentre gli stolti ebrei e cristiani offrono preghiere e sacrifici al padre della stupidità Saklas, tu Giuda - gli dice il Maestro - “sarai maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l’uomo che mi riveste”. Così, quando gli è proposto il tradimento dai sacerdoti e dagli scribi, “Giuda rispose a quelli come essi volevano, E ricevette dei denari e lo consegnò loro”.

E dei peones chissenefrega

Il Vangelo di Giuda - a volerlo leggere nell’anno del Signore 2006, l’anno del film Il Codice da Vinci - conferma semmai che Dan Brown si può pure dichiarare uno gnostico, ma non ha capito rigorosamente alcunché del vero gnosticismo. Quest’ultimo non propone un Gesù più ma meno umano, di cui ogni carattere di umanità è mero “rivestimento”; condanna tutti gli elementi umani e materiali - compresi l’amore, la sessualità, la procreazione - come parti di questo mondo creato dal Dio malvagio e invita i pochi gnostici che hanno speranza di salvarsi (tutti gli altri sono una massa dannata, peones della storia di cui né lo gnostico né Gesù perdono tempo a interessarsi) a tenersene il più possibile lontani (le stesse già citate pratiche orgiastiche, in alcune conventicole gnostiche peraltro minoritarie, non sono una celebrazione del sesso ma una dimostrazione che per lo gnostico il sesso, come del resto il bene e il male nel mondo del Demiurgo, sono irrilevanti).

Quanto alla Maddalena, su cui insiste Dan Brown, non se ne parla nel Vangelo di Giuda ma è vero che è evocata in altri testi gnostici. Ma il Vangelo di Tomaso, che piace particolarmente a Brown, ben lungi dall’essere un testo proto-femminista ne fonda la grandezza sul fatto che “si fa maschio”.

A Simon Pietro che obietta “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita”, Gesù risponde: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Perché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli” “. Certo, vi è qui una nozione gnostica di androginia che non va presa alla lettera: ma siamo comunque ben lontani dal femminismo del Codice da Vinci.

Si fa presto a dire Filippo...

Brown insiste pure su un brano del cosiddetto Vangelo di Filippo, dove si leggerebbe che “la Maddalena era la compagna del Salvatore. Cristo la amava più degli altri discepoli e la baciava sulla bocca”. Gli specialisti fanno osservare che non esiste a rigore nessun Vangelo di Filippo (questo titolo è stato attribuito da studiosi moderni a un testo che di titolo è privo), che la parola copta (questa la lingua in cui ci è pervenuto il testo, anche se Dan Brown pensa erroneamente che si tratti di aramaico) tradotta con “compagna” ha una pluralità di significati, e che in corrispondenza della parola “bocca” nel testo c’è una lacuna, per cui la frase suona “la baciava su…”, e “sulla bocca” è una congettura desunta dal fatto che altri personaggi nello stesso testo e in testi della stessa epoca ricevono “baci sulla bocca”, a indicare una stretta comunanza spirituale.
Ma queste obiezioni da specialisti non sono neppure necessarie a fronte del fatto che il cosiddetto Vangelo di Filippo è piuttosto anch’esso un catechismo gnostico di scuola valentiniana del tardo II o del III secolo. Come tale, non aspira a trasmettere informazioni reali sul Gesù storico ma solo a dire che cosa deve credere un buon gnostico valentiniano che, a questo punto della storia, fa già parte di una religione diversa e separata dal cristianesimo della “Grande Chiesa”.

Dal Pleroma al New Age

Una lettura completa del cosiddetto Vangelo di Filippo mostra la contrapposizione radicale che questa scuola gnostica, agli antipodi di Dan Brown e de Il Codice Da Vinci, stabiliva fra il nostro mondo com’è, creato da un Dio minore e malvagio, e l’ideale mondo degli gnostici. Le caratteristiche più evidenti del carattere decaduto e malvagio di questo mondo sono la sessualità e la procreazione. Il rapporto che Gesù ha nel testo con i discepoli e con la Maddalena è un rapporto del tutto privo di caratteri sessuali, e il “bacio” che ne è il simbolo sta precisamente a indicare questo mondo alternativo. Il Vangelo di Giuda va nella stessa direzione, come del resto tutti i testi gnostici noti.

Una religione interessante, lo gnosticismo, di cui si trovano tracce nel neo-gnosticismo moderno, nel New Age e in nuove religioni come Scientology (che va alla ricerca di nuovi gnostici cui proporre la salvezza, i thetan, spiriti immortali creatori del mondo rimasti intrappolati negli universi di MEST - materia, energia, spazio e tempo - che attraverso il lungo ciclo delle reincarnazioni si sono dimenticati di avere essi stessi creato). Ma una religione certamente lontanissima dal cristianesimo, rispetto a cui non offre un supplemento di umanità e di interesse per il mondo (come sembra pensare Dan Brown), ma un invito a rifuggirlo come la peste.

Nei casi peggiori, una religione pericolosa, perché se tutto quanto succede nel mondo creato dal Demiurgo è senza rilievo possono avere ragione anche i Giuda e i Caino, e magari i terroristi di tutte le risme, Hitler o Stalin (portatori a loro modo - è la nota tesi di Eric Voegelin, 1901-1985 - di una gnosi rivoluzionaria). Per chi invece cerca informazioni su Gesù Cristo e sul cristianesimo, meglio rivolgersi al Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Oltre tutto, costa meno e non è passato dalle mani poco pulite di tombaroli e ricettatori.


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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 23/12/2008 alle 3:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 dicembre 2008
IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
 
 
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
COSA PENSA GESU' DEI ROMANZI BLASFEMI CONTRO DI LUI VERE CALUNNIE OFFENSIVE?
GESU' HA ORDINATO AI SUOI DISCEPOLI DI PREDICARE I SUOI INSEGNAMENTI MATTTEO: 28,18-20
ORA COSA PENSA GESU' SUI CATTOLICI CHE PUBBLICANO VENDONO DIFFONDONO ED ESALTANO
I ROMANZI BLASFEMI SCRITTI DA ATEI COME IN QUESTO CASO ?
 
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IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
SAN PAOLO EDIZIONI 2002
 
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GESU' NEL BLASFEMO ROMANZO

Nell’orto del Getsemani, in attesa che i soldati vengano ad arrestarlo e consegnarlo al tribunale che lo condurrà alla crocifissione,

 Jeshua ripensa la sua vita.

Quindi la scena si apre sulla collina degli Ulivi, quando poche ore prima del suo arresto Gesù ripercorre le tappe della sua vita.
E’ Gesù stesso all’inizio della rappresentazione che da uomo si interroga e dubita sulla sua natura divina,
che ha paura: «Tra qualche ora - dice - si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti».
Schmitt costruisce un Gesù umano che non sa chi sia e  si chiede di continuo: " Chi sono? "
 

Un Gesù che ripensando alla sua missione perfino crede d'essere pazzo.

Il Gesu' di Schmitt    non sa se ha trovato Dio o  è Satana  ad ingannarlo! (Perfino questa bestemmia contro lo Spirito Santo Marco: 3,28-30)

 Un Gesù che per affrontare la morte non avendo fede in Dio, decide di credere in se stesso, nel suo inconscio.

Ecco cosa Schmitt fa raccontare a Gesù;

 «Avrei potuto essere altrove, questa sera. Avrei potuto spassarmela in una locanda, mescolato ai pellegrini della mia terra .

 Ecco dove mi ha condotto questo mio sogno: aspettare in questo giardino una morte che mi fa paura» (p. 9 s).

Quale sogno? Il sogno che la sua risurrezione dalla morte avrebbe confermato il convincimento delle folle: essere lui il messia.

(QUINDI PROTAGONISMO TANTO ODIATO DAL VERO GESU')

Ha accettato la scommessa di Jehuda: «Il terzo giorno ritornerai», ed eccolo ora, in preda alla paura e al dubbio,

 in attesa che il suo destino si compia.

Quando suo padre è morto, «di colpo, sotto il sole di mezzogiorno», ne ha preso il posto di carpentiere per mantenere fratelli e sorelle.

Carpentiere mediocre, ma giovane ricercato per saggezza e per capacità di amare. Pensa di non essere fatto per il matrimonio,

(VERAMENTE GESU' NE POTEVA E NE VOLEVA SPOSARSI ESSENDO IL PANE IMMACOLATO DISCESO DAL CIELO

E NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO GIOVANNI: 6, 32-35, MATTEO :1, 20-23, LUCA: 20, 34-36.)

Ecco che Joushua  incontra Rebecca, splendida per bellezza e qualità femminili, allora spinto dal desiderio di averla decide di sposarla.

Così  invita la giovane in una locanda sul lago, le offre in dono una spilla di oro, mangiano e bevono, quando un vecchio e un bambino chiedono la carità.

Lei si lascia sfuggire una esclamazione rabbiosa, e l’oste scaccia i mendicanti a colpi di strofinaccio. Il giorno seguente Jeshua rompe il fidanzamento.

 Ha scoperto «il terribile egoismo che si annida nella felicità»; e lui non è fatto per la felicità che «ci lascia in disparte, fa chiudere le porte, serrare le imposte,

dimenticare gli altri, erigere muraglie invalicabili; la felicità presuppone il rifiuto di vedere il mondo così com’è» (p. 24).

(QUINDI SCHMITT HA SCAMBIATO I COSTUMI CASTI DEGLI EBREI AI TEMPI DI GESU' CON QUELLI DEI PARIGINI DI OGGI!)

(Le ragazze ebree restavano sempre in casa, non andavano fuori a cena con l'amico o fidanzato, poi il fidanzato mai avrebbe potuto lasciare la fidanzata

poiché  questo era ripudio e per essere permeso occorrevano motivi gravi, allora i fidanzati erano legalmente sposi, infatti il fidanzamento avveniva dopo contratto e versamento della dote da parte del promesso sposo)

Sfidando le ire dei familiari e la disapprovazione della madre, Joushua intende vivere per gli altri, amarli, operare per la giustizia, condividere la sofferenza.

 Diventa, senza volerlo, un consolatore degli afflitti e un consigliere dei dubbiosi, tanto da attirarsi lo sdegno del rabbino:

 «Ma chi sei tu per pensare di poter parlare delle Scritture? Chi sei per poter dare dei consigli agli altri?

 A Gerusalemme saresti già morto, lapidato» (p. 24). Che cosa fare? Dietro consiglio di sua madre, si reca dal cugino Giovanni.

 Lo osserva, lo ascolta; magro, irsuto, ruvido; pratica un battesimo per la remissione dei peccati. Quando Jeshua gli si presenta per essere battezzato,

egli lo fissa, poi si mette a gridare: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (p. 35).

 E aggiunge: «Sono io ad aver bisogno di essere purificato da te!

(IN QUESTO CASO BATTISTA AVREBBE TRATTATO QUESTO GESU' COME UN QUALSIASI PECCATORE)

Sono io che ti chiamo con tutte le mie forze e tu che vieni a me! Io ti amo!». Gesù sviene.

Alcune donne raccontarono che dal cielo era scesa una colomba e si era posata sulla sua fronte.

L’interrogativo sulla sua identità si fa presente. Su di lui circolano giudizi discordi: il Messia? un guru? un illuso?

(PERCHE' PRENDERE I VANGELI E FALSIFICARLI CON FANTASIE BLASFEME ?)

«Da trent’anni tutti avevano un’opinione sul mio destino; io no». Per sfuggire alle tante dicerie, si rifugia nel deserto,

e qui fa un’esperienza sconvolgente.

«Precipitavo dentro me stesso . Poi ebbi la sensazione di rallentare. Stavo cambiando consistenza .

 E, lentamente, si consumò la trasformazione.

 Ero io e non ero io . Approdai in un oceano di luce . Ero disceso nella fucina della vita, nel centro,

nel focolare, là dove tutto si fonde, si fonda e si decide.

 Dentro di me non trovavo il mio “io”, ma più che me stesso, molto più che il mio io: un mare di lava in fusione,

 un infinito mobile e cangiante dove non percepivo alcuna parola,

 alcuna voce, alcun discorso, ma dove provavo una sensazione nuova, terribile, gigantesca, unica,

 inesauribile: il senso che tutto fosse giustificato» (p. 38).

In questo mare Jeshua non trova se stesso, trova Dio. Meglio, dentro di sé c’è qualcosa di più che se stesso,

«un tutto che non è me e che tuttavia non mi è estraneo»,

lo oltrepassa, lo organizza; «un tutto sconosciuto da cui si diparte ogni conoscenza,

 un tutto incomprensibile che rende possibile ogni comprensione, un’unità da cui derivo,

un Padre di cui sono il Figlio» (p. 39). Figlio di Dio o vittima di una tentazione? Lui, un falegname, figlio di Dio?

 Realtà divina o illusione diabolica?

(QUI SI FA L'IMPERDONABILE BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO MARCO: 3, 28-30)

Nessuna risposta. Allora fa una scommessa: «La scommessa di credere che le mie cadute, le mie gravi meditazioni, mi conducessero a Dio e non a Satana.

 Ho fatto la scommessa di credere che avevo qualcosa di buono da fare. Ho fatto la scommessa di credere in me stesso» (p. 40).

(IL DIAVOLO DI SCHMITT SI COSTRISCE UN GESU' CHE CREDE NELL'UOMO E NON IN DIO)

Seguono giorni esaltanti. Seguìto prima da Andrea e Simone, poi da altri discepoli, percorre la Galilea

predicando quanto Dio gli rivela e riversando la sua attenzione e il suo amore su poveri, miseri, afflitti, donne.

Quando si trova di fronte a un quesito, si apparta dietro un albero o una roccia e si cala «nel suo pozzo»,

 cioè «nel fondo di me stesso per incontrare mio Padre e riemergere con un’inesauribile dose d’amore» (p. 49).

(PERCHE' INVENTARE TUTTE QUESTE DISTORSIONI FANTASIOSE E NON ACCETTARE LA SEMPLICITA' E VERITA' EVANGELICA ?)

Non mancano incomprensioni e difficoltà.I suoi familiari lo rifiutano, anzi lo odiano; sua madre, piangendo, gli prospetta il traguardo della follia;

 il clero è indignato per i suoi insegnamenti e il suo agire contro la Legge.

La situazione si aggrava quando si verificano alcuni miracoli. Miracoli? O non piuttosto energia che si sprigiona dalla capacità di amare?

(L'OSTINAZIONE DI SCHMITT DI NEGARE IL DIVINO ANCHE DIFRONTE I MIRACOLI)

Oppure eventi spiegabili naturalmente? Un dubbio lo assale: che i suoi discepoli, travolti dalla passione, esagerino e parlino di prodigi.

«Non sono forse stati loro a riempire gli otri di vino?  Ad avermi attribuito il felice arrivo di un branco di pesci nel lago di Tiberiade?» (p. 49).

 Esaltati, in buona fede. Anche l’episodio del figlio di Rebecca (la vedova di Nain), da lui richiamato alla vita, può avere una spiegazione naturale

. A Jehuda che afferma il miracolo, così replica: «Sai bene anche tu come sia difficile riconoscere la morte. Quante persone vengono sotterrate vive?

Il bambino forse era soltanto addormentato» (p. 57 s). Insomma, lui non ha il potere di compiere miracoli.

(QUI IL DIAVOLO DI SCHMITT INSISTE NEL RENDERE GESU' UN UOMO SENZA CARISMI E SPIRITO SANTO

NEI VANGELI NON SOLO GESU' HA GLI STESSI POTERI DEL PADRE GIOVANNI: 5, 19-30

MA ANCHE AI SUOI APOSTOLI CONFERISCE I POTERI  LUCA: 10, 17-20 )

 È il Padre, è la fede a compierli.

Jehuda è di parere diverso: la risurrezione del bambino è la prova che Jeshua è l’Eletto. Gli si prostra a terra e piange, abbracciato ai suoi piedi.

Per non deluderlo Jeshua riformula la scommessa: «Jehuda, io non so chi sono. So soltanto che sono abitato da qualcuno che è più grande di me.

 So anche, in virtù di quell’amore che egli mi manifesta, che Dio da me si aspetta molto. Allora, Jehuda, ascolta bene quello che ti dico.

 Faccio una scommessa. Scommetto, dal più profondo del mio cuore, di essere colui, sì, colui che tutto Israele attende.

 Faccio la scommessa di essere veramente il Figlio» (p. 58).

Fra i discepoli, Giuda  soltanto crede ciecamente che Gesù sia il Messia.

per questo Giuda  è l’unico cui Gesù possa chiedere di tradirlo per salvare la comunità dal linciaggio.

Schmitt ribalta il ruolo del traditore di Cristo (versione avvallata recentemente dalla traduzione del cosiddetto Vangelo di Giuda),

(PERCHE' ADDIRITTURA SCHMITT CAPOVOLGE IL VANGELO TRASFORMANDO IL DIAVOLO GIUDA GIOVANNI : 7, 70-71

NEL MIGLIORE DEGLI APOSTOLI ?)

Quindi tra i suoi discepoli il prediletto è Jehuda. Istruito e conoscitore delle Scritture, vuole convincerlo di essere il Figlio di Dio, il Messia.

 sacri testi sono chiari: «Tu devi tornare a Gerusalemme, Jeshua. Il Cristo conoscerà la sua apoteosi a Gerusalemme,

 i testi sono espliciti. Dovrai essere umiliato, torturato, ucciso prima di rinascere. Sarà un momento difficile» (p. 64).

 Illuminato dalla sua fede, Jehuda parla della morte del Messia «con la calma della speranza»:

 «Tu morirai per qualche giorno, Jeshua, tre giorni, poi risorgerai».

La forza persuasiva del discepolo amato ha il sopravvento sulla paura del maestro.

Jeshua accetta di morire, e prega Jehuda di aiutarlo: accetti di essere considerato un traditore,

lo consegni ai soldati e alla croce. E Jehuda? Andrà a morire anche lui: «Se tu vai a farti crocifiggere, perché io non posso andare ad impiccarmi?» (p. 75).

Tutto si compie secondo quanto previsto. Il gesto di Jeshua è chiaro. Accetta di morire perché il suo dubbio si risolva.

Se dopo tre giorni risorgerà, è davvero il Messia, altrimenti sarà ritenuto un illuso.

QUINDI IL GESU' DI SCHMITT HA BISOGNO DEI CONSIGLI DI GIUDA CHE CONOSCE LE PROFEZIE

DEL MESSIA SOFFERENTE QUANDO NEI VANGELI GLI APOSTOLI NON SI ASPETTAVANO LA MORTE DI GESU'

 MA UN GESU' GLORIOSO E RE D'ISRAELE-SCHMITT LAVORA DI TROPPA FANTASIAE IGNORANZA ESTREMA)

Schmitt infanga anche   i discepoli i quali  sono pronti a tornare belando alle loro vite dopo la morte del loro Maestro.

Schmitt inserisce nel romanzo anche la figlia di Erodiade colei che fece uccidere il Battista,

 una Salomè-Lolita cui (scandalo!) per prima appare il Cristo risorto,  un Giuseppe d’Arimatea invidioso e pieno di rancore.

(PERCHE' CAPOVOLGERE LA REALTA' EVANGELICA E TRASFORMARE IL SANTO GIUSEPPE D'ARIMATEA

IN UN INVIDIOSO ?)

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Le teorie dell'ateo Schmitt su Gesù;

Schmitt si chiede :

"Sapeva Gesù sin dall’inizio che era il figlio di Dio o lo ha scoperto progressivamente?». 

 «Mi sembra che i quattro Vangeli, salvo qualche particolare, rispondano a tale quesito: Gesù è soltanto un uomo,

ispirato da Dio certamente, ma nient’altro che un uomo fino alla sua morte in croce. Diversamente non soffrirebbe.

È la Risurrezione che gli conferisce, nella sua realtà terrena, la realtà (le statut) di Dio» (p. 247).

 Affermando che «Gesù nasce e muore come un uomo» (cfr Journal, cit., 251)

Schmitt nega non soltanto la concezione del Verbo per opera dello Spirito Santo,

 ma anche la concezione verginale di Maria. Ritiene anche che «il compito dato a Maria appare

nettamente come il frutto della storia del cristianesimo più che il prodotto dei Vangeli» .

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N.B. LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO ROMANZO EDITO DA SAN PAOLO

UN ARTICOLO DA CIVILTA' CATTOLICA

http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2008/3800/Articolo%20Castelli.html

RIPRESO DA ZENIT

http://www.zenit.org/article-15821?l=italian

VEDI ANCHE I CATTOLICI

 

http://www.vivicentro.org/il-mondo-visto-da-roma-18-ottobre-2008-vt11028.html

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=123&id_n=4776

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4546

http://sacerdotisposati.splinder.com/post/19146074/Il+Vangelo+secondo+Pilato+di+S

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http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it


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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 23/12/2008 alle 3:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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