.
Annunci online

Articoli e Notizie sulla Religione Cristiana nel Mondo
SOCIETA'
9 novembre 2009
IN SCENA PRESSO L'AUDITORIUM SAN DOMENICO UN OPERA MOLTO BLASFEMA-AMORE GAY VERSO GESU'
 
IN SCENA PRESSO L'AUDITORIUM SAN DOMENICO UN OPERA MOLTO BLASFEMA-AMORE GAY VERSO GESU'
 
04 novembre 2009

In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio

Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
 

di Corrado Altomare

“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.

Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.

Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.

Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.

 

 

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10450

IL SITO

PARROCCHIA SAN DOMENICO - MOLFETTA

Via San Domenico tel/fax 0803355000

http://www.parrocchiasandomenico.it/new2/

 

 

mercoledì 4 novembre 2009
 
Ti amo, Gesù Morto: il Collettivo Fuori Scena sul palco con un'opera di Orazio Panunzio
"Lettera d'amore ad uno Sconosciuto" portata in scena, domenica sera, nell' Auditorium San Domenico
 

MOLFETTA - E’ una storia d’amore l’opera prima del Collettivo Fuori Scena (Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri).
Un amore sicuramente anticonvenzionale, puro in origine, poi un po’ perso, insozzato, segnato dal tempo e dai tempi, avvertito continuamente, ma convulsamente degenerato. Ma di amore si tratta, e il titolo stesso non fa nulla per nasconderlo: “Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto" è un testo inedito, dello scomparso scrittore molfettese Orazio Panunzio, messo a disposizione da parte della famiglia ad un gruppo teatrale giovanissimo, che in quanto tale sembra possedere la scintilla.

 

La scintilla che fa durare la stasi iniziale solo pochi attimi, che fa scordare la dolcezza del risveglio presi dall’ansia del vivere, che rompe ritmi scenici e vasi in terracotta senza preavviso. E’ la storia di un amore.
Sicuramente anticonvenzionale. Altrettanto sicuramente denso di una poesia e rispondente ad una idea sospesa tra classico e moderno, tra il bianco del candore iniziale e il rosso sangue di un compromesso di sopravvivenza. Un giovane, sembra ormai tanto tempo fa, si innamora, semplicemente ma passionalmente e tutt’altro che platonicamente, della Statua di Cristo Morto, nella notte del venerdì santo, nei vicoli di Molfetta. Il pianoforte che accompagna la nascita di questo amore rende la marcia funebre meno greve ma non meno grave.

E’ un amore puro, incantato, appassionato e pieno. Non durerà questa purezza.

 

E’ la storia di un amore corrisposto. Perché è anche quel ceppo di legno, trasformato in statua, ad innamorarsi, dall’alto, della città, della gente che vede nella penombra ai suoi piedi. E’ un amore a prima vista, che cresce con il passare degli anni, ammetterà Cristo Morto. Non durerà la purezza, ma durerà, in un modo o nell’altro, questo amore. Un amore da far perdere la testa ad una statua piena di santità, ma che in maniera quasi sacrilega finisce per perdere l’identità, per scordarsi quella santità per vivere l’amore terreno e carnale con l’ uomo. Con l’Uomo.  

 

Durerà, in un modo o nell’altro, questo amore, tra muraglioni stracolmi e vocianti, tra vuoti a perdere abbandonati per le strade, tra l’illuminazione pubblica che, sessant’anni dopo, non vuol saperne di spegnersi quando passa la processione.  Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto è uno scritto di rara pienezza, e che sconosciuto sia rimasto, ai più, per tanto tempo, è un handicap forse finalmente colmato, per una città amata da Panunzio, che, si dice nella nota introduttiva, “ha trasformato la sua cittadina nel suo personaggio”.    

 

Pieno di rosso-passione, rosso-sangue, rosso-virginale menarca, non c’è solo il giovane, interpretato da Elio Colasanto, innamorato del Gesù Cristo ancora sotto le lenzuola, con le fattezze di Andrea La Forgia. C’è un’intera città: o almeno, è bello poterla pensare così.
Per questo, anche per questo, riportare in scena questo amore (primo amore, e non si scorda mai) magari a ridosso della Settimana Santa, quando ci sarà da far capire ad altri, giovani vergini dei nostri tempi che forse quella notte del venerdì c’è altro, oltre a un’occasione per tirar tardi e bere in compagnia (che l’amore magari cambia, ma non si distrugge) non è un suggerimento. E’ un dovere.   

Vincenzo Azzollini
 
 
 
 
Centro Culturale Auditorium - ORAZIO PANUNZIO, UN UOMO, UNA CITTA' UN UNICO AMORE
  Fonte: ASSOCIAZIONE 01-NOV-09

Il Centro Culturale Auditorium, sito in Molfetta via San Rocco, prosegue nella rassegna culturale di questo autunno.
 
Prossimo appuntamento, domenica 1 novembre 2009 ore 19, presso l'Auditorium S.Domenico
 
ORAZIO PANUNZIO
"Un uomo, una città, un unico amore"
 
a cura del Collettivo Fuori Scena
 
Voci recitanti e regia:
Andrea La forgia e Elio Colasanto
 
Al Pianoforte:
Francesco Giancaspro
 
 
 
 
 
 
04 novembre 2009

In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio

Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
 
 

di Corrado Altomare

“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.

Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.

Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.

Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.

 
 
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gesù gay pannunzio san domenico molfetta

permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 9/11/2009 alle 13:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre        marzo

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte