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1 dicembre 2010
SACRA FAMIGLIA-IMMAGINE


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cinema
22 novembre 2010
IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA

IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA

LE SALE CATTOLICHE TRASMETTONO IL FILM BLASFEMO CONTRO LA SACRA FAMIGLIA  DI GUIDO CHIESA!

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SALE DELLE COMUNITA’

Il ‘maternage’ di Guido Chiesa    di Arianna Prevedello
Per come è stata tramandata la figura di Maria, anche nell’iconografia, così aurea e impeccabile, per una donna in gravidanza può risultare distante, quasi inarrivabile. Io sono con te è un film che attenua questa lontananza tra la Vergine e le gravide e racconta quanto la donna abbia in sé, nella sua capacità affettiva sempre in bilico tra la saggezza e la rottura delle convenzioni, il carisma per evocare Dio in ogni epoca storica. Per il regista Guido Chiesa, e la moglie Nicoletta Micheli che ha ideato il film e partecipato alla stesura della sceneggiatura, a destare scalpore nella vicenda di Maria e Giuseppe non è tanto il prevedibile “Non conosco uomo” (Lc 1, 34), ma più gli atteggiamenti e le decisioni che la “prescelta” compie durante la gravidanza e la primissima infanzia di Gesù. La pietra dello scandalo è nell’idea pedagogica e nella prassi educativa che Maria propone a Giuseppe e alla comunità di Nazareth di duemila anni fa. Maria compie quanto le suggerisce la sua fede anche se ciò talvolta litiga con la Legge. Attacca subito il bimbo al seno offrendogli il colostro considerato impuro; cerca di impedire la circoncisione e ogni altra violenza o punizione; vive una gestualità corporea che riscalda; insegna la misericordia contro i sacrifici; rispetta quelle che lei chiama le “regole” – i tempi e le necessità – della creatura che ha tra le braccia e induce Gesù ad indagare sempre il perché delle cose. Non ultimo lo lascia libero di scegliere e scoprire ciò che lo circonda. Il pensiero che sottende al film per cui Dio avrebbe scelto Maria non solo per ospitare Cristo nel suo grembo, ma anche per la capacità di accoglierlo prima e dopo il parto con il meglio di sé, è una robusta carezza per l’universo femminile. Malgrado il Cristianesimo sia una religione monoteista che assegna alla donna un ruolo cardine nell’opera salvifica, il film per bocca di Maria ricorda che, oggi come allora, «una donna può fare tanto, ma oltre i confini di una casa è difficile che stiano ad ascoltarla». Al contempo questa secolare marginalità della donna rivela la sua imperitura centralità: nella sua vocazione educativa continua, malgrado ogni reticenza, a porsi a fondamento e cambiamento di ogni cultura e tempo storico. La profondità di Maria, in Io sono con te, si esprime nell’utero che accoglie la “Grazia”, come il film ricorda nelle prime sequenze, quanto nell’allevare il Figlio nell’amore come lei era stata cresciuta dalla madre “senza chiedere, senza aspettare”. Per gli autori è il calice del seno materno che permetterà a Gesù di bere il Calice del sacrificio. Nel segno dell’Incarnazione, per manifestarsi nella sua grandezza, Dio ha avuto bisogno delle doti del femminile. L’amore incondizionato e l’attenzione affettuosa, la compassione e la cooperazione sono elementi, oggi non ancora acquisiti, che il “maternage” di Maria, ispirando anche Giuseppe, promuoveva già nel suo modello di famiglia e genitorialità.  La debolezza di Giuseppe, così al tempo (solo allora?) era visto il lasciar spazio a Maria, è la maestosità che lo rende co-protagonista, e non statuina, della Natività.   http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002383_Il__maternage__di_Guido_Chiesa.html     Prima nazionale di “Io sono con te” alla presenza del regista Guido Chiesa     all’MPX di Padova venerdì 19 novembre alle ore 21.00

La storia di Maria di Nazareth. Il nascere, il crescere, l’educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l’etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.

Il film è stato di recente presentato in concorso al Festival di Roma

Guido Chiesa, cineasta torinese, già autore di pellicole di successo quali “Il partigiano Johnny” (2000) e “Lavorare con lentezza ” (2004), durante la serata dialogherà col pubblico parlando del film e del percorso che l’ha portato a realizzare questa sua ultima opera cinematografica.

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 La programmazione del film IO SONO CON TE proseguirà poi alla sala della comunità REX di Padova Sabato 20: ore 21.15
Domenica 21: ore 18.30 – 21.15
Lunedì 22: ore 21.15 http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/dalle_sale/00002386_Prima_nazionale_di_Io_sono_con_te_alla_presenza_del_regista_Guido_Chiesa_.html ——————————————————————————–  

 Cosa ti dice il cuore?  

  di Don Gabriele Pedrina

 Il film di Guido Chiesa sull’infanzia di Gesù chiede al credente uno sguardo molto libero, per poter parlare alla sua anima. La stessa libertà che Maria si aspetta dal padre del Battista quando, riottoso a trasgredire una regola segnata dal sangue, gli chiede “Ma cosa ti dice il cuore?”. Il disorientamento dello spettatore affezionato al tradizionale racconto sulle vicende di Maria, Giuseppe e del piccolo Gesù, emerge non appena la sceneggiatura si infila nei silenzi del vangelo e ricostruisce vicende plausibili, ma frutto della fantasia. Oppure quando nasconde angeli e stelle e il divino resta celato negli sguardi e nei sorrisi. D’altra parte il film conserva i punti cardine della fede: il concepimento miracoloso di Maria, la sua verginità che si protrae nel matrimonio, la straordinarietà – per quanto sotto traccia – di Gesù, la rettitudine di Giuseppe. Per giunta l’opera è frutto di studi molto accurati sulle ambientazioni e il coinvolgimento di attori non professionisti, gente del posto, conferisce al film quel senso di autenticità che, va detto, il doppiaggio italiano smarrisce.Riconoscendo al film il diritto di perlustrare un territorio sconosciuto, con una metodologia diversa, questa pellicola può offrire spunti molto ricchi, soprattutto all’interno di percorsi formativi. Ne citiamo alcuni.  

  •  teologico– L’incarnazione nell’infanzia di Gesù.

Non pochi teologi e filosofi si sono interrogati su cosa sia stato per Gesù rendersi consapevole del proprio essere figlio di Dio. La coscienza della propria identità si costruisce attraverso le relazioni, fin dai primi momenti di vita. Da qui l’intuizione, che sta al centro del film: “Quale speciale rapporto c’è stato tra Maria e Gesù perché egli giungesse ad essere e a comprendersi per quello che era?”. Il tema è sviluppato – in maniera anche troppo accademica – particolarmente nel racconto della visita dei Magi, ma si distende lungo tutto il film, partendo dalla persona stessa di Maria, la donna e madre che sta di fronte a Gesù. Una giovane che parla molto poco con le parole e tanto di più con i gesti ed una interiorità che traspare nella sua femminilità.

  • morale – La libertà e il superamento della legge.

Maria, attraverso un agire discreto ed efficace, aggredisce vecchi schemi strutturati attorno al potere, all’arroganza, alla violenza, al disconoscimento dei piccoli e, ipocritamente, giustificati con la tradizione e le Scritture. Maria si lascia guidare da qualcosa che per lei è assolutamente naturale: l’amore e la libertà. Gesù cresce in questo clima, lo fa proprio nei suoi comportamenti di adolescente e diventa pungolo nel suo continuo interrogare Maria prima e i sacerdoti poi sui misteri della vita e gli insegnamenti della Scrittura.

  • sociale – La contestazione della violenza.

Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza. Ma questo è solo uno dei gesti con cui essa cerca di contenere il dilagare del dolore attorno a sé: dai gesti di accoglienza verso l’indemoniato Hillel, fino allo spreco di olio per addolcire al pettine dei boccoli ribelli. La sua è una lotta senza ansia e senza rabbia, concreta e fattiva, libera rispetto alle leggi del clan, umile eppure risoluta.

  •  famigliare – Le relazioni nella famiglia.

Diversi gli aspetti presenti. La particolarità del rapporto di Maria con Giuseppe, il quale rinuncia ad esercitare relazioni di potere, come era consueto e atteso, riconoscendo la dignità della sua sposa e quel qualcosa di speciale che lo porta a fare un passo indietro e a fidarsi di lei. L’intensissima relazione tra Maria e Gesù, dove la madre straccia da subito ogni distanza allattando, contro le regole, il figlio al seno e proseguendo con una “pedagogia” così autentica e libera da permettergli di comprendere il figlio anche quando sconsideratamente sparisce a Gerusalemme. Infine le relazioni con gli altri parenti con i quali si gioca, mettendo in campo la propria disponibilità, ma non di meno la sua onestà interiore, che non la fa tacere neanche quando converrebbe.                                                                                                                                     Il film “Io sono con te” nasconde uno scrigno di preziose suggestioni che un animo libero saprà opportunamente cogliere. Per questo è da incoraggiarne la visione a chi apprezza i film di qualità e la ricerca interiore che attraverso di essi si può fare. Anche gli operatori pastorali potrebbero trovarvi non una scheda teologica, ma una seria provocazione su temi di cui altri strumenti, poi, aiuteranno a completarne la comprensione. In questo tempo di Avvento le sale potrebbero accordarsi con le parrocchie per offrire questo film come opportunità di formazione in un percorso parallelo, dalle suggestioni più laiche, a quello tradizionale.  

http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html       ——————————————————————————————  

AVVERTIMENTO  DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA

  I cattolici che accettano il film di Guido chiesa, sono apostati, infatti un Gesù incirconciso, non esiste e non potrebbe esistere, Gesù incirconciso non sarebbe ebreo,  ma un impuro peccatore fuori dal popolo eletto, e quindi non sarbbe nemmeno profeta, e assolutamente nemmeno Messia e Figlio di Dio, e quindi nemmeno il cristianesimo potrebbe esistere, o si tratterebbe di una religione inventata!   Questo film di Guido Chiesa annulla non solo la divinità di Gesù ma anche la sua storicità! Nel film di Guido Chiesa Maria la madre di Gesù è il contrario di come insegnano i Vangeli, e i dogmi mariani!  

LA CHIESA CATTOLICA OGGI E’ IN ROVINA VERAMENTE
Ora la chiesa cattolica accettando il film di Guido Chiesa,
rinnega se stessa, infatti nel film di Guido Chiesa, Maria
di Nazareth è una peccatrice che disobbedisce Iddio e le sue leggi, Gesù un impuro incorconciso,

 Giuseppe un uomo nullo!
Questo film distrugge il cristianesimo sia evangelico che storico!

Come possono recitare il rosario e pregare Maria, e andare
a Lourdes,i cattolici che approvano questo film?

http://antiblasfemia.altervista.org/

  

 

cinema
22 novembre 2010
"IO SONO CON TE" DI GUIDO CHIESA UN FILM CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
"IO SONO CON TE" DI GUIDO  CHIESA UN FILM CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
 
 
 
CONSIDERAZIONI  DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
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LA SACRA FAMIGLIA
La Sacra Famiglia per la religione cristiana è composta dal Signore Gesù con sua madre Maria e il suo padre terreno San Giuseppe.
Dal Nuovo Testamento e dai Padri della Chiesa risulta che i genitori di Gesù, sua madre e suo padre putativo, sono le persone
più sante dopo Gesù, vissute in questo mondo.
 
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IL FILM "IO SONO CON TE"
 
Il regista Guido Chiesa ha fatto un film recentemente, girato in Tunisia con attori e gente tunisina,
dal titolo "IO SONO CON TE", un film falso e blasfemo.
Guido Chiesa, ha dichiarato che lui non era cristiano, ma un giorno sua moglie Nicoletta, gli ha parlato di Maria
madre di Gesù, vista in modo diverso, e precisamente vista da una sua amica Maeve Corbo, proprio questa
Maria di Nazareth inventata da Maeve Corbo, ha fatto avvicinare Guido Chiesa al cattolicesimo, dice lui!
 
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La Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa è davvero il contrario di come viene descritta nel Nuovo Testamento,
non solo lei è stata cambiata ma anche Gesù e suo padre putativo Giuseppe e ci sono altri cambiamenti.
Nel film non ci sono Angeli, non c'è la presenza del divino, non c'è santità,  non c'è l'annunciazione, non c'è neppure la Stella Cometa,
e nemmeno i Re Magi, non ci sono nemmeno gli umili pastori, è una storia terrena, lontana dai racconti dei Vangeli dell'infanzia.
Il film racconta la vita di Gesù dalla nascita fino a dodici anni.
 
Nel film Gesù non è divino, è un bambino normale, i sui insegnamenti li apprende da sua madre,
Guido Chiesa afferma: " Gesù è stato quello che è stato perché ha avuto la madre che ha avuto",
quindi Maria di Nazareth è stata la fondatrice del cristianesimo, secondo Guido Chiesa.
 
Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa, si ribelle alle regole della religione ebraica;
partorisce da sola, allatta il bambino senza aspettare il periodo di purificazione, e poi non fa circoncidere
Gesù, per non procurargli inutile sofferenza. Cresce il bambino senza regole punitive, coprendolo di sorrisi e coccole.
 
Giuseppe padre putativo di Gesù, è un vedovo con due figli, non è capace di fare il padre e il padrone di casa, vive insieme al fratello Mardocheo
il quale comanda con regole e disciplina.
 
Gesù non viene circonciso, e cresce attaccato a sua madre senza regole e disciplina, ma pieno di fiducia nell'amore assoluto.
Gesù con sua madre giocano, sorridono, e si coccolano. Gesù nel film è bambino normale, che ha una
madre davvero strana, una donna rivoluzionaria e ribelle alla religione e ai costumi del suo popolo.
 
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Questo è il Vangelo inventato da Guido Chiesa, dove spiega che se Gesù ha fondato il cristianesimo, ed è stato un grande uomo lo deve tutto a sua madre.
Ma Guido Chiesa non conosce le Sacre Scritture, la storia e la religione del popolo ebraico, quindi il suo racconto non solo è falso ma anche blasfemo.
Comunque Guido Chiesa è libero di fare tutti i film che vuole, ma non può affermare di essersi convertito al cattolicesimo facendo questo film contro la Sacra Famiglia.
 
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MARIA E GIUSPPE GENITORI DI GESU' ERANO EBREI OSSERVANTI
 
Maria è cugina e amica di Elisabetta discendente di Aronne e moglie del sacerdote ebreo Zaccaria della classe Abia,quindi entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.
Elisabetta e Zaccaria erano molto  religiosi e pii, osservavano tutti i comandamenti del Signore;Luca 1:5-6.
Elisabetta e Zaccaria ebbero un figlio in tarda età, Giovanni il Battista, che divenne il precursore del Messia,
e si può considerare l'ultimo dei profeti ebrei.
Quindi Maria madre di Gesù è parente di questi ebrei osservanti e grandi Santi, e lei stessa è molto santa e piena di grazia,
e il Signore stesso la protegge; Luca 1: 26-35. Maria è davvero devota e obbediente verso il Signore; Luca 1: 38.
Maria è la benedetta fra le donne; Luca 1: 39-45. Maria piena di grazie e virtù conosce il suo destino e la sua grandezza; Luca 1: 46-55.
Maria è stata scelta dal Signore per diventatre la madre di suo Figlio, quindi è tutta santa è piena di virtù.
Giuseppe sposo di Maria e padre terreno di Gesù, è discendente di Davide, ed è giusto, qundi osservante delle Leggi divine; Matteo 1: 18-19.
Giusepe è davvero santo e gli appaiono gli Angeli in sogno; Matteo 1: 20-23;  2: 13;  2: 19-20.
Giuseppe è stato un santo sposo ed un santo padre, Il Signore non poteva affidare il Figlio suo ad un uomo qualsiasi, e nemmeno la vergine Maria, poteva essere affidata ad un uomo qualsiasi. Quindi Giuseppe è davvero santo e perfetto sposo e padre.
Dai Vangeli e dai Padri della Chiesa risulta che Giuseppe ebbe solo una sposa Maria. Maria e Giuseppe ebbero solo un figlio Gesù.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
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GESU' E' STATO CIRCONCISO
 
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell'alleanza di Dio con il suo popolo, l'incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
 
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GESU' NON ABOLI' LA CIRCONCISIONE
Gesù prima della sua Missione ricevette il battesimo da suo cugino Giovanni il Battista, dove accorrevano ebrei da tutta la Palestina;
Matteo 3: 13-17. Gesù iniziò la sua missione scegliendosi come Apostoli degli ebrei, e si rivolgeva eclusivamente ad ebrei.
Gesù insegnava al suo popolo nelle Sinagoghe; Matteo 4: 23-24.
Gesù si recava al Tempio ed insegnava al suo popolo; Luca 19: 45-48.
Gesù si dedicò a convertire solo gli ebrei; Matteo 15: 24.
Gesù mandò i suoi Apostoli a convertire prima solo gli ebrei; Matteo 10: 5-6.
Solo dopo la sua morte redentrice e la sua risurrezione, Gesù inviò i suoi Apostoli in tutto il mondo; Matteo 28: 18-20.
Gesù insegnava che non era venuto ad abolire la legge, ma a completarla; Matteo 5: 17-20.
Davvero Gesù non abolisce la legge ebraica, ma la perfeziona; Matteo 15: 1-11;Matteo 23: 23-24.
Riguardo la circoncisione davvero Gesù non l'ha abolita; Giovanni 7: 21-24.
Nemmeno gli Aposoli abolirono la circoncisione, solo non la imposerò ai gentili che si convertivano, dopo un concilio;
Atti 15: 1-21. Paolo fece circoncidere il suo discepolo Timoteo, figlio di una ebrea; Atti 16: 1-3; ma non fece circoncidere il suo discepolo
Tito di origini pagana; Galati 2: 3.
Quindi mentre per gli ebrei che accettano Gesù come Figlio di Dio e Salvatore, la circoncisione non è abolita, ai gentili che si convertono al cristianesimo non viene più imposta.
 
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GESU' INSEGNA LA DOTTRINA DEL PADRE
Gesù è Dio incarnato; Giovanni 1: 1-18; Gesù preesisteva; Giovanni 8: 58; Gesù è il Pane disceso dal Cielo; Giovanni 6: 26-65.
Gesù sin da bambino si occupava delle cose riguardo il Padre suo; Luca 2: 49.
La dottrina di Gesù viene dal Padre suo; Giovanni 7: 14-16; 8: 25-30.
Gesù sapeva tutto; Giovanni 2: 23-25. 
 
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AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FALSIFICANO  I VANGELI E LA SACRA BIBBIA
 
Falsificare i Vangeli è un gravissimo peccato, mentre  i vangeli inventati da uomini atei non servono a nulla,
anzi portano all'inferno, il Vangelo, la Parola di Dio, la Sacra Bibbia sono la Via, la Verità, la Vita eterna e la Salvezza.
 
Il Vangelo è stato scritto sotto la guida dello Spirito Santo, è davvero infonde fede e convesione, ora alterare  il Vangelo,
secondo i propri gusti è peccato, ecco come ci ha avvertiti San Paolo;
 Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
 Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
 8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
 
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa,
 gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, 
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
 
Chi racconta falsità verrà condannato;
 
V.Matteo: 12, 36-37
 12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
 37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
 
Citazioni Bibbia Cei
 
 
 
 
 

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 22/11/2010 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
1 aprile 2010
IL FILM LOURDES SECONDO IL VATICANO-ACEC-CEI E FAMIGLIA CRISTIANA:
IL FILM LOURDES SECONDO IL VATICANO-ACEC-CEI E FAMIGLIA CRISTIANA:
 
14/02/2010 14.17.37



Problematico e intenso: nei cinema italiani il film "Lourdes" della regista austriaca Hausner
 

E’ uscito sugli schermi italiani il problematico “Lourdes” della giovane regista austriaca Jessica Hausner. Un film austero e intenso che non vuole prendere posizioni e tanto meno criticare o deridere, ma che nella sua essenziale e lucida equidistanza produce un salutare dibattito e non poche riflessioni sul miracolo e le reazioni che innesca nel cuore. Il servizio di Luca Pellegrini:

(Trailer: “Non è facile viaggiare su una sedia a rotelle … Talvolta invidio gli altri, perché possono camminare e fare tutto normalmente …)

 
Jessica Hausner ribadisce ancora una volta di non aver voluto dirigere un film sulle apparizioni, sulla vita del santuario mariano più famoso del mondo e tanto meno sulla fede cattolica e la devozione mariana. Il suo campo di indagine, condotto attraverso il pedinamento discreto e attento di uomini e donne che a Lourdes vanno come malati e al loro seguito, è esclusivamente il miracolo e i meccanismi che innesca nell’animo quando, improvvisamente e senza ragione alcuna, si manifesta. Confessa, infatti, di aver capito che soltanto lì, nella Lourdes visitata da milioni di malati ogni anno, è possibile fare un’analisi approfondita del miracolo e di quella che lei chiama la sua ambivalenza, ossia un fenomeno reale che rimane totalmente inspiegabile. Insomma, se pure il film della Hausner ha ragionevolmente innescato dibattiti in ambito cattolico e non, sembra siano nati per una cattiva interpretazione delle ragioni del film e delle problematicità che innesca. “Nessuno può dire se il miracolo avviene per fede o per fatalità. Io volevo solo raccontare questa tensione che genera dubbi”, spiega la Hausner. E di tensioni e di dubbi nel suo film ne nascono in grande varietà e dai personaggi meno sospetti. Christine, che è interpretata da una ammirabile e splendida Sylvie Testud, arriva a Lourdes sulla sua carrozzella. Il refettorio, la camera da letto, la stanza per le immersioni, l’ambulatorio, la cappella, anche la grotta, sono tutti ambienti che la sovrastano incombenti, circoscrivendone l’orizzonte. Non sa bene ancora perché è lì, probabilmente non per fede né per speranza, ma per semplice fuga o per dare un senso alla sua vita, al suo stato. A Lourdes ci si va anche per questo. Tutto è molto programmato nelle giornate sue e dei suoi compagni di pellegrinaggio. Tutto, tranne il miracolo. Avviene in una notte, semplicemente, silenziosamente: Christine, affetta da sclerosi multipla, si alza. Quando al mattino seguente sorride e riesce a tenere una tazza in mano, i vicini la guardano. Loro non sorridono. Si capisce subito che alla regista non interessa il rapporto tra Christine e la fede, perché lei si mantiene equidistante tanto dalla prima quanto dall’incredulità. Non vuole né convincere né irridere, come invece faceva platealmente e in modo irritante l’ultimo film che era stato girato in quei luoghi nel 1987, “Le miraculé” di Jean-Pierre Mocky. La Hausner non cerca e non codifica certezze, semmai amplifica certi stati d’animo che spesso vogliamo tenere nascosti. Perché le interessa il cuore, assai debole e labile, quando messo a confronto diretto con il soprannaturale e le sue imponderabili decisioni, quando in crisi sono messi anche i concetti di giustizia e di onnipotenza che riguardano Dio. E’ vero, nel film non c’è gioia per la guarigione di Christine, non ci sono evidenti segni del sentire cristiano, ma c’è invece molta solitudine, invidia, insomma un bagaglio di “deficit” umani comuni e tollerabili, che Lourdes forse ha guarito in molti e più di una volta. “Lourdes” è un film assai più umano che cristiano, ma del Cristo adombra, anche se non volutamente, le piaghe e l’enigma e di Lourdes non intacca il mistero e lo scopo.
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=357033

 

 

LOURDES (Lourdes)

Genere: Drammatico
Regia: Jessica Hausner
Interpreti: Sylvie Testud (Christine), Léa Seydoux (Maria), Bruno Todeschini (Kuno), Elina Lowensohn (Cécile). Nazionalità: Austria/Francia
Distribuzione: Cinecittà Luce
Anno di uscita: 2010
Orig.: Austria/Francia (2009)
Sogg.: Jessica Hausner, Géraldine Bajard
Scenegg.: Jessica Hausner
Fotogr.(Panoramica/a colori): Martin Gschlacht
Mus.: brani di autori vari
Montagg.: Karina Ressler
Dur.: 93'
Produz.: Martin Gschlacht, Philippe Bober, Susanne Marian.
Giudizio: Consigliabile/problematico/dibattiti Tematiche: Malattia; Male; Solidarietà-Amore; Tematiche religiose; Soggetto: Costretta sulla sedia a rotelle da una malattia che le ha paralizzato gambe e braccia, la giovane Christine é a Lourdes insieme a tanti altri malati. Maria, volontaria dell'Ordine di Malta, si prende cura di lei: l'accompagna ai bagni e alle processioni, la nutre, la lava, l'aiuta a coricarsi. In camera con Maria c'è la signora Hartl, una sessantenne brusca che non ha problemi fisici ma a Lourdes vuole alleviare le sofferenze di una vita trascorsa in solitudine. Così anche lei segue Christine e prega per lei. Fin quando una notte la ragazza si alza dal letto, e si muove senza alcun aiuto. Sembra all'improvviso guarita. Il verdetto dei medici resta incerto: come é rapidamente scomparsa, così la malattia potrebbe manifestarsi di nuovo. Intanto Christine cammina, si muove, partecipa alla festa che conclude la settimana di permanenza. Qui comincia a ballare, si accascia, si rialza, si appoggia alla parete. Mentre osserva gli altri, la signora Hartl le porta la sedia a rotella. E Christine si siede. Valutazione Pastorale: La regista é nata a Vienna nel 1972, ha girato alcuni CM e, a proposito di questo suo secondo LM, ha detto: "Prima di tutto mi é venuta l'idea di girare un film su un miracolo (...) Durante le mie ricerche mi sono soffermata sul fenomeno particolare di Lourdes, luogo in cui i miracoli avvengono regolarmente. Ho scelto quel luogo perché volevo evidenziare il fatto che i pellegrini ci vanno con la speranza di vivere un miracolo. In fondo é questa la suspence della storia...". In queste parole c'è l'approccio di una regista che, da non credente, affronta l'universo Lourdes con occhio disincantato ma non indifferente, freddo ma non estraneo. Lo stile asciutto, stilizzato, quasi sintetico scelto dalla Hausner costruisce una seria, appassionata e insieme ponderata riflessione sulla resistenza alla religione praticata per professione, insieme ad un abbandono alla speranza agita dalla Fede. Lo sguardo sgombro da condizionamenti offre allo spettatore le più ampie possibilità di una riflessione improntata a contributi differenti, evitando sia le trappole dell'agiografia sia dell'offesa fine a se stessa. Conta l'umanità dei presenti, la loro interiorità, la voglia di aggrapparsi alla vita, i volti, gli occhi, i movimenti. E un finale di struggente intensità emotiva. Presentato all'ultima edizione della Mostra di Venezia, il film ha avuto il primo premio dalla Giuria SIGNIS. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte occasioni successive per avviare riflessioni sui temi ampi e profondi che affronta.tratto da http://www.acec.it/


http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php/film_ateo_dell_ex_allieva_delle_suore_che-33286.html
 
CINEMA
"LOURDES", DELL’AUSTRIACA JESSICA HAUSNER


MIRACOLO DENTRO AL CUORE

Un film controverso ma rispettoso, premiato da laici e cattolici. Che racconta i pellegrini e il loro bisogno interiore di essere salvati.

Ci sono pellicole destinate a far discutere, specie quando a toccare i temi delicati della fede sono cineasti non credenti. Non che questo sia per forza negativo, perché uno sguardo non omologato può portare alla luce emozioni e motivazioni che finiscono magari per accrescere il significato di certi valori. È successo con L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, col Codice da Vinci di Ron Howard, con Il dubbio magistralmente interpretato da Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman. Perfino con The passion of the Christ di Mel Gibson, anche se il problema qui era ribaltato essendo il regista alfiere di posizioni ultra-ortodosse.

Ed è con un robusto bagaglio sia di polemiche sia di premi che proprio l’11 febbraio (in occasione della ricorrenza della prima apparizione, nel 1858, della Vergine Maria alla giovane Bernadette Soubirous) è uscito nelle sale italiane Lourdes, controverso film della promettente regista austriaca Jessica Hausner.

«Prima di poter girare ho dovuto superare molte diffidenze. Per ottenere le autorizzazioni necessarie per filmare il santuario di Lourdes ho iniziato dicendo che avrei fatto un documentario», spiega la bionda regista, 37 anni, già due volte a Cannes con Lovely Rita e Hotel prima di presentare Lourdes all’ultima Mostra di Venezia. «Solo dopo aver instaurato con le persone un rapporto di fiducia ho svelato che in realtà si sarebbe trattato di un film. Un vescovo incaricato dal Vaticano ha visionato il lavoro finito e pare che a lui sia piaciuto».

Non è solo. A Venezia Lourdes è stato in ballottaggio per il Leone d’oro raccogliendo consensi tra critici e spettatori, tanto da aggiudicarsi il "Premio Brian" dell’Unione atei e agnostici razionalisti ma anche il riconoscimento cattolico "La Navicella", promosso dall’Ente dello spettacolo: «Un piccolo grande film sul tema del miracolo», recita la motivazione, «che con toni cronachistici e privi di enfasi si interroga su destino e salvazione, mettendo in campo due prospettive religiose antitetiche. La speranza di chi ne è agitato interiormente e la routine di chi la pratica per professione».

Ciò che colpisce di Lourdes è il taglio asciutto, allo stesso tempo rispettoso e oggettivo: né pro né contro i miracoli e, più in generale, la devozione religiosa. Il pregio (e contemporaneamente il limite) del film è che tutto dipende dal punto di vista di chi guarda le immagini, filtrate con voluto distacco dalla regista. Protagonista è Christine (la brava Sylvie Testud, già apprezzata in Stupeur et tremblements di Alain Corneau e nel cast di La vie en rose) che, malata di sclerosi a placche, si reca in pellegrinaggio a Lourdes senza troppo crederci.

Con sguardo attento e guizzante, a dispetto dell’immobilità delle membra (che la rende dipendente dalla giovane Maria), Christine noterà il mercimonio delle boutique religiose, la leggerezza di certi volontari più impegnati a intrecciare storie che a offrire sostegno ai malati, la ripetitività di riti purificatori che dovrebbero avere ben altro afflato... Eppure, sarà lei a ricevere il "miracolo": una notte comincerà a sentire le dita, a provare sensazioni corporee dimenticate poi, al mattino, si alzerà dalla sedia a rotelle stordita all’idea di poter riprendere in mano la sua vita. Stupore, dubbi (per la commissione medica potrebbero essere miglioramenti temporanei), titubanze («Sarò proprio io la persona giusta?»). La nuova Christine sperimenterà un turbinìo di emozioni ma pure l’invidia strisciante degli altri malati.

Un’incrinatura nella logica

Morale? Purificazione e miracolo dipendono dalla fede interiore, son dentro l’anima di ogni persona. Mentre l’essere umano può dimostrarsi meschino anche di fronte al dolore più vero. Di fondo, emerge la terribile solitudine del malato in una società concepita per i belli e i sani: «Faccio questi pellegrinaggi», dice Christine a un altro paziente, «perché sennò non avrei altre occasioni per uscire di casa e stare in compagnia».

«Il miracolo è un paradosso, un’incrinatura nella logica. È la sublimazione del nostro desiderio di felicità», osserva la Hausner. «Dopo il primo pellegrinaggio a Lourdes, vedendo le sofferenze dei fedeli mi ero depressa e volevo abbandonare il progetto. Ho cambiato idea venendo a contatto con quelli dell’Ordine di Malta, colpita dalla loro struttura così militaresca. Quelle figure mi hanno permesso di ampliare la storia, aggiungendo un pizzico d’ironia».

Insomma, impossibile restare impassibili a Lourdes. «Io stessa mi sono stupita dalla mia reazione», dice Jessica. «Trovavo terribile lo show attorno alla basilica. Mai avrei pensato di potermi immergere in una piscina la cui acqua viene cambiata una volta al giorno, con malati pieni di piaghe, dopo una coda di tre ore in preghiera. Eppure è un rituale affascinante. Posso capire chi lo fa».

Maurizio Turrioni
 

 

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