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cinema
1 dicembre 2010
IO SONO CON TE-FAMILYCINEMA&TV

 IO SONO CON TE

FAMILYCINEMA&TV

 ITALIA 2010
Titolo originale: Io sono con te
Regia: Guido Chiesa
Sceneggiatura: Guido Chiesa, Nicoletta Micheli, Filippo Kalomenidis
Produzione:  Magda Film/Colorado Film/Rai Cinema
Durata: 102'
Interpreti: Nadia Khlifi, Rabeb Srairi, Mustapha Benstiti, Ahmed Hafiene, Carlo Cecchi, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni
Genere: DRamma
 

 

Nel povero villaggio di Nazareth, duemila anni fa, una giovane donna, Maria, rimasta misteriosamente incinta, cresce il figlio Gesù secondo principi di amore e seguendo la natura, in aperto contrasto con la mentalità maschilista, violenta e legalista della cultura ebraica dell’epoca. Quel bambino diventerà il profeta più rivoluzionario della storia…

 

Si apprezza la buona fede del regista che circonda la protagonista di amore e devozione ma appare stridente  l'approccio antistorico della rappresentazione di una donna un po’ sciamanica che vive il rapporto con Dio in uno spiritualismo naturalistico e personale che nulla ha della dimensione di popolo della religione ebraica.

Al film,  di cui non si può non apprezzare l’impeto sincero, non si può fare a meno di imputare  un certo difetto di esperienza che finisce per rendere elusivo un oggetto che il regista percepisce così concreto.

 

Recensione di Laura Cotta Ramosino        
         

Vedendo l’amore e la devozione di cui circonda, anche visivamente, la sua protagonista non si può dubitare della sincera ispirazione e alla buona fede di Guido Chiesa, cineasta e documentarista alle prese con la vicenda di una madre assolutamente speciale, Maria di Nazareth.

Da non credente Chiesa dichiara di accostarsi a questa figura storica con interesse e rispetto, cogliendo la portata straordinaria di una donna in cui per la prima volta una religione, il Cristianesimo, vede il principio della salvezza.

Questo approccio senz’altro positivo non impedisce allo spettatore di rimanere un po’ deluso di fronte ad una pellicola che, se pure offre momenti e intuizioni suggestivi, manca però del senso del sacro che ci aspetteremmo da un film dedicato a questo tema ed esaurisce l’eccezionalità dell’uomo (prima ancora che del Figlio di Dio) Gesù nelle pur straordinarie doti educative della sua genitrice.

Maria sembra, infatti, una sorta di pedagogista montessoriana ante litteram che, fidando sul suo legame con la natura, che osserva spesso e con attenzione, si mette di traverso alla cultura ebraica del tempo, maschilista, legalista e violenta.
Significativa, anche perché in aperta contraddizione con il dettato evangelico cui invece Chiesa dice di essersi sostanzialmente attenuto, è la strenua opposizione alla circoncisione (anche il parto nella grotta di Betlemme è il risultato di un piano di Maria per sottrarsi al controllo di famiglia e società nei primi giorni di vita del bambino), vista come atto di violenza primario sul bambino, destinato a segnarlo per sempre.

Salvando Gesù da questa esperienza traumatica e lasciandolo libero di dispiegare la sua natura (che non sembra tuttavia avere nulla di particolarmente divino, come riconoscono anche i magi, qui sorta di sapienti poco pratici alla ricerca di un Messia attraverso test da psicologia contemporanea), Maria pone le basi (e anche qualcosa di più) dell’uomo che sarà.

Se è apprezzabile la valorizzazione nella storia della salvezza della libertà “creativa” di Maria, capace di superare il legalismo fatto di mille divieti della religione ebraica dell’epoca in nome dell’amore per l’altro, sembra strano che in un contesto che pure si vuole storicamente ricostruito, sia assente la sottolineatura dell’attesa messianica che illuminava anche l’altrimenti sterile formalismo di un certo ebraismo e che era nel cuore di ogni donna ebrea in attesa di un figlio.

È questa un’assenza, ci perdoni il pur informato regista, molto poco storicamente attendibile, ma assai significativa in una prospettiva in cui Gesù è necessario al massimo come diffusore  maschile, al di fuori dello spazio familiare, di una sapienza totalmente femminile e un po’ sciamanica che vive il rapporto con Dio in uno spiritualismo naturalistico e personale che nulla ha della dimensione di popolo della religione ebraica. Ci si dimentica quanto, nel racconto evangelico, la vicenda esistenziale di Maria respiri della cultura e della religiosità di tutto un popolo: basti pensare alle parole del Magnificat e di come riverberino la letteratura salmistica rinnovandola alla luce dell’Avvenimento dell’Annunciazione.

Se davvero tutto l’insegnamento di Gesù si può ricondurre a questi primi attimi, giorni e anni accanto a cotanta madre non si capisce perché poi il Cristo si sia dato la pena di parlare agli uomini dell’amore paterno di Dio né di sacrificarsi sulla croce per la Redenzione dell’umanità.

Difficile arrivarci da qui anche a causa della debolezza della figura di Giuseppe, sempre un po’ passivo e in secondo piano, ora oppresso dai fratelli rigidi padri padroni, ora superato “a sinistra” dalla sua sposa poco più che bambina, mai comunque parte di un processo educativo che di fatto lo esclude.

Quella Maria che “medita nel suo cuore” il miracoloso dispiegarsi della volontà di Dio nel suo ventre prima e nel mondo poi, così come ce la racconta San Luca (l’evangelista storiografo d’ispirazione tucididea, anche qui evocato nel finale, che ebbe proprio nella Madonna la sua prima testimone oculare) si trasforma in un’adolescente sempre sorridente (anche troppo) e testarda, il cui credo di “non violenza” ha qualcosa di davvero troppo moderno e riduttivo rispetto alla figura dei vangeli e della tradizione cristiana.

E umano “troppo umano” appare questo Gesù bambino e ragazzino (non è un caso che dopo il salto temporale la macchina da presa vaghi tra i volti di bambini che tutti potrebbero essere il futuro Messia), capace di accostarsi ad un indemoniato respinto dalla società e di contestare in chiesa il rabbino e pronto a restare sconvolto dal sangue dei sacrifici del Tempio

Solamente un po’ ridicoli invece i Magi, nella versione di Chiesa un gruppo di sapenti orientali alla corte di Erode a fare esperimenti di intelligenza a metà tra il test psicologico e le prove di riconoscimento del Dalai Lama nei dintorni di Nazareth.

La loro discussione (in un greco antico che suona un po’ surreale) è l’ennesima didascalica articolazione della tesi suggestiva quanto poco ragionevole (nel senso di inadeguata a cogliere tutti i fattori in gioco) del film di Chiesa, di cui non si può non apprezzare l’impeto sincero e il rispetto per il proprio oggetto, ma a cui non si può fare a meno di imputare per lo meno un certo difetto di esperienza che finisce per rendere elusivo un oggetto che lui pure percepisce così concreto.

http://www.familycinematv.it/page.php?a=iosonoconte.php

 

 
 

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 1/12/2010 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
22 novembre 2010
IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA

IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA

LE SALE CATTOLICHE TRASMETTONO IL FILM BLASFEMO CONTRO LA SACRA FAMIGLIA  DI GUIDO CHIESA!

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SALE DELLE COMUNITA’

Il ‘maternage’ di Guido Chiesa    di Arianna Prevedello
Per come è stata tramandata la figura di Maria, anche nell’iconografia, così aurea e impeccabile, per una donna in gravidanza può risultare distante, quasi inarrivabile. Io sono con te è un film che attenua questa lontananza tra la Vergine e le gravide e racconta quanto la donna abbia in sé, nella sua capacità affettiva sempre in bilico tra la saggezza e la rottura delle convenzioni, il carisma per evocare Dio in ogni epoca storica. Per il regista Guido Chiesa, e la moglie Nicoletta Micheli che ha ideato il film e partecipato alla stesura della sceneggiatura, a destare scalpore nella vicenda di Maria e Giuseppe non è tanto il prevedibile “Non conosco uomo” (Lc 1, 34), ma più gli atteggiamenti e le decisioni che la “prescelta” compie durante la gravidanza e la primissima infanzia di Gesù. La pietra dello scandalo è nell’idea pedagogica e nella prassi educativa che Maria propone a Giuseppe e alla comunità di Nazareth di duemila anni fa. Maria compie quanto le suggerisce la sua fede anche se ciò talvolta litiga con la Legge. Attacca subito il bimbo al seno offrendogli il colostro considerato impuro; cerca di impedire la circoncisione e ogni altra violenza o punizione; vive una gestualità corporea che riscalda; insegna la misericordia contro i sacrifici; rispetta quelle che lei chiama le “regole” – i tempi e le necessità – della creatura che ha tra le braccia e induce Gesù ad indagare sempre il perché delle cose. Non ultimo lo lascia libero di scegliere e scoprire ciò che lo circonda. Il pensiero che sottende al film per cui Dio avrebbe scelto Maria non solo per ospitare Cristo nel suo grembo, ma anche per la capacità di accoglierlo prima e dopo il parto con il meglio di sé, è una robusta carezza per l’universo femminile. Malgrado il Cristianesimo sia una religione monoteista che assegna alla donna un ruolo cardine nell’opera salvifica, il film per bocca di Maria ricorda che, oggi come allora, «una donna può fare tanto, ma oltre i confini di una casa è difficile che stiano ad ascoltarla». Al contempo questa secolare marginalità della donna rivela la sua imperitura centralità: nella sua vocazione educativa continua, malgrado ogni reticenza, a porsi a fondamento e cambiamento di ogni cultura e tempo storico. La profondità di Maria, in Io sono con te, si esprime nell’utero che accoglie la “Grazia”, come il film ricorda nelle prime sequenze, quanto nell’allevare il Figlio nell’amore come lei era stata cresciuta dalla madre “senza chiedere, senza aspettare”. Per gli autori è il calice del seno materno che permetterà a Gesù di bere il Calice del sacrificio. Nel segno dell’Incarnazione, per manifestarsi nella sua grandezza, Dio ha avuto bisogno delle doti del femminile. L’amore incondizionato e l’attenzione affettuosa, la compassione e la cooperazione sono elementi, oggi non ancora acquisiti, che il “maternage” di Maria, ispirando anche Giuseppe, promuoveva già nel suo modello di famiglia e genitorialità.  La debolezza di Giuseppe, così al tempo (solo allora?) era visto il lasciar spazio a Maria, è la maestosità che lo rende co-protagonista, e non statuina, della Natività.   http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002383_Il__maternage__di_Guido_Chiesa.html     Prima nazionale di “Io sono con te” alla presenza del regista Guido Chiesa     all’MPX di Padova venerdì 19 novembre alle ore 21.00

La storia di Maria di Nazareth. Il nascere, il crescere, l’educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l’etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.

Il film è stato di recente presentato in concorso al Festival di Roma

Guido Chiesa, cineasta torinese, già autore di pellicole di successo quali “Il partigiano Johnny” (2000) e “Lavorare con lentezza ” (2004), durante la serata dialogherà col pubblico parlando del film e del percorso che l’ha portato a realizzare questa sua ultima opera cinematografica.

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 La programmazione del film IO SONO CON TE proseguirà poi alla sala della comunità REX di Padova Sabato 20: ore 21.15
Domenica 21: ore 18.30 – 21.15
Lunedì 22: ore 21.15 http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/dalle_sale/00002386_Prima_nazionale_di_Io_sono_con_te_alla_presenza_del_regista_Guido_Chiesa_.html ——————————————————————————–  

 Cosa ti dice il cuore?  

  di Don Gabriele Pedrina

 Il film di Guido Chiesa sull’infanzia di Gesù chiede al credente uno sguardo molto libero, per poter parlare alla sua anima. La stessa libertà che Maria si aspetta dal padre del Battista quando, riottoso a trasgredire una regola segnata dal sangue, gli chiede “Ma cosa ti dice il cuore?”. Il disorientamento dello spettatore affezionato al tradizionale racconto sulle vicende di Maria, Giuseppe e del piccolo Gesù, emerge non appena la sceneggiatura si infila nei silenzi del vangelo e ricostruisce vicende plausibili, ma frutto della fantasia. Oppure quando nasconde angeli e stelle e il divino resta celato negli sguardi e nei sorrisi. D’altra parte il film conserva i punti cardine della fede: il concepimento miracoloso di Maria, la sua verginità che si protrae nel matrimonio, la straordinarietà – per quanto sotto traccia – di Gesù, la rettitudine di Giuseppe. Per giunta l’opera è frutto di studi molto accurati sulle ambientazioni e il coinvolgimento di attori non professionisti, gente del posto, conferisce al film quel senso di autenticità che, va detto, il doppiaggio italiano smarrisce.Riconoscendo al film il diritto di perlustrare un territorio sconosciuto, con una metodologia diversa, questa pellicola può offrire spunti molto ricchi, soprattutto all’interno di percorsi formativi. Ne citiamo alcuni.  

  •  teologico– L’incarnazione nell’infanzia di Gesù.

Non pochi teologi e filosofi si sono interrogati su cosa sia stato per Gesù rendersi consapevole del proprio essere figlio di Dio. La coscienza della propria identità si costruisce attraverso le relazioni, fin dai primi momenti di vita. Da qui l’intuizione, che sta al centro del film: “Quale speciale rapporto c’è stato tra Maria e Gesù perché egli giungesse ad essere e a comprendersi per quello che era?”. Il tema è sviluppato – in maniera anche troppo accademica – particolarmente nel racconto della visita dei Magi, ma si distende lungo tutto il film, partendo dalla persona stessa di Maria, la donna e madre che sta di fronte a Gesù. Una giovane che parla molto poco con le parole e tanto di più con i gesti ed una interiorità che traspare nella sua femminilità.

  • morale – La libertà e il superamento della legge.

Maria, attraverso un agire discreto ed efficace, aggredisce vecchi schemi strutturati attorno al potere, all’arroganza, alla violenza, al disconoscimento dei piccoli e, ipocritamente, giustificati con la tradizione e le Scritture. Maria si lascia guidare da qualcosa che per lei è assolutamente naturale: l’amore e la libertà. Gesù cresce in questo clima, lo fa proprio nei suoi comportamenti di adolescente e diventa pungolo nel suo continuo interrogare Maria prima e i sacerdoti poi sui misteri della vita e gli insegnamenti della Scrittura.

  • sociale – La contestazione della violenza.

Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza. Ma questo è solo uno dei gesti con cui essa cerca di contenere il dilagare del dolore attorno a sé: dai gesti di accoglienza verso l’indemoniato Hillel, fino allo spreco di olio per addolcire al pettine dei boccoli ribelli. La sua è una lotta senza ansia e senza rabbia, concreta e fattiva, libera rispetto alle leggi del clan, umile eppure risoluta.

  •  famigliare – Le relazioni nella famiglia.

Diversi gli aspetti presenti. La particolarità del rapporto di Maria con Giuseppe, il quale rinuncia ad esercitare relazioni di potere, come era consueto e atteso, riconoscendo la dignità della sua sposa e quel qualcosa di speciale che lo porta a fare un passo indietro e a fidarsi di lei. L’intensissima relazione tra Maria e Gesù, dove la madre straccia da subito ogni distanza allattando, contro le regole, il figlio al seno e proseguendo con una “pedagogia” così autentica e libera da permettergli di comprendere il figlio anche quando sconsideratamente sparisce a Gerusalemme. Infine le relazioni con gli altri parenti con i quali si gioca, mettendo in campo la propria disponibilità, ma non di meno la sua onestà interiore, che non la fa tacere neanche quando converrebbe.                                                                                                                                     Il film “Io sono con te” nasconde uno scrigno di preziose suggestioni che un animo libero saprà opportunamente cogliere. Per questo è da incoraggiarne la visione a chi apprezza i film di qualità e la ricerca interiore che attraverso di essi si può fare. Anche gli operatori pastorali potrebbero trovarvi non una scheda teologica, ma una seria provocazione su temi di cui altri strumenti, poi, aiuteranno a completarne la comprensione. In questo tempo di Avvento le sale potrebbero accordarsi con le parrocchie per offrire questo film come opportunità di formazione in un percorso parallelo, dalle suggestioni più laiche, a quello tradizionale.  

http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html       ——————————————————————————————  

AVVERTIMENTO  DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA

  I cattolici che accettano il film di Guido chiesa, sono apostati, infatti un Gesù incirconciso, non esiste e non potrebbe esistere, Gesù incirconciso non sarebbe ebreo,  ma un impuro peccatore fuori dal popolo eletto, e quindi non sarbbe nemmeno profeta, e assolutamente nemmeno Messia e Figlio di Dio, e quindi nemmeno il cristianesimo potrebbe esistere, o si tratterebbe di una religione inventata!   Questo film di Guido Chiesa annulla non solo la divinità di Gesù ma anche la sua storicità! Nel film di Guido Chiesa Maria la madre di Gesù è il contrario di come insegnano i Vangeli, e i dogmi mariani!  

LA CHIESA CATTOLICA OGGI E’ IN ROVINA VERAMENTE
Ora la chiesa cattolica accettando il film di Guido Chiesa,
rinnega se stessa, infatti nel film di Guido Chiesa, Maria
di Nazareth è una peccatrice che disobbedisce Iddio e le sue leggi, Gesù un impuro incorconciso,

 Giuseppe un uomo nullo!
Questo film distrugge il cristianesimo sia evangelico che storico!

Come possono recitare il rosario e pregare Maria, e andare
a Lourdes,i cattolici che approvano questo film?

http://antiblasfemia.altervista.org/

  

 

cinema
22 novembre 2010
"IO SONO CON TE" FILM DI GUIDO CHIESA GIRATO CON ATTORI TUNISINI
"IO SONO CON TE" FILM DI GUIDO CHIESA GIRATO CON  ATTORI TUNISINI
 
 
 
CONSIDERAZIONI DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
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Come dei tunisini di religione islamica possano recitare in un film che non solo è contro i Vangeli ma anche contro l'Islam?
 
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Principali Interpreti tutti tunisini;
 
Maria bambina-Nadia Khlifi
Maria adulta-Rabeb Srairi
Giuseppe-Mustapha Benstiti
Mardocheo-Ahmed Hafiene
Zaccaria-Djemel Barek
Elisabetta-Fadila Belkebla
Gesù-Mohamed Idoudi
 
Nel film recitano attori professionisti e non quasi tutti tunisini, quindi di religione islamica.
 
Il film è una storia inventata, non è la storia dei Vangeli e nemmeno quella del Corano,
è una storia falsa e blasfema.
 
Guido Chiesa, ha dichiarato che lui non era cristiano, ma un giorno sua moglie Nicoletta, gli ha parlato di Maria
madre di Gesù, vista in modo diverso, e precisamente vista da una sua amica Maeve Corbo, proprio questa
Maria di Nazareth inventata da Maeve Corbo, ha fatto avvicinare Guido Chiesa al cattolicesimo, dice lui!
 
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TRAMA
La Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa è davvero il contrario di come viene descritta nel Nuovo Testamento,
non solo lei è stata cambiata ma anche Gesù e suo padre putativo Giuseppe e ci sono altri cambiamenti.
Nel film non ci sono Angeli, non c'è la presenza del divino, non c'è santità,  non c'è l'annunciazione, non c'è neppure la Stella Cometa,
e nemmeno i Re Magi, non ci sono nemmeno gli umili pastori, è una storia terrena, lontana dai racconti dei Vangeli dell'infanzia.
Il film racconta la vita di Gesù dalla nascita fino a dodici anni.
 
Nel film Gesù non è divino, è un bambino normale, i sui insegnamenti li apprende da sua madre,
Guido Chiesa afferma: " Gesù è stato quello che è stato perché ha avuto la madre che ha avuto",
quindi Maria di Nazareth è stata la fondatrice del cristianesimo, secondo Guido Chiesa.
 
Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa, si ribelle alle regole della religione ebraica;
partorisce da sola, allatta il bambino senza aspettare il periodo di purificazione, e poi non fa circoncidere
Gesù, per non procurargli inutile sofferenza. Cresce il bambino senza regole punitive, coprendolo di sorrisi e coccole.
 
Giuseppe padre putativo di Gesù, è un vedovo con due figli, non è capace di fare il padre e il padrone di casa, vive insieme al fratello Mardocheo
il quale comanda con regole e disciplina.
 
Gesù non viene circonciso, e cresce attaccato a sua madre senza regole e disciplina, ma pieno di fiducia nell'amore assoluto.
Gesù con sua madre giocano, sorridono, e si coccolano. Gesù nel film è bambino normale, che ha una
madre davvero strana, una donna rivoluzionaria e ribelle alla religione e ai costumi del suo popolo.
 
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LA STORIA DELLA NASCITA DI GESU' SECONDO I VANGELI
 
 
MARIA E GIUSPPE GENITORI DI GESU' ERANO EBREI OSSERVANTI
 
Maria è cugina e amica di Elisabetta discendente di Aronne e moglie del sacerdote ebreo Zaccaria della classe Abia,quindi entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.
Elisabetta e Zaccaria erano molto  religiosi e pii, osservavano tutti i comandamenti del Signore;Luca 1:5-6.
Elisabetta e Zaccaria ebbero un figlio in tarda età, Giovanni il Battista, che divenne il precursore del Messia,
e si può considerare l'ultimo dei profeti ebrei.
Quindi Maria madre di Gesù è parente di questi ebrei osservanti e grandi Santi, e lei stessa è molto santa e piena di grazia,
e il Signore stesso la protegge; Luca 1: 26-35. Maria è davvero devota e obbediente verso il Signore; Luca 1: 38.
Maria è la benedetta fra le donne; Luca 1: 39-45. Maria piena di grazie e virtù conosce il suo destino e la sua grandezza; Luca 1: 46-55.
Maria è stata scelta dal Signore per diventatre la madre di suo Figlio, quindi è tutta santa è piena di virtù.
Giuseppe sposo di Maria e padre terreno di Gesù, è discendente di Davide, ed è giusto, qundi osservante delle Leggi divine; Matteo 1: 18-19.
Giusepe è davvero santo e gli appaiono gli Angeli in sogno; Matteo 1: 20-23;  2: 13;  2: 19-20.
Giuseppe è stato un santo sposo ed un santo padre, Il Signore non poteva affidare il Figlio suo ad un uomo qualsiasi, e nemmeno la vergine Maria, poteva essere affidata ad un uomo qualsiasi. Quindi Giuseppe è davvero santo e perfetto sposo e padre.
Dai Vangeli e dai Padri della Chiesa risulta che Giuseppe ebbe solo una sposa Maria. Maria e Giuseppe ebbero solo un figlio Gesù.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
 
GESU' E' STATO CIRCONCISO
 
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell'alleanza di Dio con il suo popolo, l'incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
GESU' INSEGNA LA DOTTRINA DEL PADRE
Gesù è Dio incarnato; Giovanni 1: 1-18; Gesù preesisteva; Giovanni 8: 58; Gesù è il Pane disceso dal Cielo; Giovanni 6: 26-65.
Gesù sin da bambino si occupava delle cose riguardo il Padre suo; Luca 2: 49.
La dottrina di Gesù viene dal Padre suo; Giovanni 7: 14-16; 8: 25-30.
Gesù sapeva tutto; Giovanni 2: 23-25. 
 
GESU' NON ABOLI' LA CIRCONCISIONE
Gesù prima della sua Missione ricevette il battesimo da suo cugino Giovanni il Battista, dove accorrevano ebrei da tutta la Palestina;
Matteo 3: 13-17. Gesù iniziò la sua missione scegliendosi come Apostoli degli ebrei, e si rivolgeva eclusivamente ad ebrei.
Gesù insegnava al suo popolo nelle Sinagoghe; Matteo 4: 23-24.
Gesù si recava al Tempio ed insegnava al suo popolo; Luca 19: 45-48.
Gesù si dedicò a convertire solo gli ebrei; Matteo 15: 24.
Gesù mandò i suoi Apostoli a convertire prima solo gli ebrei; Matteo 10: 5-6.
Solo dopo la sua morte redentrice e la sua risurrezione, Gesù inviò i suoi Apostoli in tutto il mondo; Matteo 28: 18-20.
Gesù insegnava che non era venuto ad abolire la legge, ma a completarla; Matteo 5: 17-20.
Davvero Gesù non abolisce la legge ebraica, ma la perfeziona; Matteo 15: 1-11;Matteo 23: 23-24.
Riguardo la circoncisione davvero Gesù non l'ha abolita; Giovanni 7: 21-24.
Nemmeno gli Aposoli abolirono la circoncisione, solo non la imposerò ai gentili che si convertivano, dopo un concilio;
Atti 15: 1-21. Paolo fece circoncidere il suo discepolo Timoteo, figlio di una ebrea; Atti 16: 1-3; ma non fece circoncidere il suo discepolo
Tito di origini pagana; Galati 2: 3.
Quindi mentre per gli ebrei che accettano Gesù come Figlio di Dio e Salvatore, la circoncisione non è abolita, ai gentili che si convertono al cristianesimo non viene più imposta.
 
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LA STORIA DELLA NASCITA DI GESU' SECONDO IL CORANO
 
 

  STORIA DI GESU' NEL CORANO

Maria, Allah eletta tra tutte le donne del mondo

E quando gli angeli dissero: " In verità, o Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo. Corano  3.42 ( Surat Alimran , verse 42)
     
Angeli che annunciano Jesus

Quando gli angeli dissero: " O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente : il suo nome è il Messia , Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini
46 Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti".
47 Ella disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "E' così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è."
Corano  3.45 ( Surat Alimran , verse 45.47)

Apparizione del Gabriel 

Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente.
17 Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito , che assunse le sembianze di un uomo perfetto.
18 Disse [Maria]: « Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato! ».
19 Rispose: « Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro».
20 Disse: « Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?». 
21 Rispose:« E' così. Il tuo Signore ha detto: " Ciò è facile per Me? Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. E' cosa stabilita"».
"Corano  19.16,21 ( Surat Maryam , verse 16..21)

La nascita

Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano.

23 I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: «Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!».

24 Fu chiamata da sotto : « Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi; 

25 scuoti il tronco della palma : lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi.

26 Mangia, bevi e rinfrancati . Se poi incontrerai qualcuno,di' : « Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno».
Corano  19.22,26 ( Surat Maryam , verses 22..26)

Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: « O Maria, hai commesso un abominio! 
28 O sorella di Aronne , tuo padre non era un empio né tua madre una libertina».
" Corano  19.27,28 ( Surat Maryam , verses 27,28)

Il innocence 
 
Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: « Come potremmo parlare con un infante nella culla?»,  
30 [Ma Gesù] disse: « In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.
31 Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l'orazione e la decima finché avrò vita,
32 e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile.
33 Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita» . 
 Corano  19.29,33 ( Surat Maryam , verses 29..33)

E messaggero per i figli di Israele
E Allah gli insegnerà il Libro e la saggezza, la Torâh e il Vangelo.
49 E [ne farà un] messaggero per i figli di Israele [che dirà loro]: "In verità vi reco un segno da parte del vostro Signore. Plasmo per voi un simulacro di uccello nella creta e poi vi soffio sopra e, con il permesso di Allah, diventa un uccello. E per volontà di Allah, guarisco il cieco nato e il lebbroso, e resuscito il morto. E vi informo di quel che mangiate e di quel che accumulate nelle vostre case. Certamente in ciò vi è un segno se siete credenti!
50 [Sono stato mandato] a confermarvi la Torâh che mi ha preceduto e a rendervi lecito qualcosa che vi era stata vietata . Sono venuto a voi con un segno da parte del vostro Signore. Temete dunque Allah e obbeditemi.
51 In verità Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo dunque: ecco la retta via".
Corano  3.48 ( Surat Alimran , verse 48.51)

Con molti miracoli 

E quando Allah dirà: « O Gesù figlio di Maria, ricorda la Mia grazia su di te e su tua madre e quando ti rafforzai con lo Spirito di Santità! Tanto che parlasti agli uomini dalla culla e in età matura . E quando ti insegnai il Libro e la saggezza e la Torâh e il Vangelo, quando forgiasti con la creta la figura di un uccello, quindi vi soffiasti sopra e col Mio permesso divenne un uccello. Guaristi, col Mio permesso, il cieco nato e il lebbroso. E col Mio permesso risuscitasti il morto. E quando ti difesi dai Figli d'Israele allorché giungesti con le prove. Quelli di loro che non credevano, dissero: "Questa è evidente magia ». Corano 5.110 (Surat Al-Mayda , verse 110)

 e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me

E quando Gesù figlio di Maria disse: « O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi [inviato], per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà "Ahmad" » . Ma quando questi giunse loro con le prove  incontestabili, dissero: « Questa è magia evidente».  Corano  61.6 ( Surat AS-SAF , verse 6)

gli apostoli

E quando rivelai agli apostoli: «Credete in Me e nel Mio messaggero»,
risposero: «Crediamo, sii testimone che siamo musulmani » . 
Corano 5.111 (Surat Al-Mayda , verse 111)

Quando poi Gesù avvertì la miscredenza in loro, disse: "Chi sono i miei ausiliari sulla via di Allah?", "Noi, dissero gli apostoli, siamo gli ausiliari di Allah. Noi crediamo in Allah, sii testimone della nostra sottomissione.
53 Signore! Abbiamo creduto in quello che hai fatto scendere e abbiamo seguito il messaggero, annoveraci tra coloro che testimoniano".
54 Tessono strategie e anche Allah ne tesse. Allah è il migliore degli strateghi!
 Corano  3.52 ( Surat Alimran , verse 52..54)

O credenti, siate gli ausiliari di Allah, così come Gesù figlio di Maria chiedeva agli apostoli: «Chi sono i miei ausiliari [nella causa di] Allah?». Risposero gli apostoli: « Noi siamo gli ausiliari di Allah ».  Una parte dei Figli di Israele credette, mentre un'altra parte non credette. Aiutammo coloro che credettero contro il loro nemico ed essi prevalsero.  Corano  61.14 ( Surat AS-SAF , verse 14)

O Gesù, ti porrò un termine e ti eleverò a Me

E quando Allah disse: "O Gesù, ti porrò un termine e ti eleverò a Me e ti purificherò dai miscredenti. Porrò quelli che ti seguono al di sopra degli infedeli, fino al Giorno della Resurrezione" . Ritornerete tutti verso di Me e Io giudicherò le vostre discordie.
56 E castigherò di duro castigo quelli che sono stati miscredenti, in questa vita e nell'Altra, e non avranno chi li soccorrerà.
  Corano 3.55 ( Surat Alimran , verse 55)

Jesus nel Corano   , aimer-jesus.com

 

http://www.aimer-jesus.com/i/storia_jesus_corano.php

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Maria (Miryam - Maryam), la madre di Gesù, ha nel Corano un posto particolare.

Nel Corano Maria è l'unica donna chiamata per nome per 34 volte (24 insieme a Gesù):

su un totale di 114 sure e 6.236 versetti Maria (Maryam in arabo) figura in 13 sure e in 70 versetti.

La sura 19 è dedicata a Maria e la sura 3 è dedicata alla "Famiglia di Âl 'Imrân", cioè i genitori di Maria.

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In tutto il Corano Maria è quindi citata con grande rispetto ma nello stesso tempo sono frequenti i passi in cui si tende a ribadire l'errore dei cristiani che le attribuiscono qualità soprannaturali. L'Islam, preoccupato di non intaccare l'assolutezza di Allah, non tributa a Maria atti devozionali e non le conferisce alcun ruolo di intercessione o di intermediazione fra l'uomo e il suo Signore. Tali atteggiamenti sono riscontrabili solo in alcuni gruppi marginali facenti capo all'Islam sciita, ove Maria viene inserita in pratiche devozionali accanto a Fatima, la figlia prediletta di Muhammad, e ai due figli di questa.
In ambito sunnita i modelli femminili sono piuttosto le due mogli del Profeta, 'A'isha e Khadîja.

Tuttavia Maria conosce la venerazione popolare anche in certe regioni, ad esempio nei santuari di Algeri e di Efeso i musulmani si recano a venerare l'immagine della Vergine accanto ai cristiani.

http://www.mariadinazareth.it/maria%20e%20l'islam.htm

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LA CIRCONCISIONE ISLAMICA

Khitan

 
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
 

Khitan è un termine arabo che indica la circoncisione praticata secondo un rito islamico. È anche legato al termine tahara, che significa 'purità rituale'. La circoncisione rituale non è una pratica richiesta dal Corano ma è "consigliata" (sunna ) come una tappa con cui si introducono gli uomini al credo islamico e un segno di appartenenza alla vasta comunità islamica.[1] La circoncisione islamica è assai simile a quella ebraica, nonostante ci siano alcuni punti che le differenziano. Attualmente i musulmani sono la più grande comunità religiosa a praticare la circoncisione.

 

Fonti religiose

Il Corano non parla di circoncisione. Al tempo di Maometto la circoncisione era praticata da diverse tribù arabe, come pure dagli ebrei, per motivi religiosi. Lo stesso Maometto era circonciso (la tradizione vuole che nascesse già circonciso). Molti dei suoi primi discepoli erano circoncisi come segno di appartenenza alla nascente comunità islamica. Questi fatti sono citati diverse volte nei hadith. È considerata una pratica religiosa dalle origini dell'Islam.

L'Imam Abu Hanifa, fondatore della scuola di giurisprudenza islamica, che da lui fu conosciuta come "hanafita", e l'Imam Malik sostengono che la circoncisione è una sunna mu?akkada, non obbligatoria quindi ma fortemente consigliata. Alcuni discepoli, fra cui l'Imam Shafi?i e Ahmad ibn Hanbal la considerano vincolante per tutti i musulmani.[2]

http://it.wikipedia.org/wiki/Khitan

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Come abbiamo visto per l'Islam Maria è una grande santa, e viene anche pregata,

santa perché ha rispettato i precetti divini con grande obbedienza, e la circoncisione

ha grande importanza per la religione islamica.

Ora come dei tunisini islamici possono recitare in un film dove Maria disobbedisce ai

precetti divini e non fa circoncidere Gesù ?

 

 
 
 

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cinema
22 novembre 2010
SONO CON TE/ IL FILM SULLA MADONNA CHE "DIMENTICA" IL SACRO

IO SONO CON TE/ IL FILM SULLA MADONNA CHE "DIMENTICA" IL SACRO

 
12 Novembre 2010
 

In tempi di contrapposizione, spesso feroce, tra fede e laicità il cinema sembra andare controcorrente dimostrando un’attenzione positiva inedita per figure esplicitamente legate alla fede cristiana. Dopo il caso del francese Uomini di Dio, premiato al festival di Cannes, arriva una pellicola italiana a parlare della Madre del Salvatore e della Chiesa. Non si fatica a credere alla sincera ispirazione e alla buona fede di Guido Chiesa, cineasta e documentarista alle prese con la vicenda di una madre assolutamente speciale, Maria di Nazareth, di cui subisce il fascino senza tempo. Da non credente Chiesa ha dichiarato di accostarsi a questa figura storica con interesse e rispetto, cogliendo la portata straordinaria di una donna in cui per la prima volta una religione, il Cristianesimo, vede il principio della salvezza. Questo approccio positivo non impedisce di rimanere un po’ delusi di fronte ad una pellicola che, se pure offre momenti e intuizioni suggestivi, manca però del senso del sacro che ci aspetteremmo da un film dedicato a questo tema ed esaurisce l’eccezionalità di Gesù nelle pur straordinarie doti pedagogiche della sua genitrice. Maria sembra, infatti, una sorta di pedagogista montessoriana ante litteram che, fidando sul suo legame con la natura, che osserva spesso e con attenzione, si mette di traverso alla cultura ebraica del tempo, maschilista, legalista e violenta. Significativa, anche perché in aperta contraddizione con il dettato evangelico cui invece Chiesa dice di essersi sostanzialmente attenuto, è la strenua opposizione alla circoncisione (in pratica il viaggio a Betlemme e il parto nella grotta sono passi di un piano della stessa Maria per sottrarsi al controllo di famiglia e società nei primi giorni di vita del bambino), vista come atto di violenza primario sul bambino, destinato a segnarlo per sempre. Liberando Gesù da questa esperienza traumatica e lasciandolo libero di spiegare la sua natura (che non sembra tuttavia avere nulla di particolarmente divino, come riconoscono anche i magi, qui sorta di sapienti poco pratici alla ricerca di un Messia attraverso test da psicologia contemporanea), Maria pone le basi (e forse anche qualcosa di più) dell’uomo che sarà.
Se è apprezzabile la valorizzazione della libertà “creativa” di Maria nella storia della salvezza, capace di superare il legalismo fatto di mille divieti della religione ebraica dell’epoca in nome dell’amore per l’altro, sembra strano che in un contesto che pure si vuole storicamente ricostruito, manchi del tutto la sottolineatura dell’attesa messianica che illuminava anche l’altrimenti sterile formalismo di un certo ebraismo. È questa un’assenza, ci perdoni il pur informato regista, molto poco storicamente attendibile, ma assai significativa in una prospettiva in cui Gesù è necessario al massimo come diffusore  maschile di una sapienza totalmente femminile e un po’ sciamanica, che vive il rapporto con Dio in uno spiritualismo naturalistico e personale che nulla ha della dimensione di popolo della religione ebraica.  Se davvero tutto l’insegnamento di Gesù si può ricondurre a questi primi attimi, giorni e anni accanto a cotanta madre non si capisce perché poi il Cristo si sia dato la pena di parlare agli uomini dell’amore paterno di Dio né di sacrificarsi sulla croce per la Redenzione dell’umanità. Difficile arrivarci da qui anche a causa della debolezza della figura di Giuseppe, sempre un po’ passivo e in secondo piano, ora oppresso dai fratelli – rigidi padri padroni – ora superato “a sinistra” dalla sua sposa poco più che bambina, mai comunque parte di un processo educativo che di fatto lo esclude. Quella Maria che “medita nel suo cuore” il miracolo dispiegarsi della volontà di Dio nel suo ventre prima e nel mondo poi, così come ce la racconta San Luca (l’evangelista storiografo d’ispirazione tucididea, anche qui evocato nel finale, che ebbe proprio nella Madonna la sua prima testimone oculare) si trasforma in un’adolescente sempre sorridente (anche troppo) e testarda, il cui credo di “non violenza” ha qualcosa di davvero troppo moderno e riduttivo rispetto alla figura dei vangeli e della tradizione cristiana. E umano “troppo umano” appare questo Gesù bambino e ragazzino (non è un caso che dopo il salto temporale la telecamera vaghi tra i volti di bambini che tutti potrebbero essere il futuro Messia), capace di accostarsi ad un indemoniato respinto dalla società e di contestare in sinagoga il rabbino e pronto a restare sconvolto dal sangue dei sacrifici del Tempio. Solamente un po’ ridicoli invece i Magi, nella versione di Chiesa un gruppo di sapenti orientali alla corte di Erode a fare esprimenti di intelligenza a metà tra il test psicologico e le prove di riconoscimento del Dalai Lama nei dintorni di Nazareth. La loro discussione (in un greco antico che suona un po’ surreale) è l’ennesima didascalica articolazione della tesi suggestiva quanto poco ragionevole (nel senso di inadeguata a cogliere tutti i fattori in gioco) del film di Chiesa. Di cui non si può non apprezzare l’impeto sincero e il rispetto per il proprio oggetto, ma a cui non si può fare a meno di imputare per lo meno un certo difetto di esperienza che finisce per rendere elusivo un oggetto che lui pure percepisce così terreno. - Laura Cotta Ramosino - ilsussidiario -

 


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cinema
22 novembre 2010
"IO SONO CON TE" DI GUIDO CHIESA UN FILM CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
"IO SONO CON TE" DI GUIDO  CHIESA UN FILM CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
 
 
 
CONSIDERAZIONI  DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
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LA SACRA FAMIGLIA
La Sacra Famiglia per la religione cristiana è composta dal Signore Gesù con sua madre Maria e il suo padre terreno San Giuseppe.
Dal Nuovo Testamento e dai Padri della Chiesa risulta che i genitori di Gesù, sua madre e suo padre putativo, sono le persone
più sante dopo Gesù, vissute in questo mondo.
 
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IL FILM "IO SONO CON TE"
 
Il regista Guido Chiesa ha fatto un film recentemente, girato in Tunisia con attori e gente tunisina,
dal titolo "IO SONO CON TE", un film falso e blasfemo.
Guido Chiesa, ha dichiarato che lui non era cristiano, ma un giorno sua moglie Nicoletta, gli ha parlato di Maria
madre di Gesù, vista in modo diverso, e precisamente vista da una sua amica Maeve Corbo, proprio questa
Maria di Nazareth inventata da Maeve Corbo, ha fatto avvicinare Guido Chiesa al cattolicesimo, dice lui!
 
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La Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa è davvero il contrario di come viene descritta nel Nuovo Testamento,
non solo lei è stata cambiata ma anche Gesù e suo padre putativo Giuseppe e ci sono altri cambiamenti.
Nel film non ci sono Angeli, non c'è la presenza del divino, non c'è santità,  non c'è l'annunciazione, non c'è neppure la Stella Cometa,
e nemmeno i Re Magi, non ci sono nemmeno gli umili pastori, è una storia terrena, lontana dai racconti dei Vangeli dell'infanzia.
Il film racconta la vita di Gesù dalla nascita fino a dodici anni.
 
Nel film Gesù non è divino, è un bambino normale, i sui insegnamenti li apprende da sua madre,
Guido Chiesa afferma: " Gesù è stato quello che è stato perché ha avuto la madre che ha avuto",
quindi Maria di Nazareth è stata la fondatrice del cristianesimo, secondo Guido Chiesa.
 
Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa, si ribelle alle regole della religione ebraica;
partorisce da sola, allatta il bambino senza aspettare il periodo di purificazione, e poi non fa circoncidere
Gesù, per non procurargli inutile sofferenza. Cresce il bambino senza regole punitive, coprendolo di sorrisi e coccole.
 
Giuseppe padre putativo di Gesù, è un vedovo con due figli, non è capace di fare il padre e il padrone di casa, vive insieme al fratello Mardocheo
il quale comanda con regole e disciplina.
 
Gesù non viene circonciso, e cresce attaccato a sua madre senza regole e disciplina, ma pieno di fiducia nell'amore assoluto.
Gesù con sua madre giocano, sorridono, e si coccolano. Gesù nel film è bambino normale, che ha una
madre davvero strana, una donna rivoluzionaria e ribelle alla religione e ai costumi del suo popolo.
 
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Questo è il Vangelo inventato da Guido Chiesa, dove spiega che se Gesù ha fondato il cristianesimo, ed è stato un grande uomo lo deve tutto a sua madre.
Ma Guido Chiesa non conosce le Sacre Scritture, la storia e la religione del popolo ebraico, quindi il suo racconto non solo è falso ma anche blasfemo.
Comunque Guido Chiesa è libero di fare tutti i film che vuole, ma non può affermare di essersi convertito al cattolicesimo facendo questo film contro la Sacra Famiglia.
 
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MARIA E GIUSPPE GENITORI DI GESU' ERANO EBREI OSSERVANTI
 
Maria è cugina e amica di Elisabetta discendente di Aronne e moglie del sacerdote ebreo Zaccaria della classe Abia,quindi entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.
Elisabetta e Zaccaria erano molto  religiosi e pii, osservavano tutti i comandamenti del Signore;Luca 1:5-6.
Elisabetta e Zaccaria ebbero un figlio in tarda età, Giovanni il Battista, che divenne il precursore del Messia,
e si può considerare l'ultimo dei profeti ebrei.
Quindi Maria madre di Gesù è parente di questi ebrei osservanti e grandi Santi, e lei stessa è molto santa e piena di grazia,
e il Signore stesso la protegge; Luca 1: 26-35. Maria è davvero devota e obbediente verso il Signore; Luca 1: 38.
Maria è la benedetta fra le donne; Luca 1: 39-45. Maria piena di grazie e virtù conosce il suo destino e la sua grandezza; Luca 1: 46-55.
Maria è stata scelta dal Signore per diventatre la madre di suo Figlio, quindi è tutta santa è piena di virtù.
Giuseppe sposo di Maria e padre terreno di Gesù, è discendente di Davide, ed è giusto, qundi osservante delle Leggi divine; Matteo 1: 18-19.
Giusepe è davvero santo e gli appaiono gli Angeli in sogno; Matteo 1: 20-23;  2: 13;  2: 19-20.
Giuseppe è stato un santo sposo ed un santo padre, Il Signore non poteva affidare il Figlio suo ad un uomo qualsiasi, e nemmeno la vergine Maria, poteva essere affidata ad un uomo qualsiasi. Quindi Giuseppe è davvero santo e perfetto sposo e padre.
Dai Vangeli e dai Padri della Chiesa risulta che Giuseppe ebbe solo una sposa Maria. Maria e Giuseppe ebbero solo un figlio Gesù.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
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GESU' E' STATO CIRCONCISO
 
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell'alleanza di Dio con il suo popolo, l'incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
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GESU' NON ABOLI' LA CIRCONCISIONE
Gesù prima della sua Missione ricevette il battesimo da suo cugino Giovanni il Battista, dove accorrevano ebrei da tutta la Palestina;
Matteo 3: 13-17. Gesù iniziò la sua missione scegliendosi come Apostoli degli ebrei, e si rivolgeva eclusivamente ad ebrei.
Gesù insegnava al suo popolo nelle Sinagoghe; Matteo 4: 23-24.
Gesù si recava al Tempio ed insegnava al suo popolo; Luca 19: 45-48.
Gesù si dedicò a convertire solo gli ebrei; Matteo 15: 24.
Gesù mandò i suoi Apostoli a convertire prima solo gli ebrei; Matteo 10: 5-6.
Solo dopo la sua morte redentrice e la sua risurrezione, Gesù inviò i suoi Apostoli in tutto il mondo; Matteo 28: 18-20.
Gesù insegnava che non era venuto ad abolire la legge, ma a completarla; Matteo 5: 17-20.
Davvero Gesù non abolisce la legge ebraica, ma la perfeziona; Matteo 15: 1-11;Matteo 23: 23-24.
Riguardo la circoncisione davvero Gesù non l'ha abolita; Giovanni 7: 21-24.
Nemmeno gli Aposoli abolirono la circoncisione, solo non la imposerò ai gentili che si convertivano, dopo un concilio;
Atti 15: 1-21. Paolo fece circoncidere il suo discepolo Timoteo, figlio di una ebrea; Atti 16: 1-3; ma non fece circoncidere il suo discepolo
Tito di origini pagana; Galati 2: 3.
Quindi mentre per gli ebrei che accettano Gesù come Figlio di Dio e Salvatore, la circoncisione non è abolita, ai gentili che si convertono al cristianesimo non viene più imposta.
 
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GESU' INSEGNA LA DOTTRINA DEL PADRE
Gesù è Dio incarnato; Giovanni 1: 1-18; Gesù preesisteva; Giovanni 8: 58; Gesù è il Pane disceso dal Cielo; Giovanni 6: 26-65.
Gesù sin da bambino si occupava delle cose riguardo il Padre suo; Luca 2: 49.
La dottrina di Gesù viene dal Padre suo; Giovanni 7: 14-16; 8: 25-30.
Gesù sapeva tutto; Giovanni 2: 23-25. 
 
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AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FALSIFICANO  I VANGELI E LA SACRA BIBBIA
 
Falsificare i Vangeli è un gravissimo peccato, mentre  i vangeli inventati da uomini atei non servono a nulla,
anzi portano all'inferno, il Vangelo, la Parola di Dio, la Sacra Bibbia sono la Via, la Verità, la Vita eterna e la Salvezza.
 
Il Vangelo è stato scritto sotto la guida dello Spirito Santo, è davvero infonde fede e convesione, ora alterare  il Vangelo,
secondo i propri gusti è peccato, ecco come ci ha avvertiti San Paolo;
 Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
 Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
 8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
 
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa,
 gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, 
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
 
Chi racconta falsità verrà condannato;
 
V.Matteo: 12, 36-37
 12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
 37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
 
Citazioni Bibbia Cei
 
 
 
 
 

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cinema
22 novembre 2010
IL VATICANO HA APPROVATO IL FILM BLASFEMO " IO SONO CON TE" DELL'ATEO GUIDO CHIESA
IL VATICANO HA APPROVATO IL FILM BLASFEMO " IO SONO CON TE" DELL'ATEO GUIDO CHIESA
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Articolo da radiovaticana:
 
L'intenso rapporto tra Maria e Gesù nel film "Io sono con te" in concorso al Festival del cinema di Roma
 
03/11/2010 14.20.29


Il regista italiano, Guido Chiesa, conosciuto per il suo impegno politico dimostrato in precedenti pellicole, ha presentato in concorso al Festival del Film di Roma un’inaspettata, intensa e essenziale ricostruzione cinematografica dei Vangeli dell’infanzia: Maria e Gesù sono al centro di “Io sono con te”, film nel quale l’amore e la fiducia tra una Madre e un Figlio custodiscono il mistero di Dio e del suo piano di salvezza per l’umanità. Il servizio di Luca Pellegrini:RealAudioMP3

Una madre e un figlio. Giocano, sorridono, si guardano, si abbracciano. Al minimo pericolo, sono vicini. Siamo nella Nazareth di duemila anni fa. Guido Chiesa, dopo una serie, pur breve, di film politicamente e socialmente impegnati, torna al cinema, per raccontare la storia di Maria e del figlio Gesù. Un lavoro intensamente pensato, voluto a tutti i costi. La sensazione è quella che sia frutto di una sua esigenza spirituale vera e incontenibile, nata all’indomani della sua paternità e di un ampio scambio di riflessioni con la moglie, Nicoletta Micheli, che con lui ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, rimodellata più volte. Vi ha lavorato all’inizio con un’adesione – confessa – di tipo razionale e materialistico, un percorso intellettuale e soltanto emotivo. Poi è diventato un atto di fede e di adesione a quel Vangelo che andava scoprendo e raccontando al cinema. Siamo fuori dall’iconografia tradizionale, siamo dalle parti di Pasolini per l’essenzialità dell’immagine, del tratteggio dei personaggi, ma l’intensità della ricerca non si ferma alla storia o al fascino esteriore. Penetra l’anima. Maria non è un’umile donna messa in disparte nel nucleo familiare patriarcale. Ha un temperamento docile e forte insieme, si oppone alle violenze e alle imposizioni rituali, stringe col figlio un rapporto di fiducia che ha un sapore soprannaturale, dove invece tutto il trascendente è oscurato, nel film, che si ferma soltanto a quel rapporto e al suo misterioso amore.

E’ ancora Guido Chiesa che spiega perché il Vangelo dell’infanzia lo ha così incuriosito e affascinato – pur se qualche episodio è tratto dagli Apocrifi, forse per dare un sapore originale al racconto: “Ho cercato di rivolgermi a tutti, senza distinzione di cultura, di fede, privilegiando una prospettiva femminile e proponendo un modello positivo fondato sull’amore, una parola oggi così vituperata”. Non è mai convenzionale, il regista, che si avvale di volti ignoti colti nella quotidianità della vita in Tunisia – per rappresentare l’ambiente più attendibile in cui è avvenuta la nascita di Gesù – un terreno aspro e policromo dove è stato girato il film che si stende dai giorni dell’Annunciazione a quelli del ritrovamento di Gesù dodicenne tra i dottori del Tempio. Guido Chiesa lo ha ribadito più volte: non vuole scandalizzare, anche se non ci sono angeli e pastori, non c’è la cometa e non ci sono i Magi. La Madre e il Figlio sono al centro del suo interesse d’artista e di uomo: la prima si mette totalmente nelle mani di Dio, affronta il mistero e il dolore, il secondo si affida alla Madre fino a quando capisce che la sua libertà non può più essere limitata, la sua missione nel mondo è un’altra. “Racconto la storia di una donna che ha cambiato per sempre il volto dell’umanità” – precisa ancora il regista. “Io sono con te” è, per questo, un titolo ben scelto: Maria con il Figlio, Gesù con ciascuno di Noi.



http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=435987


 

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cinema
7 giugno 2010
"La Papessa" di Sonke Wortmann

"La Papessa" di Sonke Wortmann

Verità o leggenda?

di Lavinia Bassani
Pubblicato venerdì 4 giugno 2010 - NSC anno VI n. 17

A gettare ancora una volta nel turbine dello “scandalo” la Chiesa di Roma, dopo i recenti fatti di pedofilia e omosessualità, provvede La Papessa di Sonke Wortmann, film tratto dal romanzo di Donna Woolfolk Cross. Con la straordinaria partecipazione di Johanna Wokalek (La banda Baader Meinhof), John Goodman (Il grande Lebowsky) e David Wenham (Australia, Il Signore degli anelli).

Agli albori del Medioevo, una ragazza di nome Johanna (Johanna Wokalek), cresce in un isolato paesino nel nord Europa. Figlia del prete del paese, un uomo spietato e accecato dalla tipica superstizione religiosa di quei tempi, Johanna, grazie ad una fede molto forte, sente di poter avere un destino diverso da quello che suo padre ha in serbo per lei. Decide quindi di scappare di casa, riuscendo a essere accettata nella scuola della cattedrale di Dorstadt proprio grazie alle sue doti così fuori dal comune. Lì conosce il Conte Gerold (David Wenham), il quale offrendole la sua protezione finisce anche per innamorarsi ricambiato a sua volta.

Ma le avventure di Johanna sono appena incominciate: la giovane è infatti costretta ad assumere le sembianze di un uomo per poter essere accettata nel monastero benedettino di Fulda dove svolge la professione di medico fino a quando, giunta a Roma, dopo aver curato Papa Sergius (John Goodman) e aver fatto carriera nelle gerarchie ecclesiastiche, viene eletta Papa. La sua esistenza rimane ancora oggi avvolta nel mistero. Johanna dovrebbe essere stata Papa, conosciuta infatti con il nome di Johannes Anglicus dall’853 all’855.

Tuttavia la sua storia, seppur appoggiata da numerose prove, potrebbe rivelarsi semplicemente un mito nato dalla satira papale. La Chiesa dal canto suo ha sempre negato l’esistenza di una “Papessa”; d’altronde se questo segreto fosse mai venuto alla luce, questo avrebbe comportato l’inevitabile scardinamento di tutti quei principi che hanno reso forte e impenetrabile questa istituzione nei secoli.

Pochi giorni fa, un articolo sul giornale “La Repubblica” enunciava a chiare lettere la presa di posizione della Chiesa che, restando coerente con i suoi principi, vietava alla prima donna ordinata prete nella Chiesa vetero-cattolica di celebrare la messa all’interno di una parrocchia a Milano. La donna è stata dunque costretta a compiere la funzione in strada.

In fondo sono storie molto simili e il passare dei secoli dimostra che le cose non sono ancora cambiate: le donne dovranno lottare a lungo per ottenere forse un barlume di uguaglianza e, specialmente in ambito religioso, ciò sembra essere ancora oggi un’utopia.

Dunque verità o leggenda? A più di un millennio di distanza, dimostrare l’esistenza della Papessa è praticamente impossibile e il mistero di Johanna, che già in passato aveva affascinato il regista Michael Anderson che diresse il film Papessa Giovanna, con protagonista Liv Ullman, è destinato a restare irrisolto, almeno per il momento.

Interessante e con una trama scorrevole, La Papessa è un film che sarà ampiamente gradito a un pubblico amante di plots in stile “Artù e i cavalieri della tavola rotonda”, riferendoci nel paragone esclusivamente all’enigma che riguarda l’effettiva esistenza del personaggio storico.

 

 

http://www.nonsolocinema.com/La-Papessa-di-Sonke-Wortmann_20372.html


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cinema
7 giugno 2010
Che successo avrebbe avuto Agorà senza la (finta) censura vaticana?
Pochi contenuti e troppa ideologia

Che successo avrebbe avuto Agorà senza la (finta) censura vaticana?

 
2 Maggio 2010

È arrivato sugli schermi italiani il film che il Vaticano non voleva far vedere. Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack, firmatari di un manifesto di protesta, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Finalmente hanno  potuto assistere alla proiezione pubblica di Agorà dello spagnolo Alejandro Amenábar. In cosa il Vaticano si sia opposto a questa pellicola già uscita in mezzo mondo, senza suscitare grandi entusiasmi, non ci è dato di sapere. Anzi, non c’è traccia di benché minime proteste, opposizioni, dichiarazioni, perplessità, commenti ufficiali di sponda vaticana. Eppure se non si trova traccia, qualcosa c’è sicuramente stato. Che morale trarne? Una doppia morale: in primo luogo Agorà è dichiaratamente un film anticattolico; in secondo luogo gli autori, produttori e distributori del film, avendo tra le mani un prodotto fiacco, ha fatto davvero comodo invocare il fumo del rogo Vaticano, guadagnando preziosa pubblicità gratuita.

Agorà è una specie di Codice da Vinci con pretese di film intellettualmente impegnato. Uno sbaglio già in partenza, poiché i film o si fanno per il consumo popolare, o si fanno con delle serie pretese artistiche. Poi, ovviamente, ci sono eccezioni in ogni senso. Ma le eccezioni sono poche, e comunque Agorà non fa parte di questa categoria. Troppo sofisticato, lento, complesso, astruso per soddisfare i gusti di massa; troppo semplice, scontato, ovvio per soddisfare palati più sofisticati. Grazie alla teoria della  “censura vaticana” (ripetiamolo: una pura invenzione), il film ha retto bene la prima settimana di programmazione (terzo nella classifica) e almeno nelle grandi città sta reggendo bene anche nella seconda.

Ma, per capirci qualcosa in più, veniamo alla storia narrata in Agorà. Diciamolo subito, a scanso di equivoci: al film si possono muovere numerosi errori storici. Di ciò ne è convinto anche Umberto Eco, che sull’ultimo numero dell’Espresso ricorda la presenza nel film di «alcuni vistosi anacronismi». Non è sul piano storico, però, che si deve analizzare Agorà. Un film di finzione non può essere interpretato come un saggio. È appunto un’opera di finzione, e ad essa va consentita la più ampia libertà. Ma di cosa parla il film di  Alejandro Amenábar? Narra della vita intensa e sfortunata dell’astronoma, matematica e filosofa Ipazia, vissuta a cavallo tra la seconda metà dal IV secolo e la prima del V secolo D.C., entrata in conflitto per le sue idee con la comunità cristiana di Alessandria d’Egitto.

Naturalmente Ipazia è una libera pensatrice, animatrice bonaria e illuminata di un circolo multiculturale, una specie di Galileo in gonnella, o un precursore femminile dell’illuminismo (Voltaire non per caso la celebrò quale vittima innocente del libero pensiero). Gli oppositori cristiani di Ipazia (i parabalani: bruttissimo nome, richiama i talebani) sono una setta rozza, intollerante, sanguinaria e persino incendiaria, poiché appiccano il fuoco alla meravigliosa biblioteca di Alessandria (storicamente non è vero, ma è un dettaglio). A guidarli c’è il vescovo Cirillo di Alessandria. I libri, e chi li scrive, portano in sé qualcosa di pericoloso: meglio erigere pire, e accendere il fuoco sacro e distruttore  della purificazione. E se c’è bisogno, come nel caso di Ipazia, bisogna risalire agli stessi autori. Negli anni vissuti con intensità intellettuale e coraggio da Ipazia, il cristianesimo è divenuto la religione dominante, non più osteggiata ma protetta dal potere. Quindi i perseguitati di ieri (i cristiani), si sono trasformati nei persecutori di oggi, impegnati nella lotta senza quartiere, senza scrupoli e pietà, contro gli ultimi testimoni miti, inoffensivi, colti e tolleranti dell’antica religione pagana. Ovviamente nel passaggio epocale il cristianesimo si macchiò di alcune scelleratezze. Ipazia nel film pronuncia la frase: «il vostro Dio non ha dimostrato di essere più giusto o più dignitoso dei suoi predecessori, e per questa ragione credo solo nella filosofia».

Il libero pensiero, l’autonomia umana, lo spirito di dialogo: Ipazia è la perfetta incarnazione di una pensatrice (o intellettuale) postmoderna, in lotta con i dogmatismi della fede religiosa (cristiana). Le Sacre Scritture, se interpretate alla lettera, come accade in Agorà, sono un’arma formidabile per colpire al cuore gli avversari. Se poi serve una prova definitiva sul reale intendimento del film, una didascalia appare subito dopo la morte violenta di Ipazia, a ricordare che il vescovo Cirillo è stato elevato ai più alti onori da parte della Chiesa.

Siamo al solito cliché della Chiesa come luogo di potere occulto, animato da insane passioni e intento a perseguitare con tutte le armi possibili ogni forma di deviazione dall’ortodossia. Agorà si accoda al recente filone del film europeo anti-cattolico, come Lourdes dall’austriaca Jessica Hausner (2009), La mala educación (2004) dello spagnolo Pedro Almodóvar, “Amen” (2002) del greco Costa-Gavras, Magdalene (2002) dello scozzese Peter Mullan, solo per rimanere ai titoli più famosi e dibattuti. Amenabár aveva in mente un progetto (sulla carta) molto ingegnoso. Spostare lontano la storia nel tempo: Ipazia vive nella città di Alessandria, simbolo di tolleranza. Ma nel simbolo della tolleranza, si combatte una guerra spietata. L’eroina intreccia nella sua sfortunata avventura filosofia, religione, politica e amore. Insomma c’è tutto (sulla carta). Poi però il film deve animare la storia. E il regista spagnolo la infiacchisce, intorpidisce, rendendola non digeribile. Funzionando non molto la rappresentazione, allora la carta della polemica resta l’ultimo grimaldello possibile.

Il cristianesimo da sempre ha avuto intenti persecutori. La storia di Ipazia lo dimostra. Colpendo lei e il suo pensiero si colpisce direttamente al cuore quanto ancora resta in vita del paganesimo ellenico. Quindi meglio il politeismo del monoteismo, il multiculturalismo dell’identità cristiana, l’ellenismo e il paganesimo del cristianesimo. Ecco allora il film parlare il linguaggio odierno, volgere la metafora del passato in contestazione contemporanea. Ma le metafore, gli assunti, le polemiche, le invettive, quando si incarnano nella celluloide, hanno pur sempre bisogno di corpi, sostanza, credibilità. Tutto ciò manca ad Agorà. Ritorniamo al punto di partenza. Con l’aiuto della “censura vaticana”, pur se non c’è mai stata, qualche biglietto in più si vende. Così è andata.  

 

 

      http://www.loccidentale.it/articolo/agor%C3%A0,+un+film+anticattolico+che+fa+successo+solo+per+una+presunta+%22censura+vaticana%22.0090271


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cinema
1 aprile 2010
LA CHIESA CATTOLICA ACCETTA FILM BLASFEMI
LA CHIESA CATTOLICA ACCETTA FILM BLASFEMI
 
La Chiesa Catolica Romana,diventa sempre più potente,ormai sta conquistando pure i paesi exsovietici,
Russia compresa.Ma vediamo,la Chiesa di Roma è veramente la Chiesa di Cristo?
 
 
 
La chiesa romana,dall'inizio si  è allontanata dal Vangelo,basta studiare la storia dei Papi,
corrotti,guerrieri,nepotisti,lussuriosi,amanti delle ricchezze,piuttosto politici che pastori.
La chiesa romana si è mantenuta,per l'esistenza di anime buone e cristiane come,
S.Francesco d'Assise, S.Francesco da Paola,S.Rita da Cascia,S.Antonio da Padova,
S.Teresa d'Avila, S.Paolo della Croce,e tanti altri Santi come loro.
Questi Santi cristiani,hanno mantenuto la fede nel popolo cattolico fin'ora.
Però,oggi non nci sono più Santi,e i cattolici adorano il Papa,il quale pieno di ricchezze,
lusso,banche,averi,non teme nessuno,nemmeno l'Altissimo,e si permette di fare culti sincretisti con
tutte le religioni pagane,poi si accanisce contro Gesù,favorendo opere blasfeme.
Quest'ultimo Papa  tedesco ha perfino benedetto un film,dove Gesù,scende dal cielo,fa lo scemo,
beve la coca-cola,chiacchera con un agnostico,perfino riferisce di non potere farte miracoli,
e fa una rivelazione,l'uomo della Sindone di Torino,sarebbe il cattivo ladrone,l'impronta si è formata
 premendo su di esso la stoffa.(Questa tesi è stata tante volte smentita dalla scienza)
Quindi usano Gesù,per falsificare la Sindone, questo film,viene trasmesso daRadio-Vaticana,
intanto a Torino,con la scusa della Sindone si raccologono le offerte,parte delle quali finisce nelle
 casse Vaticane,vera ipocrisia.
Non è la sola,ecco un'altra,la chiesa cattolica da una parte si apoggia sui dogmi mariani,
ma ultimamente li sta distruggendo approvando certi film blasfemi.
Il film Nativity,ci mostra una Maria che fa un parto moderno,suo marito estrae Gesù che sta
per nascere, insanguinandosi le mani,Maria sente forti dolori,quindi questo spettacolo blasfemo
del parto,annulla la verginità post-partum.
La miniserie, La Sacra Famiglia,di canale 5,approvata dal Vaticano,fa vedere una famiglia perversa,
Maria,donna libera,scappa per convivere con un uomo,Giuseppeche è agnostico,crede che Gesù
è figlio di un soldato romano.Giacomo figlio di Giuseppe, vuole Maria,non riuscendosi con le buone,
cerca di violentarla,con molta violenza,sbattendola tante volte contro una parete,questo Gicomo nel
 film cosimaniaco e perverso,sarebbe il S.Giacomo,fratello del Signore,morto martire,e Santo davvero,
da una vita piena di preghiere e da una grande castità,morendo vergine.
Nella miniserie,Giuseppe e Maria si amano e fano l'amore.Gesù non si capisce cosa sia,
da bambino sta per annegare nel fiume,poi ancora
bambino amoreggia con la sua fidanzatina,Maria Maddalena.
Quanta ipocrisia regna nella chiesa cattolica,nessuno ne parla.
Da molto tempo c'è questo atteggiamento blasfemo,già gli anni 70,mentre in tutta Italia,le canzoni
del musical,blasfemo,Jesus Christ Supertstar,erano censurate,venivano radiotrasmesse,
da Radio-Vaticana.JCS, ormai è diventata un opera di culto cattolico,perfino ai bambini la fanno recitare
sull'altare delle chiese,vediamo le bambine che cantano a Gesù un amore sessuale,definendolo uno
dei tanti che va a prostitute,e i bambini fanno la parte di un Gesù,cattivo,che manda via con crudeltà,
i malati che gli chiedono aiuto,un Gesù,che si arrabbia contro  l'Onnipotente,perché,lo fa morire
senza un motivo.
Quante bestemmie, tutto accade anche perchè,i cattolici,sono ignoranti non posseggono Bibbie,
ne conoscono il Vangelo, in chiesa nemmeno si legge il Vangelo, si preferiscono, citazioni
da religioni pagane.
Le chiese cattoliche alla pari delle protestanti, sono diventati  teatri e discoteche con tutti i tipi di musica,
compresa la satanica rock.
Il clero e i teologi cattolici,sempre più dichiarano,che i fatti del Vangelo,sono leggende,mentre sempre
 più approvano e appoggiano, films blasfemi contro Gesù.
Il 1998,il, vaticano ha approvato il film blasfemo e New-Age, "I giardini dell'eden",in questo film,Gesù,(nato forse da un soldato romano)
abbandona la fidanzata che lo vuole,e parte alla ricerca del mondo,sperpera i risparmi di sua madre,
si fa zeloto,poi carovaniere,va in oriente,India,ammira il Buddha,passa la notte con una ragazza,
è un libertino peccatore, finisce in un monastero esseno dove impara la magia.
Impazzisce,ha le allucinazioni,va nel deserto,guarisce prendendo in braccio il demone che
lo tormenta, poi incomincia,ad andare in giro e guarisce con le terapie essene.
Ecco questo Gesù,che è tanto ignorante da chiedere perfino ad un delinguente carovaniere,
cosa deve fare,ora i cattolici lo propongono ai ragazzi nelle scuole.I cattolici,mentre insistono con il
celibato dei preti,ecco che lanciano Gesù fidanzati o peggio.
Il 1999,i cattolici hanno fatto un film, "Jesus" di R.Young,dove Gesù,inganna una fanciulla,Maria di
Betania,la fa innamorare pazzamente,e mentre lei vuole sposarlo,lui bruscamente la lascia per
la missione,giustamente Lazzaro,fratello di Maria,lo chiama, vigliacco,perché si è preso gioco di sua sorella.
In questo film Gesù,scherza,gioca,balla la tarantella invece di insegnare,in casa sta in mutande,
un cretino,che non ha nesuna divinità,per giunta viene crocifisso solo per volere dell'imperatore romano,
il sinedrio non avrebbe nessuna colpa, che bugie e falsità.
Ma ci sono cose ancora più,gravi.,le suore Paoline, vendono in tutto il mondo,con i loro audiovisivi,il film
più crudele e blasfemo, "L'Ultima Tentazione di Cristo",di M.Scorsese.
Qui ormai siamo davvero nel potere di Satana, infatti qui Gesù perfino costruisce croci,crocifigge,ammazza,
aiuta i romani ad uccidere gli ebrei.
Qui Gesù,si ribbella all'Onnipotente,non vuole la missione ma sposare la cugina M.Maddalena.
Questa fissazione se la porterà in croce,dove dove Satana,lo inganna,e lui credendosi libero, immagina
di fare sesso e figli,con la prima e seconda moglie,e perfino pecca con la cognata,la quale pure
avrà,figli da lui.
Quante orribili,bestemie.ma per i Paolini, questo film è evangelico.
Potremmo continuare ancora, ma ormai una chiesa che produce e vende il film di Scorsese, è la
chiesa di Satana,non merita il nostro interesse.
Saluti dal centro-studi per la difesa dell'Ortodossia Cristiana.
ELDOMOBARLION.
 

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cinema
10 maggio 2009
ANGELI E DEMONI-UN FILM CONTRO LA CHIESA CATTOLICA
 
ANGELI E DEMONI

Prima mondiale del kolossal di Dan Brown con Tom Hanks, diretto da Ron Howard
Un thriller esplosivo e dietrologico, arricchito dalla bellezza della "città eterna"

Adrenalina, riti e il fascino di Roma
'Angeli e demoni', quante pressioni

Il regista respinge le critiche cattoliche: "E' frustrante, ci giudicano senza vedere il film"
E poi accusa: "Ci hanno condizionati anche quando giravamo nella capitale..."
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

 

ROMA - Adrenalina, suspence, esplosioni, sangue, corsa contro il tempo per evitare una catastrofe. E poi il fascino arcano della Santa Sede: la rottura dell'anello alla morte di un Papa, il Conclave nella Cappella Sistina, i rituali della Guardia svizzera. E ancora la bellezza mozzafiato di Roma, con le sue chiese e i suoi enigmi. Tre aspetti diversi per un unico superfilm: "Angeli e demoni", tratto dall'omonimo libro di Dan Brown, con Tom Hanks protagonista. Una pellicola che svela i suoi segreti nel pieno di una polemica "preventiva" da parte cattolica, come già accaduto col "Codice da Vinci". "La cosa più frustrante - dichiara il regista, Ron Howard - è che chi critica non lo ha visto, né andrà a vederlo. Pazienza: tanto nella lista delle cartoline d'auguri del Vaticano non ci sono mai stato...".

L'occasione, per parlare con autori e interpreti del film, è la prima mondiale riservata alla stampa che si è tenuta ieri sera al cinema Warner Moderno di Roma. Seguita, oggi, dalle interviste ai protagonisti, e domani dalla proiezione ufficiale, con le star a sfilare sul tappeto rosso. E con grande spiegamento di mezzi: presenti 260 giornalisti di paesi diversi, per una campagna promozionale che, nel complesso, è costata la cifra record di 4,1 milioni di dollari.

Differenze col libro. Anche coloro che non hanno amato la trama per molti aspetti inverosimile di "Angeli e demoni" romanzo, scopriranno che il film, almeno per chi apprezza il genere thriller e colpi di scena, regge. Forse perché in sede di sceneggiatura alcune della assurdità più palesi del libro sono state tolte. Anche l'elemento più controverso rispetto alla sensibilità cattolica, e cioè la scoperta che il Papa ha un figlio naturale, qui sparisce. "Nel 'Codice' sono stato forse un po' troppo fedele al romanzo - ammette Howard - stavolta ci siamo presi grande libertà creativa. Ma mai per compiacere le gerarchie ecclesiastiche". Concetto ribadito da Dan Brown: "Eravamo al servizio della storia, senza porci problemi etici o opportunistici".


La trama. Dal Cern di Ginevra viene rubato un cilindro di antimateria: a farlo sono gli eredi di un'antica setta anti-cattolica, gli Illumati. Che proprio mentre sta per svolgersi il conclave per eleggere il nuovo Papa rapisce i quattro cardinali in pole position, per il soglio pontificio e minaccia di far saltare in aria San Pietro. A tentare di fermarli ci pensano il camerlengo (Ewan McGregor) del Pontefice appena morto; il capo della Guardia svizzere (il divo svedese Stellan Skarsgard); il capo della gerdarmeria vaticana (Pierfrancesco Favino); una scienziata italiana del Cern (l'attrice Israeliana Ayelet Zurer). E naturalmente lui, Robert Langdon, l'esperto di simboli interpretato ancora una volta - dopo il "Codice"- da Tom Hanks.

Cartoline romane. Anche chi vive nella capitale d'Italia resterà colpito dall'amore con cui la città viene mostrata, nel film. Affascinante, a tratti oscura, all'altezza della sua storia millenaria e per certi versi misteriosa. "Far risaltare la sua incredibile bellezza, antica e moderna insieme era uno dei nostri obiettivi", ammette Howard. Che aggiunge però come nel girare in città, e in prossimità delle chiese, qualche problema ci sia stato: "Forse dal Vaticano è stata fatta pressione" dice, ma senza specificare meglio di che tipo. L'italiano Favino, comunque, si dice convinto della bontà dell'operazione: "Spero che la pellicola possa essere uno straordinario spot pubblicitario per Roma, a livello internazionale".

Polemiche. Già un mese e mezzo fa il quotidiano dei vescovi, l'Avvenire, aveva anticipato che il Vaticano non avrebbe "approvato" il film. Poi l'invito a non vederlo è giunto dai cattolici americani. E adesso il vescovo di Potenza Antonio Rosario Mennonna, di 103 anni, ha presentato una denuncia presso le procure della Repubblica di Roma e del capoluogo lucano, sostenendo che "Angeli e demoni" diffama la Chiesa.

Le repliche. Comincia Howard, respingendo le critiche al mittente. Educatamente, ma con decisione: "Rivendico la libertà artistica con cui abbiamo affrontato questa materia - attacca - l'unica frustrazione è che nessuno di quelli che ci punta l'indice contro ha visto il film. Molti personaggi della gerarchia cattolica sono stati invitati all'anteprima vip di domani, ma tutti hanno rifiutato. Certo, in parte mi aspettavo complicazioni, ma sono più interessato al pubblico che alle reazioni vaticane. E poi vari preti o teologi con cui ho parlato mi hanno detto che pur non condividendo le tesi del film sono contenti perché la gente è spinta a pensare a ciò in cui crede. Per non parlare del valore pubblicitario di simili controversie". Più sbrigativo Hanks: "Non piace questo genere? Benissimo. Chi non lo apprezza non vada a vedere il film: il cinema non deve essere una forma di tortura...".

Il prossimo libro. Dan Brown mantiene la bocca cucita sul romanzo che sta per pubblicare: "Posso dire solo che si svolge nell'arco di dodici ore, e che Ron Howard (che non lo ha ancora letto, ndr) ne potrebbe trarre trarrà un film grandioso". "Fantastico - ribatte Tom Hanks - ma per favore, stavolta potremmo ambientarlo alle Bahamas?".

(3 maggio 2009)

 

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/angeli-demoni/prima-mondiale/prima-mondiale.html


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