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CULTURA
22 novembre 2010
MARIA MADRE DI GESU' VERA EBREA E VERA CRISTIANA
MARIA MADRE DI GESU' VERA EBREA E   VERA CRISTIANA
 
 
Analisi di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren, studiosi biblisti
 
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Maria madre di Gesù, per conoscerla bene occorre cercarla nel Nuovo Testamento,
i Vangeli apocrifi parlano moltissimo di lei, ma non sono attendibili, essendo tardivi,
pieni di storie fantasiose, romanzati senza valore storico. I Vangeli gnostici citano poche volte
la madre i Gesù, poi sono di provenienza eretca. I Padri della chiesa raccontano molto della
madre di Gesù, attingendo dal Nuovo Testamento, e facendo loro proprie riflessioni, che sono
il nucleo basale da cui poi si è formata la Mariologia. Da non prendere nemmeno in considerazione
il Talmud ebraico, che risulta tardivo, e non affidabile per il tono anti-cristiano.
Dal Nuovo Testamento ricaviamo abbastanza notizie per poter affermare che Maria la madre di Gesù
è vera ebrea e vera cristiana.
Tutti i quattro Vangeli parlano di Maria, ed anche Atti, poi nei restanti libri del Nuovo Testamento,
non si parla più di lei, tranne un passo di Paolo; Galati 4: 4.
Per quanto riguarda l'Apocalisse alcuni teologi cattolici vi hanno visto citazioni riguardo Maria,
ma è solo personale interpretazione, l'Apocalisse è un libro che si presta a diverse interpretazioni,
essendo scritto con il linguaggio profetico-simbolico dell'Antico Testamento.
 
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Dei quattro Vangeli, Luca è quello che parla più di tutti della madre di Gesù, raccontando delle cose
straordinarie.
 
Il Vangelo di Marco è quello che parla meo di Maria, citandola solo in due passi.
Marco 3: 31-35
 3-31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero:

 "Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano". 33Ma egli rispose loro: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?".

34Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli!

35Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre".

 

Marco 6: 3-Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle non stanno qui da noi?".

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Vediamo ora le citazioni nel Vangelo di Giovanni, sono solo tre ma molto importanti.

Giovanni 2: 1-12

2-1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".

6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

Giovanni 6: 42

6-42E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?".

Giovanni 19: 25-27

19-25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".

27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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Passiamo al Vangelo di Matteo, qui troviamo importanti fatti riguardo Maria, il Vangelo di Matteo include l'infanzia di Gesù,

come anche il Vangelo di Luca. Vediamo che entrambi i Vangeli parlano della nascita miracolosa di Gesù, parlano di Giuseppe

sposo di Maria, di Betlemme, ma raccontano altre cose diverse uno dall'altro come ora vedremo.

Matteo 1: 15-25

1-15Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

17La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Matteo 2:1-23

2-1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero
il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.

16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.

19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".

 

Matteo dopo l Vangelo dell'infanzia cita soltanto altre due volte la madre di Gesù.

Matteo 12: 46-50

12-46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.

 47Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti".

 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?".

49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;

50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".

Matteo 13: 53-56

13-53-Gesù partì di là 54e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

 "Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? 55Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle non sono tutte fra noi?

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Ora passiamo a Luca, il Vangelo che parla molto di Maria, e ci fa capire che Maria è una donna ebrea osservante e timorata di Dio,

una donna grande, la più grande del mondo, piena di grazie ed anche profetessa.

Maria era una fanciulla che viveva a Nazareth in Galilea, ma aveva parenti in Giudea, parenti molto osservanti della legge,

unfatti si tratta di una famiglia sacerdotale, due sposi  Elisabetta e il sacerdote Zaccaria,entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.

Maria è cugina di Elisabetta, ma è anche sua amica e confidente, infatti Maria si reca da Elisabetta, per aiutarla durante la gravidanza,

Elisabetta è in attesa di un bambino, il più grande uomo nato da donna, Giovanni il Battista.

Luca 1: 26-45

1-26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

 28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 35Le rispose l'angelo:

"Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio".

38Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce:

"Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".

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Ora attenzione, nel passo che segue, Maria rivela d'essere profetessa, a conoscenza della sua grandezza,

afferma la sua fedeltà a Dio, e al patriarca Abramo, e al suo popolo.

Luca 1: 46-56

1-46Allora Maria disse:

"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo
braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

54
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso
ai nostri padri,
ad Abramo e alla
sua discendenza,
per sempre".

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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Nei passi seguenti vediamo la nacità di Gesù, e come Maria e Giuseppe, osservano la legge del Signore.

Luca 2: 1-40

2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,

 chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

 Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".

13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".

16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;

26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre:

"Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".

36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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Passano gli anni, Maria e Giuseppe crescono Gesù, ed essendo molto osservanti si recano ogni anno a Gerusalemme per la Pasqua.

Luca 2: 41-52

2-41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;

43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".

49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Dopo il Vangelo dell'infanzia Luca cita Maria solo in due passi.

Luca 8: 19-21

8-19Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

20Gli fu annunziato: "Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti". 21Ma egli rispose:

"Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".

Luca 11: 27-28

11-27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!".

28Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".

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Luca torna poi a parlare di Maria nel suo libro Atti degli Apostoli, dove incontriamo Maria non solo ebrea osservante,

ma ormai anche  vera cristiana, unita in preghiera con gli Apostoli.

Atti 1: 1-14

1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo,

egli fu assunto in cielo.

3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella,

disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni".

6Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 7Ma egli rispose:

 "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme,

 in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra".

9Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava,

 ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11"Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,

 tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

 13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,

 Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

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Conclusione: Maria madre di Gesù è nata ebrea è poi è diventata cristiana, è vissuta osservando con timore le leggi divine,

in Maria non c'è difetto, ma solo grazia, è la benedetta fra tutte le donne, è stata degna di diventare la madre dell'Unigenito Figlio di Dio,

Gesù nostro Signore e Salvatore.

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Citazioni Bibbia di Gerusalemme

http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm

http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

 


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SOCIETA'
2 aprile 2010
Lahore, domestica cristiana 12enne torturata e uccisa dal padrone musulmano
TeleFree.iT
 
lunedì 01 febbraio 2010
Lahore, domestica cristiana 12enne torturata e uccisa dal padrone musulmano
La giovane lavorava presso la famiglia di un potente avvocato della città, dove era soggetta a violenze sessuali, fisiche e psicologiche.
letture: 347
Sohail Johnson con il cadavere della giovane Shazia, 12 anni, crostiana.
Sohail Johnson con il cadavere della giovane Shazia, 12 anni, crostiana.
Webzine: Una giovane cristiana di 12 anni è morta per le violenze inflitte dal suo datore di lavoro, un ricco e potente avvocato musulmano di Lahore. Il decesso è avvenuto il 22 gennaio scorso e ha scatenato le proteste della comunità cristiana, che ha manifestato davanti al governatorato provinciale del Punjab. Le autorità cercano di placare gli animi e assicurano giustizia; il presidente pakistano Zardari promette un risarcimento alla famiglia.
La ong protestante Sharing Life Ministry Pakistan (Slmp) riferisce che Shazia Bashir, 12 anni, lavorava da otto mesi come collaboratrice domestica nella casa di Chaudhry Muhammad Naeem, avvocato ed ex presidente della Lahore Bar Association. Fonti cristiane aggiungono che la ragazza era vittima di continue vessazioni ed è stata violentata e torturata prima di essere uccisa.

Sohail Johnson, coordinatore di Slmp, sottolinea che la giovane lavorava in condizioni di stress psicologico e fisico, era soggetta a traumi e non riceveva la paga mensile pattuita (circa 12 dollari). "Era ricoperta di insulti - spiega - ogni volta che sollevava la questione del compenso". L'attivista cristiano conferma che Shazia, tre giorni prima di morire, ha subito torture dal suo datore di lavoro. L'uomo ha cercato di curarla a casa, senza avvertire i genitori delle condizioni di salute. I trattamenti sono risultati inefficaci e si è reso necessario il ricovero al Meo Hospital di Lahore.

"I genitori di Shazia non hanno potuto vedere la figlia" denuncia Razia Bibi, 44 anni, zia della vittima. La 12enne è morta il 22 gennaio scorso in ospedale a causa delle ferite subite. Sohail Johnson conferma che il cadavere presentava i segni delle torture in 12 punti diversi del corpo ed è stata ricoverata "con la mandibola fratturata". In un primo momento la famiglia di Chaudhry Muhammad Naeem ha proposto un risarcimento di 250 dollari ai genitori per non sporgere denuncia; poi si sono dati alla fuga. La polizia li ha arrestati ieri dietro pressioni del governo federale.

Il 23 gennaio la comunità cristiana ha tenuto una manifestazione davanti agli uffici dell'Assemblea provinciale del Punjab. L'associazione dei legali di Lahore, invece, si è schierata a difesa del potente avvocato musulmano. La minoranza cristiana esprime dubbi sull'indipendenza e l'efficacia delle indagini avviate dalla polizia. Tuttavia Rana Sanaullah, Ministro della giustizia del Punjab, assicura che non vi saranno interferenze esterne e verrà fatta giustizia.

Sohail Johnson (nella foto con il cadavere della giovane uccisa) spiega che il 99% delle ragazze cristiane, provenienti da famiglie povere, lavorano come domestiche per ricchi musulmani. Esse sono sovente vittime di abusi e violenze fisiche, sessuali e psicologiche. "In alcuni casi - aggiunge l'attivista - i loro padroni le danno in sposa a domestici musulmani, obbligandole a convertirsi all'islam". Il coordinatore di Slmp conclude che "queste vulnerabili ragazze cristiane non godono di alcuna protezione" e chiede al governo "a tutelarle".

Il presidente pakistano Asif Ali Zardari invita il governo del Punjab a sostenere economicamente la famiglia della ragazza uccisa e promette 6mila dollari in aiuti. La somma dovrebbe coprire anche le spese necessarie per i funerali di Shazia Bashir, che si terranno oggi a Lahore.

[AsiaNews
25.01.2009]
 
 
 
 
 
 
 
 

postato da: marinta  

 
 
cinema
1 aprile 2010
IL FILM LOURDES SECONDO IL VATICANO-ACEC-CEI E FAMIGLIA CRISTIANA:
IL FILM LOURDES SECONDO IL VATICANO-ACEC-CEI E FAMIGLIA CRISTIANA:
 
14/02/2010 14.17.37



Problematico e intenso: nei cinema italiani il film "Lourdes" della regista austriaca Hausner
 

E’ uscito sugli schermi italiani il problematico “Lourdes” della giovane regista austriaca Jessica Hausner. Un film austero e intenso che non vuole prendere posizioni e tanto meno criticare o deridere, ma che nella sua essenziale e lucida equidistanza produce un salutare dibattito e non poche riflessioni sul miracolo e le reazioni che innesca nel cuore. Il servizio di Luca Pellegrini:

(Trailer: “Non è facile viaggiare su una sedia a rotelle … Talvolta invidio gli altri, perché possono camminare e fare tutto normalmente …)

 
Jessica Hausner ribadisce ancora una volta di non aver voluto dirigere un film sulle apparizioni, sulla vita del santuario mariano più famoso del mondo e tanto meno sulla fede cattolica e la devozione mariana. Il suo campo di indagine, condotto attraverso il pedinamento discreto e attento di uomini e donne che a Lourdes vanno come malati e al loro seguito, è esclusivamente il miracolo e i meccanismi che innesca nell’animo quando, improvvisamente e senza ragione alcuna, si manifesta. Confessa, infatti, di aver capito che soltanto lì, nella Lourdes visitata da milioni di malati ogni anno, è possibile fare un’analisi approfondita del miracolo e di quella che lei chiama la sua ambivalenza, ossia un fenomeno reale che rimane totalmente inspiegabile. Insomma, se pure il film della Hausner ha ragionevolmente innescato dibattiti in ambito cattolico e non, sembra siano nati per una cattiva interpretazione delle ragioni del film e delle problematicità che innesca. “Nessuno può dire se il miracolo avviene per fede o per fatalità. Io volevo solo raccontare questa tensione che genera dubbi”, spiega la Hausner. E di tensioni e di dubbi nel suo film ne nascono in grande varietà e dai personaggi meno sospetti. Christine, che è interpretata da una ammirabile e splendida Sylvie Testud, arriva a Lourdes sulla sua carrozzella. Il refettorio, la camera da letto, la stanza per le immersioni, l’ambulatorio, la cappella, anche la grotta, sono tutti ambienti che la sovrastano incombenti, circoscrivendone l’orizzonte. Non sa bene ancora perché è lì, probabilmente non per fede né per speranza, ma per semplice fuga o per dare un senso alla sua vita, al suo stato. A Lourdes ci si va anche per questo. Tutto è molto programmato nelle giornate sue e dei suoi compagni di pellegrinaggio. Tutto, tranne il miracolo. Avviene in una notte, semplicemente, silenziosamente: Christine, affetta da sclerosi multipla, si alza. Quando al mattino seguente sorride e riesce a tenere una tazza in mano, i vicini la guardano. Loro non sorridono. Si capisce subito che alla regista non interessa il rapporto tra Christine e la fede, perché lei si mantiene equidistante tanto dalla prima quanto dall’incredulità. Non vuole né convincere né irridere, come invece faceva platealmente e in modo irritante l’ultimo film che era stato girato in quei luoghi nel 1987, “Le miraculé” di Jean-Pierre Mocky. La Hausner non cerca e non codifica certezze, semmai amplifica certi stati d’animo che spesso vogliamo tenere nascosti. Perché le interessa il cuore, assai debole e labile, quando messo a confronto diretto con il soprannaturale e le sue imponderabili decisioni, quando in crisi sono messi anche i concetti di giustizia e di onnipotenza che riguardano Dio. E’ vero, nel film non c’è gioia per la guarigione di Christine, non ci sono evidenti segni del sentire cristiano, ma c’è invece molta solitudine, invidia, insomma un bagaglio di “deficit” umani comuni e tollerabili, che Lourdes forse ha guarito in molti e più di una volta. “Lourdes” è un film assai più umano che cristiano, ma del Cristo adombra, anche se non volutamente, le piaghe e l’enigma e di Lourdes non intacca il mistero e lo scopo.
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=357033

 

 

LOURDES (Lourdes)

Genere: Drammatico
Regia: Jessica Hausner
Interpreti: Sylvie Testud (Christine), Léa Seydoux (Maria), Bruno Todeschini (Kuno), Elina Lowensohn (Cécile). Nazionalità: Austria/Francia
Distribuzione: Cinecittà Luce
Anno di uscita: 2010
Orig.: Austria/Francia (2009)
Sogg.: Jessica Hausner, Géraldine Bajard
Scenegg.: Jessica Hausner
Fotogr.(Panoramica/a colori): Martin Gschlacht
Mus.: brani di autori vari
Montagg.: Karina Ressler
Dur.: 93'
Produz.: Martin Gschlacht, Philippe Bober, Susanne Marian.
Giudizio: Consigliabile/problematico/dibattiti Tematiche: Malattia; Male; Solidarietà-Amore; Tematiche religiose; Soggetto: Costretta sulla sedia a rotelle da una malattia che le ha paralizzato gambe e braccia, la giovane Christine é a Lourdes insieme a tanti altri malati. Maria, volontaria dell'Ordine di Malta, si prende cura di lei: l'accompagna ai bagni e alle processioni, la nutre, la lava, l'aiuta a coricarsi. In camera con Maria c'è la signora Hartl, una sessantenne brusca che non ha problemi fisici ma a Lourdes vuole alleviare le sofferenze di una vita trascorsa in solitudine. Così anche lei segue Christine e prega per lei. Fin quando una notte la ragazza si alza dal letto, e si muove senza alcun aiuto. Sembra all'improvviso guarita. Il verdetto dei medici resta incerto: come é rapidamente scomparsa, così la malattia potrebbe manifestarsi di nuovo. Intanto Christine cammina, si muove, partecipa alla festa che conclude la settimana di permanenza. Qui comincia a ballare, si accascia, si rialza, si appoggia alla parete. Mentre osserva gli altri, la signora Hartl le porta la sedia a rotella. E Christine si siede. Valutazione Pastorale: La regista é nata a Vienna nel 1972, ha girato alcuni CM e, a proposito di questo suo secondo LM, ha detto: "Prima di tutto mi é venuta l'idea di girare un film su un miracolo (...) Durante le mie ricerche mi sono soffermata sul fenomeno particolare di Lourdes, luogo in cui i miracoli avvengono regolarmente. Ho scelto quel luogo perché volevo evidenziare il fatto che i pellegrini ci vanno con la speranza di vivere un miracolo. In fondo é questa la suspence della storia...". In queste parole c'è l'approccio di una regista che, da non credente, affronta l'universo Lourdes con occhio disincantato ma non indifferente, freddo ma non estraneo. Lo stile asciutto, stilizzato, quasi sintetico scelto dalla Hausner costruisce una seria, appassionata e insieme ponderata riflessione sulla resistenza alla religione praticata per professione, insieme ad un abbandono alla speranza agita dalla Fede. Lo sguardo sgombro da condizionamenti offre allo spettatore le più ampie possibilità di una riflessione improntata a contributi differenti, evitando sia le trappole dell'agiografia sia dell'offesa fine a se stessa. Conta l'umanità dei presenti, la loro interiorità, la voglia di aggrapparsi alla vita, i volti, gli occhi, i movimenti. E un finale di struggente intensità emotiva. Presentato all'ultima edizione della Mostra di Venezia, il film ha avuto il primo premio dalla Giuria SIGNIS. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte occasioni successive per avviare riflessioni sui temi ampi e profondi che affronta.tratto da http://www.acec.it/


http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php/film_ateo_dell_ex_allieva_delle_suore_che-33286.html
 
CINEMA
"LOURDES", DELL’AUSTRIACA JESSICA HAUSNER


MIRACOLO DENTRO AL CUORE

Un film controverso ma rispettoso, premiato da laici e cattolici. Che racconta i pellegrini e il loro bisogno interiore di essere salvati.

Ci sono pellicole destinate a far discutere, specie quando a toccare i temi delicati della fede sono cineasti non credenti. Non che questo sia per forza negativo, perché uno sguardo non omologato può portare alla luce emozioni e motivazioni che finiscono magari per accrescere il significato di certi valori. È successo con L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, col Codice da Vinci di Ron Howard, con Il dubbio magistralmente interpretato da Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman. Perfino con The passion of the Christ di Mel Gibson, anche se il problema qui era ribaltato essendo il regista alfiere di posizioni ultra-ortodosse.

Ed è con un robusto bagaglio sia di polemiche sia di premi che proprio l’11 febbraio (in occasione della ricorrenza della prima apparizione, nel 1858, della Vergine Maria alla giovane Bernadette Soubirous) è uscito nelle sale italiane Lourdes, controverso film della promettente regista austriaca Jessica Hausner.

«Prima di poter girare ho dovuto superare molte diffidenze. Per ottenere le autorizzazioni necessarie per filmare il santuario di Lourdes ho iniziato dicendo che avrei fatto un documentario», spiega la bionda regista, 37 anni, già due volte a Cannes con Lovely Rita e Hotel prima di presentare Lourdes all’ultima Mostra di Venezia. «Solo dopo aver instaurato con le persone un rapporto di fiducia ho svelato che in realtà si sarebbe trattato di un film. Un vescovo incaricato dal Vaticano ha visionato il lavoro finito e pare che a lui sia piaciuto».

Non è solo. A Venezia Lourdes è stato in ballottaggio per il Leone d’oro raccogliendo consensi tra critici e spettatori, tanto da aggiudicarsi il "Premio Brian" dell’Unione atei e agnostici razionalisti ma anche il riconoscimento cattolico "La Navicella", promosso dall’Ente dello spettacolo: «Un piccolo grande film sul tema del miracolo», recita la motivazione, «che con toni cronachistici e privi di enfasi si interroga su destino e salvazione, mettendo in campo due prospettive religiose antitetiche. La speranza di chi ne è agitato interiormente e la routine di chi la pratica per professione».

Ciò che colpisce di Lourdes è il taglio asciutto, allo stesso tempo rispettoso e oggettivo: né pro né contro i miracoli e, più in generale, la devozione religiosa. Il pregio (e contemporaneamente il limite) del film è che tutto dipende dal punto di vista di chi guarda le immagini, filtrate con voluto distacco dalla regista. Protagonista è Christine (la brava Sylvie Testud, già apprezzata in Stupeur et tremblements di Alain Corneau e nel cast di La vie en rose) che, malata di sclerosi a placche, si reca in pellegrinaggio a Lourdes senza troppo crederci.

Con sguardo attento e guizzante, a dispetto dell’immobilità delle membra (che la rende dipendente dalla giovane Maria), Christine noterà il mercimonio delle boutique religiose, la leggerezza di certi volontari più impegnati a intrecciare storie che a offrire sostegno ai malati, la ripetitività di riti purificatori che dovrebbero avere ben altro afflato... Eppure, sarà lei a ricevere il "miracolo": una notte comincerà a sentire le dita, a provare sensazioni corporee dimenticate poi, al mattino, si alzerà dalla sedia a rotelle stordita all’idea di poter riprendere in mano la sua vita. Stupore, dubbi (per la commissione medica potrebbero essere miglioramenti temporanei), titubanze («Sarò proprio io la persona giusta?»). La nuova Christine sperimenterà un turbinìo di emozioni ma pure l’invidia strisciante degli altri malati.

Un’incrinatura nella logica

Morale? Purificazione e miracolo dipendono dalla fede interiore, son dentro l’anima di ogni persona. Mentre l’essere umano può dimostrarsi meschino anche di fronte al dolore più vero. Di fondo, emerge la terribile solitudine del malato in una società concepita per i belli e i sani: «Faccio questi pellegrinaggi», dice Christine a un altro paziente, «perché sennò non avrei altre occasioni per uscire di casa e stare in compagnia».

«Il miracolo è un paradosso, un’incrinatura nella logica. È la sublimazione del nostro desiderio di felicità», osserva la Hausner. «Dopo il primo pellegrinaggio a Lourdes, vedendo le sofferenze dei fedeli mi ero depressa e volevo abbandonare il progetto. Ho cambiato idea venendo a contatto con quelli dell’Ordine di Malta, colpita dalla loro struttura così militaresca. Quelle figure mi hanno permesso di ampliare la storia, aggiungendo un pizzico d’ironia».

Insomma, impossibile restare impassibili a Lourdes. «Io stessa mi sono stupita dalla mia reazione», dice Jessica. «Trovavo terribile lo show attorno alla basilica. Mai avrei pensato di potermi immergere in una piscina la cui acqua viene cambiata una volta al giorno, con malati pieni di piaghe, dopo una coda di tre ore in preghiera. Eppure è un rituale affascinante. Posso capire chi lo fa».

Maurizio Turrioni
 

 

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