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CULTURA
15 novembre 2009
LA CONVERSIONE DEI FRANCHI
 

 

LA CONVERSIONE DEI FRANCHI

Ornata di preziose stoffe bianche, profumata da nubi di incenso aromatico che salivano tra gli innumerevoli ceri che illuminavano quella scura mattina di inverno, la Cattedrale di Reims non era mai stata tanto splendida come nel giorno di Natale del 498! Per le strade addobbate con bandiere colorate avanzava Clodoveo, re dei franchi, preceduto da battaglioni di corpulenti biondi guerrieri che vestivano tuniche rosse coperte da mantelli verdi ornati da ricche pelli, calzavano stivali alti, avevano uno sguardo deciso e tenevano un'ascia da guerra in mano. La moltitudine festante acclamava il giovane monarca che si dirigeva verso la cattedrale.

Grande aspettativa, che cosa stava per accadere?

Nonostante i franchi fossero ancora pagani, l'atmosfera era impregnata di benedizioni e l'imponente sfilata generava

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Battesimo di Clodoveo
(Basilica di Paray-le-Monial, Francia)
un'enorme aspettativa: tutti sapevano che Clodoveo sarebbe stato battezzato, tuttavia... quello che stava per succedere sarebbe stato "semplicemente" il Battesimo del capo di un popolo barbaro? Alcuni franchi forse avranno creduto che quell'atto non fosse nient'altro che l'inizio di nuove conquiste.

I cattolici piú chiaroveggenti invece si rallegrarono, poiché il Battesimo del re - frutto di lunghe e penose azioni apostoliche di San Remigio, Vescovo di Reims, e Sant'Avito, Vescovo di Vienne- avrebbe aperto il cammino per la conversione di tutto il suo popolo. È probabile, tuttavia, che neppure questi due grandi prelati si siano resi conto che in quel Natale stava per verificarsi qualcosa di molto più grandioso: stava per nascere la Figlia Primogenita della Chiesa, la prima nazione della Cristianità!

Regno non contaminato dall'eresia ariana

Pochi anni prima, Clodoveo aveva vinto le truppe del decadente Impero Romano e si era stabilito con i suoi franchi, uomini agguerriti e intraprendenti, nelle fertili regioni del Nord della Gallia (Francia). In poco tempo il successo delle sue armi fece capire ai popoli vicini- visigoti, burgundi e altri- che essi non sarebbero stati vicini dal facile tratto...Nel frattempo, i vescovi guardavano con grande interesse a quel popolo non contaminato dall'eresia ariana, al contrario di tanti altri invasori germanici.

Il Dio di Clotilde le ha dato la vittoria

"Niente di grandioso si fa all'improvviso". Questo famoso assioma viene confermato dalla maniera in cui Clodoveo è stato a poco a poco preparato dalla Provvidenza per portare a termine la sua importante missione. Ancora molto giovane, egli chiese a un eremita - San Vaast, futuro vescovo di Arrasche gli insegnasse i rudimenti della dottrina cristiana cosa che costui ha fatto con tutto l'impegno e lo zelo possibile.

Clodoveo seguiva con serietà le sue lezioni di Catechismo. Una volta, mentre Vaast gli stava raccontando la Passione di Gesù Cristo, egli lo ha interrutto e battendo la sua lancia sul pavimento ha esclamato pieno di dolore e santa indignazione: "Ah! Se fossi stato là con i miei franchi!" Oltre ad infondere nell'anima del giovane sovrano il desiderio della vera Fede, Dio gli pose sul suo cammino, per mezzo di San Remigio e Sant'Avito, la principessa cristiana Clotilde, nota a tutti per la sua bellezza, intelligenza e pietà.

Ella è stata promotrice della conversione del marito, valendosi per questo fine non solo di parole, ma soprattutto del suo esempio personale e delle sue fervide preghiere. Gesù, Re dei cuori, non ha tardato a far fruttificare i instancabili sforzi e le preghiere della sua serva fedele. In una decisiva battaglia contro gli alemanni vicino a Tolbiac, Clodoveo, vedendo che i franchi stavano per essere sconfitti, invocò con ardore i suoi dei pagani, poiché essi non accorsero in suo aiuto, il re ha ritenuto opportuno ricorrere al "Dio di Clotilde", facendo il voto di convertirsi se Egli gli avesse reso possibile la vittoria.

Subito i franchi si rianimarono e reagirono con tale impeto e coraggio che il nemico si diede alla fuga. Clodoveo allora comunicò ai suoi guerrieri che il Dio dei Cristiani aveva dato loro la vittoria, pertanto lui avrebbe mantenuto la promessa fatta sul campo di battaglia, quindi si sarebbe convertito al cristianesimo; i suoi sudditi concordi alla sua decisione, unanimemente hanno seguito il suo esempio.

"Adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato!"

Preparati a dover abbracciare la vera Fede, quegli uomini rudi ma dall'anima retta andavano a ricevere il santo Battesimo nel Natale del 458. Entrando in corteo nella Cattedrale di Reims- come abbiamo visto all'inizio- Clodoveo e i suoi guerrieri toccati dalla grazia divina chiesero a San Remigio "Padre, è già il Cielo?" Spogliato delle sue insegne, il primo a ricevere il Battesimo fu proprio Clodoveo: "Inclina lentamente la testa, o sicambro, adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato!"- gli disse con bontà il Santo.

Su quella fronte scorsero le acque rigeneratrici, mentre il Ministro di Dio pronunciava la formula sacramentale: "Io ti

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Vetrata della Chiesa di Saint-Ouen, Rouen, Francia: a sinistra, Clodoveo
 mentre prega il "Dio di Clotilde"; a destra, la santa sposa del re franco
battezzo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo". Fatto questo, stava lì in piedi, non più una semplice creatura, ma un figlio di Dio, un essere umano nel quale Cristo, per le mani della Santa Chiesa, aveva appena infuso la vita soprannaturale della grazia. Dopo di lui, furono ugualmente battezzati tremila suoi guerrieri.

Una colomba bianca ha portato dal Cielo l'ampolla d'olio

In questa occasione, il "Dio di Clotilde", che certamente stava sorridendo in Cielo, manifestò la sua gioia per mezzo di un bellissimo miracolo. Nel momento dell'unzione dei neo-battezzati, il Vescovo ed il re aspettavano presso il battistero l'arrivo dell'olio santo però, il chierico incaricato di portarlo non riusciva ad attraversare la moltitudine dei barbari stipati alla porta della chiesa, ciò ha impedito la prosecuzione della cerimonia liturgica. San Remigo, alzando le mani e gli occhi al cielo, si mise a pregare, chiedendo l'aiuto divino.

Si udi un battito di ali e tutti videro scendere una colomba più bianca della neve, che portava nel becco una piccola ampolla, contenente l'olio necessario. Volando fino al venerando vescovo, gli consegnò il suo prezioso carico, scomparendo subito dopo. San Remigio potè così concludere la cerimonia. L'atto finale fu la processione dei tremila neofiti, accompagnati dai chierici le cui vesti dorate davano al corteo ancora più fulgore, per celebrare la Festa del Santo Natale. Una scena grandiosa che risvegliò entusiastiche acclamazioni da parte della moltitudine di fedeli.

Era appena nata la Francia cattolica, la Figlia Primogenita della Santa Chiesa, nazione che per molti secoli è stata alla testa del grande impulso innovatore che ha portato l'Europa cristiana agli splendori sacrali del Medioevo. Di fatto, molto più che una nazione cattolica, quel giorno nasceva una nuova civiltà, sorta tra le macerie della decadenza romana e la ferocia dei popoli barbari che, in quel momento, si aprivano all'azione meravigliosa della grazia divina.

Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2005, n. 19, p. 24 - 25)

 

http://it.arautos.org/view/show/6929--padre-e-gia-il-cielo-


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CULTURA
15 novembre 2009
SANTA CLOTILDE E LA CONVERSIONE DEI FRANCHI
 
 
IL BATTESIMO DEL RE CLODOVEO
 
SANTA CLOTILDE E LA CONVERSIONE DEI FRANCHI

Nasce in un clima da fine del mondo. Crollato l’Impero d’Occidente, la Gallia romana si frantuma in tanti regni che si aggrediscono, in famiglie reali che si scannano. Lo storico e vescovo Gregorio di Tours, scrivendo a qualche decennio dai fatti, racconta che Clotilde, figlia di Chilperico re dei Burgundi, ha avuto padre e madre assassinati da uno zio. E certo lascia volentieri quell’inferno, andando sposa a Clodoveo re dei Franchi, popolo di origine germanica che si sta espandendo in Gallia. Dopo quello che ha passato, va tutto bene; anche se Clodoveo ha già un figlio (Teodorico) nato da una concubina.
Ha preoccupazioni religiose, piuttosto. Lei è cattolica e Clodoveo pagano, come tutti i suoi. Nato il primo figlio, Ingomero, lei ottiene che sia battezzato, ma il piccolo muore subito. La serenità torna con la nascita del secondo, battezzato col nome di Clodomiro. Seguono Childeberto, Clotario e una bambina, Clotilde. La regina vuole ora convincere Clodoveo a farsi cattolico. Con lei insiste Remigio di Laon, vescovo di Reims. E a Reims, appunto, sarà lui a battezzarlo, nel Natale di un anno imprecisato, tra il 496 e il 506. A migliaia i Franchi imitano subito il re, nel cui gesto c’è assai più politica che fede. Gli serve l’aiuto della Chiesa per estendersi nell’intera Gallia, che dal nome del suo popolo si chiamerà Francia. Più tardi stabilirà la sua sedes regia a Parigi, e lì saranno sepolti lui e Clotilde. Lei preferisce Tours, dove c’è la tomba di san Martino, dove può passare inosservata. Ma le tocca vedere altro sangue. Morto Clodoveo (511), i tre figli si spartiscono il regno secondo l’uso franco; ma quando uno di loro, Clodomiro, muore in guerra, i fratelli Childeberto e Clotario uccidono subito due dei suoi tre figli, ancora bambini, per depredarli dell’eredità; il terzo riesce a mettersi in salvo. E tocca a nonna Clotilde comporre e portare al sepolcro le piccole vittime.
Ma non è finita: Childeberto, per diventare unico re, tenta di eliminare in battaglia il fratello e complice Clotario (con l’aiuto di Teodeberto, figlio del loro fratellastro Teodorico). In questo groviglio sanguinoso, Clotilde lotta con le suppliche ai figli, con notti di preghiera sulla tomba di san Martino. E proprio al santo attribuisce l’evento risolutore: un nubifragio che impedisce il combattimento, quando Clotario è già circondato. Clotilde resta l’unica a ostacolare l’autodistruzione della famiglia. Dice Gregorio: "Non era più considerata regina, ma un’ancella di Dio, lei che non fu portata alla rovina dall’ambizione, ma che dall’umanità fu innalzata alla grazia".
Clotilde muore in pace a Tours “piena di giorni”, e viene proclamata santa dalla voce popolare. La porta al sepolcro di Parigi una lunga “processione cantata”: un incredibile corteo di povera gente e di predoni, di innocenti e di criminali. E in testa i suoi figli, due assassini.


Autore: Domenico Agasso

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55650


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