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Articoli e Notizie sulla Religione Cristiana nel Mondo
25 dicembre 2010
BUON NATALE A TUTTI I BAMBINI DEL MONDO

BIMBI DI NATALE

 

 

MERRY CHRISTMAS


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CULTURA
25 dicembre 2010
NATALE IN IRAQ
24/12/2010 - L'ombra di Al Qaeda sulle celebrazioni
Natale da bersagli
per i cristiani dell'Iraq
Annullata la messa di mezzanotte, niente luminarie, chiese blindate.
Messaggi di solidarietà dall'Italia per una comunità che sta scomparendo nel caos e nel terrore
 
Niente decorazioni, niente alberi di Natale, niente messa di mezzanotte, cancellata la prevista “visita” di Babbo Natale a Baghdad. Sarà una notte di Natale da clandestini nel Paese dove il cristianesimo è arrivato con l’apostolo Tommaso e la fede conserva la varietà di riti del mondo antico: assiro nestoriano, siro-cattolico e siro-ortodosso. In Iraq tutte le cerimonie ufficiali e le celebrazioni sono state cancellate - per la prima volta dopo la pausa forzata della guerra nel 2003 - di fronte alle nuove minacce di Al Qaeda contro la piccola e sempre meno numerosa comunità cristiana.
Quelli che i terroristi definiscono “bersagli legittimi” sono ormai 400-600 mila contro il milione e 400 mila anteguerra secondo il Dipartimento di Stato americano. L’invito al massacro natalizio è solo l’ultima goccia di un crescendo di attacchi, assassini e sparizioni, 65 attentati contro i luoghi di culto dal 2004 al 2009, un fine anno da incubo: il 15 dicembre a Mosul una ragazza è stata rapita da un gruppo di uomini armati che hanno fatto irruzione a casa sua, il 31 ottobre nell’assalto alla cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad erano stati uccisi una cinquantina di fedeli alla messa della domenica. Un assedio che ha reso le chiese irachene superstiti simili a fortezze circondate da muri e difese da telecamere, filo spinato e guardie armate. ”Non troviamo nei nostri cuori neanche la più piccola gioia per celebrare. La situazione dei cristiani è tremenda”, commenta l’arcivescovo caldeo Louis Sako di Kirkuk, destinatario di una lettera di minacce firmata dal «Ministero della guerra dello Stato islamico dell'Iraq», esprimendo un sentimento ormai diffuso tra i fedeli: chi resta non lo fa per scelta, ma perché non ha modo di emigrare. Anche i cristiani di Bassora, nel Sud, hanno scelto di non celebrare una festa che sembra aver perso ogni fascino. “E’ il nostro modo di protestare, ma abbiamo anche paura”, dichiara sul sito al-Sumaria il presidente della commissione per le minoranze religiose, Saad Petrus. Alla protezione invocata pochi giorni fa dagli esponenti della comunità irachena e sollecitata anche da Amnesty International il governo ha risposto promettendo “un dispiegamento di forze di polizia senza precedenti”. Ma nessuno si fida. Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International, denuncia uno stillicidio che logora i nervi: le famiglie cristiane sono bersaglio di lancio di razzi sulle loro abitazioni ma anche di minacce via mail o vergate a vernice sui muri del quartiere, i sequestri sono all’ordine del giorno, il 90 per cento degli studenti cristiani ha smesso di andare all'università e molti cristiani non osano uscire di casa nemmeno per recarsi al lavoro. L’unica zona relativamente sicura, dove infatti i cristiani si stanno concentrando, è il Kurdistan iracheno: 1.100 famiglie vi si sono rifugiate solo dopo l’attentato di fine ottobre, ma questo rischia di creare un’emergenza umanitaria.
A Natale, durante la celebrazione della messa, rigorosamente diurna e blindata, verrano letti nelle chiese della capitale e del Paese i messaggi di pace e solidarietà raccolti in Italia dall’ong “Un ponte per” tra parrocchie, associazioni e religiosi. La speranza, in realtà sempre più esile, è che “il nuovo Iraq torni a essere quel mosaico di culture e religioni che lo ha reso nel passato un modello di pace e convivenza tra popoli”.
 

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=90&ID_articolo=500&ID_sezione=163&sezione=

 

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BAGHDAD Il Natale del parto

di Alessandra Stoppa
20/12/2010 - Non stanno preparandosi alle feste. Non sanno cosa sarà di loro domani. «Ma la nascità di Gesù non è un momento, è quello che ci fa vivere». Intervista a padre Mukhles, parroco nella chiesa della Domenica di Sangue
Padre Mukhles Quriaqos (il primo, da sinistra).
Padre Mukhles Quriaqos (il primo, da sinistra).

È il parroco della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Quella dell’attentato del 31 ottobre. La domenica che ha segnato per sempre la vita dei cristiani di Baghdad. Padre Mukhles Quriaqos, sacerdote da quattro anni, non sa dire che cosa sarà il domani. Né per sé, né per la sua gente. Questo per loro è «il Natale del parto», dove la nascita è mischiata alla morte. «Ma quando il dolore si mescola alla gioia crea una speranza».

Come stanno vivendo i suoi fedeli?
Ci chiedono cose materiali, per affrontare la vita, ma noi non possiamo rispondere a questo, possiamo solo dare la fede. I fedeli hanno bisogno di stabilità, sicurezza e pace, ma noi sacerdoti siamo i primi a vivere in modo non stabile.

Come vi state preparando al Natale?
Il Natale dopo il massacro ha un altro gusto. Ma la comunità non lo sta "preparando": il Natale non è solo un momento, è quello per cui possiamo vivere. Per queste festività non ci sono tanti segni, simboli, come di solito prima, e proprio per il fatto che la nostra chiesa è ferita non lo festeggiamo come le altre volte, perché la comunità non vive la pace. Però può vivere il Natale, che è il fondamento delle feste: il Natale "si fa" nella fede, è un fondamento di fede. Di certo possiamo esprimere la nostra fede in modo più visibile, ma è difficilissimo farlo attualmente.

Che cosa significa per voi «vivere la fede»?
Il cristianesimo in Iraq ha delle radici forti, è una presenza dal primo secolo dopo Cristo. Ora, dopo quello che è successo, la fede è messa alla prova, ma così si chiariscono tante cose: se siamo veri cristiani - cristiani di fede - o cristiani solo di una religiosità esteriore. Il cristiano di fede è quello che sfida tutto con la sua fede, è proprio quello che cerca di costruire la sua famiglia dal di dentro, e non solo di cercare di uscire. Ed oggi la nostra identità come cristiani cade nella paura per tutto quello che viviamo: sia per gli attacchi alle chiese, che per l’azione degli uffici governativi che si dimostrano contro i cristiani. Ai miei fratelli accade di non poter lavorare, e nelle scuole i loro figli si sentono dire: «Siete miscredenti e impuri». Poi le prediche dei capi religiosi musulmani, ogni venerdì, riempiono la testa dei loro credenti di odio contro l’Occidente e contro i cristiani.

Come affrontate tutto questo?
Le condizioni dell’Iraq sono condizioni molto difficili. Il cristianesimo qui non ha vissuto il riposo, è stato sempre perseguitato, sia dall’interno che da fuori, perciò il nostro servizio è per Cristo: oggi togliamo il male con la nostra presenza e perseveranza e non sappiamo del domani, forse saremo uccisi. Ma per i cristiani, il sangue di Cristo salva gli uomini, anche attraverso il sangue dei nostri fratelli martiri, e crediamo che salverà tanti altri e forse salverà anche l’Iraq. Il sacrificio di Cristo è sacrificio vivo.

Ma che cosa vuol dire per voi vivere questo sacrificio?
Oggi il sacrificio non ha bisogno solo di parole, ma di vita da dare. Se abbiamo collegato il dolore con la croce, allora il dolore non rimane dolore, ma avrà un altro significato e la croce è per la Resurrezione. Ed oggi il nostro dolore è collegato al dolore di Gesù: oggi noi sentiamo sangue e dolore perché Gesù sale più di una volta sulla croce della chiesa in Iraq, allora noi superiamo il dolore affinché possiamo continuare quello che ha voluto Gesù Cristo e così il sangue non sia per la morte, ma per la vita. Oggi il nostro sangue è molto prezioso, ma non è più prezioso del sangue di Gesù che è stato versato per noi, perciò il nostro sangue lo diamo non per il male ma per il bene, con il nostro sangue coltiviamo il bene.

Qual è la vostra speranza?
La promessa di Cristo è che non ci lascerà mai, in ogni momento, e oggi sentiamo che non Dio ci ha lasciati, ma che noi lo abbiamo lasciato: per questo il nostro dolore è tanto, e chiediamo che ci tenga sotto la Sua cura. Infine, spero una cosa, che tutti quelli che leggeranno questa intervista, oltre a pregare, possano fare anche altro per salvare i cristiani dell’Iraq. Ogni giorno i nostri giovani soffrono e i nostri bambini e le donne vivono una grande paura, perciò oggi abbiamo bisogno di un forte aiuto da parte di tutti per passare alla riva della pace: abbiamo bisogno di uno sguardo serio verso la nostra comunità cristiana in Iraq, ma anche un sguardo vero e concreto verso il Cristianesimo nel mondo intero.

 
 
 

 

 

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CULTURA
25 dicembre 2010
NATALE A BETLEMME

Natale a Betlemme

24/12 15:33 CET

Al via le celebrazioni del Natale a Betlemme con l’arrivo del patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, che celebrerà la messa di mezzanotte alla presenza del presidente palestinese Mahmud Abbas.

Quest’anno in Terra santa c‘è un’affluenza record di pellegrini e turisti. A Betlemme per il Natale ce ne sono 90mila, 20mila in più rispetto all’anno scorso. Questo malgrado il clima sempre più pesante per i cristiani in tutto il medioriente, punto culminante: il massacro del 31 ottobre scorso in una chiesa siriaco-cattolica di Baghdad, con un bilancio di 46 morti.

Un clima di intolleranza che, nei territori palestinesi, si unisce ai problemi economici e a quelli legati alle restrizioni imposte dalle autorità israeliane. Tutto ciò spinge molti ad andarsene, tanto che in Terra Santa i cristiani sono ormai solo poco più dell’1% della popolazione.

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Betlemme, appello del patriarca latino Twal al dialogo

25/12 05:34 CET

Clima di gioia e di festa a Betlemme, in Cisgiordania, per le celebrazioni natalizie. Il patriarca latino di Gerusalemme, Fuad Twal, ha presieduto la messa nella basilica della natività, allla presenza delle più alte autorità palestinesi.

Monsignor Twal ha fatto appello a un dialogo per la pace tra le religioni, invitando a intensificare gli sforzi per i colloqui tra arabi e ebrei.

“Le nostre vite in Medio Oriente sono condizionate dalla paura”, ha detto il patriarca. “Natale ci porta un messaggio di gioia e pace, il regalo che ci serve”.

Le speranze di pace restano nei confini della religione, sul terreno invece si segnalano gli episodi di violenza. Ultimi i raid israeliani su Gaza, che hanno causato almeno due feriti.

E nonostante ciò, il Natale a Betlemme è stato anche un successo turistico. Novantamila visitatori, in gran parte stranieri, hanno superato ogni previsione, in questo favoriti anche da un inatteso clima primaverile.

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CULTURA
25 dicembre 2010
AUGURI DI BUON NATALE 2010

PRESEPE GLITTER

ALBERO DI NATALE

FIOCCO DI NATALE GLITTER

 

PALLA GLITTER

 

 

 

 

 


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25 dicembre 2010
LA SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE 24 DICEMBRE

Venerdì 24 Dicembre 2010


LA SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE

 

 

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PREGHIERA DEL MATTINO
Meraviglia! Che cosa vedremo in questo bambino? Il mistero della nostra
redenzione, su cui si chinano gli angeli, ci dà uno sguardo acuto quanto
quello di Zaccaria sul proprio figlio, quando dice: "E tu, bambino, sarai
chiamato profeta dell'Altissimo"... Noi siamo, tramite lo Spirito,
contemporanei della Natività, ma siamo già seduti con Cristo nei cieli.
Ecco perché noi ti contempliamo, Bambino posto in una mangiatoia, tu sei
il Dio, l'Altissimo; indicibile è la bellezza del tuo volto; nella tua
mano sinistra stringi l'universo tutto, mentre con la destra benedici.

PRIMA LETTURA (2Sam 7,1-5.8b-11.16)
Il regno di Davide durerà in eterno.
Dal secondo libro di Samuele
Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli
ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta
Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta
sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in
cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore:
«Va', e di' al mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi
costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo,
mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele.
Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici
davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono
sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò
perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in
passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio
popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti
annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io
susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e
renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me
figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo
trono sarà reso stabile per sempre"».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 88)
R. Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.
«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.
«Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza".
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R.

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
O Astro che sorgi,
splendore di luce eterna e sole di giustizia:
vieni, e illumina chi giace nelle tenebre
e nell'ombra di morte.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 1,67-79)
Verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo
e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo
popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide,
suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della
sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di
concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in
santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai
innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la
conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole
che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
Parola del Signore.

OMELIA
Questa sera, questa notte, una folla di uomini e di donne festeggeranno
il Natale, senza pensare alla parola di Zaccaria: "Benedetto il Signore
Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo ".
E noi? Siamo consapevoli della nostra condizione di peccatori e, quindi,
del nostro bisogno di un redentore?
Il canto di benedizione di Zaccaria traccia il programma della Nuova
Alleanza: celebrare il nostro culto davanti a Dio, poter adorare, poter
avvicinarsi a Dio, offrirsi a lui completamente, camminare sulla via
della pace e della luce.
In questa vigilia della Natività del Messia nostro Salvatore nell'umiltà
e nella povertà, sappiamo essere umili di cuore e poveri, così da saperlo
riconoscere e accogliere nel nostro cuore.
Una stella è giunta a noi: sapremo essere ospiti degni di accoglierla,
come essa ci accoglie?

PREGHIERA DELLA SERA
Buon Dio, questa sera voglio pensare agli uomini che mi hanno
preparato il cammino - il cammino della vita, ai miei genitori, ai miei
amici, alle persone che non ho incontrato che per poco... alle persone
che mi hanno aperto la strada, che a volte si sono opposte a me per farmi
progredire un po' di più sul cammino che mi porta: a me - a loro - a te.


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Viene pubblicata nei giorni feriali.

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Letture del giorno

Is 9,1-6.
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che
abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la
preda.
Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del
suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madian.
Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di
sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco.
Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue
spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile,
Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace;
grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e
sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la
giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.


Sal 96(95),1-2.3.11-12.13.
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la
sua salvezza.
In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi
prodigi.
Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della
foresta
davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà
il mondo con giustizia e con verità tutte le genti.


Tt 2,11-14.
È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli
uomini,
che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con
sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo,
nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del
nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo;
il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e
formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.


Lc 2,1-14.
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il
censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria
Quirinio.
Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città
di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata
Betlemme,
per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del
parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose
in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la
guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li
avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,
ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che
sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace
in una mangiatoia».
E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che
lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli
ama».


Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno

Tommaso di Celano (circa 1190 - circa 1260), biografo di S. Francesco e di S. Chiara
Vita prima, 84-86

San Francesco al primo presepio di Natale

Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato
Francesco disse ... : « Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e
in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato
per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in
una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello » ...

E giunse il giorno della letizia ! Per l'occasione sono stati
convocati molti frati da varie parti. Uomini e donne arrivano festanti dai
casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri
e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s'accese splendida nel
cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arrivò infine
Francesco : vide che tutto è stato predisposto secondo il suo desiderio, ed
è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e
si introducono il bue e l'asinello. In quella scena commovente risplende la
semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio
è divenuto come una nuova Betlemme. Questa notte è chiara come pieno giorno
e dolce agli uomini e agli animali ! La gente accorse e si allietò di un
gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero. La selva risuonò di
voci e le rupi imponenti echeggiarono di cori festosi. I frati cantarono
scelte lodi al Signore, e la notte sembrò tutta un sussulto di gioia. Il
santo era lì estatico di fronte al presepio, con lo spirito vibrante di
compunzione e di gaudio ineffabile. Poi il sacerdote celebrò solennemente
l'Eucaristia sul presepio e lui stesso assaporò una consolazione mai
gustata prima.

Francesco si è rivestito della dalmatica perché era diacono, e
cantò con voce sonora il santo Vangelo... Poi parlò al popolo e con parole
dolcissime rievocò il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme.




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« O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen. »

SAN FRANCESCO (Preghiera davanti al Crocifisso)


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Il Vangelo del giorno è un'associazione senza scopo di lucro ed esiste solo
grazie all'azione volontaria di un'équipe internazionale. Il funzionamento
del servizio e la sua diffusione attraverso nuove lingue sono finanziati
solo grazie ai doni degli abbonati.

Le offerte vanno indirizzate a :

VANGELO DEL GIORNO / EAQ
4, Quai Koch
F-67000 STRASBOURG
 


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25 dicembre 2010
LA NOTTE DI NATALE E LA COMETA
 
 
 
LA NOTTE DI NATALE E LA COMETA
 
 
 
A cura di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
 
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VANGELO SECONDO SAN LUCA : 2, 1-20
 
 
LA NOTTE DI NATALE    
 
 

2,1In quel tempo l'imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell'impero romano. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, ciascuno nel proprio luogo d'origine.
4Anche Giuseppe partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Andò là perché era un discendente diretto del re Davide, 5
e Maria sua sposa, che era incinta, andò con lui.
6Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire, 7
ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.

      Gli angeli portano l'annunzio ai pastori
8In quella stessa regione c'erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all'aperto per fare la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro, la gloria del Signore li avvolse di luce ed essi ebbero una grande paura. 10L'angelo disse: "Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: 11oggi per voi, nella città di Davide, è nato il Salvatore, il Cristo, il Signore. 12Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia".
13
Subito apparvero con lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto:
14
"Gloria a Dio in cielo
e sulla terra pace per quelli che egli ama".
Poi gli angeli si allontanarono dai pastori e se ne tornarono in cielo.
15Intanto i pastori dicevano gli uni agli altri: "Andiamo fino a Betlemme per vedere quel che è accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere". 16Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. 17Dopo averlo visto, fecero sapere ciò che avevano sentito di questo bambino. 18Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono di quello che essi raccontavano. 19Maria, da parte sua, custodiva il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé. 20
I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quel che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l'angelo aveva loro detto.

 
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VANGELO SECONDO SAN MATTEO: 2, 1-12

 

    LA COMETA  

2,1Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall'oriente 2e domandarono: "Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo".
3Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Egli, appena lo seppe, 4
radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge e domandò loro:
- In quale luogo deve nascere il Messia?
5
Essi risposero:
- A Betlemme, nella regione della Giudea, perché il profeta ha scritto:
6
Tu Betlemme, del paese di Giudea,
non sei certo la meno importante tra le città della Giudea,
perché da te uscirà un capo
che guiderà il mio popolo, Israele.
7Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti e si fece dire con esattezza quando era apparsa la stella. 8
Poi li mandò a Betlemme dicendo: "Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, così anch'io andrò a onorarlo".
9- 10
Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grande gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino. Là si fermò.
11
Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra.
12
Più tardi, in sogno, Dio li avvertì di non tornare dal re Erode. Essi presero allora un'altra strada e ritornarono al loro paese.

Citazioni Bibbia Tilc

http://www.bibbiaedu.it/interconfessionale_note/nt/vangeli/index.html

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/la-notte-di-natale-e-la-cometa

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home

 

 


 
 

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CULTURA
25 dicembre 2010
SANTO NATALE-Riflessione di Rosaria Schimmenti
 

 

SANTO NATALE

Riflessione di Rosaria Schimmenti

 



L’Iddio della vita, l’Iddio dell’amore venne in soccorso all’uomo mortale.

L’Iddio della luce della bellezza della bontà, intervenne a favore dell’umanità.


Ma perché è così difficile credere, accoglierlo e cambiare? Anche se ritorna puntualmente il SANTO NATALE gli atei rimangono sempre tali, per loro Dio non esiste.

Se così fosse, rimane la testimonianza vivente della legge universale di amore, di cui tutti siamo coinvolti, e non possiamo negare questa realtà, dovrebbe essere divulgata e insegnata nelle scuole elementari e superiori.


La nostra mente ha bisogno di essere alimentata da tutto ciò che è buono, per il benessere personale e universale; Ma la realtà è quella in cui viviamo, che vediamo, chi e al timone dovrebbero essere di esempio, e coloro che alimentano la mente pubblica dovrebbero dispensare un alimento sano. Dov’è la vera intelligenza e la vera sapienza? I segni che vediamo esigono un cambiamento, come può germogliare una società migliore se l’alimento mentale è micidiale?

La chiesa e la famiglia fanno quello che possono; Ma la corrente del male è più potente. I Golia sono più forti.

In seno alla cristianità è distruttivo menzionare spesso le forze del male ( il Diavolo) questo avviene in tante comunità cristiane. Non aiuta al cambiamento, o ad essere più sereni. L’alimento di vita per la mente è il bene, il bello e tutto ciò che è positivo. “AMA DIO CON TUTTO IL CUORE, MENTE, E FORZA” Nella vita individuale e familiare in cui si menzionano spesso le negatività, si viene a creare il bene e il male, si costruisce e si demolisce. (Gesù mi libera, il diavolo mi perseguita) è terribile! Noi creature abbiamo i sintomi in base a ciò che crediamo. Come si può parlare spesso del Diavolo a delle persone fragili e suggestionabili?

Prendiamo coscienza di come siamo fatti! E dell’alimento di vita e vitamine salutari di cui necessitiamo, per acquisire forza mentale, salute, sicurezza e serenità.


Una mia amica malata, anni addietro iniziò ad associarsi ad una comunità cristiana, per motivi di salute, perché si basano sulle guarigione. Nel giro di poco tempo iniziò a pregare anche Lei in lingue, Io non mi sono mai aggregata; Ma li ho sempre rispettati, evitando i dibattiti. In una occasione accettai l’invito ad un congresso, alla fine l’oratore ha annunciato: “Cari fratelli, durante la strada del rientro il diavolo ha in mente di farvi fare degli incidenti stradali; Ma noi lo cacciamo via prima di uscire da questo luogo.” Circa trecento persone si sono levati in piedi e con le mani alzate e i pugni stretti cominciarono a saltare e gridare in coro: vai via Satana! vai via Satana! Le è servito senz’atro ad acquisire la convinzione che era stato cacciato, e si misero in viaggio verso casa con più fiducia. Comunque ciò che ho visto e udito per me è stato terribile.

Noi siamo figli di un Dio Santo e la sola idea di appartenere a questa Divinità meravigliosa, pura, trasparente e limpida ci fa bene. Un Dio di Luce, di pace, di amore, di ordine, un Dio intelligente e sapiente che ci insegna, ci istruisce nelle sue vie, ci invita all’ubbidienza, all’umiltà, per imparare e crescere rettamente, basta solo questo pensiero e gli occhi ci brillano di gioia, perché? Perché abbiamo registrato nella nostra mente le sue qualità, che dobbiamo a nostra volta conservare e farli nostre, e come conseguenza ci aprono il sentiero della vita, si conosce l’essenza di Dio, che è bene e luce e nessuno può ingannarci dicendoci che se non facciamo parte della loro religione non abbiamo Dio.

Chi meglio di Dio può conoscere l’alimento basilare di cui abbiamo bisogno. Alcune volte mi trovo a riflettere riguardo la vita disagiata del suo popolo e delle persone che a scelto. I Patriarchi, nomadi. I loro discendenti schiavi in Egitto, e successivamente accampati nel deserto. Maria e Giuseppe in viaggio con un asinello, e partorì Gesù in una stalla, sicuramente Dio ha provveduto ciò di cui aveva bisogno in quel momento.

Il mondo non era degno di accogliere il figlio di Dio, la compagnia del bue e dell’ asino erano preferibili agli uomini di quel tempo. La buona notizia fu annunziata agli umili pastori, non ai dotti. Dio guidò dei stranieri, i Re Magi ad adorarlo, e portare dei doni di valore, che servirono ai coniugi per il loro sostentamento e trasferimento in Egitto.

Tutte queste creature di Dio pur vivendo nel disagio ambientale, avevano la più grande ricchezza che appaga il cuore e da serenità. L’affiatamento e l’unione delle loro anime, delle loro famiglie, un solo Dio unico a cui si rivolgevano in preghiera ed era al timone nella loro vita.


Questo è ciò che manca nella nostra società odierna. Vi sono divisioni in tutti i campi: politici, religiosi, e familiari. Non si è più in sintonia affettiva, di sentimenti buoni. Constatiamo che in tutti gli ambienti si crea quasi sempre comunione nella negatività, come: denigrare il proprio simile, complotto a scagliarsi contro qualcuno preso di mira, ed annientarlo.

Siamo spinti al materialismo, ai piaceri ai divertimenti, e alle distrazioni di ogni genere, mentre l’affezione naturale viene meno, le depressioni aumentano e i medicinali più venduti sono i psicofarmaci. Penso che i posti migliori ed edificanti sono gli ospedali, dove si aiuta il malato e si ricevono visite solidali, sensibilizza il nostro animo e ci riporta alla realtà della vita.


Preghiera a Gesù.

Signore vieni presto, non vogliamo annegare, il mondo va alla deriva, perché al timone vi sono persone che ignorano i tuoi comandamenti. Abbi compassione dei nostri fanciulli, dell’umanità sofferente, compassione del creato (opera delle tue mani) la terra è malata, gli animali muoiono, divisione, solitudine e disaccordi dilagano……..Signore vieni presto. Tu sei il Davide che sconfigge Golia, Tu sei il Re del tuo popolo e di tutto l’universo. Sia santificato il nome di Dio e venga il suo regno.


UN BUON NATALE A TUTTI, CON PERSONE A NOI CARE

E CON GESU’ NEL CUORE”

dicembre 2010 rosariaschimmenti@alice.it


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CULTURA
15 novembre 2008
Se Oxford cancella il Natale...
 
/11/2008
Se Oxford cancella il Natale...
La città inglese famosa per la sua Università ha sostituito con la "Festa della luce invernale" le celebrazioni natalizie. Contrari tutti gli esponenti religiosi.

Il consiglio comunale di Oxford ha ufficialmente cancellato la parola Natale, “Christmas” da tutti gli eventi del 25 dicembre e dei giorni successivi per sostituirla con una nuova definizione, quella di “Winter Light Festival” , la Festività della Luce Invernale. Una associazione di beneficenza locale, la Oxford Inspires, sarebbe la principale ispiratrice della decisione. Tei Williams, portavoce dell'organizzazione, ci tiene a ricordare che questa “Winter Light Festival” è ben di più del Natale: due mesi di festa nei quali rientrano eventi, incontri, spettacoli, concerti... tutto quanto fa spettacolo (e possibilmente, fa vendere). "In questo contesto ci saranno anche celebrazioni del Natale, come i cori di canzoni natalizie". Il vicesindaco di Oxford, Ed Turner, approva l'idea: "Faremo lo stesso un grande albero di Natale nella piazza principale della città", dice. "Ma lo chiameremo in modo diverso". "Mancherà qualcosa alle luminarie di Natale a Oxford, quest'anno: qualsiasi riferimento al Natale". Il Daily Mail sintetizza, così, nell'attacco dell'articolo, la novità 'politically correct' decisa dall'amministrazione comunale della cittadina inglese famosa in tutto il mondo per la sua Università. La Chiesa Anglicana è scandalizzata, e altrettanto critiche le confessioni cristiane di Oxford: ma contrari all'iniziativa anche i rappresentanti di altre religioni. Anche se la decisione degli amministratori era motivata dall'intenzione di non offendere la comunità islamica locale, per Sabir Hussain Mirza, presidente del Consiglio Musulmano di Oxford, "il Natale è la data del calendario attesa da tutti. Non solo i cristiani, ma anche i fedeli islamici e quelli di altre confessioni lo aspettano con trepidazione. Il Natale è una festa speciale e non può essere cancellato con un tratto di penna. Il Natale fa parte dell'essere britannici". Fra l’altro i musulmani conoscono il Natale, “Aid al Ualid”, anche se non lo festeggiano come altre feste islamiche, perché considerano gesù, Issa, uno dei profeti. Dello stesso parere il rabbino Eli Bracknell, direttore del Jewish Educational Centre, il centro di studi ebraici di Oxford: "E' importante mantenere un tradizionale Natale britannico. Qualsiasi iniziativa che diluisce la cultura tradizionale e la cristianità del Regno Unito non è positiva per l'identità britannica". Secondo la Santa Sede la decisione del consiglio comunale di Oxford di abolire qualsiasi riferimento al Natale è un sintomo dell'ateismo che oggi si promuove con l'indifferenza religiosa, constata un rappresentante vaticano. L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha commentato la decisione della città britannica di menzionare tutti gli eventi del 25 dicembre e dei giorni successivi con il nome "Festività della luce invernale". Monsignor Ravasi, ha constatato alla "Radio Vaticana" che il desiderio di questa iniziativa di Oxford "non è tanto quello, a mio avviso, di riuscire a ristabilire un dialogo in modo tale da non avere prevaricazioni, quanto, piuttosto, quello di stingere fino al punto di estinguere qualsiasi identità propria, qualsiasi storia che sta alle spalle, e non stabilire un vero dialogo". "Il vero dialogo lo si costruisce proprio attraverso le identità; quindi, in questo caso, io ritengo che non solo si tratti di una stravaganza, ma alla fine anche di una negazione consapevole - non so fino a che punto - di una grandezza che sta alle proprie spalle, che costruisce il proprio stesso volto". "Mentre in passato, quando si combatteva la presenza dei segni religiosi, lo si faceva con delle argomentazioni, persino con il desiderio di opporre un sistema del tutto alternativo, ora, invece, tante volte, questa avanzata della negazione è una specie di onda grigia, di nebbia; si vuole introdurre proprio una componente così fluida ed inconsistente che è la caratteristica della secolarizzazione attuale", spiega il rappresentante vaticano. "Dio non viene negato, viene del tutto ignorato e l'impegno pastorale è ancora più complesso perché di fronte ad una negazione si possono apportare le argomentazioni. Di fronte invece a questa sorta di 'gioco di società' incolore, inodore, insapore, c'è, alla fine, l'impossibilità di una reazione". "Ora noi non abbiamo più l'ateismo nel senso forte, qualche volta drammatico del passato. Noi ora abbiamo l'indifferenza. Questa indifferenza stempera tutto, stinge, scolora, e alla fine, forse impedisce all'uomo anche di interrogarsi - come fanno tutte le grandi religioni - sui temi fondamentali, temi capitali che vengono invece dissolti nell'interno di un'atmosfera così inconsistente".L'Arcivescovo considera molto positivo il fatto che i musulmani si oppongano a questa iniziativa, perché significa che anch'essi sono consapevoli dei pericoli di questo tentativo di eliminare le identità. “Ancora una volta si tratta di linguaggio politicamente corretto impazzito e sono contento di sapere che i nostri amici musulmani e ebrei la pensano allo stesso modo”. Così mons. Crispian Hollis, vescovo responsabile della diocesi di Portsmouth, alla quale appartiene il lato meridionale di Oxford, ha commentato la decisione della nota città universitaria di bandire la parola Natale e chiamare le prossime festività “Festival invernale della luce”. “La decisione offende la comunità cristiana della città, non fa nulla per promuovere l’armonia razziale e, nel nome dell’inclusività, esclude le tradizioni di una significativa parte della popolazione della città. Deploro questa decisione e spero che il comune ci ripensi”, ha detto ancora il vescovo.

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=168&ID_sezione=396&sezione=

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