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SOCIETA'
7 giugno 2010
Dimenticata in macchina,muore bimba

Dimenticata in macchina,muore bimba

 
5/6/2010

Francia, madre si allontana per 4 ore

 

 

Una bambina di 16 mesi è morta per il caldo dopo essere stata dimenticata in auto dalla madre per quattro ore. E' accaduto in Francia. La donna si trova in stato di fermo ad Arcueil, nella periferia di Parigi. E' stata una ragazza ad accorgersi della piccola, ha dato l'allarme ad alcune guardie giurate, che hanno rotto il parabrezza del veicolo e chiamato i pompieri. I medici hanno tentato di rianimare, invano, la piccola.

 

La madre è arrivata dove aveva parcheggiato l'auto pochi minuti dopo l'intervento dei vigili del fuoco, proprio mentre alcuni medici stavano cercando di prestare soccorso alla bambina, ormai senza vita.

Secondo quanto si è appreso dalle prime indagini, la donna ha 37 anni, lavora per l'operatore di telefonia mobile Orange (France Telecom) ed è moglie di un poliziotto. Attualmente si trova in stato di "estrema prostrazione". La donna e il marito sarebbero stati in realtà al capezzale di uno dei quattro figli, ricoverato in ospedale per una "grave malattia". La madre avrebbe vegliato tutta la notte il bambino e poi, rientrata a casa, è ripartita per andare al lavoro dimenticando però in auto la bambina di 16 mesi che avrebbe dovuto accompagnare dalla "tata".

All'annuncio della tragedia, il sottosegretario alla Famiglia, Nadine Morano, ha annunciato una riunione urgente con i costruttori di auto e i fabbricanti di allarmi per studiare la possibilità di equipaggiare i veicoli con congegni che consentano di evitare tragedie del genere.

 

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo483340.shtml


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SOCIETA'
7 giugno 2010
Rieti, è morta la bimba di sei mesi gettata dal balcone. A compiere il gesto la madre

Rieti, è morta la bimba di sei mesi gettata dal balcone. A compiere il gesto la madre

 
ultimo aggiornamento: 02 giugno, ore 20:17
Roma - (Adnkronos) - La donna è affetta da depressione post partum. La drammatica vicenda a Passo Corese, in provincia di Rieti. La piccola era stata ricoverata al Gemelli di Roma per un gravissimo trauma cranico. I genitori hanno dato l'autorizzazione per la donazione degli organi
 
 
 
Tso alle neomamme per combattere depressione post partum e infanticidio
 
ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 19:09
Milano - (Adnkronos) - La misura potrebbe aiutare 1000 mamme in difficoltà ogni anno e salvare la vita di altrettanti bambini. Consiste nell'assistenza domiciliare 24 ore su 24 da parte di un'equipe specializzata. Rieti, è morta la bimba di sei mesi gettata dal balcone. A compiere il gesto la madre
 
Milano, 3 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Alla luce del recente fatto di cronaca che ha visto una giovane madre di Passo Corese (Rieti) uccidere il proprio figlio di pochi mesi, proponiamo al ministro della Salute Ferruccio Fazio di applicare la procedura del Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) extraospedaliero per le donne affette da depressione post partum, a rischio di infanticidio". A suggerire una 'linea dura' per arginare il dramma delle mamme assassine sono Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), e Antonio Picano, presidente dell'Associazione Strade Onlus e responsabile del progetto 'Rebecca' per la prevenzione e il trattamento della depressione in gravidanza e nel puerperio.
 
 
Gli esperti calcolano che ogni anno 50-75 mila mamme italiane vengono colpite dal baby blues, con un costo sociale valutato in circa 500 milioni di euro su 12 mesi. Secondo gli esperti di Strade Onlus, i casi tanto gravi da costituire una minaccia per la vita del bebe' e da richiedere un Tso sono circa mille all'anno. Il trattamento sanitario obbligatorio extraospedaliero, ricorda una nota della Sigo, consente di adottare limitazioni della liberta' personale per ragioni di cura, all'interno dell'abitazione del paziente. Un'equipe specializzata potrebbe occuparsi continuativamente 24 ore su 24 delle donne con comportamenti potenzialmente omicidi, tutelando cosi' in maniera efficace sia la madre che il figlio, sostengono gli specialisti.

 

 

"La depressione post partum si puo' prevenire - assicura Vittori - e i ginecologi italiani sono impegnati da tempo per diventare 'sentinelle'" contro questa triste emergenza. Ma quali sono i campanelli d'allarme? Al primo posto gli episodi di ansia o depressione durante la gravidanza, o una storia personale o familiare di depressione (81%), spiegano gli esperti. A seguire, precedenti casi di depressione post partum (78%), isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%).

 

 

Secondo la letteratura scientifica, la depressione post partum colpisce circa il 10% delle neomamme. Eppure, nonostante i numeri preoccupanti del fenomeno, "il rischio di sviluppare depressione viene valutato di routine solo dal 30% dai ginecologi durante gli incontri pre-parto - rileva Vittori - Dopo, solo nel 45% delle strutture e' previsto un monitoraggio delle mamme a rischio. E il tempo dedicato all'informazione prima della dimissione e' inadeguato per il 72% dei ginecologi".

 

 

La Sigo ha raccolto questi dati attraverso un'indagine fra i propri soci, sulla cui base ha attivato gia' nel 2008 la campagna nazionale 'Non lasciamole sole'. Obiettivo: costruire una rete di protezione per tutelare soprattutto le donne piu' fragili. Il progetto, multidisciplinare, ha coinvolto vari specialisti: se il ginecologo si afferma infatti quale prima figura di riferimento (molto importante per il 63%), rivestono un ruolo chiave anche lo psicologo (59%), l'ostetrica (52%), il medico di famiglia (30%) e il pediatra (24%). "Alla prevenzione deve immediatamente seguire una presa in carico del problema da parte dei singoli professionisti - avverte Vittori - un concreto impegno delle autorita' nazionali e locali, anche dal punto di vista organizzativo-gestionale, e una stretta collaborazione con le donne e i loro familiari, senza esitare", puntualizza il presidente Sigo.

 

 

"E' questa la chiave di volta per evitare che si ripetano episodi drammatici, purtroppo troppo frequenti, che segnano per sempre la vita di chi li subisce", precisa l'esperto. "La donna affetta da depressione post partum non puo' essere trattata come una qualsiasi criminale - aggiunge Picano - L'impulso di eliminare il proprio figlio e' un sintomo tipico e ben conosciuto. Si tratta di una forza estranea alla volonta' della persona, contro la quale la donna depressa lotta strenuamente e di cui si vergogna profondamente.Non puo' comunicare a nessuno i suoi pensieri, in particolare al marito, ma anche la mamma o la sorella vengono tenute all'oscuro di questo dramma. Oggi non esiste una protezione reale per il bambino e per la donna. Non basta come per la mamma di Passo Corese, ottenere una corretta diagnosi e una terapia farmacologica per salvare un bambino dalla defenestrazione e una donna dal dramma e dal carcere. Sono necessarie delle attenzioni particolari per la paziente che ha una condizione a rischio e il bambino deve essere tutelato esplicitamente", conclude il presidente di Strade Onlus.
 
 
SOCIETA'
7 giugno 2010
Bimba carbonizzata, arrestata madre

Bimba carbonizzata, arrestata madre

27/4/2010

Benevento, è accusata di omicidio

 

La Squadra Mobile di Benevento ha arrestato Daniela Liguori, la madre della piccola di sette mesi morta carbonizzata all'interno dell'auto dalla donna. L'accusa è di omicidio volontario. Le indagini hanno accertato che a dar fuoco alla vettura è stata proprio la madre. La donna, con la piccola a bordo, ha raggiunto una pompa di benzina dove ha acquistato il carburante, poi si è diretta verso Pietrelcina e ha dato fuoco all'auto.

La tragedia è avvenuta lungo il tratto di strada compreso tra la rotonda dei Pentri e la via che conduce a Pietrelcina, alle porte di Benevento. Daniela Liguori, 33 anni, è madre di quattro figli, e, secondo quanto si è appreso, aveva mostrato di recente segnali di fragilità psicologica. La conferma arriva dal marito, un ex parcheggiatore di Benevento, di 46 anni, che in un momento di sfogo descrive una situazione familiare difficile.

Martedì mattina i coniugi avrebbero accompagnato a scuola le altre figliolette, una di 9 anni, l'altra di 7 ed un'altra ancora di 6, al Rione Libertà. Il padre si sarebbe preoccupato di portare le tre bimbe all'interno della scuola mentre la mamma era in auto con la piccola Ilaria. La donna si è recata a una pompa di benzina per acquistare il carburante; poi si è diretta verso la strada che conduce a Pietrelcina e ha cosparso di benzina il sedile anteriore dove si trovava il seggiolino con la piccola, prima di dare fuoco all'auto.

Il papà è stato avvertito della tragedia dalle forze dell'ordine: straziante il suo arrivo sul luogo dell'incidente. Sul posto, a pochi metri dall' auto, è stata trovata anche una scatola di fiammiferi. Per accertare le cause della tragedia sono intervenuti gli agenti della Polstrada, i vigili del fuoco, gli uomini della scientifica della questura e i medici del 118, che hanno portato la donna, ustionata in varie parti del corpo, e suo marito, colpito da malore, nell'ospedale Rummo. Sul posto anche il medico legale e il magistrato di turno.

La donna è ricoverata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Rummo dove è stata ascoltata dal magistrato. Fin dall'inizio la polizia stradale aveva considerato ipotesi investigative diverse dall'incidente. Alcuni testimoni avevano riferito che l'auto, la cui corsa si era arrestata contro un albero, aveva preso fuoco prima dello schianto.

La famiglia era seguita dai servizi sociali
Daniela Liguori e il marito, Paolo Delli Carri, vivevano da qualche anno insieme alle quattro figlie in un alloggio del Comune. La famiglia stava attraversando un momento di difficoltà economica, dovuto alla mancanza di lavoro del capofamiglia, fino a qualche mese fa parcheggiatore abusivo in piazza Risorgimento a Benevento. I coniugi Delli Carri e i loro figli sono seguiti dai servizi sociali del comune di Benevento da circa dieci anni. Da tempo ricevono un sussidio mensile fisso, oltre a diversi aiuti in denaro. Gli assistenti sociali del municipio hanno costantemente monitorato l'evoluzione di vita della famiglia. L'ultimo incontro, svoltosi presso le strutture assistenziali cittadine, si è tenuto il 22 aprile.

Ex assessore alla Mobilità: "Mi sono dimesso quando il padre ha perso il posto"
Il dottor Giuseppe De Lorenzo, responsabile del servizio psichiatrico dell'ospedale di Benevento ed ex assessore alla Mobilità del Comune di Benevento, racconta, in una lettera aperta, l'incontro con il padre della piccola Ilaria. "Che rispondere a quest'uomo - scrive il medico - quando, nell'avvicinarmi a lui, mi ha detto:'Vedete, dottore, questa è l'ultima tappa della mia vita infelice. Quando, giorni fa, venni da voi, avendo perso il mio impiego, definiamolo così, quale parcheggiatore abusivo, non ho avuto risposte. Gli altri sono stati accontentati, io escluso. Perche?'". "Gli ho chiesto scusa - conclude De Lorenzo - anche se ritengo di non avere colpe. Le decisioni sono state assunte da altri escludendo me. E, forse, questa ulteriore prova, nel dramma cui sono stato umanamente coinvolto, è servita a convincermi di aver preso una decisione saggia lasciando il ruolo amministrativo in una realtà ove i cittadini, purtroppo, non vengono considerati alla pari".

 

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo480129.shtml

SOCIETA'
18 settembre 2009
Bimba rapita nel '91, due arresti
 

Bimba rapita nel '91, due arresti

Usa, ragazza si presenta alla polizia

La polizia californiana ha confermato che la donna di 29 anni che si è presentata agli agenti della stazione di Concord è Jaycee Dugard, la bambina rapita nel 1991 di cui erano scomparse le tracce da 18 anni. Phillip Craig Garrido e sua moglie Nancy, accusati di essere i responsabili del sequestro, sono stati arrestati. La ragazza in questi anni è sempre stata sotto sequestro e ha avuto due figli concepiti con il suo rapitore.

Sulle circostanze che hanno portato al ritrovamento della ragazza si hanno ancora informazioni discordanti. Secondo alcune fonti, Jaycee si sarebbe presentata da sola alla polizia fornendo le sue generalità. Altre fonti sostengono che è andata al commissariato assieme a Garrido e dalla moglie, oltre che con i due bambini avuti dal suo rapitore.

L'uomo, a quanto pare, era stato convocato dopo essere stato fermato da una pattuglia nel compound dell'Università di Berkley. Con lui c'erano le due donne e i due bambini e il gruppo aveva insospettito gli agenti.

Garrido era stato arrestato già nel 1999 per molestie. Marito e moglie sono stati trasportati in una località ancora segreta e su di loro è stata posta una cauzione di 1 milione di dollari ciascuno. La polizia ha già perquisito la casa dove i Garrido hanno vissuto negli ultimi anni vicino ad Antioch, che si trova tra San Francisco e la cittadina di South Lake Tahoe, dove la ragazza fu rapita quando aveva 11 anni.

Jaycee era stata rapita nei pressi di lac Tahoe, a 200 chilometri a nord di San Francisco, sotto gli occhi del patrigno Carl Probyn. La ragazza, secondo le autorità, sta per riabbracciare la madre, che per tutti questi anni l'aveva data per morta.


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SOCIETA'
29 maggio 2009
RUSSIA: COME MOWGLI MA IN CASA, BIMBA ALLEVATA DA CANI E GATTI
 
RUSSIA: COME MOWGLI MA IN CASA, BIMBA ALLEVATA DA CANI E GATTI
 
AGI) - Mosca,27 mag. - Non parla, ma abbaia; non mangia con le posate, ma lecca il cibo dal piatto, e poi saltella qua e la' come i cani e i gatti con i quali ha vissuto tutta la sua vita.
  E' Natasha, una bimba dall'eta' apparente di 2 anni (ma secondo gli esperti ne ha almeno almeno 5) trovata in un malfamato tugurio, senza riscaldamento, ne' acqua o acque di scarico, nella citta' di Chita, in Siberia. "Per cinque anni, la piccola e' stata cresciuta da alcuni cani e gatti e non e' mai stata all'esterno", ha fatto sapere la polizia. Praticamente nulli i contatti con gli esseri umani, nonostante la piccola Mowgli (dal nome del protagonista de "Il libro della giungla" di R.Kipling) vivesse in un appartamento di tre stanze, insieme al padre, la nonna, il nonno ed altri parenti. "Sudicia e con abiti sporchi, la piccola ha il comportamento di un animale e salta addosso alle persone. Quando qualcuno esce dalla stanza, abbaia". Adesso la piccola e' stata affidata a un orfanotrofio dove viene monitorata da psicologi. Nel mondo sono sempre piu' frequenti i casi di bimbi Mowgli, bimbi cioe' cresciuti a stretto contatto con gli animali da cui mutuano comportamenti e abitudini. L'anno scorso, e' stato trovato un piccolo a Kirovskiy (Volvograd), che una madre squilibrata aveva fatto crescere insieme a volatili, da cui aveva imparato soltanto a cinguettare. E nel 2006 ne era stato trovato un altro che viveva per strada ed era diventato il capo di un branco di cani randagi.

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 29/5/2009 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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