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SOCIETA'
2 aprile 2010
"Sei anni di abusi da un prete"

"Sei anni di abusi da un prete"

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

Girotondi neocatecumenali, chitarre che scandiscono «Venite a me...», ragazzi che sciamano dietro ai cartelli della vergine Maria. Fatalità, c’è il raduno della Giornata mondiale della gioventù e piazza San Pietro è invasa da adolescenti che attendono di incontrare il Pontefice. Loro, gli accusatori del Papa, quattro signori di mezza età, restano un metro al di qua delle transenne. In una mano stringono la foto del cardinale Ratzinger, nell’altra quella di quando erano loro stessi «bambini abusati da preti».

Adesso sono i responsabili della Survivors Network of those Abused by Priests, associazione dei bambini abusati dai preti. Sapevano di padre Murphy prima di leggerlo sui giornali, lo hanno saputo dalle vittime, molti anni fa, e quando sono venuti in possesso del carteggio tra la diocesi di Milwakee e il Vaticano hanno deciso di portarlo a Roma, a San Pietro, come atto d’accusa: «La Chiesa sta cercando di riscrivere la storia, dicendo noi non sapevamo, questo documento dimostra che sapevano e non hanno fatto niente», denunciano, prima che la polizia arrivi a portarli via, in commissariato per due ore, sequestrando tutto. Il carteggio. Una stampa con l’immagine dell’attuale Pontefice Benedetto XVI in abiti cardinalizi. Un’altra con il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone.

La foto di padre Murphy circondato dalla squadra di basket di una scuola americana. Foto di bambini a mezzo busto. Cartoncini con su scritto: «Verità» e «Proteggi i bambini». Qualche foto sono riusciti a salvarla. In una c’è una bambina vestita di bianco: «Sono io, avevo sei anni, lo zio del mio migliore amico era un prete, chiese se potevo aiutarlo in chiesa, mia madre mi disse di mettere il mio vestito migliore e delle scarpe nere, che non mi piacevano: di nascosto me le sono cambiate, uscendo poi sul retro. Quando arrivai dal prete, lui disse che ero una bambina cattiva e che Dio lo aveva mandato per salvarmi. Abusò di me e io pensai che lui sapeva che mi ero cambiata le scarpe di nascosto disubbedendo alla mamma e quella era la punizione. Siamo andati avanti così per sette anni: ogni volta pensavo che non avevo fatto i compiti o ero stata cattiva con il mio fratellino. E non a mia madre non dissi nulla, lei era orgogliosa che il prete mi considerasse speciale e non volevo che sapesse quanto ero cattiva», racconta tutto d’un fiato la sua storia Barbara Dorris di Saint Louis, una signora dai capelli bianchi che lotta perché «ad altri bambini non accada quello che è successo a me».

«L’abuso subito non si cancella mai, resta per tutta la vita», spiega Peter Isely, 49 anni, che adesso lavora come psicoterapeuta e ha in cura anche alcune delle vittime di padre Murphy. «Chi ha raccontato questa storia è un eroe, alcuni non ce l’hanno fatta a sopportare il peso e si sono suicidati». Lui stesso è un bambino abusato: «Avevo tredici anni, andavo a scuola dai frati per diventare sacerdote, l'uomo che abusò di me era il rettore del seminario, ora è morto, non è mai stato allontanato dalla Chiesa». 

«La mia famiglia era devota, io frequentavo scuole cattoliche», racconta Barbara Blain. Aveva tredici anni quando è stata abusata dal suo parroco. «Il prete mi diceva “smetti di tremare, non voglio farti niente di male”... Più tardi seppi che altre ragazze nel ‘69 avevano denunciato di essere state violentate, ma la Chiesa lo allontanò dal suo incarico solo nel 1992 quando andai in tv a raccontare quello che mi aveva fatto». Non che la chiesa non sapesse. «Sapeva benissimo, organizzarono anche un incontro con lui, un suo superiore e lo psicologo: lui mi disse, Barbara, sei una persona migliore di me, dimenticati di questa vicenda, fai calare una tenda...». E invece no: «Sono loro che non devono dimenticare, bogliamo che rendano pubbliche le decine di carte tenute segrete in Vaticano sui casi di pedofilia e che i vescovi rimuovano i preti pedofili dal sacerdozio».

26 marzo 2010
 

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SOCIETA'
9 novembre 2009
IL RANCH DELL'ORRORE
 

IL RANCH DELL'ORRORE....

Post n°772 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da nonna.fra

 

Gli assistenti sociali all’infanzia del Texsas sono arrivati alla conclusione che almeno 12 ragazzine minorenni che vivevano all’interno della comunità poligama “Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints” (che nell’aprile era stato perquisito), sono state coinvolte in matrimoni “spirituali” con uomini anziani.  Gli assistenti sociali, in oltre, avrebbero confermato che centinaia di bambini residente all’interno della comunità sarebbero stati esposti a rapporti non consoni alla loro età.

I dati sono stati divulgati martedì in una relazione del Dipartimento del Texas che ha messo a fuoco ciò che succedeva a chi viveva all’interno del ranch  Yearning di Zion in Eldorado. Il caso Yearning di Zion è sconcertante, in quanto è stato insegnato ai bambini e alle bambine che i rapporti con uomini molto più grandi sono una cosa assolutamente normale, e che è  un modo di vivere, ed è proprio in questo modo che venivano perpretrati gli abusi sessuali ai danni dei minori. I genitori non hanno mai ostacolato le unioni illegali che i propri figli subivano, con uomini che tra l’altro erano anche gia sposati. Tutto ciò non faceva parte di una vocazione religiosa, ma del culto che praticavano  “Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints” . 

” Secondo il rapporto del Dipartimento del Texas, abusare dei bambini nel ranch era un fatto usuale,  12 ragazzine tra i 12 e i 15 anni  erano unite “spiritualmente” con uomini molto più anziani di loro, e anche questo rientrava nella normalità(all’interno del ranch). Il rapporto dice anche che 7 di quelle 12 ragazzine partorirono uno o più bambini da quelle relazioni  “spirituali”. Un porta voce delle famiglie del ranch che appartengono alla Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints”, respinge le conclusioni del rapporto degli agenti e mette in dubbio ciò che è stato accertato.

Willie Jessop, portavoce del ranch, dichiarò che la relazione degli agenti  era “un tentativo disperato degli  assistenti sociali e degli agenti per giustificare le loro barbare azioni del 3 aprile.” I bambini sono stati portati via dal ranch e presi in custodia dal tribunale. Il portavoce aggiunge dicendo che “Nel rapporto non c’è niente, stanno cercando di giustificare le loro azioni infondate.” La setta “Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints” fu fondata da due mormoni scomunicati, si scisse dalla corrente principale che le univa alla Chiesa mormone (1890)che rifiutava la poligamia, ed è per questo che spesso si trovano in battagli legali e pubbliche per la  pratica della stessa.

Tutto sembra essere partito da una telefonata che al principio sembrava uno scherzo di cattivo gusto. Una ragazzina telefonò disse di fare parte della setta e che loro, i bambini, in questo posto venivano abusati. Partirono le indagini, e le squadre speciali del Texsas intervennero con un bliz, che gli permise di portare via 439 bambini. L’operazione attrasse l’attenzione nazionale per settimane. Il tribunale mise in cura i bambini abusati e diede disposizione che fossero dati in affidamento ad altre famiglie. Le stesse si recarono in tribunale protestando e chiedendo che i loro figli facessero ritorno a casa. 

Il Texsas, la Suprema Corte e la Corte d’Appello hanno deliberato che il bliz è stato troppo precipitoso, che non ci sono gli elementi sufficenti che possano portare in evidenza gli abusi sessuali e che non ci stono stati  motivi validi portare via i bambini dal ranch. Tutti i bambini, tranne uno ha fatto ritorno alle proprie famiglie, e si indaga se all’origine dell’abuso invece non ci sia stata una beffa. Dopo il bliz, comunque la giuria nell’Eldorado accusò 12 uomini che vivevano nel ranch di bigamia e abuso sessuale di  un minore. Alle bambine e hai bambini fu fatto frequentare  un “corso” per educarli sul normale  sviluppo psicosessuale e a come identificare un abuso sessuale e denunciarlo.

Nel frattempo , l’agenzia Welfare, comunica che :424 bambini sono stati ritenuti non abusati, mentre 15 casi rimangono ancora aperti. Patrick Crimmins, un portavoce dell”agenzia di stato, ha detto che nella relazione è specificato il motivo dell’irruzione avvenuta nel ranch il 3 aprile: ”L’operazione aveva come scopo salvare dei bambini dagli abusi sessuali, l’intervento da parte degli agenti non era mirato allo scopo di togliere dei bambini alle loro famiglie e fargli fare cure terapeutiche.”

La setta “Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints” fu fondata da Warren Jeffs, ed era sotto controllo dagli agenti da tempo.

 La polizia non è riuscita a risalire alla famiglia di molti di questi minorenni.

Altre 140 donne sono letteralmente scappate dal ranch, prima del blitz della polizia, innescato dalla telefonata di una ragazzina sedicenne che viveva in quella tenuta.

La chiesa dei mormoni ci ha tenuto a precisare di non aver nulla a che fare con questa setta!

 (The New York Times)

http://blog.libero.it/NONNAFRA/7905534.html


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